mercoledì 29 febbraio 2012

I Fantasmi di Bedlam

"I Fantasmi di Bedlam" è una Serie TV britannica andata in onda qualche mese fa su FOX. La storia è ambientata a Bedlam Heights, un lussuoso condominio che in passato era stato un Istituto Psichiatrico. Tra gli inquilini del condominio troviamo anche Jed Harper (un Theo James a mio parere non del tutto convincente), che ha il dono di vedere gli spiriti che infestano l'edificio, e grazie a questa capacità si ritroverà a risolvere vari casi soprannaturali che creeranno problemi agli altri inquilini.
La Serie TV è composta da soli 6 episodi, e inizialmente sembra promettere molto bene. Già al giro di boa, però, la Serie comincia a perdere colpi, e quando si arriva all'episodio finale si assiste a una conclusione che lascia assolutamente insoddisfatti (a dir poco); probabilmente si tratta di uno dei peggiori finali di stagione che io ricordi. 
Che non potessero esserci grandi risvolti durante l'episodio finale, si capiva già nei primi minuti (diciamo anche alla fine del penultimo). Troppo poco tempo per risolvere in maniera soddisfacente i tanti misteri abbozzati in una storia che man mano si fa complessa, nebbiosa, pesante.
Alla fine del 2011 è stata ufficializzata la realizzazione di una seconda stagione che, se curata e migliorata nella scrittura, potrebbe risollevare le sorti di una Serie TV che dopo la conclusione della prima stagione sembra non aver alcun senso.
(VOTO: 5 - Evanescente)

Doodle: Gioachino Rossini

Oggi è il 29 febbraio, anno bisestile. Google ne approfitta per ricordare, attraverso un Doodle, il 220° anniversario della nascita di Gioachino Rossini.
Nel divertente Doodle troviamo quattro rane che vanno a rappresentare una delle opere più famose del compositore pesarese: "Il Barbiere di Siviglia". Una rana al pianoforte, una rana soprano che canta saltellando, un'altra sulla sedia da barbiere, già insaponata, in attesa dell'intervento dell'ultima rana: Figaro.
Auguri Rossini, e buon anno bisestile a tutti.

martedì 28 febbraio 2012

Nomadincontro 2012

La prima volta che ho assistito al "Nomadincontro" avevo poco più di 18 anni. Partii da casa, dalla provincia di Caserta, insieme a quello che un tempo era un amico, un buon amico. Cambiammo treno a Roma, e incontrai quelli che poi sarebbero diventati due ottimi amici. Da lì quindi partimmo in quattro, destinazione... un piccolo paese in provincia di Reggio Emilia chiamato Novellara, patria e cuore di un gruppo storico: i Nomadi
All'epoca non era semplice seguire un gruppo come i Nomadi. Oltre al fatto che molti non riuscivano a capire come potessero piacere a un diciottenne, erano i tempi dei veri albori di internet, e trovare informazioni e altro per una band non certo amatissima dal circuito televisivo nazionale, non era affatto semplice (al massimo si vedevano a Help o al RobyBar di Red Ronnie).
Chi conosce davvero i Nomadi sa di che gruppo stiamo parlando. No, non si tratta di qualcosa di simile all'Equipe 84 o i Cugini di Campagna. Stiamo parlando di un gruppo che da sempre si è distinto, per la musica e i contenuti, da tutte le altre band nate nei magici anni '60. 

Arrietty (2010)

Non ci troviamo di fronte a un'opera di Miyazaki (la sceneggiatura comunque è sua) ma probabilmente di un più che degno suo erede. 
Hiromasa Yonebayashi (già animatore di capolavori di Miyazaki come "Il castello errante di Howl" e "La città incanta") ci regala una storia semplice e poetica: Arrietty è una ragazzina piccola... piccola nel vero senso della parola: è alta, si fa per dire, circa 10 cm, e vive insieme alla sua famiglia sotto le assi del pavimento (il titolo completo è infatti Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento) di una grande villa in campagna. I componenti della piccola famiglia si autodefiniscono "Prendinprestito", visto che, grazie a spedizioni segrete e pericolose, prendono in prestito oggetti della casa per poter vivere meglio. 
Un giorno arriverà nella villa un giovane ragazzo, nipote della proprietaria. Il ragazzo è malato, prossimo a un'importante operazione, ma avrà la fortuna di scoprire la piccola Arrietty e di provare a instaurare un rapporto d'amicizia all'apparenza impossibile e pericoloso per la piccola famiglia.
Le vicende si svolgono velocemente, attraverso gli splendidi disegni curati nei minimi particolari. Una storia semplice, dicevo, ma profonda e con un finale che mi è piaciuto parecchio, forse il migliore col quale si poteva chiudere il film.
Bella anche la colonna sonora. Sui titoli di coda si potrà ascoltare anche la versione in italiano della canzone "Arrietty's Song", incisa anche in giapponese, inglese e francese.
Quando ci troviamo di fronte a simili film di animazione non si può certo parlare di "cartone animato", ma di vere e proprie opere d'arte da vedere e far proprie, diventando così anche noi dei prendimprestito... in questo caso di immagini. Bellissime immagini.
(VOTO: 8 - Piccola Perla)

venerdì 24 febbraio 2012

Lisa J. Smith - Il Gioco Proibito (Trilogia)

Dopo essermi annoiato a morte con l'ultimo libro letto della Thomas (Il nostro tragico Universo), ho deciso di buttarmi su qualcosa di molto meno impegnativo, e andare a concludere la trilogia di Lisa J. Smith, "Il Gioco Proibito".
I primi due libri non mi avevano entusiasmato; in particolare il secondo, "L'Inseguimento", l'ho trovato ancora più adolescenziale del primo, con un finale che rasenta il ridicolo.
Ho acquistato il primo libro della trilogia, "La Casa degli Orrori", un po' per il titolo, un po' per la copertina, un po' per la descrizione della storia, che sembrava essere interessante. 
In effetti la storia narrata nel primo libro parte bene, ma col passare delle pagine si fa tutto più banale, e il racconto sembra non poter regalare niente di originale. A condire il tutto vi sono personaggi descritti fisicamente quasi ogni due pagine, il che si fa ossessivo nei confronti di una delle protagoniste, Dee, per la quale la Smith sembra avere una predilezione maniacale. Ma ciò che mi ha lasciato più perplesso del primo capito è stata sicuramente la vena sempre più amorosadolescenziale che sembrava assumere l'intera storia.
Nel secondo libro, "L'Inseguimento", lo spirito adolescenziale si fa più forte, e la storia culmina in un finale talmente ridicolo quanto banale.
A questo punto avrei potuto lasciare la saga, e non continuare con la lettura del terzo e ultimo capitolo. Ma una volta iniziato un libro (o una storia in generale), difficilmente l'abbandono senza arrivare alla fine. Con i libri non mi è mai successo; con i film una sola volta. Ecco allora che ho deciso di andare a vedere dove volesse andare a parare la Smith, con la paura di ritrovarmi di fronte a un finale che risultasse peggiore anche di quello del secondo capitolo della saga; così è stato.
In definitiva, "L'ultima Mossa", il terzo e ultimo libro del "Gioco Proibito", si conclude , tra un capello ramato e un capello ben pettinato, nella maniera più banale, mielosa e prevedibile possibile. Quasi mi aspettavo, girando l'ultima pagina, che ci fosse qualcosa che andasse a migliorarne il finale... perché no, non poteva concludersi così.

giovedì 23 febbraio 2012

C'era una volta (Once Upon a Time)

È in onda su FOX una Serie TV davvero particolare: si tratta di "C'era una volta" (Once Upon a Time), ideata da Edward Kitsis e Adam Horowitz, già sceneggiatori del fortunatissimo Lost
Le vicende si svolgono nella cittadina di Storybrooke, nel Maine. Una città tutt'altro che normale: è abitata, infatti, da personaggi delle fiabe che vivono come persone normali, impossibilitate nel ricordare la loro vera identità per colpa di un sortilegio effettuato dalla Regina Cattiva, a sua volta abitante e sindaco di Storybrooke. La Regina sembra essere l'unica a ricordarsi chi è davvero. Un ragazzino di nome Henry (suo figlio adottivo), però, grazie a un libro di fiabe sul quale legge la vera storia dei protagonisti intrappolati, è a conoscenza del segreto degli abitanti della città, e proverà, con l'aiuto di Emma Swan (la vera madre) a risvegliare la loro coscienza.
Parallelamente la storia si svolge anche in un'altra realtà, quella fiabesca, dove gli abitanti intrappolati a Storybrooke erano i vari Biancaneve, Grillo Parlante, Principe Azzurro, Tremotino...
Dopo aver visto sette episodi (in totale saranno 22), mi sento di consigliare la Serie a tutti. 
La storia è bella, originale, i personaggi ben costruiti in entrambe le realtà. Insomma, c'è soltanto da aprire il libro (e la tv) e iniziare...
C'era una volta...
(VOTO: 8 - Favolosa)

mercoledì 22 febbraio 2012

Liberate Rossella Urru

Nel mio piccolo voglio ricordare anche io qualcosa di davvero importante. Non dimentichiamoci di Rossella Urru, e facciamo di tutto per tenere sempre alta l'attenzione su questa vicenda che, speriamo, possa concludersi per il meglio quanto prima.
Per saperne di più, vi invito a visitare due link:

Doodle: Heinrich Rudolf Hertz

Oggi Google dedica un Doodle al fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz, nel 155° anniversario della sua nascita.
A Hertz, come sappiamo, è dedicato il metro di misura internazionale della frequenza, e proprio per questo Google trasforma il suo logo in una linea ondeggiante.

martedì 21 febbraio 2012

PdL - Plagio della Libertà

Oggi su Repubblica ho letto la notizia secondo cui il rapper J-Ax abbia intenzione di denunciare Berlusconi per plagio. J-Ax, Berlusconi e Musica. Manca soltanto Apicella, impegnato sull'Isola dei Famosi.
Sotto accusa, comunque, non sarebbero le canzoni incise dall'ex Presidente del Consiglio insieme al suo fidato menestrello napoletano, ma il nuovo inno del PdL, "Gente della Libertà". Dando uno sguardo al confronto tra il testo dell'inno del PdL e la canzone "Gente che spera" degli Articolo 31, indicata da J-Ax come quella "copiata" dai poeti autori dei versi dell'inno, sinceramente non mi appaiono del tutto chiari i motivi dell'accusa di plagio. A parte il titolo ("Gente della Libertà" vs "Gente che spera") di copiato mi sembra di leggere ben poco. Sia chiaro... non mi riesce facile dar ragione a qualcosa che abbia la minima vicinanza al PdL, ma in questo caso non riesco proprio a capire dove J-Ax voglia arrivare. Tra l'altro, sotto accusa sembra essere soltanto una parte del testo (quella in blu che si vede nell'immagine sotto), e oltre alla parola "Gente" non riesco a trovare  altre parole che nemmeno si avvicinino alla canzone di J-Ax. 
Che dire... caro J-Ax, hai tutta la mia stima già per il fatto di aver twittato un "Denuncio Berlusconi", ma riguardo il plagio... credo che ci sia bisogno della ripetizione di più di qualche parole ogni tre righe...
Se proprio vogliamo trovare qualcosa che non va, nel nuovo inno del PdL, buttiamoci magari sui contenuti e i messaggi alquanto divertenti, di una canzone scritta a quattro mani in appena tre ore (roba del genere si scrive anche in 5 minuti) dai parolieri Silvio Berlusconi e Maria Rosaria Rossi: gente che non prova invidia, che non sa odiare... la forza che ci dice che il bene vincerà per sempre... 
Ecco, non parliamo allora di plagio, ma di una sequenza di incredibili cazzate lontane anni luce dalla linea di un partito come il PdL, che sembrano scritte, tra l'altro, da un bambino della seconda elementare. 
"Meno male che Silvio c'è", in confronto a questa, potrebbe essere candidata al Premio Tenco.

lunedì 20 febbraio 2012

Prontuario della Pronuncia

A volte capita che la pronuncia di qualche parola possa metterci in difficoltà. Se per l'inglese parlato questa situazione è abbastanza frequente, non possiamo escludere che possa capitarci anche con parole della nostra amata lingua. Ecco perché voglio riportare su questo blog un sito molto interessante. Si chiama "Forvo", ed è una vera e propria risorsa di pronunce delle parole nelle tante lingue del mondo. Il sito sfrutta - come tanti ormai - l'interazione con gli utenti che ne fanno uso e, praticamene, lo creano essi stessi. Le tante pronunce delle tante parole già presenti sul sito, sono registrate dagli utenti stessi, e la loro pronuncia può addirittura essere "votata" per attestarne, così, la qualità.
Insomma, un ottimo servizio da sfruttare a pieno. 
Buona pronuncia a tutti.
http://it.forvo.com/

Mission: Impossible - Protocollo Fantasma (2012)

Devo ammettere che film del genere il più delle volte mi lasciano molto perplesso: troppe situazioni inverosimili, che, tra un'azione spettacolare e un'altra, minano seriamente la credibilità dell'intero film. Ma guardare un film come questo vuol dire anche non star lì a chiedersi i vari perché su questo o su quell'altro, partendo dal presupposto che sì, con una serie incredibile di fortunatissimi eventi ciò che si vede... potrebbe capitare.
Fatta questa premessa, c'è da aggiungere che avere la possibilità di vedere un film del genere in IMAX ha influito non poco sulla decisione di guardarlo. Avevo già provato la spettacolarità dell'IMAX al Parco Oltremare di Riccione, e ho pensato che vedere un film d'azione (il film d'azione per eccellenza) su quel tipo di schermo sarebbe stato molto interessante...
Così è stato. Film come "Mission: Impossible - Protocollo Fantasma" in IMAX rendono 100 volte di più. La poca credibilità di scene ai limiti del possibile lasciano totalmente spazio alla straordinarietà delle immagini. Ecco allora che vedere Tom Cruise "incollato" ai vetri del grande grattacielo nel deserto fa davvero impressione... tanto da sembrare di essere lì con la macchina da presa, incollati anche noi ai vetri dell'enorme edificio.

sabato 18 febbraio 2012

Lost in Translation (Part 1)

Ho sempre avuto un debole per i titoli dei film stranieri tradotti in italiano. Raramente la traduzione, o meglio, il nuovo titolo in italiano, sortisce un effetto positivo. Il primo esempio che mi viene in mente è il bellissimo film "The Machinist", diventato "L'uomo senza sonno" nel titolo italiano; buona scelta, sia come titolo in sé che come vera e propria descrizione del film che ci si appresta a vedere.
Il più delle volte, però, il titolo italiano non solo è orrendo, ma trae incredibilmente in inganno. Mi è successo, ad esempio, con "Eternal Sunshine of the Spotless Mind". Il film, con Jim Carrey e Kate Winslet, approdò in Italia col titolo "Se mi lasci ti cancello". Orribile. Sentendo un titolo simile, ricordo perfettamente di aver pensato che per un film del genere non avrei speso nemmeno un centesimo. E così fu. 
Passò del tempo prima che, seguendo qualche consiglio da fonti più che attendibili, mi decisi a vederlo: film stupendo! I Geni del Crimine dei Titoli Italiani andrebbero semplicemente allontanati da qualsiasi forma di marketing o comunicazione riguardo cinema e altre arti. Un vero e proprio omicidio ai danni di un film, usando semplicemente la formula più usata nei titoli delle commedie italiane, ovvero "Se mi fai questo ti faccio quello". Chissà se gli autori di questo geniale titolo abbiano effettivamente visto il film, o si siano fermati dopo una rapida occhiata qua e là, pensando di trovarsi di fronte alla solita commedia da quattro soldi. Certo, la traduzione di questo titolo non sarebbe stata facile, perché probabilmente il titolo in inglese, più che essere tradotto letteralmente, andrebbe ricercato in un passaggio di un'opera di Alexander Pope, citato appunto nel film. Ma...
Tutto questo per una traduzione di un titolo? Ma no! Per carità... quindi buttiamo lì un bel "Se mi lasci ti cancello" e via... con la conseguenza di una doppia delusione: chi, richiamato dal titolo, si aspettava una commedia da quattro soldi s'è ritrovato a vedere un film forse troppo serio e complicato; chi, allontanato dal titolo, si aspettava una commedia da quattro soldi si è perso un gran bel film al cinema.
Geniali...
Altri due titoli mi hanno attirato in questi giorni, visto che li passavano (mi pare) su Italia 1:

venerdì 17 febbraio 2012

10 minuti di Grande Musica

Non posso fare a meno di pubblicare il video di quelli che, a mio parere, sono stati i 10 minuti più belli del Festival, e non solo. 10 minuti di grandissima Musica... come se ne vede (e sente) poca, ormai, in televisione. Inutile spendere parole che sarebbero superflue per la grandissima Patti Smith... che accompagna i Marlene Kuntz nelle emozionanti interpretazioni di "Impressioni di settembre" e "Because the Night".
Deliziamoci:

Italia Boing

Qualche post fa avevo scritto degli strani ascolti di Italia 1, che vedevano "I Simpson" spiccare ogni giorno come programma più visto. Bene, ieri (e non è la prima volta) la rete Mediaset non solo ha confermato il trend, ma addirittura ha piazzato tra i primi quattro programmi più visti ben due cartoni animati, due puntate per ciascuno, alternando così "Simpson" e "Dragon Ball"
Ho l'impressione che i vertici della Rete debbano leggermente rivedere la programmazione.
O cambiare nome: Italia Boing andrebbe più che bene.

giovedì 16 febbraio 2012

Rodriguez Butterfly

Nonostante la Farfalla Tatuata della Rodriguez, calano gli ascolti del Festival di Sanremo. Basta un accenno di concorrenza seria - in questo caso forzata, vista la concomitanza della Champions - e il Festival perde colpi.
Due giorni di Sanremo, e due argomenti principe: nel primo, gli attacchi di Celentano; nel secondo, la Farfalla di Belen Rodriguez.
Tristezza. Tristezza profonda per una manifestazione che dovrebbe far parlare di sé per ciò che è e per ciò che dovrebbe rappresentare, ovvero la Musica Italiana, e che invece risplende della luce riflessa delle polemiche e del gossip. 
Parlando di musica: eliminati i due artisti per i quali facevo il tifo. Se per i Marlene Kuntz, però, l'eliminazione poteva essere prevista, non riesco a capire quella di Irene Fornaciari. Certo, "Grande Mistero" non è un capolavoro, ma di capolavori sul quel palco non ne sono stati eseguiti. Mi riesce comunque difficile comprendere la dinamica per cui, per esempio, una Giuria Demoscopica preferisca la Civello (canzone di una bruttezza più unica che rara) alla Fornaciari, che con la sua canzone almeno ha il merito di aver portato un po' di vita e brio tra le tristi note delle altre canzoni. 
Chiuse le prime due serate, che potrebbero tranquillamente intitolarsi "Celentano Horror Show" la prima e "Rodriguez Butterfly" la seconda, aspettiamo con noia il titolo della terza. 

mercoledì 15 febbraio 2012

Sanremo e la Musica che non c'è

Non sono un fan del Festival. Credo di aver visto l'intero Festival soltanto con Bonolis presentatore. Ieri, comunque, dopo una bella cenetta con la mia compagna, abbiamo deciso di guardare questo secondo  Festival di Sanremo targato Morandi. Tempo perso.
Innanzitutto c'è da chiedersi: se queste erano le migliori 14 canzoni presentate a Morandi e Mazzi, come diavolo erano le altre scartate? Probabilmente c'è da chiedersi, più che altro, in base a quali criteri siano state scelte le magnifiche 14, perché, sinceramente, c'è qualcosa che non va...
Canzoni noiose, senza nervo. Da salvare qualcosa c'è, certo: Bersani, per esempio; la Fornaciari (un po' di vita sul palco...); l'intro dei Marlene Kuntz (La felicità non è impossibile. La stupidità la rende facile...). Non c'entrate assolutamente niente col Festival ragazzi. Ovviamente è un complimento; e poi...
Poi niente. Tutto il resto è noia...

martedì 14 febbraio 2012

Doodle: San Valentino

Il Doodle che Google dedica a San Valentino è una divertente clip animata che ci mostra una giovanissima coppietta in erba. Lui, grazie al famoso motore di ricerca, le prova tutte per conquistare la sua amata che, intenta a saltare la corda, sembra non volerne proprio sapere di cedere al suo corteggiamento, fatto di Rose, Cioccolatini, Peluches, e chi più ne compra più ne metta...
Il nostro eroe sembra arrendersi, triste, al rifiuto. Decide così di darsi anch'egli al salto della corda, lì, accanto a lei. Questa volta la ragazzina si accorge, finalmente, del suo corteggiatore.
Il finale? Si sa, fare le cose in due è tutta un'altra cosa...
Bella anche la chiusura, con un puzzle di immagini di varie coppie, dall'astronauta con l'alieno alla donna con un'altra donna, dalla Principessa col Ranocchio all'uomo con un altro uomo, in barba all'omofobia sempre più relegata all'ignoranza e alla chiusura che ne deriva... vero Giovanardi?
Buon San Valentino a chi lo festeggia (si spera non alimentando il banale consumismo che ormai lo caratterizza).
Buona Giornata a tutti gli altri (ricordando che è consumismo anche spendere una fortuna in regali di Natale o per sentirsi alla moda con l'ultimo Smartphone o vestito firmato...).

L'Ultima Salita

Ricordo bene il 14 febbraio di otto anni fa. Tanti ne sono passati da quando Marco Pantani, il "Pirata", venne trovato morto nella sua camera d'albergo. Una fine, quella di Marco, che mi ha sempre lasciato una profonda tristezza, un senso di vuoto che ci fa capire quanto sia fragile, in definitiva, l'essere umano.
Era il 14 febbraio 2004, mi trovavo anch'io in una camera d'albergo, a Gualtieri (RE), lì con la mia ragazza e amici per seguire il classico appuntamento annuale del Nomadicontro a Novellara (RE). Accesi la TV della camera e appresi la notizia. Un velo di tristezza coprì quel Nomadincontro, ed è proprio con una canzone dei Nomadi - a lui dedicata - che voglio ricordarlo.
Ciao Marco.

lunedì 13 febbraio 2012

Walker North Carolina Ranger

Un padre che per punire la propria figlia quindicenne, rea di aver parlato male su Facebook dei modi in cui viene trattata in famiglia, spara nove colpi al suo notebook è abbastanza inquietante. Ancor di più lo è la cornice e la preparazione della messa a morte del povero computer della ragazzina.
L'americano Tommy Jordan (e ditemi se già il nome non fa la sua parte da pistolero) piazza una sedia nel suo giardino in North Carolina, una telecamera davanti alla sedia su cui si siede e inizia il suo show, degno del più feroce cittadinarmato americano. Rilegge il post della figlia, stampato su un foglio di carta, sottolinea i passaggi più belli e, dopo aver espresso la sua insindacabile opinione con tanto di accartocciamento del foglio nella mano, impugna telecamera e pistola ed esegue la condanna a morte del notebook. Nove colpi. Probabilmente il buon Tommy, camicia, jeans e cappello da cowboy, voleva assicurarsi che il computer non potesse essere più rianimato. Con la tecnologia non si sa mai...
Oltre 21 milioni di clic per il Walker Ranger della North Carolina.
Oltre ad auspicarmi l'intervento di qualcuno (un padre che dà lezioni simili, non credo sia mentalmente in grado di crescere e formare chicchessia), spero che la figlia non recepisca a pieno gli insegnamenti del padre; educata in questo modo, infatti, come potrebbe prenderla quando vedrà su facebook il padre parlare male dei suoi post?
Nove Post su Facebook. Speriamo.

Marge Perry

L'avevamo già vista in una puntata dei Simpson dove si spacciava per la nuova fiamma di Boe. Oggi la vediamo nei panni, o meglio nei capelli di Marge Simpson. Stiamo parlando di Katy Perry, che dopo l'apparizione nella  mia serie animata preferita, sfoggia un look hair-blue da far quasi invidia alla moglie di Homer. 
Quasi. In fatto di volume, Marge non ha rivali.

domenica 12 febbraio 2012

Nessuno mi può giudicare (2011)

Ero curioso di vedere questo film per il semplice fatto che ci fosse la Cortellesi. Poi, circa un mese fa, una mia zia mi raccontò un divertente aneddoto: "Nessuno mi può giudicare" fu scelto per la proiezione in una manifestazione parrocchiale di una frazione del mio paese d'origine (Roccamonfina), con parroco annesso. Epica la scena in cui il parroco, a film in corso, si alzò scandalizzato e accusò i parrocchiani di aver scelto un film indecente, scandaloso e volgare. Il parroco fuggì via, lasciando i poveri parrocchiani in balia del film del diablo
La mia curiosità, quindi, è cresciuta notevolmente. 
Il film è divertente, con una bravissima Paola Cortellesi (che adoro) e un incredibile Raoul Bova, quasi credibile, appunto, in un ruolo da attore. La presenza di Rocco Papaleo e il divertente cameo di Fausto Leali aggiungono valore al film.
La storia (la regia è di Massimiliano Bruno, mentre il soggetto è di Fausto Brizzi) non ci regala alcuna novità, cadendo ripetutamente in cliché come la trasformazione ricco/povero, intolleranza/tolleranza, vendetta/perdono. Ma è pur sempre una commedia, e come tale si lascia guardare con ritmo e divertimento, con qualche ottima battuta e, ripeto, una bravissima Cortellesi nel ruolo di una ricca snob che dovrà fare i conti con un cambiamento che la porterà sulla via della perdizione (vero don Scandalo?). 
Insomma, i buoni sentimenti vincono sempre, ma la godibilità della commedia c'è tutta, e allora, se c'è proprio da giudicare... che sia un giudizio positivo.
Un ultimo commento alla piccola storia paesana riguardante don Scandalo: mi chiedo spesso come facciano alcuni uomini di chiesa (e gli adepti che li seguono a ruota) a vivere nel loro estremo perbenismo, chiuso, ignorante, anacronistico. Un perbenismo che spesso sfocia chiaramente nel ridicolo. Ma alla fine... contenti loro, contenti tutti. Nessuno li può giudicare. O forse - per loro - qualcuno sì...
(VOTO: 6,5 - Giudicabile... positivamente)

sabato 11 febbraio 2012

Litfiba - Grande Nazione (2012)

Sull'Isola non dovrebbero mai mancare libri e cd. Ed è di un cd di recente uscita che voglio parlare. 
Si tratta del ritorno dei Litfiba, con "Grande Nazione". Una Grande Nazione raccontata attraverso le dieci tracce dell'album, che segnano dunque un Grande Ritorno. Il ritorno di un gruppo che ha fatto la storia del rock italiano, un rock di buona fattura che stenta nel nostro Paese ad emergere. È emerso, in grande stile, grazie a gruppi come i Litfiba, che dopo la separazione tra Piero Pelù e Ghigo Renzulli sembravano un capitolo chiuso, appartenente ormai al passato della musica italiana. 
Pelù in una carriera solista appena sufficiente, nella sperimentazione di un med-rock che ho fatto fatica ad amare. 
Renzulli nel progetto Litfiba senza Pelù. Difficile, difficilissimo per un gruppo come quello di Firenze fare a meno di un leader come Pelù. Ghigo ci ha provato, e gli va riconosciuta la realizzazione di un album più che buono, "Insidia", che seppur poco conosciuto e ancor meno pubblicizzato, ha rappresentato a mio parere la fase più alta del dopo separazione; e parlo di entrambi. "Insidia" su tutto, sul resto dei Litfiba del solitario Renzulli e sul resto del solista Pelù.
Parlando del presente, visto che la richiesta di Elio e le Storie Tese è stata esaudita ("Litfiba tornate insieme", dall'album "Cicciput" del 2003), c'è da parlare di un grande ritorno. "Grande Nazione" è un gran bell'album, che va naturalmente a collocarsi tra "Terremoto" e "Spirito". Il giusto anello di congiunzione alla strepitosa discografia del gruppo.

venerdì 10 febbraio 2012

True Blood (Stagione 4)

È terminata anche la quarta stagione della fortunata Serie TV "True Blood". Finalmente, direi.
Delle quattro stagione finora realizzate, questa quarta è stata, a mio parere, la più deludente e noiosa. Il Grande Cattivo della stagione si è rivelato una donna di mezza età in crisi esistenziale per la sua triste adolescenza, e che per il suddetto motivo ingaggia una lotta con i Vampiri a colpi di formule in latino e riti all'apparenza terrificanti. No, non ci siamo...
Chiusa la storyline principale, restano le secondarie, alcune interessanti, altre da dimenticare. 
Il finale è come sempre aperto, anzi, apertissimo. Non mi piace spoilare, e quindi resterò sempre sul vago. 
Parlando del finale, appunto, troviamo l'ennesima morte a effetto, ma quando ci sono di mezzo Vampiri, Spiriti e altri soggetti, il significato di Morte perde notevolmente spessore. 
In questa quarta stagione, comunque, c'è da capire a mio parere l'effettiva importanza del personaggio principale, la nostra amata Sookie Stackhouse (Anna Paquin). Ruolo da attrice di soap opera, direi. Bill ed Eric se la contendono in un finale degno delle migliori telenovelas sudamericane. Come andrà a finire? Immaginatelo...
Nel finale c'è un ritorno che promette bene per la quinta stagione, ovviamente lasciato lì, senza un qualsiasi altro riferimento o elemento. "Ciao, rieccomi qui... un po' cambiato". Punto.
Tra qualche buona battuta e qualche ottimo spunto per ciò che sarà (si spera) la quinta stagione, questo quarto capitolo di True Blood lascia sinceramente poco o nulla. Tante storie accennate e chiuse, o lasciate semplicemente cadere nel vuoto. Una stagione incompleta sotto molti punti di vista, e che, a una visione più approfondita, potrebbe addirittura essere saltata quasi in toto. 
Le Streghe sono tornate. Ma se ne sono andate subito, senza lasciare alcun segno.
(VOTO: 4 - Alla Stagione 4)
(VOTO: 7,5 - Alla Serie)

giovedì 9 febbraio 2012

La Magia della Neve

Da bambino amavo alla follia la neve. Ricordo addirittura notti insonni alla finestra, ad osservare l'esterno buio rendersi sempre più visibile grazie alla coltre di neve che cresceva di ora in ora. Già, la notte con la neve, silenziosa, densa, arancione...
Sì, è l'arancione il colore che ricordo di quelle notti. L'arancione delle luci a vapori di sodio dell'illuminazione pubblica, che grazie alla nevicata si espandeva ovunque, nel cielo, nelle strade, tra i rami degli alberi.
La neve, da bambino, non mi piaceva soltanto perché non si andava a scuola o perché ci si poteva giocare. Mi piaceva perché mi regalava una nuova visione del mondo che mi circondava. Lo trasformava. I muretti scomparivano, gli alberi si animavano, il traffico taceva. Era la magia della neve in un piccolo paese di collina abitato da un piccolo bambino di paese, una magia che oggi ricerco e non trovo.
La città di magico ha poco. L'età adulta, spesso, ne ha ancora meno: gli impegni, il lavoro, i disagi, i telegiornali, rendono la neve soltanto un evento climatico, e dei meno apprezzati. 
La Magia della Neve, grazie al passare degli anni, va quindi svanendo. 
Un giorno, grazie al passare degli anni, forse tornerà.

mercoledì 8 febbraio 2012

Italia Simpson

Da anni ormai i "Simpson" è il programma più visto di Italia 1. Non sorprende, quindi, che la rete Mediaset di togliere la famiglia gialla all'ora di pranzo non ne voglia proprio sapere. Sulla pagina 533 di Televideo Rai ogni mattina i mitici personaggi di Matt Groening svettano su tutti, conquistando ben 2 posizioni (di cui una è quasi sempre la prima) sulle 4 mostrate dei programmi più visti della rete.
Chissà quanto sarebbe felice Homer di sapersi così amato dalla sua amata TV...
(VOTO: 10 - Con LODE)

lunedì 6 febbraio 2012

Melancholia (2011)

Un film di attesa. "Melancholia" ci regala la visione dell'attesa di un evento che, in altri ben più famosi e sponsorizzati film, sarebbe stato condito da file interminabili in autostrada, isterie miste a ironie (evidentemente fuori luogo e poco credibili), scienziati belloni, eroi fai da te ed effetti speciali oltre ogni limite di credibilità. 
Nel film di Lars Von Trier tutto questo non c'è. C'è l'inquietudine personale, quella di Justine (prima parte del film), e l'inquietudine esistenziale dell'intero genere umano racchiuso in quello di Claire (Charlotte Gainsbourg), la sorella di Justine (Kirsten Dunst). È l'inquietudine per un pianeta, Melancholia, che si avvicina pericolosamente alla Terra. 
Il film non ci racconta ciò che succede nel mondo, come si prepara il genere umano all'arrivo di Melancholia, splendido nel cielo, come una seconda Luna, sempre più grande, poi forse più piccolo, che si allontana...
Il film ci mostra brandelli di società soltanto nella prima parte, quella del matrimonio di Justine con Michael. Poi gli invitati (e non solo) vanno via. Restano Claire e la sua famiglia, isolati in una enorme casa in campagna, alle prese con i problemi di Justine e quelli in arrivo dal cielo.
Claire è spaventata da quel pianeta così affascinante quanto impassibile. Melancholia dà spettacolo nel cielo, sia di giorno che di notte. Un accenno alla scienza e agli scienziati c'è: Melancholia passerà vicino, vicinissimo alla Terra. Non c'è da preoccuparsi. Ma gli scienziati, si sa, spesso sono divisi. E lo sono anche riguardo Melancholia.
La sensazione di attesa nella seconda parte è bellissima. Il finale è splendido, così come le immagini iniziali. 
Lars Von Trier ci regala finalmente una visione diversa riguardo ai "grandi eventi" che potrebbero sconvolgere la nostra vita. Una visione silenziosa, personale, familiare.
Malincholia è lì nel cielo, sorge come la nostra Luna, si avvicina, ci illumina. Non ci resta che attendere.
(VOTO: 9+ - Splendido) 

domenica 5 febbraio 2012

Domenica In... Panico Totale

È domenica. Ricordiamo allora uno dei momenti domenicali più belli della storia della televisione italiana. Lorena Bianchetti ci rammenda ancora una volta il perché della sua presenza nelle svariate trasmissioni RAI: la sua enorme (e santa) competenza artistica.

Falling Skies (Stagione 1)

Su "Falling Skies" ero partito prevenuto (negativamente). Trasmessa qualche mese fa su FOX, guardandola mi sono ricreduto, e alla fine l'ho apprezzata e quasi amata. 
Gli alieni invadono la Terra. Niente di nuovo, quindi. Ma gli autori (la Serie è prodotta da Steven Spielberg) sono riusciti, a mio parere, a rendere bene il concetto di lotta e di resistenza verso alieni tecnologicamente e biologicamente superiori. Sì, si lotta... e le puntate finali sono un crescendo di sete di vittoria, di vendetta, di proprietà... proprietà per quel pianeta dove i protagonisti (nei quali, ovviamente, ci identifichiamo) si sono evoluti e vogliono continuare ad evolversi: la Terra.
Ribadisco: niente di particolarmente nuovo, nessuna idea particolarmente geniale, ma la Serie si lascia guardare piacevolmente, con qualche bel colpo di scena, perdendosi leggermente in un finale che, probabilmente, era quasi prevedibile.
Finale aperto, che lascia la strada spianata a una nuova stagione che, è stato già annunciato, ci sarà.
La resistenza continua.
(VOTO: 7 - Consigliato)

sabato 4 febbraio 2012

Povero Italiano...

Ultimamente, grazie ai social network, mi capita spesso (troppo spesso) di leggere orrori linguistici di vario tipo. Semplici differenze da quinta elementare sembrano essersi perse nei meandri degli sms e dei commenti su facebook. E a volte si rende indispensabile rileggere da capo la frase, perché quel "e" non sta a significare congiunzione, ma verbo...
Ecco allora che trovo utile mettere i puntini sulle i...

venerdì 3 febbraio 2012

Alcatraz

È partita la nuova Serie TV di JJ Abrams (il creatore di Lost, per intenderci), "Alcatraz". In Italia è trasmessa su Premium Crime, ogni lunedì. 
Dopo aver visto i primi due episodi, posso ritenermi soddisfatto e curioso. Ecco... la curiosità e l'attesa per l'episodio successivo sono gli elementi fondamentali sui quali mi baso per promuovere o bocciare una Serie TV. "Alcatraz", in base ai due elementi in questione, non può che essere promosso.
Abrams ci ha abituato ai misteri e ai taglienti cliffhangher in Lost, e sembra voglia regalarcene ancora in questa sua nuova produzione. Parlando sempre di Lost, in questa Serie ritroviamo il caro Hugo (al secolo Jorge Garcia), stavolta nei panni del dottor Diego Soto
Si parla di un'isola. Ancora. Ma stavolta l'isola è ben situata geograficamente: è l'isola di Alcatraz, carcere di massima sicurezza. Almeno così si credeva... finché - ci racconta la storia - un giorno, nel 1963, accade qualcosa di strano: il carcere si svuota. Ma non è una fuga di massa in lenzuola oltre le sbarre e barche verso la costa. È una vera e propria sparizione di massa.
Ai giorni nostri il mistero nato nel 1963 esplode, si rinnova, ed ecco il cuore della storia: i criminali scomparsi dal carcere nel 1963 stanno tornando, e lo stanno facendo in grande; oltre alla loro estrema pericolosità, infatti, gli ex inquilini di Alcatraz non sembrano invecchiati di un solo giorno.
Toccherà dunque al Dottor Soto, in coppia con la bella detective Rebecca Madsen, risolvere i misteri che si porta dietro la nuova Isola, entrambi alle dipendenze di un uomo dell'FBI che, scopriremo, sembra saperne molto di più di quanto si pensi...

Bunker Anti-Neve

Non è male l'idea di un Bunker Anti-Neve
Beh, ormai è chiaro: in Italia qualche centimetro (sui decimetri è la fine) di neve è capace di mandare in crisi un intero sistema. Scuole chiuse, partite sospese, traffico in tilt, inviti a non uscire di casa, probabile crollo del PIL. Riguardo la neve penso siano più preparati all'Inferno che in Italia. 
Dalla primavera si potrebbe cominciare a pensare di costruirci un bel Rifugio Anti-Neve per il prossimo inverno: provviste, libri, dvd, giochi di società, vino. Oh, c'è poco da scherzare... in inverno fa freddo e... nevica!

Scarlett Thomas - Il nostro tragico Universo

Allora, è il terzo libro della Thomas che leggo. Il primo ("Che fine ha fatto Mr Y") mi era piaciuto, seppur con qualche riserva. Il secondo ("L'isola dei segreti") è stata una lettura divertente, senza comunque lasciare chissà quale segno. Arriviamo quindi al terzo... "Il nostro tragico Universo". Ebbene... ho fatto fatica, molta fatica a finirlo. Si inizia con quella che sembra una buona storia; si prosegue con quella che sembra una noiosissima storia; si conclude con quella che si rivela una non storia.
Sì, la Thomas scrive bene, è istruita, ha tecnica, sa tante cose...
Sì, in questo libro ci ha regalato qualche storia zen carina, qualche lezione su come leggere i tarocchi, su come fare dei calzini all'uncinetto e su come perdere tempo a sparlare di improbabili (e imbarazzanti) ipotesi esistenziali. 
No, questo libro non mi è piaciuto per niente. 
Si parla di narrativa, viene presentato come romanzo. Ora: se cercate qualcosa che si identifichi nel termine "romanzo", in libreria, dopo aver passato i polpastrelli sulla copertina di questo libro, passate immediatamente ad altro. 
In definitiva: se qualcuno mi chiedesse, un giorno, "Di cosa parla questo libro? Qual è la storia?", io non saprei rispondere, non saprei cosa dire. La storia, praticamente, non c'è. Probabilmente la Thomas ha voluto regalarci la "storia senza storia" della quale scrive verso la fine (ah, che fatica...) del libro. Beh, grazie... ma passo.
Nella quarta di copertina, poi, si legge un "Ritmo vorticoso", recensito da Repubblica. Mi chiedo, a questo punto, cosa abbia letto in vita sua il recensore... perché per definire vorticoso il ritmo di questo libro bisogna essere abituati alla lettura dei bugiardini dei medicinali. Insomma, un motivo in più per ricordarci di non dar troppo credito ai commenti entusiastici piazzati lì in copertina (ebbene sì, si chiama pubblicità...)
(VOTO: 4 - Il nostro tragico libro...)

giovedì 2 febbraio 2012

American Horror Story

Si è conclusa la prima stagione di una delle Serie TV più belle degli ultimi tempi.
I Finali di Stagione, si sa, sono molto attesi e spesso e volentieri lasciano l'amaro in bocca. Per quanto mi riguardo questo non è accaduto con "American Horror Story"
L'episodio finale mi è piaciuto parecchio. Una buona conclusione con un colpo di coda che lascia le porte aperte (spalancate) a una seconda stagione, ma che sorprende e... diverte. Sì, il termine "divertente" può a mio parere anche starci. Shockante, drammatico, violento, per alcuni (spero pochi, perché avrebbero dovuto abbandonare la serie un po' prima, direi...) di cattivo gusto, ma... anche divertente.
Qualche dubbio mi è rimasto: la "vecchiaia" di Moira, per esempio. Ma in una Casa dell'Orrore come quella abitata dagli Harmon, beh... i nostri cari fantasmi sembrano avere molte libertà.
Archiviato "American Horror Story" (VOTO 10 - Consigliatissimo), aspetto la chiusura della quarta stagione di "True Blood" e, con piacere, accolgo la nuova creatura di JJ Abrams, "Alcatraz".
Crederete all'incredibile, annuncia il trailer di "Alcatraz". Nessun problema, direi, per noi orfani di "Lost".