martedì 20 marzo 2012

Noi che... (ma anche no!): La Fotografia

Eh sì, noi che... con una macchina fotografica potevamo fare al massimo 36 foto con un rullino, e sperare con tutto il cuore che le foto uscissero bene, non sfocate, non tagliate o rovinate. Sì... che bei tempi eh?
Nel giorno del mio 10° compleanno mi fu regalata la mia prima macchina fotografica, una Yashica. Da allora la fotografia (amatoriale, sia chiaro, ed è questa l'oggetto del post) è stata sempre una delle mie grandi passioni. Quella stupenda macchina fotografica (dovrei ancora averla a casa dei miei, e appena torno giù devo assolutamente ritrovarla) me la sono portata in giro per tutta l'Italia, fino agli anni del militare e poco dopo. Già, le foto al militare... un capitolo a parte che andrà assolutamente affrontato!
Ma torniamo a parlare del passato e del rapporto che avevamo con le Macchine Fotografiche. Insomma, una delle altre cose che di certo non mi fanno provare nostalgia quando le ricordo, esclamando un mieloso "Noi che...". No... io che... avrei voluto tantissimo che negli anni della mia infanzia e adolescenza ci fossero state le digitali. Mi sono perso tantissimi momenti belli da immortalare, anche se, come detto, fortunatamente avevo spesso e volentieri la macchina fotografica (e non la fotocamera) a portata di mano. 
Il problema, comunque, non era tanto scattare la foto o averne la possibilità. Ti facevi una bella scorta di rullini, di pile, e via... le foto si facevano. I problemi erano altri. Tipo:
1) Il Fotografo Improvvisato.
Si vivevano attimi di tensione e terrore (spesso poi evidenti nella mia espressione nella foto che ne usciva!) quando la foto con il tuo beniamino calcistico o musicale te la scattava un parente o amico che, sapevi, non aveva un gran rapporto con quell'aggeggio scuro che faceva flash (o con la tecnologia in generale). Poi, alla domanda: "L'hai fatta? È uscita bene?", il Fotografico Improvvisato rispondeva sempre "Sì!" o "Certo", in tono a volte anche seccato ("Oh, cazzo... non ti fidi?"). No, non mi sono mai fidato. Soprattutto delle foto scattate dai miei genitori: quante me ne hanno fatte con la testa tagliata all'altezza degli occhi o con il calciatore di turno tagliato esattamente a metà, mentre io e una decina di metri di sfondo a destra o a sinistra eravamo lì perfetti? Eh sì, non è come adesso: scatti la foto e il Fotografo Improvvisato, amico, parente o sconosciuto che sia, sorridente (perché la foto è ancora lì, la vede...) ti si avvicina e te la mostra nel piccolo schermo LCD della tua digitale. "Com'è uscita?", chiede. E si risponde quasi sempre "Bene...". Ma se capita la foto brutta, scura, di controluce, tagliata... nessun problema. La vedi subito e correggi subito: "Vabbè, te ne faccio un'altra va...". Bravo. 
Dunque riguardo le foto a cui tenevi tanto era sempre una tragedia; subentrava una paura che, giorno dopo giorno, cresceva pian piano grazie a un altro problema ricorrente, ovvero...
2) L'attesa. 
Sì, perché facevi le tue belle e preziosissime foto, riavvolgevi il rullino, aprivi la macchina fotografica come uno scrigno contenente oro, stando ben attento che il rullino fosse avvolto tutto, perché se così non fosse stato, il sole, i raggi terribili del sole avrebbero condannato quel rullino all'oblio, e ti recavi dal tuo fotografo di fiducia. Ricordo ancora quando all'indomani di alcune foto scattate a un ritiro del Napoli in Umbria, mi raccomandai al fotografo: "Mi raccomando, stia attento che sono foto davvero importanti!". Eh sì, oltre a sperare che le foto te le avessero scattate bene e che il rullino non avesse subito qualche danno, dovevi sperare anche nel mestiere del fotografo... e vi assicuro che almeno nel mio paese non erano tutti dei geni. Dunque l'attesa ("Ok, torna fra una settimana...") era snervante. Ricordo addirittura che il fotografo a cui le portavo a sviluppare i primi tempi non le sviluppava lui stesso. Le portava a un laboratorio che le avrebbe sviluppate e stampate e gliele avrebbe rimandate a volte via posta. Mio Dio... un processo terribilmente lungo e complesso, qualcosa andrà sicuramente storto... mi dicevo durante l'attesa. E qualche volta è capitato davvero ("Eh, sai... il rullino era difettoso...")
3) Cogli l'attimo (e il risparmio!)
Oggi vedo un bel tramonto, uno stormo di uccelli, un bel paesaggio. Scatto la foto. Sì, è bella. Ma forse posso fare di meglio. E allora ecco una serie di foto tutte più o meno simili, ma che poi, davanti allo schermo del computer, con tutta calma e occhio attentissimo a scovare la prima, piccola imperfezione, fai una accurata selezione della più bella in assoluto, fino a trovarne almeno un paio, a volte anche di più, davvero ben fatte. Prima no: ne scattavi una, massimo due, attraverso il piccolo foro vetrato a cui avvicinavi l'occhio, e speravi o pregavi il buon Dio che la foto fosse uscita così come l'avevi vista (spesso immaginata) attraverso il mirino meccanico della tua macchina fotografica. A volte le delusioni erano davvero terribili: foto scure o troppo luminose, o un paesaggio sì bello... ma con una betoniera che passava in una stradina lì vicino che no, col tuo minuscolo mirino non avevi assolutamente visto! E che dire delle facce terribili che spesso uscivano nelle foto sviluppate? Eh sì, perché nel piccolo mirino attraverso il quale guardavi mentre scattavi non riuscivi a vederle bene, le facce. Ma come detto non potevi scattare foto a ripetizione per trovare l'inquadratura, l'epsressione e il momento giusto, perché sviluppare le foto, poi, costava. Oggi, spesso, un intero rullino di foto (24) lo consumo "digitalmente" soltanto per, appunto, trovare la più bella tra le 24. L'ultima scheda SD da 8 giga che ho acquistato l'ho pagata 7,90 €... e ci faccio migliaia di foto in altissima risoluzione. Non ti basta? E allora ecco che riempita la scheda da 7,90 € con migliaia di foto, le scarico sul computer, le metto su CD, formatto la scheda e ne scatto qualche altro migliaio... e così via!
E vogliamo parlare anche della funzione video? No dai, ne riparliamo un'altra volta...
Eh sì, noi che... avevamo le macchine fotografiche col rullino... MA ANCHE NO! Oggi, felice, mi tengo stretta la mia digitale...

7 commenti:

emme ha detto...

sono il primo e per premio passa dal mio blog che ti ho lasciato un premio (scusa il giro di parole)
ciao ciao
emme
http://ricetteecorse.blogspot.it/2012/03/il-blog-affidabile.html

Guido P. ha detto...

Grazie mille, davvero gentilissimo! E complimenti per il premio! ;-)

sississima ha detto...

grazie di essere passata da me, ricambio molto volentieri, un abbraccio SILVIA

EVELIN ha detto...

Io aggiungerei...noi che prima di scattare una foto, dovevamo essere più che sicuri che non venisse sprecata per paura che finisse il rullino!!!
Grazie per essere passato da me...passa e lasciami un commento quando vuoi..io farò lo stesso quì
Buona giornata e buon inizio primavera :-)

Micaela ha detto...

mi ci ritrovo in tutto quello che scrivi! grazie per essere passato e complimenti per il blog!

La cucina di Molly ha detto...

Complimenti per il blog,ti ringrazio della tua visita,la ricambio volentieri!Ciao

Guido P. ha detto...

@SILVIA: Grazie a te! ;-)
@EVELIN: Sì... davvero era una vitaccia! E ahimè quante ne sprecavo! Grazie, passerò volentieri. Buona giornata e inizio primavera anche a te ;-)
@Micaela e Molly: Grazie mille e complimenti a voi! :-)