lunedì 30 aprile 2012

La Torre Nera (a Fumetti)

Ho già parlato della straordinaria saga Fantasy-Horror di Stephen King, "La Torre Nera".
Qualche anno fa la Marvel ha avuto la brillante idea (grazie-sai, direbbero gli abitanti del Medio Mondo) di arricchire l'opera di King, affidando alla bravissima Robin Furth l'adattamento degli anni adolescenziali del Pistolero per una serie di fumetti. Risultato straordinario: splendidi i disegni, i colori, le parole, le storie, molte già accennate nella saga dello scrittore, altre totalmente nuove, grazie alle intuizioni e alla fantasia della Furth, con la benedizione di papà King. 
Dopo la prima serie di fumetti, "La nascita del Pistolero", ecco che arrivarono anche la seconda, "La lunga via del ritorno", e la terza, "Tradimento". Tutte storie del passato di Roland Deschain, le storie da lui stesso raccontate - spesso solo accennate - attraverso i libri della saga. Ancora storie delle quali sappiamo davvero poco arrivano con le successive serie di albi, "La caduta di Gilead" e, soprattutto, "La battaglia di Jericho Hill". Grazie a questi cinque cicli di fumetti, si avrà finalmente una visione della storia di Roland e del suo mondo molto più chiara e completa. I fumetti de "La Torre Nera", dunque, non sono la trasposizione della storia raccontata nella saga in fumetto, ma l'ampliamento della storia e la ricostruzione di fatti storici soltanto accennati lungo i sette libri della saga.

martedì 24 aprile 2012

Doodle: Gideon Sundbäck

Molto simpatico il Doodle animato di oggi: un'enorme cerniera lampo che attraversa il logo di Google "ricamato" con cotone colorato. Schiacciando sulla zip, la cerniera si aprirà, rivelandoci così a chi è dedicato il Doodle: Gideon Sundbäck
Nel giorno del 132° anniversario della nascita dell'ingegnere svedese (naturalizzato americano), Google ricorda così colui che perfezionò la cerniera lampo:

lunedì 23 aprile 2012

Coccinella Curiosa

L'avevo promessa ed è arrivata. Ecco la quarta componente del fantastico Sex-Team di Groupon, la fantastica Coccinella Stimolante Delicious Lady Bug!
Questa volta niente effetti speciali nell'offerta: niente video, niente estratti di canzoni, niente accenni a Supereroi (del resto è la nostra Coccinella l'eroina).
Ma una cosa è certa: ci sono Coccinelle e Coccinelle. Come riporta la descrizione "Alcune coccinelle volano per i giardini in cerca di persone a cui portare fortuna, mentre altre preferiscono regalare piacere". Di quale tipo di Coccinelle farà parte la nostra Delicious Lady Bug? Se qualcuno dovesse ancora avere qualche dubbio, ecco come si chiude l'offerta: "Con dettagli cromati dalla forma intrigante, lo stimolatore Delicious Lady Bug è quella insospettabile coccinella che ti farà sorridere di piacere"
Sorridiamo allora, e accogliamo la nostra Delicious Lady Bug, la Coccinella Curiosa, nella schiera del nostro formidabile Sex-Team!

domenica 22 aprile 2012

Armi per i Nostri Eroi

Avevo promesso, nel post precedente, un nuovo Supereroe Femminile per completare il Sex-Team eroico proposto da Groupon. L'eroina arriverà, ma prima il noto sito di offerte online ci propone una vera e propria arma che potrebbe essere utilizzata dai nostri eroi: il Flower Love.
L'aspetto è inquietante: un incrocio tra un manganello e un microfono per giganti. Lasciamo da parte le istruzioni per l'uso (il Massaggiatore è sia per uomo che per donne...), e concentriamoci come sempre sulle parole usate per rendere allettante l'offerta, che stavolta partono citando una canzone (come con l'Aerospace): "Grazie dei fiori, tanti fiori, in questo giorno lieto ho ricevuti; rose, rose, ma le più belle...". Di rose non ne vedo... ma il disegno (bello, devo ammetterlo!) stampato sull'oggetto in analisi dovrebbe richiamarne il tema, così come ci dice la descrizione, in modo da renderlo piacevole anche alla vista...
Dopo aver descritto la facilità d'uso e i suoi miracolosi massaggi, l'offerta ci rassicura nel caso avessimo bisogni impellenti e inderogabili: "Si ricarica attraverso la comoda alimentazione elettrica in dotazione. Il massaggiatore è subito pronto per essere utilizzato senza temere che le pile si scarichino, per godere di un piacere senza limiti". Vuoi mica rischiare di ritrovarti lì, con le pile scariche? Spero, a questo punto, ci sia anche l'adattatore per l'accendisigari; non vorrei che, mentre si è in macchina, ci passassero per la testa certe voglie e, orrore... non si ha l'adattatore per il nostro Magic Massager Flower Love!
Anche per questo articolo, così come per lo Sqweel, è stato creato un filmato dimostrativo.
Il tutto si chiude con un "Son rose rosse e parlano d'amor, e grazie ancor... per una notte piena di passion!". E di lotta! Il Flower Love è pronto per essere usato dai nostri tre Supereroi: Il Vendicatore Solitario; il Millelingue Roteanti; e il Supereroe Duraturo

Nuovi Supereroi

Dopo aver parlato dell'Aerospace Wet e dello SqweelGroupon mi regala la possibilità di dedicare un post a un altro rivoluzionario gadget che entra di diritto nella sezione "Oggetti Misteriosi" (non tanto per l'oggetto in sé - penso che i ritardanti esistano da una vita - quanto per le splendide parole e video che accompagnano la proposta): il Pjur Superhero.
Nei giorni dell'uscita di "The Avengers" (in sala dal 25 aprile), anche Groupon ci fa sapere di avere la sua schiera di supereroi: Aerospace Wet, il Vendicatore Solitario; Sqweel, Millelingue Roteanti; e, infine, entra nella schiera il nostro Pjur Superhero, l'Eroe Duraturo
Insomma, una schiera di supereroi da far rabbrividire l'intero Vaticano, pronto a contrastare l'avanzata dei nostri eroi con i loro: il terribile Tagliamano e l'implacabile Chastity Belt. Chi avrà la meglio? 
Per il momento accontentiamoci di descrivere il nostro nuovo eroe: il Pjur Superhero è uno spray ritardante che, ci dice la scheda, ci farà diventare dei veri e propri supereroi in nome dell'Amore. Ancora: "Se ti senti come Capitan America ma invece ti chiamano Flash, prova Pjur Superhero e scopri quanto diventerà bello portare a termine le tue missioni." (Povero Flash... sempre bistrattato alla stregua di Robin...)

Doodle: Giorno della Terra

Il 22 aprile, Giorno della Terra (o Earth Day per gli esterofili), viene festeggiato da Google con un Doodle animato, che ci mostra il famoso logo fiorire in un'aiuola. 
Oggi è dunque il giorno in cui dovremmo ricordarci di salvaguardare il nostro amato Pianeta, ma, come spesso accade, quei pochi che si ricordano di salvaguardarlo non sono coloro che, in questo e in altri casi, avrebbero qualche voce in capitolo.
Io, dal mio piccolo, cerco sempre di fare la mia parte...
Buona Terra a tutti.

giovedì 19 aprile 2012

Alcatraz (Stagione 1)

Un'altra occasione perduta. 
Dopo averne parlato con entusiasmo al suo debutto, non posso fare lo stesso dopo il finale della Prima Stagione che, salvo miracoli, credo resterà anche l'unica. "Alcatraz" era partita come una Serie TV che sembrava poterci regalare due storie interessanti dislocate in due diversi periodi storici: quella dei fatti interni all'Isola-Carcere di Massima Sicurezza, nell'anno 1960, e quella della caccia ai criminali di Alcatraz tornati nei giorni nostri, miracolosamente non invecchiati. Un grande mistero, dunque, che ci faceva pensare immediatamente ai salti temporali di Lost o di una qualsiasi altra storia dalle tinte fantascientifiche.
Alla fine, però, la Serie TV si è rivelata interessante soltanto per quanto riguarda la parte "non misteriosa" del racconto, quella degli anni '60, delle dinamiche all'interno di Alcatraz, sotto le due figure meglio riuscite di tutto il telefilm, ovvero l'ambiguo James e il cattivo Tiller,  rispettivamente direttore e vice direttore del carcere.

lunedì 16 aprile 2012

La Scomparsa delle H (e non solo)

È un fenomeno ormai sempre più dilagante. Mi capita spesso, infatti, di imbattermi in commenti sui vari Social Network o sotto a un articolo di un quotidiano on line, un Forum, un blog... insomma, dappertutto, che attentano alla lingua italiana. Ma un attentato su tutti colpisce la nostra amata lingua: la scomparsa delle H
Se qualcuno me l'avesse detto qualche anno fa, avrei stentato a crederci; eppure gente di qualsiasi estrazione sociale, dal contadino al laureato, spesso cade in questo diabolico tranello: a con l'H o senza? Già, un vero e proprio tranello che, come detto, fino a qualche tempo fa pensavo potesse riguardare e preoccupare soltanto qualche poco brillante alunno delle elementari. E invece no... commento canta.
Difficile capire le cause di tanta (elementare) confusione, perché a me la differenza tra "a" e "ha" me l'hanno spiegata nei primi anni delle elementari, e laddove avessi avuto l'audacia di scordarmene, ci sono sempre lì a ricordarmelo i vari giornali, libri, blog. E no, non si può più dire che questa è "gente che non legge", perché per commentare "Berlusconi a fatto il Bunga Bunga" sotto un articolo di Repubblica, vuol dire che, come minimo, qualcosa come un articolo di giornale ogni tanto lo leggi...

sabato 14 aprile 2012

Doodle: Robert Doisneau

Il Doodle di oggi è dedicato al 100° anniversario della nascita del fotografo francese Robert Doisneau.
Il logo di Google è formato da quattro foto in bianco e nero del fotografo francese; tra le quattro spicca la più famosa, il "Bacio davanti all'hotel De Ville" (1950), che ritrae il bacio tra due ragazzi lungo le strade affollate della capitale francese. L'identità dei due ragazzi in foto è rimasta segreta a lungo, fino a quando, nel 1993, il fotografo fu denunciato da una coppia che diceva di essere stata fotografata senza la loro volontà. Il caso portò alla luce una verità meno romantica della Street photography parigina: Doisneau confessò, infatti, che in realtà nella foto erano ritratti due attori e modelli.
Le altre foto presenti nel Doodle sono "Le remorqueur du champ de mars", "Trois petits enfants blancs" e "Le Chien a Roulettes".

venerdì 13 aprile 2012

Fringe (Stagione 1)

Iniziai a vedere questa Serie TV poco prima della fine di Lost. Poi arrivò, appunto, la sesta e ultima stagione del capolavoro del trio Abrams-Lindelof-Lieber, e per un po' di tempo abbandonai la nuova creatura di Abrams.
Ho deciso di riprenderla un po' di tempo fa, e ieri ho terminato la visione della Prima Stagione.
"Fringe" ricorda sicuramente molti aspetti di un'altra Serie TV cult che amo alla follia, la straordinaria X-Files. La prima stagione si apre proprio con uno dei tanti misteri che andranno a presentarsi puntata dopo puntata: un aereo di linea (ancora! Ma stavolta non si schianta su un'Isola...) atterra ad Amburgo con tutti i passeggeri morti... e di cause tutt'altro che spiegabili. Ecco allora che partono una serie di eventi inspiegabili, dall'apparente natura sovrannaturale, che l'FBI si ritroverà ad affrontare con la Divisione Fringe, con la bella Olivia Dunham (Anna Torv), lo scienziato Walter Bishop (John Noble) e suo figlio, Peter (Joshua Jackson). 
Gli eventi che accadranno faranno tutti parte di ciò che viene chiamato "Lo Schema", un progetto che, puntata dopo puntata, apparirà sempre più chiaro e sconcertante. Il ruolo dello scienziato Bishop è di fondamentale importanza: dimesso - grazie al figlio - dal manicomio in cui ero rinchiuso, lo stralunato Dottor Bishop si rivelerà non solo il risolutore dei tanti misteriosi fenomeni accaduti nel mondo, ma molto, molto di più...
Anche l'agente Dunham, col passare delle puntate, risulterà essere qualcosa di più di un semplice agente dell'FBI dotata di grande determinazione e perspicacia.

giovedì 12 aprile 2012

Raymond Queneau - Esercizi di Stile

Questo libro mi fu consigliato da un certo Professor Vecchioni nel lontano 2006; seguivo il suo Corso di Scrittura Creativa e, parlando di stili di scrittura, ci consigliò questo particolarissimo testo di  Raymond Queneau.
"Esercizi di Stile" parte da una storia semplice, semplicissima:
Il Narratore ci racconta di un tipo di circa ventisei anni con un cappello floscio, su un autobus, che si lamenta delle spinte di alcuni passeggeri. Appena nota un posto libero vi si butta, sedendosi. Il nostro Narratore lo incontrerà due ore più tardi, in strada. Il tizio stavolta è con un amico, che gli fa notare che al soprabito andrebbe aggiunto un bottone.
Sì, questa è la storia. Punto. E allora?
E allora ecco che partono ben 99 varianti di questo breve e banalissimo racconto di vita quotidiana. Troveremo quindi la versione "Arcobaleno", "Sogno", "Retrograda", "Lettera Ufficiale", "Comunicato Stampa", "Ingiurioso", "Gastronomico", "Zoologico"... e tante, tante altre.
L'idea è geniale, e una volta letto il libro verrà voglia anche a noi di provare a scrivere una breve storia in tante varianti. Tante come quelle contenute nel testo di Queneau, ma anche tante altre che potremmo benissimo inventarci noi...
Il testo originale è sempre presente nella pagina accanto alla traduzione - difficilissima, in questo caso - di Umberto Eco; se, infatti, in alcuni casi la traduzione del testo potrebbe sembrare semplice e diretta, in altri casi ciò non è potuto avvenire, costringendo addirittura Eco a eliminarne alcune a discapito di altre inventate da lui. Per anni, infatti, il libro dello scrittore francese era stato ritenuto intraducibile. Difficilissimo il compito di Eco, quindi, che ha ovviato in alcuni casi, come accennato, con invenzioni proprie: è accaduto, per esempio, nella versione "Volgare", in cui Eco ha tradotto il testo in... romanesco. E che dire della versione "Francesismi" che va a tradurre la "Italianismes" di Queneau? Spettacolare...
Il libro è davvero interessante e divertente (oltre alle già citate, riporto anche "Esclamazioni", "Dunque, cioè", "Vero?"), e a mio parere non può mancare nella biblioteca di chiunque ami leggere e, soprattutto, scrivere.
Buoni Esercizi a tutti.
(VOTO: 9 - Geniale)

martedì 10 aprile 2012

Noi che... (ma anche no!): Il Computer

È morto Jack Tramiel, l'inventore del mitico Commodore 64, ovvero il mio primo computer. Un saluto da parte mia a Tramiel è allora doveroso, e prendo anche lo spunto, grazie alla sua creazione, per dedicare un nuovo post al "Noi che... (ma anche no!)": il Computer.
Oggi capita spesso di sentire frasi come queste: "Beh, i bambini di oggi sono più svegli! A cinque anni sanno già usare il computer!"
Oh... ma che geniacci questi bambini di oggi! Ma, care mamme e cari papà, voi che vi autodefinite ciucci informatici dei vostri tempi, se esistesse una macchina del tempo farei fare un bel viaggetto ai bambini geniali di oggi e li piazzerei lì, davanti a un Commodore 64. 
Lo ricordo ancora: il computer era un tutt'uno con la tastiera, spessa e pesante, che veniva collegata a un televisore (il mio un inguardabile 15 pollici) e a un mangianastri (sì, un mangianastri!) che faceva partire, attraverso cassette, videogiochi dozzinali e - l'unico programma che avevo - guide all'uso del computer. 

lunedì 9 aprile 2012

Lacriministra

Se oggi proviamo ad accedere al sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, ci troveremo di fronte a questo messaggio:
Il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una nota del 5 aprile 2012, indirizzata anche alla DTL di Modena, ha stabilito che:
"Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it".
Abbiamo capito bene? Sì, abbiamo capito bene, benissimo. Il Ministro del Lavoro, la Fornero Lacrime&Sangue, ha praticamente censurato, chiuso, bloccato, fatto sparire, insomma, tolto di mezzo un sito web che, da anni, si è rivelato tra l'altro anche strumento utilissimo per il cittadino. Perché? Il perché è scritto lì, qualche riga più su, nella delirante nota del Segretario della Lacriministra
Sinceramente c'è poco da aggiungere. A questo punto davvero non so più cosa augurare a questo governo, perché al cittadino medio italiano non c'è da augurare un bel nulla, in balia di padroni dalle tasche piene, dalla spada affilata e impietosa, dal cappio invisibile che si stringe inesorabile intorno al collo, e dalla lacrime facili. Da coccodrillo.
Lacrime, sangue, e censura. 
Non ci resta che aspettare i treni in orario.

La Fine del Trota

Pasquetta triste per tutto il Nord Italia; Lombardia nel caos. Si è dimesso infatti il consigliere regionale della Lombardia, Renzo Bossi, conosciuto ai più come "Il Trota". Dopo lo scandalo che ha travolto la Lega Nord, il figlio del Senatur ha voluto "dare l'esempio" dimettendosi, tralasciando il fatto che l'esempio, magari, poteva darlo (non) facendo una semplicissima cosa: non candidarsi. Ma si sa, i figli d'arte sono figli d'arte, e allora ecco che il Trota entrava nel Consiglio Regionale Lombardo meritatamente, senza aiuti, raccomandazioni, mazzette. Insomma, stiamo parlando della Lega Nord, non di un Partito come tanti... 
Consiglio Regionale della Lombardia orfano, quindi, di uno dei suoi rappresentati più giovani, una vera e propria speranza per i nuovi aspiranti politici, che tutti, proprio tutti potevano rivedersi in lui, nei suoi ideali, nelle sue parole, nei suoi valori (uno e soltanto uno, come mostrerà il video celebrativo sotto: l'onestà...). Insomma, Trota, ci mancherai... come ci mancherà il tuo (unico?) valore più importante, l'onestà prima di tutto, come annunciavi imbarazzato alla Bignardi, quell'onestà che, in fondo, mancherà, o meglio, mancava anche a te...

Doodle: Eadweard J. Muybridge

Il Doodle di oggi è animato, e festeggia il 182° anniversario della nascita di Eadweard J. Muybridge, fotografo inglese, precursore del cinema col suo Zoopraxiscopio. Ed è proprio a questo strumento che si ispira il Doodle animato di oggi: 21 piccoli fotogrammi colorati  (7x3) vanno a comporre il rettangolo di Google. Al centro il tasto play che, schiacciato, fa partire il celebre Galoppo con Fantino, che dimostrò, attraverso le varie fotografie scattate al cavallo, che gli zoccoli dell'animale si staccano completamente da terra non nel momento di massima estensione delle zampe (come si credeva all'epoca e si poteva notare nelle varie opere pittoriche), ma nel momento in cui questi sono sotto il cavallo, nell'atto della spinta.
Nella vita di questo fotografo inglese - che lavorò negli Stati Uniti - vi è spazio anche per un evento drammatico: nel 1874 si macchiò di un omicidio passionale, ma venne assolto perché, all'epoca, omicidi come questi erano ritenuti "giustificati"...

sabato 7 aprile 2012

Silent Hill (2006)

È sempre più difficile trovare un film horror fatto bene. Ancora più difficile se l'horror in questione è tratto da un videogame. "Silent Hill", un film del 2006 di Christophe Gans, è uno dei pochi film tratti da una videogioco che mi è piaciuto e affascinato.
Ho visto questo film una volta e mezza. La prima, al cinema, è stata un'esperienza davvero interessante; l'ambientazione del film è molto particolare e inquietante, la colonna sonora bellissima (uno dei punti di forza, a mio parere), e le immagini riescono a catturare l'occhio attraverso scene ben realizzate. La nevicata di cenere in un paesaggio nebbioso, cupo; l'allarme della sirena che avverte del cambiamento (in negativo) del paesaggio circostante, con l'arrivo del terribile Pyramid Head, con una sempre ottima colonna sonora da sottofondo, riescono a far sì che il film ci regali ciò che ci aspettiamo da un'opera del genere.
La storia non è sicuramente originale: la piccola Sharon è affetta da sonnambulismo e ha incubi terribili, e per far sì che i suoi problemi vengano in qualche maniera risolti, la madre Rose decide di portarla nel luogo che la figlia rievoca spesso nei suoi incubi: la cittadina di Silent Hill. Ovviamente questa terapia psicologica fai da te non si rivelerà una grande idea, anzi. Silent Hill è un luogo particolare, una città dalla doppia faccia, e le nostre protagoniste si ritroveranno ad affrontare la meno ospitale.
La vicenda si risolverà in maniera un po' confusa, con una scena finale (aiutata ancora una volta dalla colonna sonora) che, almeno per quanto mi riguarda, mi ha lasciato con una sensazione di profonda tristezza, e che rappresenta al meglio la disperazione che pervade tutto il film.
Una storia non originale, ho detto, ma godibile. La parte del leone la fanno la scenografia e gli effetti sonori, ma è proprio questo uno dei punti forti e allo stesso tempo deboli del film. Come detto, questo è un film che ho visto una volta e mezza. Al cinema è andata benissimo. In tv, decisamente meno.
Difficile (o impossibile) rivedere Silent Hill al cinema, consiglio la visione di questo film su un grande schermo, altissima definizione e effetti sonori al massimo. Solo così, probabilmente, si riuscirà ad apprezzare questa opera che, ribadisco, a me al cinema è piaciuta parecchio.
(VOTO: 7- - Sirene Inquietanti)

giovedì 5 aprile 2012

Bassa Lega

In questi giorni ci tocca fare i conti con lo scandalo del Partito dalle cravatte e i fazzoletti Verdi. Un Partito dal simbolo Verde come la speranza, un Partito trasparente, operaio, giusto, sempre contro Roma Ladrona, sempre dalla parte dei giusti, dei lavoratori, di chi ce l'ha duro, delle trote, di chi raccoglie acqua in ampolle probabilmente magiche. Un Partito che inneggia alla Secessione, alla Padania, terra immaginaria e a tratti utopica, parto della penna non di Tokien, ma di gente come Bossi, Calderoli, Borghezio; insomma, altra categoria...
Un Partito, quella della Lega Nord, diverso. Diverso dai Partiti italiani, quelli che occupano il Parlamento a Roma, l'odiata Roma, capitale dell'Italia, l'odiata Italia.
Ma il Partito dalle Cravatte Verdi, comunque, ha parlamentari e senatori seduti lì, tra i banchi romani. I suoi Ministri giurano fedeltà alla Bandiera Italiana, la giurano all'Italia. Eppure...
Eppure l'Italia è il Male. "In pochi ormai vogliono l'Italia...", dice Bossi. E allora mi viene da chiedermi dove viva questo essere metà uomo metà ampolla; vivendo da un anno e mezzo anch'io al Nord... no, non mi pare che in pochi ormai vogliano l'Italia. Magari in pochi (in proporzione) vogliono la sua immaginaria Padania. Ma questo è un altro discorso...
Torniamo al Partito. Quello dei giusti, dei padani, degli eroi.
E dei Ladri.
Un Partito come tanti, un Partito Italiano
Staremo a vedere come finirà lo scandalo di Belsito e della Family. Intanto, mi godo il ridimensionamento di un Partito che, sia chiaro, andava ridimensionato soltanto agli occhi dei tanti (devo ammetterlo) che ultimamente seguivano Bossi e compagni come si segue un condottiero dall'anima pura.
Non esistono anime pure in Politica. Almeno non più. 
Ne esistono di nere, come la notte, di rosse, come il sangue. 
E di verdi... come i soldi.

martedì 3 aprile 2012

Little (Dead) Brother

No dai... è finito il Grande Fratello, e nessuno dei miei amici e conoscenti ha avuto il buon gusto di avvisarmi che domenica sera, sì, proprio domenica sera mentre mi intossicavo guardando l'horror show "Juventus-Napoli", è andato in onda il gran finale! No, non si fa così...
Ma visto che si è fatto così, qualche riga la voglio spendere su questo straordinario reality arrivato alla 12^ edizione. Sì, avete capito bene, 12 (dodici) edizioni. E ne parlo volentieri soprattutto per una ragione: il pubblico italiano, non so come, è riuscito finalmente a scocciarsi di questo urlante spettacolo. Da non crederci...
Flop assoluto, quindi, per la dodicesima edizione del GF (che figo pronunciare gieffe!). Ultimamente, poi, ho letto sulla home page di MSN che la povera Marcuzzi è stata oggetto di minacce e insulti, probabilmente per lo scarso (meritato) successo della trasmissione. Che tragedia per i poveri fans, eh? Altro che le manovre di Monti...
Un minuto di silenzio, signori. Forse ci siamo davvero, il gieffe chiude i battenti. 
Non che mi danneggiasse in qualche maniera, o che qualcuno mi costringesse a vederlo; non capisco infatti dopo ogni puntata le critiche e il disgusto che noto spesso da parte di chi, a quanto pare, lo vede eccome. Una notizia illuminante per costoro: si può cambiare canale, si può spegnere la tv, si può guardare un dvd o andare al cinema, si può ascoltare musica, si può stare al pc, si può uscire, ci si può dedicare un po' al partner (o a noi stessi), si può giocare, si può leggere, si può scrivere, si può cazzeggiare, insomma... non ve l'ha ordinato certo il medico di guardare 'sto cazzo di gieffe. Quindi, se non vi piace, non venite a dirmi che fa schifo, e che Giacinto o Andreina hanno fatto questo o quell'altro e che dovrebbero vergognarsi, perché 1) non me ne frega un cavolo di quello che fanno Giacinto e Andreina; 2) non fate altro che dichiararvi telespettatori assidui dello show che tanto odiate.
Dicevo, comunque: sono felice della fine (si spera) del Grande Fratello, perché mi costava impormi di non guardare la Gialappa's (li adoro) che gli dedicava una trasmissione; e, poi, l'idea che certi elementi come alcuni ex concorrenti guadagnino per una serata in discoteca quanto mio padre guadagnava in tre mesi di lavoro al sole e alla luce di un saldatore, sì... mi fa davvero incazzare.
Addio GF, diventato quest'anno LF, si spera definitivamente DF.
(VOTO: 1,2 - Onore alla 12^ edizione)

lunedì 2 aprile 2012

Daniel Pennac - Come un romanzo

Un vero e proprio inno all'amore per la Lettura. In "Come un romanzo" il Professor Pennac ci parla dell'amore per la Lettura, il suo, quello dei suoi allievi, quello nostro. Lo fa in un modo straordinariamente semplice, senza guardare dall'alto in basso chi, magari, ancora non lo ha scoperto; ci sono vari modi per avvicinarsi alla Lettura, ma molti altri per allontanarsi. La Scuola insegna a leggere, non certo ad amare leggere. 
Sarebbe bello se questo libro fosse consigliato dai professori ai loro alunni, perché sono certo che potrebbe aiutare, aprire la mente ai tanti e tanti ragazzi che vedono nei libri degli oggetti complicati, noiosi, imposti. Sì, l'imposizione non è mai una bella cosa. Come ci dice lo stesso Pennac, all'inizio del libro, "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo". Ed è vero, verissimo. Ecco allora che il "Leggete questo" sentito a Scuola, di certo non aiuta i ragazzi ad avvicinarsi alla Lettura, ancor meno se quell'imperativo è riferito a testi lontani anni luce dai nostri gusti. E con questo, sia chiaro, non voglio attaccare alcuni Classici, ma soltanto il modo sbagliato con cui ci vengono presentati e fatti (dis)conoscere.
"Come un romanzo" non aiuterà tutti. Non è un testo magico o una medicina contro il male della non-lettura, anche perché, come ci dice il libro, si ha anche il diritto imprescindibile di "NON LEGGERE". Ma sono certo che aiuterà qualcuno. E non è poco. 
Avessi già letto questo libro quando - anch'io come Pennac! - alle medie mi avventurai in "Guerra e Pace", forse sarei riuscito a finirlo, appellandomi al secondo dei Dieci Diritti Imprescindibili del Lettore riportati nel testo: Il Diritto di Saltare le Pagine. Ma saltare le pagine era un peccato, un peccato dal quale la mia professoressa non mi avrebbe mai assolto. E allora, peccato mortale per peccato mortale, meglio rinunciare del tutto al "mattone" di Tolstoj, rifacendomi al terzo diritto del lettore: non finire un libro.
In definitiva, "Come un romanzo" non è un romanzo, ma un interessante e utile saggio sulla Lettura, che sicuramente proverò a consigliare a qualche conoscente allergico ai libri, sperando che questi, senza torto, non si appellino al primo diritto imprescindibile del lettore: non leggere.
I diritti imprescindibili del lettore:
I. Il diritto di non leggere
II Il diritto di saltare le pagine
III. Il diritto di non finire un libro
IV. Il diritto di rileggere
V. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
VI. Il diritto al bovarismo
VII. Il diritto di leggere ovunque
VIII. Il diritto di spizzicare
IX. Il diritto di leggere a voce alta
X. Il diritto di tacere
(VOTO: 8 - Il diritto di amare un libro)