venerdì 3 agosto 2012

Bed Time (2011)

È ufficiale: Jaume Balagueró rientra nella schiera (esigua) dei miei registi preferiti. Già lo ammiravo: ho amato i suoi "Darkness", "Fragile", "Nameless" (come si fa a insultare e demolire un film sul Male accusandolo di avere un finale troppo cattivo?!) e "Rec", dei quali sicuramente parlerò prossimamente. Ora è la volta di "Bed Time", un thriller condominiale che riesce a inquietare parecchio lo spettatore dopo minuti iniziali di normalità.
Il titolo originale in spagnolo, "Mientras Duermes", rende sicuramente molto più rispetto all'inglese, che gioca sul cambio di vocale tra "e" ed "a", trasformandolo così (com'è visibile sulla locandina) da "Bed Time" a "Bad Time". E mentre la nostra bella protagonista dorme, appunto, accade qualcosa... ogni notte. Da piccoli ci si chiedeva cosa potesse mai esserci sotto il letto, a luci spente; un mostro, magari... ma ancora una volta, come sempre, a spaventare di più non sono i mostri o i fantasmi, ma gli uomini. Uomini capaci di tutto, come vedremo durante lo sviluppo del film, che ci regala una scena ad altissima tensione e una ad altissima pressione... di sangue.
Ciò che accade di notte, nell'appartamento, inquieterà non poco qualsiasi condomino di un certo tipo di stabili (non voglio spoilare nulla, quando il film è bello). 
Il finale è ormai un marchio di fabbrica di Balagueró: cupo, disperato...
La scena iniziale, gli unici minuti di normalità, a mio parere è uno dei punti di forza del film. Perché? Lo scopriremo subito dopo...
(VOTO: 8 - Uno sguardo sotto il letto...)

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