martedì 9 ottobre 2012

Nomadi - Terzo Tempo (2012)


Inizia benissimo il Terzo Tempo dei Nomadi. È il tempo di Cristiano Turato, la nuova voce del gruppo, che fa subito suo il ruolo che fu di Augusto Daolio prima, e Danilo Sacco poi. Se qualcuno temeva (o sperava) che con la partenza di Danilo i Nomadi potessero perdere la loro identità, la loro forza, oltre a dimostrare una certa dose di pessimismo cosmico (Danilo, con tutto il rispetto, non è Augusto...), si sarà ritrovato letteralmente spiazzato nel vedere con quanta forza e padronanza Cristiano abbia saputo affrontare il ruolo – difficilissimo, sia chiaro... – di sostituire l’amatissimo Danilo Sacco. Che poi alcune strategie del tutto discutibili dello staff di quest’ultimo abbiano ridimensionato l’amore dei fans Nomadi nei confronti del Sacco, questo è un altro discorso...
Cristiano Turato parte alla grande, quindi. Ci aveva già dimostrato le sue capacità nell'esordio di fuoco di Novellara 2012. Qui, in questo album, lo troviamo alla voce in ben 7 canzoni su 10, e al songwriting in quattro. Ma questo “Terzo Tempo” dei Nomadi è anche il tempo di Beppe Carletti. La vitalità e la freschezza di un gruppo che l’anno prossimo festeggerà i 50 anni di carriera, è un vero e proprio miracolo musicale, e questo, si può affermare con assoluta certezza, è tutto merito di un artista che dal 1963 porta avanti il progetto Nomadi.

Passando al disco: avevo parlato di vitalità e freschezza, e ancora una volta mi ritrovo piacevolmente sorpreso nel constatare quanto un gruppo che calca i palchi da 50 anni sia più innovativo e giovane di certi artisti (il più delle volte usa e getta) nati negli ultimi tempi. 
Lo dimostra subito il pezzo d’apertura del disco, “Non avrai”: un intro rock che dà il via a una grande canzone, in cui Cristiano si trova totalmente a suo agio. In questa prima canzone, come nelle successive, troviamo subito un netto miglioramento nei testi. 
Dopo la grande apertura di “Non avrai”, il disco si mantiene su alti livelli, con il singolo “Ancora ci sei”, seguito a ruota dal nuovo “manifesto Nomade”, “Fuori”. I Nomadi sono in effetti un gruppo Fuori. Fuori dagli schemi, dal giro, dalla grande industria, dal circuito imposto da radio e tv, dalla banalità, dal tempo...
Sì, un gruppo fuori dal tempo, nonostante la quarta traccia ci porti alla title-track del disco: “Terzo Tempo”. Il titolo è perfetto, e come ci racconta la canzone, ci ritroviamo a vivere ancora una volta una storia che non stanca, un film che non finisce, un'idea che non tradisce.
“Un altro cielo” comincia con un bel riff di Cico, che ci porta in un altro grande brano che, a mio parere, è una delle canzoni più belle del disco. Bella la strofa, il ponte, il ritornello... belle le parole e la straordinaria interpretazione di Cristiano. “Un altro cielo” entra a far parte della schiera (sempre più numerosa) delle mie canzoni dei Nomadi preferite.
Cristiano Turato, è chiaro, è un grande cantante. Chi afferma il contrario, accecato da una sorta di fanatismo nei confronti dell’ex vocalist Danilo che non vedevo dai tempi dei Take That, si qualifica immediatamente per quello che è: poco obiettivo e con un orecchio poco abituato alla buona musica. La straordinaria capacità di Cristiano nel passare senza perdere un colpo dalla potenza di “Non avrai” alla calma e dolcezza di un’altra splendida canzone come “Tarassaco” non è da tutti. È, per fortuna nostra, del nuovo vocalist dei Nomadi. “Tarassaco”, voce, pianoforte e violino, è un pezzo di grande spessore, che mostra ancora una volta tutta la particolarità e la duttilità della voce di Cristiano.
Inizialmente “Il vento tra le mani” mi sembrava il brano più debole del disco. Poi, ascoltandola meglio, mi sono ricreduto. La voce di Sergio esegue bene un pezzo con una strofa interessante (peccato breve) sia nella musica che nel testo, per poi continuare con un ponte che dà il via a un ritornello corale, ripetitivo ma funzionale. Molto buona la parte musicale.
Ottimo pezzo anche “Apparenze”. Inizio soft, che pian piano cresce di intensità, fino a regalarci anche un assolo di Cico.
È forse, per quanto mi riguarda, “Un attimo di sole” la canzone che spicca meno nel disco. Forse perché, come ho già affermato in passato, ci siamo un po’ troppo abituati ad ascoltare Massimo cantare canzoni di questo genere. Sia chiaro: la canzone è bella, orecchiabile, ben eseguita, ma probabilmente non va ad aggiungere niente di particolare al repertorio.
Il disco di chiude con “Addormentato ma non troppo”. A me la canzone diverte; oltre ad avere un’ottima base musicale, molto aggressiva e rockeggiante, ha un testo che, se per certi versi è difficile da interpretare, per altri diverte e spiazza (le indicazioni di voto a un certo personaggio famoso, il coro dei lalala, la risata sarcastica di Cristiano). Insomma... possiamo affermare che il disco si chiude a sorpresa. Del resto, in “Terzo Tempo” i Nomadi cantano anche “...un finale che stupisce...”.
In conclusione: se non ci fossero stati alcuni episodi spiacevoli non certo da attribuire ai Nomadi, mi sarei risparmiato un confronto tra il “Terzo Tempo” dei Nomadi e “L’altro tempo” (Un altro me) di Danilo Sacco. Ma visto che gli episodi ci sono stati, e hanno fatto anche un discreto rumore, prendo al balzo l’occasione per sottolineare la rivincita (se proprio ci doveva essere...) dei bistrattati (da una piccola parte, sia chiaro...) Nomadi: il nuovo disco del gruppo di Beppe Carletti è di una superiorità disarmante. Musica, parole, freschezza, persino voce (nel suo disco da solista Danilo non si esprime assolutamente al massimo); “Terzo Tempo” è un disco che mette i puntini sulle i: i Nomadi sono i Nomadi, e se qualcuno ha la presunzione di affermare che questo è soltanto un noto gruppo in cui ha cantato, probabilmente questo noto gruppo non avrà bisogno di far sapere che tra le proprie fila ha cantato quel qualcuno.
Ancora: se sempre qualcuno si vanta di essere arrivato secondo in una classifica di vendite web sul sito della Feltrinelli (mi pare), o addirittura nella classifica del supermercato, questo qualcuno dovrebbe anche ricordare di aver esordito intorno alla 40a posizione nella classifica ufficiale FIMI (quella ufficiale, sì... quella che tiene conto per davvero di quante copie si vendono in assoluto in Italia, in ogni negozio, in ogni supermercato...); e se un certo noto gruppo chiamato “Nomadi” esordisce nella classifica ufficiale addirittura al 3° posto (confermandosi la settimana successiva nella Top Ten, al 7°), c’è da chiedersi cosa dovrebbero fare Beppe e compagni per pubblicizzare e festeggiare il (vero) successo. Ma, signori, stiamo parlando di un gruppo che da anni staziona, all’esordio, sempre nei primissimi posti della citata classifica (a questo giro soltanto Michael Jackson e Malika Ayane hanno fatto meglio). Con o senza un certo cantante.
Il Viaggio Continua. 
(VOTO: 8,5 – Ancora a Tempo)

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