domenica 7 dicembre 2014

"La Decima Prova" in NASF 10 - FREE

Sono talmente legato a questo concorso, a questo progetto, che nonostante negli ultimi anni il mio tempo libero a disposizione per la Scrittura si sia notevolmente ridotto (e purtroppo negli ultimi mesi ancora di più... come dimostra l'assenza di post recenti), puntualmente cerco di presentare un racconto per questo appuntamento. Dall'Edizione Numero 5 (con “Newpolis”), fino all'ultima, la Numero 10, sono orgogliosamente tra i selezionati. Anche quest’anno, dunque, un mio racconto farà parte del nuovo volume NASF, stavolta a tema libero proprio in onore del traguardo della Decima Edizione del Concorso. Con “La Decima Prova” (questo il titolo del mio racconto), ho voluto già dal titolo celebrare questo importante traguardo del Concorso; alieni alla scoperta di un Pianeta lontano, alla ricerca di segni evidenti che possano dimostrare l'esistenza passata di forme di vita intelligente. Sarà difficile, ma prova dopo prova, il dottor Ediic cercherà di convincere i Direttori che lì, su quel Pianeta, qualcosa in passato si è mosso...
Come ogni anno invito tutti gli amanti della Fantascienza ad avvicinarsi a questo progetto, andando a scoprire non solo il “NASF 10 – FREE”, ma anche i passati volumi, che a mio parere sono davvero delle vere piccole perle di Fantascienza nostrana. Inoltre, tenersi aggiornati sulla prossima edizione per poter partecipare e provare a entrare in questo fantastico mondo.
Chiudo con il complimentarmi col vincitore della Decima Edizione, Roberto Vaccari, e con gli organizzatori che ogni anno riescono a rendere avvincente e sempre più interessante il concorso. 
I miei racconti in NASF:
- NASF 5 X-Punk / OOPArt: Newpolis
- NASF 6 Blood, Dust & Steel: Progetto Stigma
- NASF 7 Tribute: La Cura
- NASF 8 Mutazioni: Una Splendida Giornata
- NASF 9 Albe & Tramonti: L'Ultimo Tramonto
- NASF 10 FREE: La Decima Prova

venerdì 12 settembre 2014

Daniza nel Paese delle Meraviglie

Se dovessimo ragionare tutti come il Governatore del Trentino e gli scagnozzi incompetenti che ha mandato a uccidere l'orsa Daniza vivremmo in un mondo molto difficile.
Innanzitutto potremmo tranquillamente entrare nelle case degli altri per cercare funghi. No, non mi dite che in casa non se ne trovano, perché ce ne sono di surgelati e a volte anche di freschi, appena colti, magari in un bel cesto o al massimo in frigo. E il proprietario della casa in questione? Beh, se proprio s'incazza e ci prende a schiaffi, potremmo sempre sporgere una querela e chiamare la Forestale. Essere feriti da un uomo che si trova in casa propria soltanto perché abbiamo avuto l'ardire di entrare senza permesso per cogliere qualche fungo è una cosa estremamente grave, e l'intervento della Forestale dovrebbe quantomeno servire per sedare la bestia casalinga e spedirla in qualche centro psicosociale. Se poi le dosi sono sbagliate... vabbè, si va all'obitorio.
La vita però sarebbe ancora più complicata se il proprietario della casa violata fosse donna e mamma. E no... tu donna, mamma, non potresti assolutamente permetterti di temere per la vita dei tuoi figli. Siamo pazzi? Al Governatore e ai suoi scagnozzi non gliene frega un cazzo se hai quei due marmocchi tra i piedi e temi che il violatore domiciliare possa fargli del male: oh, del resto è semplicemente entrato in casa tua senza permesso per prendere dei funghi, perché diavolo dovresti temere per la sorte di quei due cuccioli d'uomo a cui tu, madre degenere, tieni così tanto?! E non tirare in ballo che in quella casa ti ci ha piazzato proprio il Governatore o chi di dovere, perché, sia chiaro, in Italia non possiamo star lì a seguire tutte le vicende che creiamo... ci vuole tempo, ci vogliono soldi, ci vuole passione, e soprattutto ci vuole competenza, cosa che nel nostro Paese negli ambienti lavorativi latita peggio dell'ultimo boss della mafia in circolazione.

giovedì 11 settembre 2014

Tutta colpa del T9

«È colpa del T9...»
Quante volte avrò (e avrete) letto questa frase dopo l'ennesima scempiaggine linguistica fatta notare all'ennisimo assassino della lingua italiana? Praticamente se l'errore/orrore linguistico fosse un reato, il T9 avrebbe milioni di denunce e un solo, grande capo d'imputazione: La Social Figura di Merda.
Si racconta però che in alcune arringhe difensive, l'avvocato di turno per difendere il proprio assistito abbia tirato in ballo il T9 per delitti passionali, di mafia, appropriazioni indebite, evasioni fiscali e persino associazioni: dopo il famigerato 416 bis, infatti, si vocifera che nella riforma della Giustizia Renzi stia pensando di inserire il 416 T9, ovvero "Associazione di Tipo Tinnovistico".
Ora: capita a tutti di fare delle figure di merda in materia di Italiano. La nostra lingua è una Signora Lingua, e non è facile. Spesso mi capita di rileggere dieci volte una frase che ho scritto, e ciononostante ci scappa l'errore. Errore, appunto. Il T9 (a volte l'ho accusato a ragione anche io: sarebbe stato denunciato anche dal sottoscritto) può cambiarti una parola, e magari un accento in parole come "parlò" e "parlo". Sorvoliamo pure sulla "e" al posto della "è" e viceversa (anche se la frase, prima del magico tasto "Invio", potrebbe essere riletta, eh...), ma non si può sorvolare quando si tratta di frasi del tipo "Ha Giorgetto non e bastato ubriacarsi a anche fumato daccordo che era festa ma se l'avrei visto io erano cazzi!". Eh no...  se ti avesse visto un Accademico della Crusca i cazzi sarebbero stati i tuoi! E io gli avrei dato volentieri una mano...
Con frasi del genere non è il T9 a essere il colpevole, ma l'estrema ignoranza che ormai dilaga sempre più in maniera preoccupante. Ho una collezione di scempiaggini linguistiche catturate sui vari Social che prima o poi pubblicherò, perché c'è da chiedersi come sia possibile che gente del genere abbia conseguito un Diploma. Ah, non chiediamocelo... è il Sistema d'Istruzione Italiano a rilasciare in serie quei fogli di carta senza senso...
«Senza senso?! Oh, serve per fare la domanda alle Poste!»
Pardon...
Tornando alla serata pazza di Giorgetto: non mi sembra che il T9 (accetto cazziate al riguardo) possa prendersi la libertà di cambiarti una "è" in una "e", o di togliere la "h" alla "ha" o, peggio ancora, di importi di sbagliare un congiuntivo. Almeno non la versione di T9 che ho installata sui miei dispositivi.
Per non parlare poi della punteggiatura... altra pratica semisconosciuta e a tratti mistica per la maggior parte degli italiani. 
Da tempo ormai non mi prendo nemmeno più la briga di far notare orrori del genere, perché spesso si viene insultati (strano, chi se l'aspetterebbe da persone così ben istruite...) o accusati di fare i "professori" (non credo ci sia bisogno di essere un Linguista per capire la differenza tra "a" e "ha").
Il futuro? Sempre peggio. Ormai si notano errori del genere anche in articoli di testate giornalistiche più o meno serie. 
E allora? E allora alla fine credo che bisognerà abituarsi. Il problema, quello vero, è che se non si possiede una base abbastanza solida si rischia di emulare gli errori. Nei commenti di Facebook per leggere una frase relativamente lunga senza erroracci è sempre più un'impresa, e a volte si ha l'impressione che scrivere in quella maniera sia normale.
Comunque ho deciso: a breve pubblicherò alcuni dei più bei commenti letti nella mia carriera da internauta. Alcuni, e dico sul serio, meritano davvero rispetto... perché per scrivere roba del genere c'è bisogno di notevole fantasia, roba quasi da artisti incompresi. 
Per stavolta direi che e tutto. (Scusate, è colpa del T9...)

domenica 10 agosto 2014

Foto(face)book

Ne siamo sommersi. Foto ovunque. Su Facebook praticamente non vedo altro (oltre ai soliti errori/orrori nei commenti che stanno letteralmente facendo a pezzi la nostra povera lingua). 
Immancabile ovviamente il Selfie, da soli o in compagnia: oh, al decimo selfie uguale (perché nel 95% dei casi il contorno è inconsistente e resta in primo piano inevitabilmente la solita, stessa faccia) direi che la vostra faccia più o meno bella ce l'hanno più che presente i vostri amici e contatti. Basta, vi prego...
Le Vacanze poi vincono su tutto. Penso che a breve si comincerà ad andare in vacanza soltanto per pubblicare foto su Facebook: 
«Allora, com'era Parigi?»
«Boh, scusa... non hai visto le foto? Aspè, aspè... guarda, qui eravamo sotto alla Tour Eiffel.»
«Sì, vedo... e dal vivo com'è? Alta? Bella? Di ferro?»
«Boh, scusa... non hai visto le foto? Guarda qua, sì, sembra abbastanza alta, rispetto a noi... guarda qui, Manu fa la smorfia! Qui invece sto con la maglietta del Paris Saint Germain...»
Foto al Mare, immancabili in questo periodo. Il costume ormai non lo si sceglie più per chissà quali pratici motivi, ma in base a come verrà in foto: 
«Visto il mio nuovo costume?»
«No, non siamo state al mare insieme. Però sono curiosa, dai, fammelo vedere...»
«Sì, un attimo che mi collego a Face e... eccolo! Allora, ti piace? Oh, qui ho fatto la foto col marocchino che vendeva i pareo. E qua invece sto con una coppia che abbiamo conosciuto lì... aspè, come si chiamano... un attimo, vedo tra i contatti aggiunti ultimamente... sì, ecco, Giusy e Marco! Che simpatici... questa foto poi! Sto malissimo... non trovi?»
«Ma dov'era qui? Gallipoli?»
«Boh... aspè, che stupidotta che sei! Non hai visto che sotto la foto c'è il luogo dov'è stata scattata? È una figata, col GPS esce in automatico! Devi aggiornarti, tesoro!»  
E che dire delle foto dei Matrimoni? Cristo... le foto dei matrimoni. Ormai oltre agli album fotografici dai prezzi da strozzinaggio puro dei fotografi ("Eh, però ti fanno pure il filmino con la colonna sonora! E che vuoi che siano 6.000 euro per un ricordo del genere?". Ti ci mando adesso o dopo il divorzio?!) ci sono gli album infiniti degli invitati. Ovviamente su Facebook. Un giorno, quando o se mi sposerò, all'entrata della sala del comune (o inverosimilmente della chiesa) e del ristorante farò un po' come i professori prima di un esame: «Ragazzi, cellulari e tablet qui, sul tavolo. Spegneteli e accomodatevi».
Altro classico: il Cibo. Qui ci sono cascato pure io, lo ammetto. Ma una cosa è fotografare e pubblicare un piatto particolare, un'altra è fotografare e pubblicare ogni piatto ingurgitato, con immancabili simpatici (simpaticissimi, guarda...) commenti: sai, so com'è fatto un würstel o, peggio, un boccale di birra. 
Insomma, ormai si fotografa soltanto per Facebook. 
«Com'è venuta?»
«Insomma...»
«Insomma?! Cazzo... è fantastica! Che c'è che non va?»
«Beh, sei venuto troppo piccolo, così non ti vedono bene.»
«Non mi vedono bene? Chi?!»
«Su Facebook. Magari pubblicandola non mi esce con la stessa risoluzione, e ti vedono piccolo piccolo... Mannaggia! Peccato non si possa più rifare adesso...»
«Mi vedono piccolo piccolo?! C'è un'eclissi solare al tramonto sul mare dietro di me, e si vede benissimo! E tu pensi che non sia venuta bene perché i tuoi cazzo di amici mi vedono piccolo piccolo?!»
Che poi, su tutto, dopo una certa soglia di foto regna sovrana la più grande verità sulle foto pubblicate su Facebook: al 99% dei tuoi contatti (l'1% è, se c'è, l'altro soggetto delle foto) di quelle foto non gliene frega un cazzo. 
No, non c'è proprio limite al peggio... 
O forse sì. Quasi quasi mi selfo il post...

Il Mistero di Acaya [o Acaia (o Acaja)]

L'anno scorso nella nostra vacanza nel Salento ci siamo imbattuti in un piccolo borgo del leccese, una frazione di Vernole chiamata probabilmente Acaya. Probabilmente.
Il piccolo centro, oltre a essere molto caratteristico vista la sua particolare struttura (chiuso tra le mura e con un bel Castello proprio all'entrata), mi si presentò praticamente deserto in un'assolata mattinata di agosto. L'impatto fu molto suggestivo; mi aspettavo infatti da un momento all'altro la comparsa di qualche tumbleweed (le sterpaglie rotolanti dei deserti americani) e di un coyote ululante. Mi ritrovai invece a confrontarmi con il mistero legato al suo nome. 
Il buon Roberto Giacobbo si chiederebbe, serio e misterioso: come si chiama in realtà questo posto che sembra lontano anni luce dalla nostra realtà? Acaja? Come ci suggerisce quello straordinario prodigio della tecnologia probabilmente portato sulla Terra da intelligenze extraterresti chiamato Tom Tom?
Oppure Acaia, come ci mostra questo cartello di origini sconosciute situato all'inizio del piccolo e misterioso centro leccese?
O forse ancora Acaya, così com'è segnato su questa inquietante brochure che ci descrive l'oscuro Castello che domina il paese?
Intanto Wikipedia sembra essere certo che il vero nome sia proprio quest'ultimo; ma viste le prove che ho raccolto sul campo, possiamo esserne davvero certi?
Beh, in attesa che Giacobbo ci faccia per davvero una puntata di Voyager (tra tutti gli pseudomisteri che ci presenta nella trasmissione questo sarebbe senza dubbio uno dei più credibili e reali), il mistero resta, e io a fine agosto tornerò in zona per provare a risolverlo.

sabato 9 agosto 2014

La Peggiore delle Ipotesi

Da tifoso del Napoli ieri, come un po' tutti i miei colleghi di colori, al sorteggio per i Preliminari di Champions ho fatto i dovuti scongiuri. Tra tutte le possibili sfidanti bisognava evitarne assolutamente una: l'Athletic Bilbao. Il Napoli, Testa di Serie, avrebbe potuto sfidare francesi, belgi, turchi, danesi... e ovviamente anche gli spagnoli, sperando comunque di evitarli. Bene (anzi male), cosa esce dall'urna di Nyon? Gli spagnoli.
È andata male? Abbastanza.
Potrebbe andare peggio? Certo...
Pescare gli spagnoli dell'Athletic Bilbao infatti non è l'ipotesi peggiore. Quella, da veri professionisti catalizzatori di sfiga, sarebbe pescare gli spagnoli e affrontarli all'andata a Napoli con il ritorno decisivo... in Spagna, nonostante lo status di Testa di Serie. E allora?
E allora eccola che arriva, puntuale, la peggiore delle ipotesi.
In bocca al lupo Napoli... di certo la fortuna non ci ha mai aiutato. Speriamo ci renda sempre più forti.

lunedì 4 agosto 2014

Fenomeni da Baraccone: Il (ta)Vecchio che Avanza

Quasi lo adoro. Quasi. 
In un Calcio Italiano che vuole, anzi esige una rifondazione, l'inizio di un nuovo corso dopo aver toccato il fondo, la candidatura di Carlo Tavecchio a Presidente FIGC è così maledettamente fuori luogo, senza senso, assolutamente incompatibile con quel nuovo progetto che si vuole iniziare, che quasi faccio il tifo per lui. È incredibile come in Italia sia possibile una cosa del genere; è un po' come candidare Paolo Brosio a nuovo direttore del Mucca Assassina o Silvio Berlusconi a Segretario della Rifondazione del Partito di Rifondazione Comunista. Insomma, è come candidare un personaggio impresentabile del Vecchio Calcio Italiano a paladino del Nuovo Calcio Italiano. Eppure è così, è reale, è fattibile, anzi... è più che probabile. 
Tavecchio, dal canto suo, si è esibito in questi giorni in una campagna elettorale a dir poco impeccabile: tra negri mangiabanane e donne handicappate (ma molto simili ai maschi!), ieri il gran finale (ma forse c'è ancora spazio per altre minchiate), con il suo sfogo: "Nemmeno l'assassino Kennedy è stato trattato come me!" (dai, almeno un po' meglio sì... Lee Harvey Oswald è stato ammazzato poco dopo il misfatto). Che personaggio...
E allora rivediamoci alcune perle (dei porci) del possibile artefice della rifondazione del Calcio Italiano, cominciando dal suo Elogio della Donna Handicappata Molto Simile al Maschio...
...e finendo con il suo Manifesto Per un Calcio Libero dai Mangiatori di Banane:

venerdì 1 agosto 2014

The Strain: La Serie TV di Guillermo del Toro

Un'altra Serie TV che merita sicuramente un'occhiata è "The Strain", di Guillermo del Toro e Chuck Hogan. Amando particolarmente i lavori di Del Toro non potevo farmela sfuggire, e dalla visione delle prime 3 puntate posso ritenermi abbastanza soddisfatto. L'orrore c'è, la storia pure (anche se per il momento non mi sembra originalissima), e i personaggi sembrano stiano prendendo buone caratteristiche. Insomma, per il momento "The Strain" è promosso... ma ne riparleremo sicuramente meglio a Stagione finita.

Israele può

Cosa sarebbe successo se una Nazione, una qualunque al mondo, avesse bombardato una scuola col Simbolo dell'ONU provocando una strage di bambini? Non oso nemmeno immaginarlo...
Ma se la Nazione (Nazione?!) in questione è Israele, allora non serve nemmeno immaginarlo, perché è accaduto, e accadrà. E allora? E allora niente. Israele può. In poche parole Israele può fare quello che cazzo gli pare, anche provocare migliaia e migliaia di vittime innocenti tra le quali anche bambini; oppure proclamare tregue a casaccio e interromperle, appunto, quando gli pare, a caso, senza temere la benché minima reazione da parte dell'intera Comunità Internazionale; e parlo di interventi seri, non di cazziate verbali anche poco convinte. Si interviene in Iraq, in Afghanistan, in Siria - e non certo con cazziatoni verbali - ma non si interviene per fermare questi assassini senza dignità e senza scrupoli, occupanti e opprimenti. Perché?!
Perché Israele può.  
Palestina Libera.

Dylan Dog 335 - Il Calvario

In attesa del nuovo corso di "Dylan Dog", che inizierà col numero 337 in edicola a settembre (Spazio Profondo), merita di essere letto anche il numero di questo mese, il 335, "Il Calvario". Finalmente una bella storia, dove scopriremo anche un Dylan inedito, ovvero un attento papà...
Storia interessante, con un finale amaro e probabilmente fin troppo veritiero.

giovedì 31 luglio 2014

American Horror Story: Coven

Di tutte e tre le Stagioni di “American Horror Story”, questa è senza dubbio la mia preferita. Una storia più lineare rispetto alle altre ma allo stesso tempo ricca di spunti e passaggi interessanti. Anche qui ritroviamo molti degli attori delle prime due Stagioni in ruoli totalmente diversi in una storia radicalmente diversa, particolarità, questa, che premia sicuramente la Serie, rendendola così mai noiosa o ripetitiva. 
“Coven”, questo il titolo di questa Terza Stagione tutta al femminile, racconta le vicende di una Congrega di Streghe nei giorni nostri, con un immancabile occhio nel passato che, ovviamente, ritorna nel presente. Dopo un inizio molto forte (e una sigla fantastica, la più bella finora), le tinte horror probabilmente sfumano leggermente, ma senza far danno alla Serie. Le quattro Streghette principali hanno tutte poteri diversi: la dolce e tranquilla Zoe è una Vedova Nera, ovvero capace di uccidere (inconsapevolmente) la persona con la quale ha un rapporto sessuale; Queenie, ragazza di colore decisamente in sovrappeso, ha la capacità di usare il suo corpo come una vera e propria Bambola Voodoo; la starlette libertina Madison è un genio della telecinesi; infine Nan, ragazza con la Sindrome di Down estremamente intelligente, chiaroveggente e con il dono della lettura del pensiero. Le quattro sono sotto la custodia di Cordelia (Sarah Paulson), figlia della Suprema. Il rapporto tra madre e figlia non è certo dei migliori, come ci fa subito capire la prima puntata, e sarà uno dei risvolti più interessanti della Stagione. 
Nei panni di Fiona Goode, la Suprema, troviamo la sempre eccellente Jessica Lange, ormai pronta a passare il testimone a una delle nuove Streghe. Pronta si fa per dire, perché Fiorna sembra proprio non volerne sapere di abdicare. 
Tra magia nera, roghi e ritorni dall’aldilà, con altri personaggi inquietanti e interessanti come la razzista Seriel Killer Delphine LaLaurie e la Strega Negromante Misty Day, la Stagione arriverà allo splendido finale senza sgonfiarsi, in cui scopriremo se Fiona si sarà finalmente arresa all'arrivo naturale della nuova Suprema.
(VOTO: 9+ - Viva le Streghe) 



American Horror Story: Asylum

Era difficile trovarsi di fronte a una seconda Stagione di “American Horror Story” all'altezza della precedente. Gli autori, però, rimescolando tutte le carte, ci sono riusciti alla grande. Cambia la storia, radicalmente, che non ha più nulla a che fare con la precedente. Non ci troviamo più a fare i conti con una casa infestata, ma con un altrettanto inquietante posto: un manicomio. Il tutto ambientato nel 1964. Non cambia gran parte del cast, alle prese con l’interpretazione di altri personaggi. Jessica Lange, per esempio, è qui la severissima Suor Jude, “capo” del manicomio, che sulle note di “Dominique” ci farà precipitare in una spirale di orrore e cattiveria senza via d’uscita. O forse sì.
Non manca ovviamente la parte paranormale: la prima puntata ci mette subito di fronte ai rapimenti alieni. È così che Kit Walker (Evan Peters) si ritroverà rinchiuso nel terribile Istituto di Briarcliff, in attesa di una probabile pena di morte per l’uccisione della sua amata moglie; del resto, chi può mai parlare di rapimenti alieni? Un pazzo, appunto.
Le possibilità di salvezza di Kit s’intrecceranno con quelle di altri disperati rinchiusi nel manicomio, alcuni innocenti, altri un po’ meno, e passerà per le mani di personaggi via via sempre più inquietanti, come il Dottor Arthur Arden, il Monsignor Timothy Howard e il Dottor Oliver Thredson, senza mai dimenticare  Suor Jude (ancora una volta straordinaria Jessica Lange) e la sua dolce discepola, l’innocente Suor Mary Eunice, che dopo un esorcismo (non manca neanche quello) non sarà più la stessa. 
Un grande Finale di Stagione chiude in maniera impeccabile l’Asylum, e ancora una volta ci mette di fronte all'enorme divario tra le fiction italiane e quelle di altri Paesi, in cui c’è l’imbarazzo della scelta nel decidere quale delle parti che le compongono siano più belle: la storia, i dialoghi, la fotografia, gli attori e le loro interpretazioni.
(VOTO: 9 - Follia Lucida)



mercoledì 30 luglio 2014

7 Psicopatici (2012)

Dopo aver apprezzato “In Bruges” di Martin McDonagh, non ho potuto fare a meno di guardare il secondo (e ultimo, per ora) film dello stesso regista. In “7 Psicopatici” troviamo sempre Colin Farrell, qui nei panni di Marty, uno scrittore irlandese alcolizzato alla ricerca dell’ispirazione per il copione di un film, dal titolo, appunto,“7 Piscopatici”. Ad aiutarlo troviamo il suo amico Billy, che non se la passa certo meglio. La ricerca dei 7 psicopatici da includere nel film non sarà poi tanto difficile, in un mondo dove imbattersi in uno psicopatico è, spesso, fin troppo semplice. Se poi ci mettiamo il rapimento di un cane sbagliato e un annuncio su un giornale... 
Il film si apre con una scena che subito rapisce. Troviamo immediatamente uno dei sette, il Jack di Quadri. Lo scrittore, che si ritroverà ben presto catapultato dalla fantasia alla realtà, riuscirà pian piano ad avere ben chiaro il quadro dei protagonisti. Riuscirà pure a realizzare fino in fondo il suo film? Per vederlo, ovviamente, bisognerà arrivare per davvero fino in fondo, oltre i titoli.
Bello anche il personaggio interpretato da Christopher Walken. Il finale è drammaticamente divertente quanto tutto il film che, a mio parere, non è inferiore a “In Bruges”. Da vedere.
(VOTO: 7+ – Qua la zampa)

martedì 22 luglio 2014

Il Ritorno di Utopia

"Utopia" riparte così come l'avevamo lasciata. Il Primo Episodio della Seconda Stagione è a dir poco straordinario... e si apre con scene molto familiari a noi italiani: le immagini dell'assassinio di Aldo Moro e l'annuncio in TV di Bruno Vespa. Assurdo? In questa Serie TV tutto è assurdo e allo stesso tempo assurdamente credibile. E parlando di cose assurdamente credibili, proprio nelle prime scene della puntata (girate in 4:3) ambientate in Italia, ritroviamo un altro personaggio a noi familiare: Mino Pecorelli. Cosa c'entra l'omicidio di Pecorelli con "Utopia"? C'entra... o meglio, può c'entrare...
Straordinaria Premiere, con una scena che ho trovato assolutamente struggente e simbolica nello sviluppo di uno dei personaggi più riusciti della Serie: le mani tese del piccolo Pietre verso suo padre nell'inferno rosso nel quale si ritrova...
Dal tuffo nel passato (esaustivo al punto giusto), dal Secondo Episodio si tornerà nel presente. Personaggi, Violenza, Fotografia, Colonna Sonora, Storia... anche nella Seconda Stagione "Utopia" sembra promettere piccole (solo 6 episodi anche stavolta) grandi cose.

domenica 6 luglio 2014

Homeland (Stagione 3)

In una storia che pian piano si allungava e diventava sempre più difficile da gestire, era naturale l’arrivo di una flessione. È quello che è successo, secondo me, a “Homeland”, arrivato alla Terza Stagione. Già dai primi episodi si comincia ad avvertire un certo senso di piattezza, interrotto finalmente da un buon colpo di scena che sembra rimettere tutta la Stagione in carreggiata. Ma non basta. Brody è un personaggio ormai molto complicato da gestire, nonostante gli sforzi degli Autori che, ovviamente, lo sanno bene.    
La Terza Stagione vede una Carrie ancor più protagonista, con un Nicholas Brody, appunto, che stenta a emergere, cercando di tornare protagonista negli ultimi episodi.
Le crisi adolescenziali della figlia dell’ex marine all'inizio della Stagione non aiutano la Serie. Poi, ripeto, “Homeland” sembra ripartire, ma con la sensazione di non poter fare di più rispetto alle due Stagioni precedenti. Così è.
Il Finale di Stagione potrebbe essere un discreto finale di tutto, ma non passerà molto tempo prima dell'annuncio di una Quarta Stagione. E sinceramente non so cosa aspettarmi.
(VOTO: 6+ - Cacciata la Spia)

martedì 24 giugno 2014

Mentalità Perdente

Si sa, nel calcio la mentalità è fondamentale. Ad esempio c'è quella Vincente, che ti spinge a giocare per vincere, per dare spettacolo, per superare l'avversario a tutti i costi. C'è quella Attendista, di chi di solito è inferiore, che cerca innanzitutto di limitare i danni, di sfiancare l'avversario più forte e, perché no, di colpirlo in contropiede, a sorpresa, vincendo addirittura la partita. E poi, abbiamo scoperto grazie a questo Mondiale, c'è quella Perdente, quella di una squadra che non ha la minima intenzione di fare un gol, di creare un'azione interessante, di dimostrare ai suoi tifosi che sono in campo per un motivo. È quella dell'Italia di Prandelli: una vittoria non meritata contro l'Inghilterra (notoriamente squadraccia), una sconfitta contro la Costarica senza giocare, e una sconfitta contro l'Uruguay che, come l'Italia, sembrava non avere nessuna intenzione di vincere la partita. Fantastico... perché, tra le due, quella che aveva un disperato bisogno di vittoria era proprio l'Uruguay. Ma la squadra di Tabarez è apparsa inconcludente e svogliata, quasi al pari dell'Italia. Italia che, pensate, aveva due risultati utili su tre: e quale risultato, ovviamente, potrebbe mai rincorrere una squadra come quella di Prandelli? La vittoria? Ma manco a dirlo! Il pareggio? Sì, si poteva pensare proprio così, un classico... ma gli Azzurri hanno osato di più, e sono riusciti a perdere contro una squadra imbarazzante quasi quanto la nostra. Quasi... perché almeno l'Uruguay aveva la scusa di un solo risultato utile. 
Noi, d'altro canto, un solo risultato inutile; e l'abbiamo centrato. Grazie ragazzi, siete riusciti a far peggio dell'Italia del Lippi Bis... e non era affatto facile.
Mi dispiace soltanto non aver potuto ammirare la Nazionale di Prandelli alle prese con una vera squadra, come la Germania o l'Olanda, dove avremmo sicuramente potuto vedere l'eterno incompiuto Balotelli al fianco di un'altra punta: il secondo portiere.

sabato 21 giugno 2014

L'Alibi per la Sconfitta (secondo Thiago Motta)

Di solito dopo una sconfitta come quella di ieri si prova (timidamente) a cercare un alibi per spiegare la debacle imbarazzante. È quello che ha provato a fare anche il centrocampista della Nazionale Thiago Motta: "Il caldo è la spiegazione logica alla nostra sconfitta, la Costarica è una squadra sudamericana, abituata a certe temperature...". Bene. Anzi, male, malissimo. Seguendo il discorso del più che sostituibile centrocampista azzurro la prossima partita potremmo anche non giocarla. Sì, perché la prossima non solo sarà contro una squadra sudamericana (abituata al caldo... ma per piacere...), ma sarà contro l'Uruguay che, nonostante la sconfitta proprio contro la Costarica, è senza dubbio un avversario molto più forte. Amen, allora...
Ma l'imbarazzante centrocampista oriundo (possibile che non abbiamo un italiano appena leggermente migliore di questo? Basta pescare a caso anche il Lega Pro...) non si ferma, e continua nelle sue deliranti scusanti: "Nessun giocatore del Costarica giocherebbe in un top club europeo". Ora: di solito quando perdi ci tieni a sottolineare che sì, la sconfitta può capitare contro avversari forti, che sanno giocare a calcio, che non sono poi così scarsi come si pensa. Lo si fa anche per, appunto, sminuire la sconfitta, far capire che può starci. Insomma, è come dire: "Oh, erano forti... quindi ci può stare". Thiago Motta invece va oltre: "Oh, erano dei ciucci che non sanno neanche com'è fatto un pallone, e ci abbiamo perso... quindi che volete da noi?!". Incredibile... 
A questo punto devo cominciare a pensare che Prandelli (gli abbiamo rinnovato pure il contratto... povera Italia...) non abbia convocato soltanto giocatori con evidentissimi limiti tecnici, ma anche con ben altri limiti. 
E adesso l'Uruguay. E se con Costarica abbiamo giocato con una sola punta (Balotelli, vabbè...), con un avversario così ostico penso che Prandelli potrebbe anche pensare di schierare una squadra più coperta, con sei difensori e cinque centrocampisti. Anzi no... troppo offensivi: meglio togliere un centrocampista e inserire un  altro portiere. Tanto ci basta il pareggio...

domenica 11 maggio 2014

Italiani a piacere

Premesso che, da tifoso del Napoli e Italiano, condanno anch'io i fischi all'Inno Nazionale, mi viene da spendere qualche riga per tutti quelli che stanno gridando vergogna nei confronti della Curva Azzurra per aver fischiato l'Inno. Ok, ripeto, è sbagliato, ma mettiamoci d'accordo: i tifosi del Napoli sono italiani sempre o soltanto quando fischiano l'Inno di Mameli? Perché a me sembra che i supporters azzurri, ovunque vadano negli Stadi del Nord Italia (dove vivo anch'io), vengano accolti non proprio da "connazionali". I vari "Benvenuti in Italia", i canti dell'Inno schernendo i tifosi del Napoli accusati, appunto, di non essere italiani, i continui richiami al Vesuvio. Allora: di cosa stiamo parlando? I tifosi del Napoli devono essere considerati Italiani soltanto quando fischiano l'Inno?
Italioti razzisti, mettetevi l'anima in pace, perché c'è poco da indignarsi, in fondo: i tifosi del Napoli sabato sera con i loro fischi non avrebbero dovuto sorprendervi; dopotutto, non li considerati italiani per 364 giorni all'anno.

Doodle: Festa della Mamma 2014

Un disegno che ci mostra una mamma in bici con i suoi bambini, con sullo sfondo la scritta "Google" che sembra disegnata con acquerelli: è questo il Doodle che Google dedica alla Festa della Mamma.
Auguri a tutte le mamme del mondo, in particolar modo alla mia!

mercoledì 7 maggio 2014

L'Amore secondo Cecchi Paone

Dopo aver visto i 34 secondi dello spot elettorale di Alessandro Cecchi Paone resti in silenzio, interdetto, quasi shockato. Poi ti rendi conto che non si tratta proprio di shock, ma di qualcosa che si avvicina più al disgusto misto a compassione. Quest’uomo di Scienza, che così si definisce e così, lo ammetto, lo vedevo anch'io, si candida alle Europee per un partito, Forza Italia, che di scientifico non ha un bel nulla, dalla sua creazione alla sua morte alla sua rinascita. Il Partito di Berlusconi, comunque, non manca soltanto di basi logiche che possano in qualche maniera avvicinarlo a un Uomo di Scienza; manca anche di tante altre cose, piccole e grandi, che a un Uomo di Scienza come Cecchi Paone non dovrebbero assolutamente andar giù. Eppure vanno...
Cosa non si fa per una poltrona, per un voto in più (anche se qui conterei più quelli in meno, a dire il vero).
Mettendo da parte la scelta di Cecchi Paone di schierarsi tra le fila di Forza Italia (sì, stiamo parlando di questo, e non è una bufala), si precipita ancor di più nell'imbarazzo andando ad analizzare lo spot con cui l’ex divulgatore televisivo di scienza dà il via alla sua Campagna Elettorale: “Per Amore”. Insomma, dopo i tanti video su Youtube che ci mostrano le reazioni dei fans di fronte alle "Red Wedding" del nono episodio della Terza Stagione di "Games of Thrones", io proporrei di farne qualcuno anche sulle reazioni degli ex (ormai ex, poco ma sicuro) estimatori di Cecchi Paone di fronte al video “Per Amore”. E forse qui le reazioni sarebbero addirittura più traumatiche, perché mentre in “GOT” ci troviamo di fronte pur sempre a un’opera di fantasia, in quella di Cecchi Paone l’opera è reale (seppur mi riesca più facile credere all'esistenza di Approdo del Re che di quella di questo spot elettorale). 
Nel dettaglio, il buon Cecchi Paone nei terribili 34 secondi di video ci fa sapere che scende in campo soltanto per amore di qualcuno. Di chi? Eccoli nel dettaglio:

domenica 4 maggio 2014

Nelle mani di una Carogna

Ciò che è successo ieri all'Olimpico di Roma ha dell'incredibile. Lo Stato si è dimostrato ancora una volta totalmente in balia di squallidi personaggi che, conoscendo bene la situazione della Nazione nella quale si trovano, fanno tutto quello che gli pare, persino dare ordini alle Forze dell'Ordine. 
Succede anche che un "Ultrà" della Roma, una tale Gastone, lo stesso che anni fa fermò un derby (per avere potere in Italia bisogna sguazzare nell'illegalità e nell'ignoranza, ormai è noto) spara ad alcuni tifosi del Napoli, ferendone uno gravemente.
Succede che per decidere se giocare o meno una partita, ci si affida al portavoce di un'intera Curva, o meglio a quello che le Forze dell'Ordine promuovono incondizionatamente "Portavoce dei Supports del Napoli", un tale Genny 'a Carogna, con tanto di vergognosa maglietta con la scritta "Speziale Libero". Ora: in un Paese normale (quante volte mi trovo a dire e scrivere questa frase!) il signor SpezialeLibero se ne starebbe lì dove Speziale è tutt'ora. Al massimo ci sarebbe finito ieri, direttamente, senza sé e senza ma. Si sarebbe dato un annuncio all'intero Stadio sulla situazione dei feriti e dei fatti, e magari si sarebbe giocata la partita. Il tutto, appunto, senza far intendere al mondo intero che le nostre Forze dell'Ordine sono ai comandi di Genny 'a Carogna. Che figuraccia... l'ennesima.
Invece accade che il signor Genny, fatto il suo squallido spettacolino, impartito i suoi improbabili ordini, se ne torni in Curva a tifare e, successivamente, festeggiare.
No, signori, non venite a dirmi che il Calcio è malato mortalmente, che è uno sport da abolire, che i tifosi del Napoli o della Roma sono violenti. La realtà è che le malattie si curano, così come è successo in Inghilterra, dove Genny 'a Carogna sarebbe sbiancato di fronte alla furia degli Hoolingans. Si estirpa il male, lo si rinchiude o gli si impedisce di contaminare uno dei più belli spettacoli sportivi del mondo, e ci si gode la vita. Tutto questo in Italia non accade. E, ripeto, non è certo colpa di Genny 'a Carogna e  Gastone Signor-Fermo-Il-Derby-De-Roma, ma è colpa, tutta colpa di un Sistema che non riesce a evitare che simili personaggi sporchino qualsiasi cosa sana di questo Paese, arrivando persino a impartire ordini a chi dovrebbe garantire la sicurezza.
Sarebbe ora di guardare la Luna e non il dito; guardiamo l'Italia e il suo Stato debole e non Genny 'a Carogna o Gastone.
Senza parole...

lunedì 28 aprile 2014

Doodle: 77° Anniversario di Cinecittà

Google festeggia i 77 anni degli Studios di Cinecittà con un Doodle che ci mostra vari set cinematografici che, in semicerchio, ci ricordano la scritta "Google". 77 anni fa dunque nasceva Cinecittà, e mi viene un po' di malinconia nel ricordare gli anni d'oro del Cinema Italiano...
Il Doodle è visibile, oltre in Italia, anche in Gran Bretagna.

martedì 22 aprile 2014

Doodle: Giorno della Terra

Non uno, ma ben 6 Doodle tutti diversi per festeggiare il "Giorno della Terra". Ad accoglierci oggi nella Home Page di Google c'è il Colibrì Rosso; se clicchiamo sul Doodle, ecco apparire altri animali particolari, come lo Scarabeo Stercorario, la Medusa Quadrifoglio, il Pesce Palla, il Camaleonte Velato e il Macaco Giapponese, tutti per ricordarci l'importanza della salvaguardia del nostro meraviglioso Pianeta.





venerdì 18 aprile 2014

Ospiziopoli

Certo che questi Giudici sono proprio dei Comunisti! Uno viene condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale, falso in bilancio, e altri reati vari ed eventuali, viene interdetto dai Pubblici Uffici e... che succede? Invece di mandarlo in galera o, se proprio vogliamo esagerare, metterlo ai domiciliari, viene spedito ai Servizi Sociali. Giudici terribili, Comunisti, Staliniani, direi, se aggiungiamo anche che il condannato nei Servizi Sociali dovrà assistere anziani raccontandogli barzellette per ben una volta alla settimana, per 4 ore! Ma stiamo scherzando?! Qui si tratta di accanimento puro! Il povero condannato, come se non bastasse già tutto questo (!), è costretto (pensate un po’!) a starsene a casa, rinchiuso, dalle 23 alle 6 del mattino (a quanto pare è una pena che sconto anche io dal lunedì al giovedì, e mi capita anche di venerdì e nei weekend)! Inaccettabile... un ultrasettantenne impossibilitato a uscire di casa di notte, dopo le 23 e fino alle sei del mattino! Comunisti! Sì, Comunisti! Rossi! Magari gli si voleva pure impedire di fare campagna elettorale?! Eh no, cari Giudici politicizzati, non rendiamoci ridicoli agli occhi del mondo intero! 
Insomma, gran bella pena quella inflitta a Berlusconi. Tornando (quasi) seri (si fa fatica ad esserlo in un Paese del genere), c’è da dire che in Italia, a quanto pare, si tiene molto ad applicare pene esemplari e che siano di monito e deterrenti per i futuri criminali: “Hey, hey tu... proprio tu che stai pensando di fare un colpo in Banca o di evadere qualche milione di euro. Stai attento... lo Zio Italo ti guarda e appena sgarri ti fa pagare. Ok, vuoi proprio fare questa rapina da 30 milioni di euro? Fai pure... non ci sono problemi. Sappi soltanto che poi la Giustizia di Zio Italo arriverà, e 4 ore alla settimana a 'Villa Camomilla' a guardare qualche soap opera o Pomeriggio Cinque con dei simpatici vecchietti non te le toglierà nessuno! E addio alle lunghe notti! Al massimo potrai godere di qualche sabato per andartene in discoteca. Ma nulla di più! Non ci sperare! Allora... sei proprio sicuro di voler rapinare una Banca o evadere milioni di euro?!”
Cazzo, sì!

venerdì 21 marzo 2014

Doodle: Ayrton Senna

Google ricorda il compleanno di Ayrton Senna dedicandogli un Doodle, nel quale vediamo il profilo del compianto Campione di Formula 1, con la scritta "Google" su uno sfondo colorato che ricorda la bandiera del Brasile e quella a scacchi dell'arrivo. Immancabile anche la monoposto che sfreccia...
Auguri Campione.

giovedì 20 marzo 2014

Doodle: Primo Giorno di Primavera 2014 (e d'Autunno)

Un Doodle dinamico per festeggiare il Primo Giorno Primavera: un omino stilizzato annaffia la terra per far spuntare colorate piante e fiori che vanno a formare la parola "Google", per poi annaffiare se stesso e... fiorire anch'egli.
Una curiosità: in Sud America, invece, è visibile il Doodle che rappresenta il Primo Giorno d'Autunno, con un omino (più vestito), che saltando fa ingiallire le foglie degli alberi che, alla fine, cadono...





E qui ecco il Doodle visibile in America del Sud, dedicato, ovviamente, all'arrivo dell'Autunno...




mercoledì 5 marzo 2014

La Grande Bellezza di un Oscar Italiano (non per tutti)

Finalmente. Dopo 15 anni (“La vita è bella”) l’Oscar per il miglior film straniero torna in Italia. Sono davvero felice per Sorrentino, uno dei miei registi preferiti in assoluto, avendo apprezzato praticamente tutti i suoi film, da “L'uomo in più” a quest’ultimo, “La Grande Bellezza”. Ricordo ancora quando, dopo l’uscita dal cinema, mi restò un grande e strano senso di vuoto dopo la visione della bellissima Roma attraverso la regia impeccabile (come sempre), protagonista del film silenziosa e rumorosa allo stesso tempo. Un senso di vuoto che andava a scontrarsi proprio con la grande bellezza di quella città così magnificamente esposta da Sorrentino, e così tristemente mortificata dallo stile vuoto di vita dei protagonisti.
Sì, sono davvero felice per Sorrentino e per il cinema italiano, capace, quando vuole (poche volte, purtroppo), di regalarci opere straordinarie che non hanno niente da invidiare ai film stranieri. Ecco, in Italia sarebbe il caso di puntare più sulla qualità che sulla quantità, perché, sinceramente, di commedie fatte in serie non ne sento assolutamente il bisogno. Sento, invece, il bisogno di altri “La Grande Bellezza” o “La Migliore Offerta”, per fare un altro esempio, capaci, attraverso regia e recitazione, di renderci orgogliosi di un’arte nella quale un tempo eravamo maestri.
C’è da aggiungere, comunque, che dopo la trasmissione del film ieri su Canale 5 (assassinio in prima serata) ho letto sui vari Social Network commenti a dir poco sprezzanti nei suoi confronti: “E ‘sta roba ha vinto l’Oscar?”; “Una noia mortale...”: “Non ci sto capendo una mazza!”; e via di seguito. Penso di aver contato molti più commenti negativi che positivi. Anzi, ne sono sicuro. La maggior parte dei commenti, tra l’altro, veniva espressa a film ancora in onda, con gente che bollava il film di Sorrentino come “cagata pazzesca” senza, dunque, nemmeno averlo visto per intero, ma soltanto un quarto, un quinto, pure intervallato di continuo dalla pubblicità di Canale 5. Perle ai porci.
Concludo con una considerazione: in un Paese dove al cinema si vedono le file soltanto per i film di Zalone o per il "FilmDiNatale", non c’è da sorprendersi se lo stesso pubblico non apprezzi un film come “La Grande Bellezza”, o, meglio, "non ci capisca nulla" (ma va?). C’è da sorprendersi, magari, per la totale mancanza d’orgoglio nazionale. Immaginiamo soltanto se il film di Sorrentino fosse stato un film francese... ecco, immaginiamo. Ma "La Grande Bellezza" è un film italiano... e allora mi godo il trionfo agli Oscar, pure alla faccia degli invidiosi francesi...
Magari ci riproveranno l'anno prossimo.

Doodle: Giambattista Tiepolo

Artistico e italiano il Doodle di oggi, che celebra il 318° anniversario della nascita dell'artista veneziano Giambattista Tiepolo, con un suo affresco sul quale si staglia in bianco la parola "Google".

lunedì 3 marzo 2014

After Earth - Dopo la fine del Mondo (2013)

Prima degli Oscar, sono stati assegnati i meno ambiti “Razzies”. “After Earth” ne è stato il protagonista, con ben 2 premi molto importanti: peggior attore protagonista (Smith Junior) e peggior attore non protagonista (Smith Senior). Come non essere d’accordo? La prova del figlio di Will Smith, Jaden, è davvero imbarazzante, e durante la visione del film ti spinge addirittura a fare il tifo contro di lui. Almeno per quanto mi riguarda... 
Passando al film: bruttino. Poche idee originali e sviluppate pure male. Terrestri che colonizzano un nuovo pianeta (vista l’inabilità del pianeta Terra per colpa... nostra, ovviamente), con gli indigeni (chiamati... alieni; loro) non proprio felici della visita, e che, veri geni, cercano di eliminare i terrestri attraverso dei bestioni ciechi (sì, ciechi...) che, pensate un po’, scovano i poveri terrestri fiutando la loro paura. È un po’ come se (anche se a contrario) gli americani per sterminare gli indiani si fossero affidati ai bufali. Magari accecandoli, altrimenti sarebbe stato troppo semplice. Ma, in un futuro supertecnologico, che permette di effettuare viaggi (e traslochi!) interstellari a velocità assurde, mandare segnali di SOS da un pianeta all'altro, beh... in un futuro del genere Smith e compagni non sono riusciti a trovare il modo di eludere il “fiuto” degli Ursa (questo il nome di questi inutili bestioni). Ah sì, il modo in effetti c’è: non provare paura, e lui, Smith Papà, ovviamente paura non ha... perché è figo, e agli Ursa è praticamente invisibile! Fantastico! Il figlio, nel momento del bisogno, riuscirà mai a “spettrarsi” al nasone dell’Ursa come papà? Chi? Quel ragazzino? Con quella faccia? Vabbè...
E ancora: sempre in questo straordinario futuro supertecnologico, con quali strabilianti armi si affrontano i bestioni ciechi? Pistole laser? Cannoni al plasma? Disintegratori? Macché... spade. Sì, avete capito bene, spade. Da non credere...
Il film, incongruenze (enormi) a parte, è abbastanza noioso. Senza fare spoiler, c’è da sottolineare un trailer che può ingannare: il film infatti è incentrato quasi tutto sulle azioni di Smith Junior, e già questo, di per sé, basterebbe per lasciar perdere. E Smith Senior? Se ne sta seduto.
Un tempo adoravo M. Night Shyamalan, con “The Village” la sua opera da me preferita. Ultimamente, a parte un po’ “Devil” (di cui ha scritto soltanto il soggetto), non riesco proprio più a capirlo. 
(VOTO: 5= - Tifo per gli Ursa)

mercoledì 26 febbraio 2014

Giustizia Sportiva (dal Nero al Bianco)

E subito arriva un esempio sulla differenza della Giustizia Sportiva Italiana (e non solo, direi) rispetto a quella di altri Paesi. In questo caso siamo in Germania, dove, durante un minuto di raccoglimento prima della la partita Amburgo - Borussia Dortmund, un tifoso del Burussia è stato allontanato dallo stadio dopo aver urlato il saluto nazista "Sieg Heil". Non solo: la Società del Borussia Dortmund, successivamente, gli ha ufficializzato il divieto di accesso allo stadio per i prossimi 6 anni, fino al 30 giugno 2020. Sì... abbiamo capito proprio bene: è stato lo stesso Club di cui è tifoso il ridicolo neonazista a sanzionarlo. E che sanzione...
Niente da fare. Siamo lontani anni luce da quel livello di civiltà che in tutta Europa continua a prender piede. In Germania si va a punire nettamente e chiaramente il tifoso reo del saluto nazista; in Italia (e di saluti nazisti se ne sprecano anche da noi, soprattutto in certe curve di certe tifoserie), invece, non solo non si prende alcuna decisione nei confronti di questi irritanti personaggi, ma si fa di peggio, andando a far finta di sanzionare: una multa e via, e mettiamoci la coscienza a posto. 
La differenza, ancor di più oggi, dovrebbe semplicemente farci provare un profondo senso di vergogna. Soltanto questo.

Giustizia Sportiva (in Bianco e Nero)

Mi ritengo un tifoso "sportivo". Ok, durante la visione della partita inveisco contro l'arbitro, magari urlo un po' troppo dopo un gol, oppure me la prendo con un calciatore avversario particolarmente antipatico o un nostro calciatore particolarmente non in giornata; ci sta... perché vedere una partita da tifoso è un po' come salire in macchina e affrontare traffico e relativi conducenti con il quoziente intellettivo di un armadio.
Poi a bocce ferme rientro nell'ottica sportiva, e sono pronto ad ammettere, per esempio, che quest'anno la Juventus è nuovamente la squadra più forte del Campionato e che per lo Scudetto non ce ne sarà per nessuno; oppure riconosco alla Roma (nonostante la straordinaria eliminazione in Coppa Italia) di avere qualcosa in più rispetto al Napoli, per cui anche per il Secondo Posto la vedo molto, molto dura per la squadra di Benitez.
Ma parliamo di sportività e Juventus: dopo i vergognosi striscioni di domenica (ne pubblico uno qui sotto) contro i tifosi del Torino, che ricordavano la Tragedia di Superga in uno stile talmente squallido che meriterebbero soltanto una penosa comprensione, il Giudice Sportivo ha multato la Società Bianconera di 25.000 euro. C'è qualcosa che non va.
Ricordare in quel modo una tragedia come quella di Superga merita non solo la chiusura del Settore nel quale lo striscione è stato esposto (mi sembra davvero il minimo, dopo gli esempi di questi mesi!), ma anche e soprattutto l'identificazione di quella gentaglia senza vergogna che mostra lo striscione, e il loro immediato allontanamento da qualsiasi evento sportivo a cui, lo dimostrano ampiamente con la sfacciataggine tipica di chi, oltre a essere ignorante, è anche stupido (e questa è già una condanna che si porteranno dietro per tutta la vita), non è né in grado né degno di assistere. 
Invece? Invece niente: 25.000 euro, poco più di una multa per un lancio di bottigliette o l'accensione di qualche fumogeno. Vergognoso...
Ma anche se arrivasse, com'è successo, la chiusura della Curva, quando c'è di mezzo la Juventus è tutto diverso, tutto assume sfumature a tinte scure, dove il bianco scompare e resta soltanto il nero. Il nero di un Sistema che da solo riesce ad alimentare un odio (spesso esagerato, sia chiaro) verso la Juventus e i loro tifosi. Ricordiamo, infatti, che la chiusura della Curva della Juventus fu una chiusura anomala: chiusa ai "grandi" ma non ai "piccoli". I piccoli che poi si esibirono in pieno stile ultrà con nuovi cori contro gli avversari. Ah, sì... ma che carini però, il "merda" esclamato con quelle vocine è davvero tutt'altra cosa...
Al di là del discorso "Favori Arbitrali" (di cui ce ne siamo fatti ampiamente una ragione, con proprio l'ultima partita col Toro chiaro, ennesimo esempio), mi piacerebbe che si cominciasse a far pulizia nel calcio proprio lì tra le tribune, tra quei vergognosi striscioni sorretti e mostrati da quei vergognosi personaggi con le loro espressioni inebetite, che non meritano assolutamente di assistere a uno spettacolo sportivo che, proprio grazie a loro, spesso è mortificato, sporcato, fatto a pezzi. 
Buttateli fuori dallo stadio... non se ne può davvero più di assistere al loro vergognoso e offensivo teatrino con la consapevolezza che non la pagheranno mai.
Ditemi: ci vuole tanto a identificare, grazie a questa foto, alcuni dei soggetti di cui si parla
e ci si indigna? Altri Misteri Italiani...

martedì 25 febbraio 2014

Legion (2010)

Un film che sembra iniziare benino. Sembra. Bastano infatti poche battute per capire che siamo di fronte a un film che non ci regalerà assolutamente nulla di buono. Vogliamo salvare qualcosa? La scena dell’anziana in forma smagliante è simpatica. Niente di più. 
Per il resto... una scrittura pessima e a tratti imbarazzante, con una storia di fondo che sembra buttata lì tanto per spiattellarci in faccia i due Arcangeli, con o senza ali. Sì, gli Arcangeli, con fucili e mazze ferrate. Imbarazzante davvero. 
La storia del Dio incazzato è tutta da interpretare, ma se ci riflettiamo un po’ sopra, no... meglio non interpretare un bel niente e archiviare questo scempio cinematografico, incapace persino di dare una coerenza, che dico, un semplice seguito a ciò che ci propone nei suoi ridicoli deliri: istruzioni e profeti? Dove? Magari i tatuaggi arrivano pure; incomprensibili, senza senso, ma arrivano. E i profeti?
Un’accozzaglia di accenni religiosi a tratti stucchevoli (liberateci dal mieloso amore dell'Arcangelo Michele, vi prego!), intervallati qua e là da spari e colpi di mazze. E il Salvatore? Nascerà il Salvatore?
Nasci pure, bimbo bello, e vivi tranquillo... tanto c’è poco da salvare. Anzi, nulla.
(VOTO: 3 -  Liberateci dal male cinematografico)

sabato 22 febbraio 2014

Defaillance da Cani

È classico di molti figli d'arte sfruttare il loro status per compiere dei veri e propri salti nell'enorme vuoto rappresentato dal Baraccone Spettacolo, dove tutto luccica effimero perché riflesso, e dove sempre meno brilla forte di luce propria. Alcune cadute di stile (se mai ci sia stato) a volte fanno rabbrividire, come questa di Naike Rivelli, in arte Nayked (e vabbè...), la figlia di Ornella Muti. Non una performance attoriale, quella della Rivelli, ma una musicale, sulla scia dei soliti videoclip scandalo a sfondo sessuale, che ormai hanno un po' stancato e che, più che scandalizzare, fanno sorridere e provare un po' di pena per chi riesce, nonostante tutto, a ridicolizzarsi senza provare la minima vergogna. 
Un po' c'è da invidiarli...
Nessuna invidia per la cagnolina, però, che meriterebbe un set e compagni di cast decisamente migliori:

IncoeRenzi (#matteostaisereno)

Se Renzi il Rottamatore fosse coerente, dovrebbe cominciare col rottamare se stesso. Ciò che è successo in questi giorni è davvero assurdo, squallido, tutto politicamente vecchio. Con Renzi, appena nominato Presidente del Consiglio, non si fa nessun salto in avanti, non si cambia o rottama un bel nulla, ma si ricade, inevitabilmente, di nuovo in quel pantano chiamato “Politica Italiana”. Il Governo lo fa lui, senza elezioni, senza legittimazione popolare, in barba alle sue stesse parole: 
Già, parole. Eccolo in questo video che raccomanda a Letta di star sereno; gli farà ovviamente le scarpe. Poi, di nuovo parole: al Governo sì, ma passando per le Elezioni, non dagli "inciuci di palazzo" (che faccia...). Certo, le scarpe, stavolta, le fa a noi elettori. Insomma, tutto come prima, se non peggio.
Che squallore...
E a dire il vero, comunque, non riesco nemmeno a vederci una chissà quale furbata nella strategia del Segretario del PD, perché, ne sono quasi certo, alle prossime elezioni si presenterà agli elettori come l'ennesimo Premier uscente che non è stato capace di mantenere la parola (perché, se tanto mi dà tanto, visto il video non siamo certo di fronte a uno di cui ci si può fidare sulla parola...).
Cos'altro aggiungere? Ah, sì... Buon Governo a te, Matteo, che sei arrivato lì senza inciuci di Palazzo e con un Letta più che sereno. E un Berlusconi, onnipresente, che sta già per lanciare un hashtag: #matteostaisereno.

venerdì 14 febbraio 2014

Doodle: San Valentino 2014

Il Doodle di San Valentino 2014 è un simpatico giochino che ci permette di regalare una scatola di cioccolatini alla persona che amiamo. Schiacciando sul cuore centrale, infatti, ecco che avremo a disposizione un tagliere sulla sinistra che ci darà la possibilità di mischiare 3 ingredienti per creare 3 diversi cioccolatini da poter inserire nella scatola a forma di cuore alla nostra destra, che, dopo aver chiuso e confezionato, potremo finalmente spedire al destinatario attraverso Google+, Twitter o Facebook: