mercoledì 22 gennaio 2014

Inclusioni

Dopo il cambiamento di nome del PdL di Berlusconi, o meglio, il suo ritorno a “Forza Italia”, sarebbe ora di cambiare nome anche al Partito Democratico di Matteo Renzi. Anzi, ancora meglio. In un sistema politico come quello italiano, in cui le scissioni sono all'ordine del giorno (ultima quella del NCD di Alfano), perché non andare controcorrente e proporre una bella “Inclusione”? Ma sì, guardateli... Silvio e Matteo, il Vecchio e il Bambino (chiedo umilmente scusa a Guccini), Il Pregiudicato e il Rottamatore (titolone da blockbuster), sorridenti, simpatici (punti di vista), d’amore e d’accordo. Perché non farlo? Tanto io, per esempio, il PD non lo voto più (a dire il vero non l’ho mai votato). Molti altri di Sinistra (oh, la Sinistra, non quella dei Partiti) non lo votano più... e allora? Su, Forza Silvio! Forza Matteo! Siamo tutti pronti all'Inclusione (e vi giuro che mentre scrivo le dita vanno immediatamente da sole sui tasti I-N-C-U-L, e quasi devo costringermi a tornare indietro per correggere): FID, Forza Italia Democratica? DI, Democrazia Italiana (brividi...)? FSM, Forza Silvio e Matteo? VB, Volemose Bene (tanto loro stanno bene, eccome se stanno bene)?
Mah, io tornerei su un senza tempo diventato un classico senza nemmeno essere stato mai approvato: Forza Gnocca. Sì, è quello che mi suona meglio, magari con qualche immediata scissione a favore del gentil sesso: Forza Gnocco. Ok, mi sta bene.
Oh, in definitiva, fate quello che vi pare, tanto, come ben sapevo fin dal primo momento, divisi o inclusi, siete uguali. E io non vi voto. 
Povera Italia (e questo, ahinoi, è l’unico slogan vero e sempre attuale). 

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