martedì 9 agosto 2016

Il Resto dell'Imbarazzo

C'è poco da aggiungere o da scrivere riguardo il titolo che il Resto del Carlino ha dedicato alle tre Atlete Azzurre (Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia) dopo il mancato "miracolo" alle Olimpiadi di Rio, perché ne hanno scritto tanto e tanti da bastare, si spera, per far vergognare direttore e giornalista autore del titolo per i prossimi dieci anni.
Almeno così credevo.
Sì, perché poi, facendo un giro doveroso sulla Pagina Facebook del Quotidiano, mi sono imbattuto nelle scuse del direttore. Io, da ingenuo, mi sono fatto persino lo screenshot del post, perché non riesco assolutamente a credere che il direttore in questione possa lasciare quel post di scuse per ancora un altro, solo minuto. Eccolo:


Ma abbiamo letto bene? Ripeto: abbiamo letto bene?
Che razza di scuse sarebbero, queste? Cosa diavolo sto leggendo e interpretando?!

"Mi rivolgo ai lettori che hanno commentato il titolo riportato oggi da Qs "Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico", uscito nella prima edizione e poi ribattuto con un più cronachistico "Le azzurre si fermano sul più bello". Mi scuso se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni nostri lettori ma l'intento di partenza non era né derisorio né discriminante.
Giuseppe Tassi, direttore QS"


Ditemi che è uno scherzo... 
Cioè: il signor direttore si limita a scusarsi se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni lettori, sottolineando che l'intento di partenza non era né derisorio né discriminante.
Due cose, signor direttore, due semplicissime cose:
1) Il titolo non "ha urtato la sensibilità", ma ha fatto incazzare e indignare non "alcuni vostri lettori" ma tutti, ogni singolo abitante di un Paese che di solito non è così unito nemmeno durante i Mondiali. Pensi un po', signor direttore!
2) Può un direttore di un giornale nazionale limitarsi a scusarsi in quella maniera aggiungendo soltanto che quel titolo non era né derisorio né discriminante?! Ok, signor direttore... va bene, resetto il cervello e voglio crederci per qualche secondo. Ma allora cos'era? Le può spendere un paio di righe in più per spiegarcelo? Insomma, non era né derisorio né discriminante... e allora cosa? Perché quel genio incompreso del suo giornalista ha scritto quella roba? O facciamo come i bambini? Ricorda?
"Perché hai detto quella parolaccia?"
"Io non ho detto nessuna parolaccia!"
"L'hai detta!"
"No!"
"E invece sì!"
"E invece no!"
Che tristezza...
E provo ancor più tristezza nell'immaginare, immaginare soltanto le facce in redazione dopo la geniale intuizione di quel geniale titolista. Grasse risate.
Mi consola soltanto una cosa, però: immaginare adesso, immaginare soltanto le vostre facce dopo tutta la merda meritata che vi sta arrivando addosso.
E che non si dimetta nessuno, ovviamente: come potete ben vedere è questa la strada giusta. Da oggi scommetto che fioccheranno vendite e abbonamenti. Continuate così.

Qui, infine, la lettera del Presidente FITArco Mario Scarzella al direttore del giornale:
http://www.fitarco-italia.org/documenti/dettaglioNews.php?id=5480 

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