domenica 27 ottobre 2019

Stephen King - L'Istituto

Così come con "The Outsider", con "L'Istituto" si parte bene, si continua alla grande, per poi sgonfiarsi in un finale che mi ha deluso parecchio. Che King abbia spesso avuto qualche problema con i Finali è innegabile, ma qui nell'Istituto ci troviamo di fronte non solo a una conclusione non all'altezza dei  3/4 del libro che la precede, ma addirittura che rischia seriamente di pregiudicare il tutto.
Il mondo dell'Istituto è un mondo in cui esistono ragazzini con poteri speciali, di telecinesi o telepatia, un mondo che ovviamente potrebbe essere quello nostro, reale, e in cui questi ragazzini speciali vengono rapiti da un'organizzazione super segreta - l'Istituto - che li sfrutterà per degli scopi che capiremo pian piano soltanto con lo scorrere delle pagine. Un'idea affascinante, interessante, che non nego mi abbia fatto pensare inizialmente ai "frangitori" della Torre Nera. E un tuffo nel Medio-Mondo sarebbe stata una gran bella sorpresa...


(SPOILER)



Niente Torre Nera, però. Sarà per la prossima, spero.
La mia delusione, comunque, da cosa deriva? Semplicemente dal fatto che con tutta probabilità abbia dato troppa importanza - e covato troppe aspettative - al famigerato Uomo con la Zeppola, quello del Telefono Zero. Già... il Telefono Zero, che purtroppo resterà muto. Non solo. l'Uomo con la Zeppola farà addirittura la sua apparizione nel capitolo finale del libro, riducendosi quasi a una figura patetica  e disperata che, dopo un banale e didascalico spiegone, se ne torna da dov'è venuto con la coda tra le gambe. Peccato. Tutto il fascino e la potenza della storia sviluppata fino a quel momento si smonta miseramente di fronte a un uomo impegnato a curare il suo difetto di pronuncia; e complimenti, perché sta facendo passi da gigante.
Finale da lieto fine? Non lo sappiamo. Se il mondo andrà comunque avanti anche senza i ragazzini sfruttati per, in definitiva, salvaguardarlo e proteggerlo, non avremo modo di saperlo. Ma questa non è una critica, anzi. Lasciare al lettore l'interpretazione di ciò che verrà dopo, evitando di sminuire e banalizzare (così come ha fatto in parte, a mio parere, l'entrata in scena finale dell'Uomo con la Zeppola) tutta la storia, è una cosa spesso da apprezzare, così come in questo caso.
Libro da bocciare? No. Il libro scorre veloce, scritto bene, e incuriosisce molto fino a un certo punto. Di King abbiamo letto molto, molto di meglio, ma visti i suoi ultimi lavori potremmo anche accontentarci. Diciamo.
(VOTO: 6 - L'Alto Prezzo della Sicurezza Mondiale)

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