Il film, c'è da sottolinearlo, parte subito con un errore astronomico abbastanza grossolano: se l'uomo si perde nel deserto durante un'eclissi di sole, è infatti impossibile che quella stessa sera possa vedere la luna nel cielo stellato, visto che quella stessa luna è ancora lì a due passi dal sole che ha appena eclissato...
Fatta questa premessa, c'è da dire che il resto è molto interessante dal punto di vista dell'atmosfera che si crea minuto dopo minuto. Il deserto, l'isolamento, e alcune dinamiche che si vengono a creare durante la convivenza tra l'uomo e la donna (e non solo), arricchiscono la storia di riferimenti simbolici, soprattutto dal punto di vista del rapporto biologico proprio tra uomo e donna...
Nell'opera di Barnaby Claynon non manca poi la violenza, sia psicologica (soprattutto nella prima parte) che fisica (decisamente nell'ultima parte). In tutto ciò c'è da sottolineare una grande prova di Scott Haze, perfetto nella trasformazione del suo personaggio. Molto brava anche Kate Lyn Sheil nel ruolo di Alina.
Un film che semina, è proprio il caso di dire, tante domande durante lo scorrere (lento) degli eventi. Domande che, se per certi versi restano per buona parte senza risposta, dall'altra trovano nel finale crudissimo e amaro delle chiavi per interpretare il tutto, seppur non approfondendo alcuni aspetti dei quali sarebbe stato molto interessante sapere di più.
Da vedere.
VOTO (da 1 a 5): 🍿🍿🍿 - Semina del Deserto


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