lunedì 20 gennaio 2020

I Due Papi (2019)

È difficile giudicare un film come questo. La storia, che narra l'avvento di Ratzinger, le sue dimissioni, e il successivo arrivo di Bergoglio, è senza ombra di dubbio molto romanzata. Ma per quanto inventati, immaginati, ipotizzati, quei dialoghi tra "I Due Papi" a me non sono dispiaciuti affatto. Il film scorre via veloce, nonostante non sia certo un film d'azione, e a parte i dialoghi di cui accennavo, è molto interessante l'approfondimento sulla storia di Bergoglio prima di diventare Papa Francesco. Un passato non certo semplice, a tratti oscuro, che collega il Gesuita alla dittatura peronista in Argentina. Ma il film in questione, così come non è un film d'azione, non lo è neanche di denuncia, e alla fine quindi l'immagine di Bergoglio, che ci soddisfi o meno, non ne esce particolarmente sporcata.
Qualche accenno anche sulle vicende non proprio candide che riguardano l'altro Papa, Benedetto XVI, in fondo ci fa capire una cosa che tutti noi dovremmo aver già capito da tempo, e cioè che sua Santità è un uomo, e che i Santi non esistono; a parte quelli sulle figurine. I Santi, come ogni altra cosa che riguarda la Religione, sono frutto di una sola cosa: il pensiero umano. Da agnostico, sono fermamente convinto che non siamo noi a essere stati plasmati a immagine e somiglianza di Dio, ma esattamente il contrario. Amen.
Nota di merito ai due attori: Anthony HopkinsJonathan Pryce perfetti nei ruoli, e a tratti incredibilmente somiglianti... agli originali.
Quindi un film più che guardabile, se vogliamo anche divertente. Un film per tutti: credenti e non.
(VOTO: 7 - Argentina-Germania 0-0)

giovedì 16 gennaio 2020

Neil Gaiman - Miti del Nord

Di Neil Gaiman avevo già letto, apprezzando molto, "American Gods", incuriosito dopo aver visto la Serie TV. E, sempre tratta da un suo romanzo, mi è piaciuta anche un'altra Serie, "Good Omens", trasposizione televisiva di "Buona Apocalisse a tutti!". Quando in Libreria mi sono trovato davanti un "Miti del Nord" a suo nome, quindi, non ho potuto fare a meno di prenderlo. Ho tanta roba da leggere (ci vorrebbero diverse vite, suppongo), ma incuriosito dalla Mitologia Norrena (tra Cinecomics, Cavalieri dello Zodiaco, e Serie TV) mi sono ritagliato un angolo di tempo, ogni giorno, per leggere questo bel libro che narra, in maniera molto generale, di quei Miti del Nord di cui conosciamo già grandi personaggi come Odino, Thor e Loki. Ecco, in questo libro troveremo anche loro, e ci sarà molto utile per capirne la genesi e le parentele. Il libro, che non è un vero e proprio romanzo, ma una raccolta di piccoli racconti riguardanti Dei e Dee Nordici, riesce nell'insieme comunque a seguire un filo logico e temporale, portandoci dall'Inizio dei Tempi fino alla Fine, ovvero al Ragnarok. Molto interessante anche il Glossario finale, una sorta di prontuario riguardante Dei, Dee e tutto ciò che riguarda il freddo Mondo dei Miti del Nord. 
(VOTO: 7+ - Aspettando il Ragnarok)

martedì 14 gennaio 2020

The Mandalorian (Stagione 1)

È indubbio che la vera forza di "The Mandalorian" stia tutta nel Piccolo Yoda. In tutti i sensi. Star assoluta del web, il Bambino è stato per me una vera e propria calamita per l'attenzione sulla Serie TV. Se poi ci mettiamo anche il fatto che la Serie, in generale, si lascia guardare più che volentieri, riportandoci ad atmosfere che noi tutti appassionati di Fantascienza ben conosciamo, allora non posso far altro che promuovere questo nuovo prodotto della Disney
La storia, molto semplice, è ambientata nell'Universo di "Guerre Stellari", 5 anni dopo "Il ritorno dello Jedi" e 25 anni prima de "Il risveglio della Forza", e ci racconta le gesta di un cacciatore di taglie Mandaloriano. Tutto cambierà quando un cliente gli affiderà una missione con pochi particolari: portargli (in vita) l'obiettivo, specificandogli al riguardo soltanto la sua età, 50 anni, e l'ultima posizione nota. Il Mandaloriano, allora, partirà subito alla ricerca, e ciò che troverà cambierà radicalmente il corso della sua vita.  
Tra viaggi e azione, il nostro eroe ci regalerà un nuovo capitolo della Saga, che già non vedo l'ora di continuare a esplorare.
(VOTO: 7,5 - Che la Forza sia con lui)

domenica 12 gennaio 2020

Dylan Dog: 4 volte 400

Dopo il conto alla rovescia dei numeri precedenti, che scandiva l'avanzata di una inquietante meteora verso la Terra, eccoci arrivati a un grande traguardo per Dylan Dog: il Numero 400
Questo non sarà un post per recensire il Ciclo della Meteora o per esprimere un parere su come è finita e su come sembra iniziare un nuovo corso (ho intenzione di farlo prossimamente), ma semplicemente l'occasione per festeggiare il Numero 400 del mio fumetto preferito, che da anni, tra alti e bassi, mi regala un'oretta di immagini e parole al mese. E per l'evento, l'albo si è fatto in quattro: quattro copertine diverse, infatti, per "E ora, l'Apocalisse!", che ci mostrano l'Indagatore dell'Incubo in quattro diverse pose, in cui è intento a suonare il suo clarinetto, a completare il suo galeone, a scrivere il suo diario e a caricare la sua pistola. Le 4 copertine si differenziano l'una dall'altra anche per il colore predominante (e del logo, che cambia leggermente rispetto a quello a cui siamo abituati), su sfondo bianco: Rosso, Arancione, Blu e Verde. Dunque: quale scegliere?
La scelta, per un fan di vecchia data nel mese in cui l'Old Boy festeggia il 400° Albo, non è stata poi così difficile...

giovedì 9 gennaio 2020

Your Name. (2016)

Se non l'avete ancora fatto, correte a vedere su Netflix questo splendido film d'animazione. Sì, perché "Your Name." è stato per me una grande, piacevole sorpresa, capace di rapirmi totalmente e persino emozionarmi (un cuoricino ce l'ho pure io). La doppia storia di Mitsuha Taki, due giovani giapponesi che si svegliano all'improvviso una nel corpo dell'altro (con conseguenti imbarazzi che strappano qualche risata), sembra inizialmente banale. Col tempo, però, la storia cresce, si arricchisce, e con i due ragazzi che cercano di comunicare tra loro attraverso degli espedienti, visto che i risvegli sono ciclici ma imprevedibili, l'arrivo nel cielo di una meravigliosa Cometa osservabile a occhio nudo donerà alla storia (e a loro) la luce di cui aveva bisogno. 
Mitsuha e Taki, alla fine, riusciranno a incontrarsi? E cosa mai potrebbe davvero impedirglielo? 
In una storia fatta di confini più o meno visibili, l'importanza di ricordarsi un nome, quel nome, sarà tutto. 
Non volendo aggiungere altro, perché quando qualcosa mi piace cerco di anticipare il meno possibile (al contrario di quando una cosa non mi piace), c'è da aggiungere che Your Name. non è certo esente da difetti, come la mancanza di una maggiore cura nella sceneggiatura che avrebbe potuto farlo diventare un capolavoro, ma è una delle opere animate più belle che abbia visto negli ultimi tempi. E con un finale che, seppur devo ammettere di aver previsto persino nelle battute, mi ha lasciato qualcosa. Di davvero bello.
(VOTO: 8+ - Il loro Nome)

mercoledì 8 gennaio 2020

Le Canzoni della Sera (Volume 11)

Apriamo il 2020 in Musica, con l'11° Volume delle Canzoni della Sera. Cominciamo come sempre parlando di qualcosa di nostrano: i Negrita, con la loro potente "In ogni Atomo", sono i primi a comparire in un elenco che più scorro e più mi piace. A far compagnia al gruppo di Pau ecco Gianluigi Cavallo, in arte Cabo, voce dei Litfiba post (sofferta) separazione negli anni dal 1999 al 2006. Mettendo da parte il cuore (e proprio "Cuore" è la canzone che ho postato), a me quei Litfiba non sono dispiaciuti totalmente, così come non mi dispiaceva, appunto, Cabo. Andare a sostituire quel mostro di Piero Pelù era praticamente impossibile, e allora andando a vedere il lavoro svolto da Cavallo, in quel periodo, con quell'aria, mi sento soltanto di elogiarlo. 
Ormai grande cantautore italiano è Daniele Silvestri, qui con uno dei suoi pezzi da me preferiti, l'intramontabile e sempre attuale "Il mio Nemico". Cantautore affermato da tempo, invece, che non ha bisogno di presentazioni, è Ivano Fossato, col suo (rimpianto) inno "La Canzone Popolare". Italiani, seppur in lingua inglese, ecco i Planet Funk, con una bella e frizzante cover di "These Boots Are Made For Walkin". A chiudere la rappresentanza tricolore, un altro artista che amo molto, Enrico Ruggeri (ricordo ancora un suo concerto visto... nel 2000!), che col suo ultimo singolo, "Come Lacrime nella Pioggia", ci tiene a ricordarci che lui il suo mestiere lo sa fare. E bene.
Il resto: come detto tanta roba, a cominciare dai Joy Division, seguiti da Ozzy Osbourne col suo fantastico primo singolo dell'album che sta per uscire. A proposito: ho ancora il suo biglietto per il concerto all'Unipol Arena di Bologna, rinviato già 2 volte (io non mollo!). Che dici, caro Principe delle Tenebre, a novembre sarà la volta buona? 
Intanto omaggio a "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana (vorrei scrivere "uno dei miei pezzi preferiti di sempre"... ma di chi non è "uno dei pezzi preferiti di sempre"?!), che raggiunge il traguardo del miliardo di visualizzazioni su Youtube; evviva! Ma mica tanto... visto che al miliardo ci arriva soltanto ora, mentre altri pezzi di merda, ma davvero di merda, lo hanno raggiunto e superato in un tempi davvero serrati. Ma, si sa, i gusti sono gusti, e quello al color di cioccolata è sempre andato per la maggiore. 
Altri omaggi invece a grandi che non ci sono più, come Johnny Cash, Lou Reed, Keith Flint dei Prodigy e Lemmy Kilmister dei Motorhead. Due parole su questi ultimi due: non sono mai stato un gran fan dei Prodigy, ma è indubbio che pezzi come "Firestarter" hanno lasciato il segno nella storia della Musica. "Ace of Spade" dei Motorhead, invece, mi riporta ai primi anni in cui avevo cominciato ad ascoltare il "rock pesante", e guardavo il video con gli occhioni grandi ogni volta che passava su Rock TV o nella rubrica "I Love Rock and Roll" di All Music (Spotify nemmeno me lo sognavo). L'ho postata il giorno prima dell'anniversario della morte del loro emblematico (a dir poco) leader, Lemmy, che manca, e tanto, a tutto il mondo del rock. 
Altri grandi artisti e altre grandi canzoni in questo fantastico elenco che leggo qui sotto, sono tutti e tutte da riascoltare o scoprire, ma un paio di paroline su "Life is Life" degli Opus devo spenderle: chissà a quanti appassionati di calcio come me, tifosi del Napoli e non, succede che ascoltando le note di questa canzone arrivino alla mente (e, permettetemi, al cuore) le immagini di Maradona che palleggia a Monaco di Baviera proprio su quelle note, durante il riscaldamento prima della semifinale di Coppa UEFA del 1989. Io ero un bambino, e quelli erano altri tempi, in cui il Calcio era profondamente diverso da quello che conosciamo oggi. E la Musica, tra i tanti poteri che ha, ha anche quello di farci viaggiare nel tempo e farci tornare proprio lì, in quei tempi. "Life is Life" ne è la prova.
Buon viaggio a tutti.

#251 Joy Division - Shadowplay  (04-dic-19)
#252 Ozzy Osbourne - Under The Graveyard (05-dic-19)
#253 The Prodigy - Firestarter (06-dic-19)
#254 Tame Impala - Let It Happen (07-dic-19)
#255 Negrita - In Ogni Atomo (08-dic-19)
#256 The Smashing Pumpkins - Zero (09-dic-19)
#257 Opus - Life is Life (10-dic-19)
#258 Iggy Pop - Loves Missing (11-dic-19)
#259 The Doors - Riders On The Storm (12-dic-19)
#260 CABO - Cuore (13-dic-19)
#261 Johnny Cash - Hurt (14-dic-19)
#262 Bruce Springsteen - The River (15-dic-19)
#263 Daniele Silvestri - Il mio Nemico (16-dic-19)
#264 Lenny Kravitz - American Woman (17-dic-19)
#265 Alanis Morissette - Ironic (18-dic-19)
#266 Ivano Fossati - La Canzone Popolare (19-dic-19)
#267 Lou Reed - Perfect Day (20-dic-19)
#268 Planet Funk - These Boots Are Made for Walkin (21-dic-19)
#269 X Ambassadors - BOOM (22-dic-19)
#270 Andrew Bird - Sisyphus (23-dic-19)
#271 Gossip - Heavy Cross (24-dic-19)
#272 Emerson, Lake & Palmer - Lucky Man (26-dic-19)
#273 Motörhead - Ace Of Spades (27-dic-19)
#274 Nirvana - Smells Like Teen Spirit (28-dic-19)
#275 Enrico Ruggeri - Come lacrime nella pioggia (29-dic-19)

martedì 31 dicembre 2019

Watchmen (Serie TV)

Ultimo giorno del 2019. Posso quindi affermare che "Watchmen", per quanto mi riguarda, è senza ombra di dubbio la Serie TV dell'anno. Un anno che ha sfornato altri grandi prodotti, come "Chernobyl", "The Boys", "Dark 2" e "The Mandalorian" (sono in attesa di vedere dove andrà a parare "Servant"), tutti per me un gradino (piccolo) sotto "Watchmen", e che riguarderei subito senza annoiarmi.
Ma torniamo alla Serie protagonista del post: una storia straordinaria, ambientata 30 anni dopo le vicende del fumetto, in un 2019 alternativo, razzista e spaventato. Troviamo nuovi e vecchi personaggi della storia originale, in un intreccio che tiene lo spettatore incollato allo schermo, e che col passare degli episodi, 9 in tutto, riesce a sbrogliarsi e a rispondere a tutte le domande che inevitabilmente lo spettatore si è posto. Poche Serie, a mio parere, sono riuscite a completarsi così bene, a far combaciare alla perfezione tutti i pezzi del puzzle, senza cadere nel terribile spiegone. La messa in scena della storia di Adrian Veidt (un come sempre grande Jeremy Irons), per esempio, è da manuale, così come quella del mitico Dottor Manhattan, in un episodio, "Un Dio entra in un bar", a dir poco strepitoso.
Difetti? Per una volta non ne voglio trovare. Watchmen è talmente intrigante, affascinante, curioso, che se di difetti presenti non ne ha, spero con tutto il cuore che non ne arrivino in futuro, come un'eventuale Seconda Stagione. La Serie TV infatti è autoconclusiva, come meglio non si poteva, e se le parole di Damon Lindelof, che dice di non avere per ora intenzioni e idee per una nuova Stagione, fanno ben sperare, bisognerà sempre fare i conti con lo spietato mondo del mercato.
Per il momento, allora, godiamoci quest'unica, grande Stagione della miglior Serie del 2019, tenendo sempre d'occhio il cielo: potrebbero piovere calamari.
(VOTO: 10 - Un Dio entra in una Serie TV)

sabato 28 dicembre 2019

The Call of Cthulhu Size Comparison

Ok, sono consapevole del fatto che alcune divinità non debbano essere tirate in ballo in post goliardici e poco approfonditi, ma qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo interessante e affascinante video in cui i Sacri Mostri del nostro amato Lovecraft vengono "mostrati" in scala. Certo... il video è soggetto a imperfezioni o approssimazioni, a cominciare (o a finire, direi) dalle dimensioni di Azathoth... ma va bene così. Certi che un video del genere non sarebbe dispiaciuto neanche al nostro caro HPL, lustriamoci gli occhi e inchiniamoci i fronte alla grandezza...

domenica 22 dicembre 2019

Klaus - I Segreti del Natale (2019)

Non amo particolarmente i film natalizi, ancor meno i "cartoni" sul tema. Leggendone e sentendone bene, ho voluto però dare una chance a "Klaus - I Segreti del Natale". Ebbene... mi è piaciuto.
L'opera prima di Sergio Pablos mi ha divertito parecchio, con i suoi personaggi e le sue fredde atmosfere, che regala allo spettatore una particolare genesi dell'omone barbuto più famoso d'inverno, affrontando anche il tema delle "faide" cittadine e dei popoli diversi, e di quanto sia importante avere una visione inclusiva e non esclusiva.
Jasper, il personaggio principale, è un figlio di papà sbandato e fannullone, che spedito nell'estremo nord proprio dal padre, per metterlo in riga, si ritroverà ad affrontare non soltanto un ambiente freddo in tutti i sensi, ma anche una missione davvero complicata: consegnare 6000 lettere. E nella fredda cittadina di Smeerensburg, riuscire in una tale impresa è quasi impossibile, vista la scarsa vena comunicativa (e non solo) dei concittadini, che col tempo hanno influenzato e corrotto anche la giovane maestra Alva. Così, il giovane rampollo avrà la fortuna di imbattersi in un vecchio all'apparenza burbero, Klaus, che gli cambierà la vita. Così come la cambierà all'intera Smeerensburg e... non solo.
Perché mi è piaciuto così tanto un semplice film di animazione di Natale? Forse perché, nonostante la storia trasudi, com'è ovvio, buoni sentimenti, lo fa anche in maniera non sdolcinata, ma ironica, riflessiva, e con un finale all'altezza di tutto il resto.
Se siete stanchi dei soliti classiconi di Natale, per quest'anno ignorateli in scioltezza e tuffatevi, una di queste sere, nel freddo e magico mondo di Klaus.
(VOTO: 8 - Buon Natale)

sabato 21 dicembre 2019

Liu Cixin - Nella Quarta Dimensione

Si conclude la Trilogia del Passato della Terra, e lo fa con un terzo capitolo davvero spettacolare, che nell'arco di tutta la sua storia va a coprire una fetta enorme (a dir poco) di tempo. Gli avvenimenti narrati in quest'ultimo capitolo, "Nella Quarta Dimensione", infatti, effettuano salti nel tempo notevoli, andando a toccare ancor di più, rispetto ai due capitoli precedenti, questioni scientifiche, fisiche, astronomiche, non semplici... ma incredibilmente affascinanti. Un fascino che questo libro conserva per tutto lo scorrere delle pagine, arrivando al culmine in un finale incredibile, in cui l'autore a mio parere si supera. 
La crisi tra la Terra e Trisoloris assume, in questo libro finale, nuove dimensioni. In tutti i sensi. E, disastro dopo disastro, ipotesi dopo ipotesi, possibili soluzioni e possibili vie di fuga, ci si ritrova sempre di fronte a nuovi problemi, a nuove minacce, fino all'apice di tutte le minacce...
L'idea della Foresta Oscura assume in questo nuovo capitolo della saga un volto ancora più spietato. I dubbi, i timori, le paure con cui i Terrestri hanno dovuto fare i conti nei precedenti capitoli, sono nulla di fronte a ciò che rischia di accadere nell'atto finale della Saga di Liu Cixin. Ma cosa ci può essere di ancora più terribile delle minacce di distruzione con cui abbiamo avuto a che fare finora? Nella Quarta Dimensione, le Leggi della Fisica assumono un nuovo aspetto. E non mi sento di aggiungere altro, perché un libro come questo, una storia come questa, lunga tre capitoli e tanto, tantissimo tempo, non può essere rovinata da anticipazioni. Da sottolineare soltanto l'enorme aspetto psicologico che la storia assume, e che non può fare a meno di far riflettere il lettore. Lettore che, inevitabilmente, si ritroverà a fare i conti con qualcosa di veramente grande, enorme, che rischierà di farlo perdere nel vasto Universo che lo circonda, non certo aiutato da ciò che più di ogni altra cosa è inarrestabile: il Tempo.
E ricordate: se vi dovesse capitare, non chiedete mai a un alieno da dove provenga. È considerato il massimo della maleducazione nel Cosmo.
(VOTO: 8 - Una Nuova Dimensione della Fantascienza)

venerdì 20 dicembre 2019

500 POST

E siamo a 500 Post. 
500 scuse per parlare di Cinema, Serie TV, Musica, Libri, Cazzate, Politica, e Storie più o meno personali. 
500 pensieri, più o meno condivisibili, che spero abbiano fatto sorgere qualche curiosità. 
500 pezzi disseminati qua e là che sono andate a formare la mia Isola Ideale. Un'Isola che non smette mai di ampliarsi. 
500 modi per dire "Ecco come la penso".
500 Post. E sentirli tutti.

giovedì 19 dicembre 2019

Il Problema della "I"

Com'è che si dice? "Da che pulpito vien la predica".
Ok, l'errore degli operai addetti alla segnaletica orizzontale è grave, gravissimo: scrivere BOLOGNIA, con l'aggiunta di quella "i" di troppo, forse vuol dire qualcosa di più di essere semplicemente ignoranti. Ma trovo altrettanto grave che un articolo di un giornale come "Il Resto del Carlino", che sottolinea appunto un errore come questo, contenga anch'esso un errore che ormai troppe volte ci ritroviamo a leggere: SI al posto di un . Signori giornalisti... vada per l'amico che ci scrive un messaggio su WhatsApp e che, per giustificarsi, se la prende col correttore automatico (e a volte è proprio così!), ma almeno voi dovreste conoscere bene la differenza tra un "si" e un "sì". L'accento è importante, come la virgola, il punto, l'apostrofo, la "h". Un accento mancante o di troppo a un "si" spesso cambia radicalmente il senso di una frase, e, se pescato in un articolo che mette in evidenza un errore ortografico, tra l'altro in maniera molto ironica (e ci starebbe) nei confronti dei poveri autori dell'errore... diventa un epico autogol.
"Dopo la riforma della Buona Scuola, il prossimo esecutivo potrebbe valutare una legge della Buona Segnaletica", scrive il giornalista nell'articolo. E dopo la riforma della Buona Segnaletica, aggiungerei io, l'esecutivo successivo potrebbe valutare una legge del Buon Giornalismo. 
, avete letto bene.
Di seguito il link dell'articolo, datato 4 ottobre 2017: chissà, forse prima o poi l'autore dell'articolo aggiungerà quella ì accentata, come un piccolo tratto di penna rossa sul quaderno di uno scolaro un po’ asino.

martedì 17 dicembre 2019

American Gods (Stagioni 1 e 2)

La mia storia d'amore con "American Gods" è andata così: vista la Prima Stagione su Amazon Prime, incuriosito dal trailer e dalle locandine, sono subito andato alla ricerca del libro di Neil Gaiman. Letto il libro, l'amore è esploso, ed eccoci alla visione della Seconda Stagione, in attesa (trepidante) della Terza.
L'idea geniale di Gaiman è far vivere (o rivivere) i vecchi Dei tra noi. All'apparenza uomini e donne comuni, ma con tutta la loro storia secolare, millenaria alle spalle, e un potere che seppur in crisi è ancora tutto lì. Già, la crisi. È questo il cardine di tutta la storia: i Vecchi Dei sono infatti in crisi, perché sempre meno gente crede in loro e prega per loro. In più, a minacciare la vecchia guardia, ci sono i Nuovi Dei: la Globalizzazione (Mr. World), la Tecnologia (Technical Boy), i Mass Media (Media). Un'altra idea fantastica, che fa di questa Serie TV (e del libro) un prodotto originale nonostante la presenza di "Mostri Sacri" come Mr Wednesday (non vi dirò chi è, perché nella Serie TV, al contrario del libro, c'è un alone di mistero per tutta la Prima Stagione), Dei Egizi, Leprecauni e Jinn. Ed ecco allora che Mr Wednesday, per riunire i Vecchi Dei e arrivare alla guerra contro i Nuovi Dei, assolda l'ex galeotto Shadow Moon; e non possiamo non provare enorme pena e grande solidarietà nei confronti di questo povero ragazzone che all'uscita dal carcere si ritrova la moglie morta (ma da non rimpiangere più di tanto...) e un tizio scaltro ed enigmatico (a dir poco) come "capo". È così che comincia la preparazione per una guerra che nell'arco delle 2 Stagioni finora andate in onda contrappone Vecchi e Nuovi Dei, in uno scontro che, diversamente da tutte le altre storie, ci colloca di fronte a due fazioni che non rappresentano né il Bene né il Male. In effetti... da che parte si schiererà lo spettatore? Io la mia scelta l'ho fatta. 
La Serie TV è fatta bene, il libro ancora di più. Ovviamente ci sono delle differenze notevoli tra i due "mezzi" (anche nelle fattezze dei personaggi: Technical Boy, sei davvero tu?), e la Seconda Stagione termina proprio laddove comincia uno dei capitoli più importanti del libro di Gaiman. E sono davvero molto, molto curioso di andare a vedere come verranno messi in mostra alcuni passaggi davvero d'impatto della storia narrata nel libro. Ciò che mi auguro, comunque, è che la Terza Stagione sia conclusiva, e non vada ad allungare un brodo (come già in parte è stato fatto in queste 2 Stagioni) che così com'è ha un gusto eccezionale; anzi, divino.
(VOTO: 7,5 - Vecchi o Nuovi?)

domenica 15 dicembre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 10)

I volumi delle "Canzoni della Sera" arrivano in doppia cifra. E in questo 10° volume c'è davvero tanta roba...
Si apre con un gruppo che fino a qualche mese fa non conoscevo, i Portugal. The Man, che qui troviamo con la loro "Live in The Moment", e si chiude con i dissacranti (e italianissimi) Nanowar Of Steel (chiaro il riferimento ai Manowar), con un "Norwegian Reggaeton" di gran lunga preferibile ai reggaeton estivi (e reggaeton tutti, direi). Ma restiamo in Italia: "La Cometa di Halley" di Irene Grandi (scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle) passa e saluta, e per rivederla, per quanto mi riguarda, ci sarà bisogno di un enorme sforzo, visto che tornerà a farci visita nel 2061. Ma non pensiamo al tempo, e andiamo avanti, con un capolavoro della Musica Italiana incisa da un capolavoro di Gruppo Italiano, i C.S.I. con "Del Mondo"; brividi. Un altro cantautore che amo molto è Samuele Bersani, qui con "Cattiva", che a mio parere meriterebbe molta più considerazione. Considerazione che sta avendo (meritatissima) Brunori SAS, che in queste sere ho omaggiato col suo ultimo singolo, "Al di là dell'Amore". Altro omaggio a Francesco Baccini con "Le Donne di Modena", uscito un po' dal circuito negli ultimi anni, ma che ho sempre apprezzato. Tra gli italiani, troviamo anche Enzo Draghi, che dopo Cristina D'Avena è stato senza ombra di dubbio la voce più importante delle sigle dei nostri amati Cartoni Animati. La sua "I 5 Samurai" (una delle mie sigle preferite in assoluto) arriva dopo una serata in cui ho avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo in un Pub qui in zona, nel modenese, e apprezzarne ancora di più le doti, sia canore che umane. Grande Enzo! E per chiudere con l'Italia in Musica, ecco un altro grandissimo capolavoro, una delle mie canzoni italiane preferite in assoluto: "Fata Morgana" di quelli che erano i Litfiba.
A novembre non poteva mancare la "November Rain" dei Guns N' Roses, così come non potevano mancare grandi, grandissimi classici, come "Hallelujah" di Leonard Cohen, "Dream On" degli Aerosmith, "Rock and Roll All Nite" dei KISS e, udite udite, "Another Brick in The Wall" dei Pink Floyd, per festeggiare i 40 anni dell'immenso "The Wall".
Per ricordare la serata del 19 novembre al Fabrique di Milano, dove ho assistito al concerto degli islandesi Of Monsters and Men, tuffiamoci nella favolosa "King And Lionheart"; adoro questo gruppo.
Oltre al resto, che vi invito come sempre a scoprire (c'è anche del sano hard rock... spagnolo!), chiudo il post segnalando tre importanti singoli usciti in questo 2019: "One of Us" di Liam Gallagher"All This Music Must Fade" dei mitici "The Who", e "California Halo Blue", degli AWOLNATION. Questi ultimi due pezzi... non mi stancherei mai di ascoltarli.
Buone vibrazioni a tutti.

#226 Portugal. The Man - Live In The Moment (09-nov-19)
#227 Irene Grandi - La Cometa di Halley (10-nov-19)
#228 3 Doors Down - Kryptonite (11-nov-19)
#229 C.S.I. - Del Mondo (12-nov-19)
#230 Liam Gallagher - One Of Us (13-nov-19)
#231 Lynyrd Skynyrd - Simple Man (14-nov-19)
#232 Samuele Bersani - Cattiva (15-nov-19)
#233 Enzo Draghi - I 5 Samurai (16-nov-19)
#234 Mumford & Sons - The Cave (17-nov-19)
#235 Guns N' Roses - November Rain (18-nov-19)
#236 Of Monsters and Men - King And Lionheart (19-nov-19)
#237 Brunori Sas - Al di là dell’Amore (20-nov-19)
#238 The Who - All This Music Must Fade (21-nov-19)
#239 Aerosmith - Dream On (22-nov-19)
#240 Bombay Bicycle Club - Eat, Sleep, Wake (Nothing But You) (23-nov-19)
#241 Leonard Cohen - Hallelujah (24-nov-19)
#242 Francesco Baccini - Le Donne di Modena (25-nov-19)
#243 Héroes del Silencio - Avalancha (26-nov-19)
#244 KISS - Rock and Roll All Nite (27-nov-19)
#245 Steriogram - Walkie Talkie Man (28-nov-19)
#246 AWOLNATION - California Halo Blue (29-nov-19)
#247 Pink Floyd - Another Brick In The Wall (30-nov-19)
#248 Litfiba - Fata Morgana (01-dic-19)
#249 Manu Chao - Clandestino (02-dic-19)
#250 Nanowar Of Steel - Norwegian Reggaeton (03-dic-19)

sabato 14 dicembre 2019

Disincanto (Parte 1 e Parte 2)

Devo ammettere che da grande fan dei Simpson mi aspettavo molto, molto di più da "Disincanto". Così come già mi ero aspettato molto da Futurama, che al contrario di Disincanto, però, è riuscito a mantenere tutte le mie aspettative; anzi, addirittura a superarle.
Dunque Disincanto non mi è piaciuto? Non proprio.
Innanzitutto la storia narra le vicende della Principessa Tiabeanie, per gli amici "Bean", una nobile del tutto anticonvenzionale (le piace bere e ubriacarsi, per esempio), nel fantastico mondo medievaleggiante di Dreamland. Idea molto buona, che va a collocarsi all'opposto del mondo futuristico di Futurama. Ma cos'è, allora, che non funziona in Disincanto?
La prima parte della "Prima Parte" mi ha sinceramente annoiato. Episodi che si lasciavano guardare stancamente, e che proprio non riuscivano a coinvolgermi. La protagonista, la Principessa Tiabeanie, seppur divertente non riusciva a conquistarmi, così come il suo principale compagno di viaggio, l'ingenuo e tontolone Elfo. Da subito, invece, mi è piaciuto l'altro componente dell'improbabile trio, il demoniaco Luci. Ma Luci, da solo, non poteva bastare. A salvare (quasi) il tutto, per quanto mi riguarda, è stato un buon Finale di Stagione, con gli ultimi 3/4 episodi molto più interessanti e divertenti. Un finale che, ovviamente, lasciava tutto in sospeso in attesa della 2a Stagione.
Una Seconda Stagione che mi è comunque piaciuta più della Prima. Dopo un inizio "seriale", c'è stato qualche episodio singolo, in stile Simpson e Futurama, che non mi è dispiaciuto affatto; che fosse stata questa la strada giusta? Singoli episodi di singole storie iniziate e finite, e non una serialità che non cattura completamente, anzi stanca, e che si trascina senza che lo spettatore aspetti più di tanto di andare a vedere come continua o finisce. Ma Disincanto è questo. Una storia lunga, narrata nell'arco di più Stagioni (forse 4), così come funzionano le normali Serie TV di oggi.
Paralleli e paragoni con i Simpson? Meglio lasciar perdere, a meno che dei Simpson non si vogliano prendere in considerazione le ultime Stagioni. Le battute e le trovate di Disincanto sono lontane, lontanissime dalla genialità del prodotto più conosciuto di Matt Groening. Ma, come già accennato, impossibile avvicinarsi anche a Futurama; un altro Universo.
Ma con Futurama ormai finito, e i Simpson che ultimamente sono lontanissimi dagli splendori di un tempo, la spiegazione di una non completa riuscita di Disincanto potrebbe anche essere trovata nell'esaurimento della genialità di Groening. Il tempo passa per tutti. E logora.
(VOTO: 6 - Sufficienza Sospesa)