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giovedì 6 agosto 2026

Francesco Guccini c'è. C'è ancora

Dire che non amo il mare è un eufemismo, ma almeno una settimana all'anno mi tocca per ovvi motivi. Stamattina, quindi, tra caldo, sabbia, acqua fredda (per me sarà sempre fredda) e tempo che sotto l'ombrellone sembra non passare mai, immaginate un po' il mio stato d'animo quando ho letto la notizia della morte di Francesco Guccini
Per me che sono cresciuto, tra gli altri, con i Nomadi e i loro tour in lungo e in largo per l'Italia, amare Guccini è stata la cosa più naturale del mondo. Scrivere di tutto ciò che ha fatto e ha rappresentato per la musica, per me, per l'Italia intera significherebbe cadere inevitabilmente nella retorica. Retorica che sarei riuscito a evitare solo e soltanto se avessi avuto almeno la metà, che dico, un decimo del genio autoriale di quel genio che oggi ci ha lasciato.

lunedì 6 marzo 2017

La Scomparsa del Settimo Elemento

Ascolto molta musica, molti artisti, molti gruppi musicali. Amo gli Iron Maiden, i Litfiba, i classici del Rock come Pink Floyd, Led Zeppelin, Black Sabbath. Amo i cantautori, Battiato e Guccini su tutti. Amo la musica più o meno indipendente italiana, dagli Zen Circus ai Punkreas. E allora perché ho deciso di dedicare, nel corso degli anni, un sito ai Nomadi? Perché non dedicarlo ai Litfiba, a Battiato, ai Pink Floyd? La risposta sta tutta nell’amarezza che mi ha lasciato la vicenda dell’ultimo avvicendamento alla voce del gruppo. I Nomadi, rispetto agli altri, rispetto a tutti gli altri, non sono, non erano per me un semplice Gruppo Musicale. I Nomadi, come mi piaceva pensare fino a qualche tempo fa, sono un’Idea. I Nomadi sono un gruppo musicale contraddistinto dai valori che canta in gran parte della sua discografia. I Nomadi sono diversi. Ecco perché allora, quando nel 1994 mi imbattei per caso in una musicassetta verde ("Mixed by Erry", solo per intenditori) dal titolo “Contro”, fui letteralmente folgorato. Quelle canzoni, quel “Il Muro”, quella "Ad Est, ad est", quel “Il Libero”, quel “Contro”, erano canzoni diverse. Erano diverse da quelle che sentivo alla radio, che sentivo e vedevo in tv. Quel gruppo era diverso, diverso davvero, e quando cominciai a cercare prima nuove musicassette pirata al mercato del lunedì del mio paese (trovai “Ma Noi No!” e “Ma che film la vita”), e subito dopo (ormai innamorato di quel gruppo) CD originali ordinandoli al negozio di musica più vicino (a una quindicina di chilometri da casa), ne ebbi la conferma. Sì, i Nomadi erano un gruppo musicale diverso, che aveva dei valori, che li cantava, e che veniva seguito da un pubblico affezionato che era capace di farsi centinaia di chilometri per seguire un loro concerto, e farsene altri duecento per seguirne un altro il giorno dopo; è stata questa anche la mia storia, soprattutto nel periodo 1998/2001. 
Ecco, dopo questa premessa, il perché della mia amarezza. 
La vicenda Turato mi lascia basito, deluso, spiazzato. 

martedì 19 novembre 2013

Nomadi 50 (Parte I)

Per festeggiare il cinquantennale di un gruppo come i Nomadi ci voleva qualcosa di eccezionale, un’opera straordinaria per poter in qualche modo raccontare i 50 anni del gruppo più longevo d’Italia, il secondo al mondo, alle spalle soltanto dei Rolling Stones. Si sta parlando di miti, dunque, e l’opera in uscita in queste settimane (siamo alla terza uscita) nelle edicole prova a farlo. Per il quarantennale si scelse di pubblicare una raccolta di brani reinterpretati dai Nomadi del 2003, “Nomadi 40”, che riscosse un gran successo e arrivò al secondo posto in classifica, stabilizzandosi per settimane nella Top 5 e poi 10. Per i cinquant'anni si è scelto di andare oltre: non una raccolta, ma qualcosa di molto più grande. 13 tra CD e DVD, con Live (i primi 5 riguardano proprio la tre giorni del Cinquantenario a Cesenatico lo scorso giugno), inediti e video. Nelle prime cinque uscite potremo quindi ascoltare molte delle canzoni dei Nomadi interpretate dal vivo dalla nuova voce, Cristiano Turato. Sinceramente Cristiano si è così ben inserito nella Grande Famiglia Nomade che fatico ormai a definirlo “la nuova voce”. 

sabato 14 settembre 2013

Correnti Nomadi, Nomadi Correnti

Non pensavo di perderci così tanto tempo, ma quando si leggono certe cose capita di venirne inevitabilmente attratti, un po' come quando vedi un povero animale schiacciato in strada; l'immagine è orribile, ma un'occhiata gliela butti. È capitata la stessa cosa riguardo una recensione di un concerto dei Nomadi, che potete trovare qui, sul sito del "San Potito News". Dopo il concerto del gruppo che da poco ha festeggiato i 50 anni di carriera, il buon autore del testo (non si può definire recensione) sputa la sua dose di veleno sulla nuova formazione che, è chiarissimo, non gli sta simpatica. Da tempo ormai nel "Mondo Nomade" si sono formate due correnti: una che continua a seguire il gruppo; un'altra che segue l'ex voce Danilo Sacco, nella sua nuova carriera da solista. La differenza netta tra le due correnti, oltre a quella prettamente musicale, è che la prima segue i Nomadi e continua a divertirsi e a incontrarsi in giro per l'Italia; la seconda, invece, segue Danilo ma allo stesso tempo si diverte (beati loro) a sputare veleno e a riversare insulti sull'ex gruppo del solista e sul suo nuovo cantante.
Veloce Quiz: A quale delle due correnti appartiene l'articolista di San Potito News?
Lo so, sembra uno di quei Quiz che passano in tv per farti fare l'abbonamento a un servizio che ti fregherà soldi col cellulare, tipo "Dove si trova Cagliari? In Sardegna o in Patagonia?", ma si può sempre sbagliare, magari facendolo apposta: io dico, infatti, che il gran recensore appartiene alla prima corrente.
Dopo il ridicolo compitino "Scrivi una recensione sul concerto dei Nomadi dal punto di vista di un Sacchino", la testata "San Potito News" risponde agli attacchi con un nuovo articolo, dal titolo "Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle". Signori di San Potito, non c'è stato alcun "ribaltamento" del principio di Voltaire. Quello che dovreste capire è semplicemente che, liberi di esprimere le vostre idee, allo stesso tempo gli altri sono liberi di esprimere le proprie. Ancora: se incontro un tizio che mi viene a dire che il sole è un pianeta su cui vivono degli esseri chiamati soliani, ok... al massimo mi batterò fino alla morte per fargli esprimere il concetto... ma poi dovrò per onestà intellettuale dirgli che sta dicendo delle grosse stronzate. Ci siamo intesi? Quindi, signor articolista e signori di San Potito News, il principio di Voltaire è più che valido, sempre. E questo vale per tutti. Ma allo stesso tempo questo non deve essere il pretesto per far passare delle grosse cazzate per opinioni rispettabili, perché io, per quanto mi riguarda, di fronte alle stronzate gratuite non riesco a tacere. Voi non siete d'accordo? Bene, accusatemi di dire a mia volta stronzate, non è un problema. Credo che nessuno al mondo, o nell'intero Universo, avrà mai la possibilità di trovarsi nelle condizioni di avere un pubblico completamente dalla sua parte. Quindi, ribadisco, io di fronte al tema del signor Moschella mi sono trovato in estremo imbarazzo, chiedendomi davvero fino a che punto una persona possa ritenersi nel giusto scrivendo una roba che, come già detto in un commento, non scriverebbe neanche un giornalista ultrà romanista nel commentare una partita della Lazio.
Per finire, care, povere vittime di questi "attacchi" alle vostre rispettabili idee... fatevene una ragione: di fronte al brutto c'è chi tace, chi cambia nome per lasciarsi un bel commento, chi da amico prova a rincuorare l'autore della bruttura, e chi, sempre rispettando il principio di Voltaire, esprime la sua idea affermando di trovarsi di fronte a qualcosa di brutto.
Intesi?

martedì 9 ottobre 2012

Nomadi - Terzo Tempo (2012)


Inizia benissimo il Terzo Tempo dei Nomadi. È il tempo di Cristiano Turato, la nuova voce del gruppo, che fa subito suo il ruolo che fu di Augusto Daolio prima, e Danilo Sacco poi. Se qualcuno temeva (o sperava) che con la partenza di Danilo i Nomadi potessero perdere la loro identità, la loro forza, oltre a dimostrare una certa dose di pessimismo cosmico (Danilo, con tutto il rispetto, non è Augusto...), si sarà ritrovato letteralmente spiazzato nel vedere con quanta forza e padronanza Cristiano abbia saputo affrontare il ruolo – difficilissimo, sia chiaro... – di sostituire l’amatissimo Danilo Sacco. Che poi alcune strategie del tutto discutibili dello staff di quest’ultimo abbiano ridimensionato l’amore dei fans Nomadi nei confronti del Sacco, questo è un altro discorso...
Cristiano Turato parte alla grande, quindi. Ci aveva già dimostrato le sue capacità nell'esordio di fuoco di Novellara 2012. Qui, in questo album, lo troviamo alla voce in ben 7 canzoni su 10, e al songwriting in quattro. Ma questo “Terzo Tempo” dei Nomadi è anche il tempo di Beppe Carletti. La vitalità e la freschezza di un gruppo che l’anno prossimo festeggerà i 50 anni di carriera, è un vero e proprio miracolo musicale, e questo, si può affermare con assoluta certezza, è tutto merito di un artista che dal 1963 porta avanti il progetto Nomadi.

lunedì 11 giugno 2012

Effetti (in)Desiderati

Nel penultimo post, nella recensione del disco da solista del bravo Danilo Sacco, avevo accennato ai suoi terribili adepti, gli unici fans in grado di danneggiare in maniera devastante e permanente il povero artista in questione. Ebbene, è bastato un solo giorno perché uno di questi bizzarri personaggi mi mandasse un messaggio privato su Facebook. Il tizio, dal nome palesemente falso (ma firmarsi con nome e cognome sarebbe stato troppo, quando ti presenti così, senza ritegno e vergogna), si è indignato non poco per la mia recensione non positiva. La prossima volta, per la gioia degli adepti in questione, sottoporrò le mie recensioni al censore di turno, confidando nel suo buon cuore. In caso contrario, sarò sicuramente pronto alla pena che riterrà opportuno infliggermi, dal ritiro dello scritto alla revisione, dall'arresto alla pena capitale, con tanto di saluto romano.
Ho riflettuto se postare o meno i due messaggi di questo simpatico letterato, e alla fine ho deciso che... sì, alcune riflessioni e critiche costruttive vanno evidenziate e, come lui stesso mi ha minacciato, "diffuse"...
Il primo messaggio scritto dal dottor Theodoros (mi diverto a omissare il "cognome"... sapete, il rispetto è rispetto...) è questo:
È stupendo sentirsi chiamare "Ignorante" (l'ha scritto bene... e non era semplice) da un personaggio che non sa neanche la differenza tra un "ai" e un "hai". Ok, io gli ideali, ma te nel culo c'hai l'italiano bello mio...
Non contento di tanto sfoggio di cultura e signorilità, il signore un'ora dopo mi riscrive (è evidentemente ossessionato dalla mia terribile recensione) un nuovo messaggio, ancora più incazzato, ancora più indignato, ancora più ricco di contenuti:
Sentirsi definire "Gnurant" (io essere amico... io parlare italiano...) dal signor Theodoros probabilmente non mi farà dormire stanotte. L'offesa è di quelle gravi, quando arrivano da personaggi di così alto spessore. 
Insomma, uno degli adepti della terribile Setta Kakuen ha colpito immediatamente. Del resto, lui è un fan doc di un'artista (Danilo Sacco, appunto) che fa di una delle massime di Voltaire (Non condivido la tua opinione ma darei la vita affinchè tu possa esprimerla) un suo credo. Sì, signor Theodoros... sarai sicuramente un vanto per Danilo, un fan che lo rappresenta a dovere, un po' come un fricchettone con la maglia del Che rappresenterebbe l'MSI.
In definitiva, penso che personaggi del genere ovviamente non vadano presi sul serio, anche se, come accennato in apertura, spesso e volentieri questa gente non fa altro che danneggiare chi crede di sostenere. 
All'amico in questione consiglierei di perdere meno tempo nel dare troppa importanza a persone come me, e spenderne un po' di più nello studio della nostra amata lingua, senza tralasciare il ripasso degli ideali e delle idee di chi crede di rappresentare.
Ignorante.

domenica 10 giugno 2012

Danilo Sacco - Un altro me (e altre storie...)

Probabilmente, se le cose fossero andate come dovevano andare, non avrei neanche scritto un post dedicato al nuovo album di Danilo Sacco, l'ex voce dei Nomadi. Può darsi che, invece, l'avrei scritto comunque, uguale nei contenuti e nella critica, diverso, diversissimo nei sentimenti.
Danilo Sacco e i Nomadi non si sono lasciati bene. Ci sta. 
Ci sta un po' meno, a mio parere, il passare dall'amore all'odio con una naturalezza che ti fa capire che, in fondo, di naturale alcune persone non hanno niente. Un mese prima si è sotto il palco a inneggiare un gruppo che per te rappresenta un'idea; un mese dopo sei fan sfegatato dell'ex voce di quel gruppo, e davanti a un monitor stai lì ogni giorno a sputare merda sul gruppo in questione. È così che va a volte. È così che è andata tra i fans dei Nomadi e quelli del nuovo messia degli ex fans dei Nomadi.

martedì 28 febbraio 2012

Nomadincontro 2012

La prima volta che ho assistito al "Nomadincontro" avevo poco più di 18 anni. Partii da casa, dalla provincia di Caserta, insieme a quello che un tempo era un amico, un buon amico. Cambiammo treno a Roma, e incontrai quelli che poi sarebbero diventati due ottimi amici. Da lì quindi partimmo in quattro, destinazione... un piccolo paese in provincia di Reggio Emilia chiamato Novellara, patria e cuore di un gruppo storico: i Nomadi
All'epoca non era semplice seguire un gruppo come i Nomadi. Oltre al fatto che molti non riuscivano a capire come potessero piacere a un diciottenne, erano i tempi dei veri albori di internet, e trovare informazioni e altro per una band non certo amatissima dal circuito televisivo nazionale, non era affatto semplice (al massimo si vedevano a Help o al RobyBar di Red Ronnie).
Chi conosce davvero i Nomadi sa di che gruppo stiamo parlando. No, non si tratta di qualcosa di simile all'Equipe 84 o i Cugini di Campagna. Stiamo parlando di un gruppo che da sempre si è distinto, per la musica e i contenuti, da tutte le altre band nate nei magici anni '60.