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sabato 11 settembre 2021

Il mio 11 settembre: Giochi di Guerra

"E tu? Dove ti trovavi l'11 settembre del 2001 quando cominciarono ad arrivare le notizie sull'attentato alle Torri Gemelle?". Tutti più o meno ci siamo sentiti chiedere una cosa del genere parlando dell'11 settembre. E una cosa è certa: se è vero che più o meno tutti non potranno mai dimenticarlo, io ho vissuto quei momenti in una maniera intensa, particolare, credendo di trovarmi davvero nel classico momento sbagliato al posto sbagliato. Era l'11 settembre 2001, dunque, e io mi trovavo nella Caserma "Macao" di Castro Pretorio, Roma, e mi apprestavo a vivere l'ennesimo pomeriggio più o meno tranquillo del mio Servizio di Leva negli Autieri. All'improvviso, ricordo benissimo, bussò in Fureria (sì, ero Furiere!) un commilitone che solitamente era un vero e proprio rompiballe. Mi colpì all'istante (così come colpì i miei colleghi d'ufficio) la sua faccia: non un accenno di sorriso, non un accenno di sberleffo. Insomma, quello non sembrava essere il solito rompicoglioni che ti veniva a chiedere l'Azzurrina (chissà in quanti la ricorderanno!) in anticipo per andare a fare il biglietto del treno prima e non il giorno stesso della partenza della licenza, o qualche altro servizio che soltanto noi Furieri potevamo concedere. Quel rompiballe alla porta dell'ufficio, quel giorno, era soltanto un ragazzo spaventato.

martedì 11 settembre 2012

Noi che... (ma anche no!): Il Militare

Eh sì, noi che... mentre ci godevamo gli ultimi anni di spensierata gioventù... ci arrivava una cavolo di cartolina che ti diceva CATEGORICAMENTE dove recarti un certo giorno a una certa ora. Un evento così shockante che ricordo ancora precisamente il giorno dell'arrivo della cartolina: 10 gennaio 2001. Mia Nonna poi... che me la porta pure piangendo... mentre stavo dormendo! No vabbè... scene da film drammatico senza speranza. Lì per lì credevo fosse una multa o qualcosa del genere. Poi vabbè... vedi il nome del Reggimento, della Caserma... e fine. 
Poco più di un mese dopo fui costretto a partire per Firenze, precisamente Scandicci. Per uno come me, vedersi arruolato nel "78° Reggimento Lupi di Toscana" (faceva impressione solo a pronunciarlo...) è stato un po' come se Berlusconi venisse iscritto di forza al rinato Partito Comunista Italiano, e costretto a presenziare e partecipare a tutti i congressi. A poco più di vent'anni, mi ritrovai catapultato in un incubo a occhi aperti.
Il primo mese mi passò davvero male: sveglia alle 6.30 del mattino con un tizio che ti urlava nelle orecchie dopo che potenti luci ti si accendevano all'improvviso; farsi la barba davanti a uno dei cinque-sei specchi disponibili in bagno, con altri disperati come te che cercavano di scavalcarti da ogni parte; marce (marce? ma perché cazzo IO devo marciare?!) sotto la pioggia e la neve; file interminabili per fare qualsiasi cosa: dal farti prendere le misure per quella orribile divisa, al mettere qualcosa sotto i denti nella mensa della Caserma; essere costretto a dividere la stanza con altri 7-8 elementi dei quali almeno la metà ti stava sulle palle; imbracciare un fucile pesantissimo e con quello marciare e poi sparare pure qualche colpo; e infine la cosa peggiore: ritrovarsi a guardare l'Arno stremato, disperato, scoraggiato e impotente, e a riflettere, in quelle poche ore di libertà che ti concedevano la sera (che scene che sto ricordando...), sul fatto che avevi davanti a te altri 9 mesi e mezzo di quella vita...