Di Tamsyn Muir avevo letto i primi due capitoli della trilogia, diventata poi quadrilogia (o tetralogia, fate voi), del Sepolcro Sigillato. E se il primo, "Gideon la Nona", mi era piaciuto abbastanza, il secondo, "Harrow la Nona", dopo una lunga riflessione mi ha spinto ad abbandonare la saga: troppo caotica, criptica, sconclusionata. Tanto che, dopo il terzo capitolo, si attende da anni il quarto e conclusivo; probabilmente persino la Muir si è persa nei meandri oscuri della sua storia e non ha idea di come venirne a capo...
In libreria, però, mi sono ritrovato un altro romanzo dell'autrice neozelandese, che nulla aveva a che fare con le None: "La Principessa Floralinda e la Torre di Quaranta Piani". L'idea di una rivisitazione della fiaba di Raperonzolo da parte di questa autrice (originale e creativa, gliene do atto nonostante mi sia perso nella saga sopra citata) mi ha incuriosito. Ecco allora che ho voluto darle più che volentieri una nuova chance, e mi sono subito precipitato, è il caso di dirlo, nella Torre di Quaranta Piani al fianco della principessa Floralinda...
Il libro, in definitiva un romanzo breve, si legge molto velocemente. Non manca qualche trovata originale e la scrittura è frizzante e divertente, lontana da quella oscura e criptica adottata nel Sepolcro Sigillato. Bella la trovata di un personaggio che, anche se a malincuore, si ritroverà a diventare l'aiutante della principessa.
Già, aiutante: perché, altra particolarità della storia, qui troviamo una versione della principessa che, se da un lato parte come la classica principessa con tutti i suoi cliché, si ritrova ben presto a prendere in mano la situazione; i principi non sono più quelli di una volta...
Il romanzo mi ha divertito. Come già detto è scorrevole, veloce, anche se, pian piano che si avanza, ho avuto l'impressione di una certa approssimazione nella descrizione dei livelli successivi. Certo, descrivere in maniera soddisfacente, ampia e nei particolari quaranta piani pieni di quaranta creature fantastiche sarebbe forse stata la vera impresa ardua della storia, ma approfondire un po' meglio alcuni piani e alcune creature non sarebbe stato affatto male...
Proprio questo, poi, ha fatto sì che anche il finale apparisse un po' frettoloso, anche se in fondo, a mio pare, ben riuscito.
Un libro che probabilmente, oggi come oggi, potrebbe essere etichettato anche come uno Young Adult (che cagata di termine), che merita una lettura da parte di tutti gli appassionati di fiabe e rivisitazioni.
VOTO (da 1 a 5): 📗📗📗 - Quaranta Piani di Corsa

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