domenica 30 agosto 2026

Pinocchio: Unstrung (2026)

Avete presente quando così, senza senso, arriva la voglia di vedere un bel film trash/slasher? E poi vi si presenta dal nulla una rivisitazione horror del Pinocchio di Collodi diretta dallo stesso regista di "Winnie-the-Pooh - Sangue e Miele" (ne parlo qui). E allora, ditemi, come avrei potuto resistere?!
Nel nuovo capitolo dei film a tema rivisitazioni horror di fiabe o cartoni, stavolta tocca a Pinocchio. Il film è ambientato ai giorni nostri, e troviamo il giovanissimo James che vive da solo col nonno dopo che i suoi genitori sono morti in un incidente. E suo nonno, che di nome fa... Geppetto, per aiutarlo a sentirsi meno solo decide di costruire una sorta di burattino di legno animato. Il nuovo Pinocchio, dunque, diventerà un vero e proprio compagno di vita di James, e il loro legame si farà sempre più stretto e intenso; e questo non sarà affatto una buona cosa. Soprattutto per chi avrà a che fare con James.

Per quanto l'idea e parte dello sviluppo siano tremendamente trash, non mi sento di definirlo una cagata. E il film addirittura funziona nel momento in cui passa dall'horror alla dark comedy con sprazzi di slasher.

Sì, perché ovviamente "Pinocchio Unstrung" non spaventa, anche se la comparsa, o meglio il primo contatto tra il burattino e il nipotino di Geppetto ha qualcosa di inquietante. Poi, pian piano, il film comincia a far sorridere, e a mio parere tutto questo funziona.

Tra le rivisitazioni simili che ho visto, mi sento quindi di metterlo tra i più riusciti, anche se a mio parere zoppica a livello di sceneggiatura, rischiando più volte di inceppare una narrazione che, di per sé, è assolutamente lineare e semplice.

Ovviamente ci sono richiami al Winnie Sangue e Miele dello stesso regista, così come alcune scene richiamano classiconi come "Lo Squalo" (anche lì un sorriso lo strappa) e "Shining". E che dire di Robert Englund che interpreta una versione malvagia e perversa del Grillo Parlante?

Arriva poi il finale, dopo un film breve così come deve essere un'opera del genere, e come al solito, quando tutto sarebbe terribilmente difficile da spiegare a ipotetici soccorritori, tutto si risolve nel classicissimo spazzatutto per togliersi dall'imbarazzo. Ma va bene così, per ciò che abbiamo visto.
Carina la scena finale con Pinocchio che dice qualcosa in cui... forse non crede fino in fondo. E attenti alla scena dopo i primi titoli di coda che, ovviamente, lascia le porte aperte a un possibile seguito.
VOTO (da 1 a 5): 🍿🍿🍿 (rispetto a film del genere!) - Sangue e Bugie

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