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lunedì 24 febbraio 2025

Nomadincontro 2025 - Ritorno a Novellara

Il "Nomadincontro" nel corso degli anni è stato per me un appuntamento molto importante. Dal primo, appena diciottenne, all'ultimo, quello di 8 anni fa dove assistevo, in pratica, anche all'ultimo concerto dei Nomadi prima di quello di ieri. Una scelta del tutto personale, dettata da altre scelte, quelle del gruppo, che inizialmente mi avevano un po' deluso. Poi gli anni passano, si scoprono altri punti di vista, si pensa a ciò che è stato, a ciò che si è vissuto in certi periodi, e allora tutto passa.
E poi, soprattutto, arriva Lorenzo che a tre anni mezzo sembra ormai essere pronto per andare a un vero e proprio concerto, dopo la prova generale riuscitissima e apprezzatissima di un mini-concerto alla festa di compleanno di un'amica. E allora, con Novellara ormai a due passi (a 18 anni partii dalla provincia di Caserta in treno con un amico, all'avventura), perché non provare proprio con un concerto dei Nomadi? Perché non aprire Lorenzo ai live proprio col gruppo che per me ha rappresentato così tanto?
E allora... sì, ci si mette in macchina e via...

lunedì 6 marzo 2017

La Scomparsa del Settimo Elemento

Ascolto molta musica, molti artisti, molti gruppi musicali. Amo gli Iron Maiden, i Litfiba, i classici del Rock come Pink Floyd, Led Zeppelin, Black Sabbath. Amo i cantautori, Battiato e Guccini su tutti. Amo la musica più o meno indipendente italiana, dagli Zen Circus ai Punkreas. E allora perché ho deciso di dedicare, nel corso degli anni, un sito ai Nomadi? Perché non dedicarlo ai Litfiba, a Battiato, ai Pink Floyd? La risposta sta tutta nell’amarezza che mi ha lasciato la vicenda dell’ultimo avvicendamento alla voce del gruppo. I Nomadi, rispetto agli altri, rispetto a tutti gli altri, non sono, non erano per me un semplice Gruppo Musicale. I Nomadi, come mi piaceva pensare fino a qualche tempo fa, sono un’Idea. I Nomadi sono un gruppo musicale contraddistinto dai valori che canta in gran parte della sua discografia. I Nomadi sono diversi. Ecco perché allora, quando nel 1994 mi imbattei per caso in una musicassetta verde ("Mixed by Erry", solo per intenditori) dal titolo “Contro”, fui letteralmente folgorato. Quelle canzoni, quel “Il Muro”, quella "Ad Est, ad est", quel “Il Libero”, quel “Contro”, erano canzoni diverse. Erano diverse da quelle che sentivo alla radio, che sentivo e vedevo in tv. Quel gruppo era diverso, diverso davvero, e quando cominciai a cercare prima nuove musicassette pirata al mercato del lunedì del mio paese (trovai “Ma Noi No!” e “Ma che film la vita”), e subito dopo (ormai innamorato di quel gruppo) CD originali ordinandoli al negozio di musica più vicino (a una quindicina di chilometri da casa), ne ebbi la conferma. Sì, i Nomadi erano un gruppo musicale diverso, che aveva dei valori, che li cantava, e che veniva seguito da un pubblico affezionato che era capace di farsi centinaia di chilometri per seguire un loro concerto, e farsene altri duecento per seguirne un altro il giorno dopo; è stata questa anche la mia storia, soprattutto nel periodo 1998/2001. 
Ecco, dopo questa premessa, il perché della mia amarezza. 
La vicenda Turato mi lascia basito, deluso, spiazzato. 

giovedì 28 marzo 2013

Beppe Carletti - Io Vagabondo (50 anni di vita con i Nomadi)

Nell'anno in cui i Nomadi festeggiano 50 anni di straordinaria carriera, Beppe Carletti, Tastierista, Leader e Fondatore del Gruppo nel lontano ’63, ci racconta la vita di questo incredibile fenomeno musicale tutto italiano, in un libro molto bello, una biografia divisa in 50 capitoli e che ci farà ripercorrere le tappe fondamentali dei Nomadi, dalla nascita alla morte data per certa in più occasioni dai soliti disfattisti, alla prima e alla seconda rinascita. 
La storia dei Nomadi non è la storia di un gruppo musicale qualsiasi. Lo si capisce già dai primi anni, in cui il beat esplodeva e i ragazzi di Novellara, con Augusto e Beppe su tutti, pensavano a offrire al pubblico qualcosa in più rispetto alla miriade di gruppi che nascevano in quegli anni: del contenuto. Già, non soltanto musica e ritornelli scanzonati, ma contenuti. Dopo il classico manifesto del movimento beat, “Come potete giudicar”, i Nomadi continuano su quella linea, dimostrandolo subito con i primi successi, firmati da un allora sconosciuto cantautore emiliano, un certo Francesco Guccini: “Noi non ci saremo”, “Dio è morto”, “Canzone per un’amica”. I Nomadi, quindi, gettano subito le basi per quello che poi diventeranno: un Gruppo diverso, anticonformista, fuori dagli schemi, dalle mode, dai soliti giri. È per questo, come ci racconta Beppe, che i Nomadi andranno incontro a grandi difficoltà nel circuito nazionale musicale, ma è proprio e soprattutto per questo che i Nomadi diventeranno quello che sono oggi, a distanza di 50 anni dalla fondazione, cioè uno dei Gruppi Musicali più longevi al mondo e con un seguito ancora straordinario.

martedì 28 febbraio 2012

Nomadincontro 2012

La prima volta che ho assistito al "Nomadincontro" avevo poco più di 18 anni. Partii da casa, dalla provincia di Caserta, insieme a quello che un tempo era un amico, un buon amico. Cambiammo treno a Roma, e incontrai quelli che poi sarebbero diventati due ottimi amici. Da lì quindi partimmo in quattro, destinazione... un piccolo paese in provincia di Reggio Emilia chiamato Novellara, patria e cuore di un gruppo storico: i Nomadi
All'epoca non era semplice seguire un gruppo come i Nomadi. Oltre al fatto che molti non riuscivano a capire come potessero piacere a un diciottenne, erano i tempi dei veri albori di internet, e trovare informazioni e altro per una band non certo amatissima dal circuito televisivo nazionale, non era affatto semplice (al massimo si vedevano a Help o al RobyBar di Red Ronnie).
Chi conosce davvero i Nomadi sa di che gruppo stiamo parlando. No, non si tratta di qualcosa di simile all'Equipe 84 o i Cugini di Campagna. Stiamo parlando di un gruppo che da sempre si è distinto, per la musica e i contenuti, da tutte le altre band nate nei magici anni '60.