giovedì 23 luglio 2026

Joe Hill - Il Patto del Re

Di Joe Hill, che, per chi non lo sapesse, è il figlio di un certo Stephen King, avevo letto soltanto qualche volume del fumetto "Locke & Key" e visto la relativa serie tv tratta dai volumi (mi sono fermato alle prime due stagioni perché cominciava ad andare alla deriva), nonché l'altra serie tv tratta dal suo romanzo "NOS4A2" (ne parlo qui). Era dunque la prima volta che mi ritrovavo a leggere qualcosa di veramente importante del secondogenito di King. Convinto anche dalla recensione di Andrea Sacchini sul suo blog, ho provato dunque ad avventurarmi nella lettura di "Il Patto del Re", un bel tomo di ben 900 pagine...
Il libro racconta la storia di Arthur Oakes, un giovane e brillante studente del Maine che, dopo aver incontrato le persone sbagliate nel posto sbagliato (un penitenziario in cui è detenuta sua madre), si ritrova costretto a rubare dei libri rari per non compromettere l'incolumità proprio di sua madre. Ma da questo terribile ricatto Arthur vuole uscirne, e allora ecco che con i suoi amici proverà a evocare una oscura forza tramite un libro antico; la scelta, però, si rivelerà essere terribilmente... azzeccata.
Il prezzo che si ritroveranno a pagare lui e i suoi amici, infatti, sarà un prezzo alto, altissimo. E non sembrerà esserci via d'uscita...

Joe Hill scrive molto bene, e tra una citazione ai libri del papà (immancabile quella a "La Torre Nera") e scene cruente senza filtri così come ci aveva abituati il vecchio zio Steve, ben presto il libro cattura e non si potrà fare a meno di andare avanti. Vediamo la storia narrata attraverso gli anni, con il gruppo di amici che cresce, si evolve, continua a rispettare il patto di sangue con Re Dolore pagandone, inevitabilmente (e qui il senso di inevitabile è davvero assoluto), le terribili conseguenze.

Il problema a mio parere sta nella mole, imponente, del romanzo. Laddove il nemico (molto potente e affascinante) è svelato, il patto è chiaro, e le conseguenze devastanti (sia a livello fisico che, soprattutto, morale) sono chiare ed evidenti, secondo me allungare il brodo fa perdere potenza a tutta la storia. Il libro è potente ma fino a un certo punto, visto che alcune lungaggini e, soprattutto, ripetizioni, vanno a mio parere a depotenziarlo. 

Che papà Steve sia un autore decisamente prolisso lo sappiamo molto bene, e qui potremmo quindi dire che la mela non cade mai troppo lontana dall'albero. In tutti i sensi, però, perché, come detto, la scrittura di Joe è davvero buona. Riesce a creare atmosfere suggestive, rapporti tra protagonisti forti e intensi, e proprio per questo mi ritrovo ancora una volta a sottolineare che secondo me la storia andava sfoltita per non perdere, anzi, per non abituarsi a quella tensione e a quell'orrore che trasmette il libro.
Con tante, troppe parole in più quella tensione e quell'orrore tendono a diluirsi, e dopo poco più di metà libro, almeno per quanto mi riguarda, non aspettavo altro che il cerchio si chiudesse (il dado era ormai tratto) per vedere come andava a finire.
Sì, ma com'è andata a finire? Benino. Solitamente i grandi romanzi di King (perdonatemi se torno sul papà, ma ne farò a meno già dal prossimo libro di Hill, giuro) spesso deludevano proprio nei finali. Qui il finale non va a far perdere punti al romanzo, ma nemmeno a fargliene acquistare.
Se amate le storie che mischiano horror e fantasy, questo è sicuramente un romanzo che fa per voi.
Molto bella la copertina del libro senza sovraccoperta, che va a mostrarci l'illustrazione del Drago spoglia, senza il nome dell'autore e del titolo del libro.
VOTO (da 1 a 5): 📕📕📕📕 - Mai scendere a patti con un Drago

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