martedì 31 dicembre 2019

Watchmen (Serie TV)

Ultimo giorno del 2019. Posso quindi affermare che "Watchmen", per quanto mi riguarda, è senza ombra di dubbio la Serie TV dell'anno. Un anno che ha sfornato altri grandi prodotti, come "Chernobyl", "The Boys", "Dark 2" e "The Mandalorian" (sono in attesa di vedere dove andrà a parare "Servant"), tutti per me un gradino (piccolo) sotto "Watchmen", e che riguarderei subito senza annoiarmi.
Ma torniamo alla Serie protagonista del post: una storia straordinaria, ambientata 30 anni dopo le vicende del fumetto, in un 2019 alternativo, razzista e spaventato. Troviamo nuovi e vecchi personaggi della storia originale, in un intreccio che tiene lo spettatore incollato allo schermo, e che col passare degli episodi, 9 in tutto, riesce a sbrogliarsi e a rispondere a tutte le domande che inevitabilmente lo spettatore si è posto. Poche Serie, a mio parere, sono riuscite a completarsi così bene, a far combaciare alla perfezione tutti i pezzi del puzzle, senza cadere nel terribile spiegone. La messa in scena della storia di Adrian Veidt (un come sempre grande Jeremy Irons), per esempio, è da manuale, così come quella del mitico Dottor Manhattan, in un episodio, "Un Dio entra in un bar", a dir poco strepitoso.
Difetti? Per una volta non ne voglio trovare. Watchmen è talmente intrigante, affascinante, curioso, che se di difetti presenti non ne ha, spero con tutto il cuore che non ne arrivino in futuro, come un'eventuale Seconda Stagione. La Serie TV infatti è autoconclusiva, come meglio non si poteva, e se le parole di Damon Lindelof, che dice di non avere per ora intenzioni e idee per una nuova Stagione, fanno ben sperare, bisognerà sempre fare i conti con lo spietato mondo del mercato.
Per il momento, allora, godiamoci quest'unica, grande Stagione della miglior Serie del 2019, tenendo sempre d'occhio il cielo: potrebbero piovere calamari.
(VOTO: 10 - Un Dio entra in una Serie TV)

sabato 28 dicembre 2019

The Call of Cthulhu Size Comparison

Ok, sono consapevole del fatto che alcune divinità non debbano essere tirate in ballo in post goliardici e poco approfonditi, ma qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo interessante e affascinante video in cui i Sacri Mostri del nostro amato Lovecraft vengono "mostrati" in scala. Certo... il video è soggetto a imperfezioni o approssimazioni, a cominciare (o a finire, direi) dalle dimensioni di Azathoth... ma va bene così. Certi che un video del genere non sarebbe dispiaciuto neanche al nostro caro HPL, lustriamoci gli occhi e inchiniamoci i fronte alla grandezza...

domenica 22 dicembre 2019

Klaus - I Segreti del Natale (2019)

Non amo particolarmente i film natalizi, ancor meno i "cartoni" sul tema. Leggendone e sentendone bene, ho voluto però dare una chance a "Klaus - I Segreti del Natale". Ebbene... mi è piaciuto.
L'opera prima di Sergio Pablos mi ha divertito parecchio, con i suoi personaggi e le sue fredde atmosfere, che regala allo spettatore una particolare genesi dell'omone barbuto più famoso d'inverno, affrontando anche il tema delle "faide" cittadine e dei popoli diversi, e di quanto sia importante avere una visione inclusiva e non esclusiva.
Jasper, il personaggio principale, è un figlio di papà sbandato e fannullone, che spedito nell'estremo nord proprio dal padre, per metterlo in riga, si ritroverà ad affrontare non soltanto un ambiente freddo in tutti i sensi, ma anche una missione davvero complicata: consegnare 6000 lettere. E nella fredda cittadina di Smeerensburg, riuscire in una tale impresa è quasi impossibile, vista la scarsa vena comunicativa (e non solo) dei concittadini, che col tempo hanno influenzato e corrotto anche la giovane maestra Alva. Così, il giovane rampollo avrà la fortuna di imbattersi in un vecchio all'apparenza burbero, Klaus, che gli cambierà la vita. Così come la cambierà all'intera Smeerensburg e... non solo.
Perché mi è piaciuto così tanto un semplice film di animazione di Natale? Forse perché, nonostante la storia trasudi, com'è ovvio, buoni sentimenti, lo fa anche in maniera non sdolcinata, ma ironica, riflessiva, e con un finale all'altezza di tutto il resto.
Se siete stanchi dei soliti classiconi di Natale, per quest'anno ignorateli in scioltezza e tuffatevi, una di queste sere, nel freddo e magico mondo di Klaus.
(VOTO: 8 - Buon Natale)

sabato 21 dicembre 2019

Liu Cixin - Nella Quarta Dimensione

Si conclude la Trilogia del Passato della Terra, e lo fa con un terzo capitolo davvero spettacolare, che nell'arco di tutta la sua storia va a coprire una fetta enorme (a dir poco) di tempo. Gli avvenimenti narrati in quest'ultimo capitolo, "Nella Quarta Dimensione", infatti, effettuano salti nel tempo notevoli, andando a toccare ancor di più, rispetto ai due capitoli precedenti, questioni scientifiche, fisiche, astronomiche, non semplici... ma incredibilmente affascinanti. Un fascino che questo libro conserva per tutto lo scorrere delle pagine, arrivando al culmine in un finale incredibile, in cui l'autore a mio parere si supera. 
La crisi tra la Terra e Trisoloris assume, in questo libro finale, nuove dimensioni. In tutti i sensi. E, disastro dopo disastro, ipotesi dopo ipotesi, possibili soluzioni e possibili vie di fuga, ci si ritrova sempre di fronte a nuovi problemi, a nuove minacce, fino all'apice di tutte le minacce...
L'idea della Foresta Oscura assume in questo nuovo capitolo della saga un volto ancora più spietato. I dubbi, i timori, le paure con cui i Terrestri hanno dovuto fare i conti nei precedenti capitoli, sono nulla di fronte a ciò che rischia di accadere nell'atto finale della Saga di Liu Cixin. Ma cosa ci può essere di ancora più terribile delle minacce di distruzione con cui abbiamo avuto a che fare finora? Nella Quarta Dimensione, le Leggi della Fisica assumono un nuovo aspetto. E non mi sento di aggiungere altro, perché un libro come questo, una storia come questa, lunga tre capitoli e tanto, tantissimo tempo, non può essere rovinata da anticipazioni. Da sottolineare soltanto l'enorme aspetto psicologico che la storia assume, e che non può fare a meno di far riflettere il lettore. Lettore che, inevitabilmente, si ritroverà a fare i conti con qualcosa di veramente grande, enorme, che rischierà di farlo perdere nel vasto Universo che lo circonda, non certo aiutato da ciò che più di ogni altra cosa è inarrestabile: il Tempo.
E ricordate: se vi dovesse capitare, non chiedete mai a un alieno da dove provenga. È considerato il massimo della maleducazione nel Cosmo.
(VOTO: 8 - Una Nuova Dimensione della Fantascienza)

venerdì 20 dicembre 2019

500 POST

E siamo a 500 Post. 
500 scuse per parlare di Cinema, Serie TV, Musica, Libri, Cazzate, Politica, e Storie più o meno personali. 
500 pensieri, più o meno condivisibili, che spero abbiano fatto sorgere qualche curiosità. 
500 pezzi disseminati qua e là che sono andate a formare la mia Isola Ideale. Un'Isola che non smette mai di ampliarsi. 
500 modi per dire "Ecco come la penso".
500 Post. E sentirli tutti.

giovedì 19 dicembre 2019

Il Problema della "I"

Com'è che si dice? "Da che pulpito vien la predica".
Ok, l'errore degli operai addetti alla segnaletica orizzontale è grave, gravissimo: scrivere BOLOGNIA, con l'aggiunta di quella "i" di troppo, forse vuol dire qualcosa di più di essere semplicemente ignoranti. Ma trovo altrettanto grave che un articolo di un giornale come "Il Resto del Carlino", che sottolinea appunto un errore come questo, contenga anch'esso un errore che ormai troppe volte ci ritroviamo a leggere: SI al posto di un . Signori giornalisti... vada per l'amico che ci scrive un messaggio su WhatsApp e che, per giustificarsi, se la prende col correttore automatico (e a volte è proprio così!), ma almeno voi dovreste conoscere bene la differenza tra un "si" e un "sì". L'accento è importante, come la virgola, il punto, l'apostrofo, la "h". Un accento mancante o di troppo a un "si" spesso cambia radicalmente il senso di una frase, e, se pescato in un articolo che mette in evidenza un errore ortografico, tra l'altro in maniera molto ironica (e ci starebbe) nei confronti dei poveri autori dell'errore... diventa un epico autogol.
"Dopo la riforma della Buona Scuola, il prossimo esecutivo potrebbe valutare una legge della Buona Segnaletica", scrive il giornalista nell'articolo. E dopo la riforma della Buona Segnaletica, aggiungerei io, l'esecutivo successivo potrebbe valutare una legge del Buon Giornalismo. 
, avete letto bene.
Di seguito il link dell'articolo, datato 4 ottobre 2017: chissà, forse prima o poi l'autore dell'articolo aggiungerà quella ì accentata, come un piccolo tratto di penna rossa sul quaderno di uno scolaro un po’ asino.

martedì 17 dicembre 2019

American Gods (Stagioni 1 e 2)

La mia storia d'amore con "American Gods" è andata così: vista la Prima Stagione su Amazon Prime, incuriosito dal trailer e dalle locandine, sono subito andato alla ricerca del libro di Neil Gaiman. Letto il libro, l'amore è esploso, ed eccoci alla visione della Seconda Stagione, in attesa (trepidante) della Terza.
L'idea geniale di Gaiman è far vivere (o rivivere) i vecchi Dei tra noi. All'apparenza uomini e donne comuni, ma con tutta la loro storia secolare, millenaria alle spalle, e un potere che seppur in crisi è ancora tutto lì. Già, la crisi. È questo il cardine di tutta la storia: i Vecchi Dei sono infatti in crisi, perché sempre meno gente crede in loro e prega per loro. In più, a minacciare la vecchia guardia, ci sono i Nuovi Dei: la Globalizzazione (Mr. World), la Tecnologia (Technical Boy), i Mass Media (Media). Un'altra idea fantastica, che fa di questa Serie TV (e del libro) un prodotto originale nonostante la presenza di "Mostri Sacri" come Mr Wednesday (non vi dirò chi è, perché nella Serie TV, al contrario del libro, c'è un alone di mistero per tutta la Prima Stagione), Dei Egizi, Leprecauni e Jinn. Ed ecco allora che Mr Wednesday, per riunire i Vecchi Dei e arrivare alla guerra contro i Nuovi Dei, assolda l'ex galeotto Shadow Moon; e non possiamo non provare enorme pena e grande solidarietà nei confronti di questo povero ragazzone che all'uscita dal carcere si ritrova la moglie morta (ma da non rimpiangere più di tanto...) e un tizio scaltro ed enigmatico (a dir poco) come "capo". È così che comincia la preparazione per una guerra che nell'arco delle 2 Stagioni finora andate in onda contrappone Vecchi e Nuovi Dei, in uno scontro che, diversamente da tutte le altre storie, ci colloca di fronte a due fazioni che non rappresentano né il Bene né il Male. In effetti... da che parte si schiererà lo spettatore? Io la mia scelta l'ho fatta. 
La Serie TV è fatta bene, il libro ancora di più. Ovviamente ci sono delle differenze notevoli tra i due "mezzi" (anche nelle fattezze dei personaggi: Technical Boy, sei davvero tu?), e la Seconda Stagione termina proprio laddove comincia uno dei capitoli più importanti del libro di Gaiman. E sono davvero molto, molto curioso di andare a vedere come verranno messi in mostra alcuni passaggi davvero d'impatto della storia narrata nel libro. Ciò che mi auguro, comunque, è che la Terza Stagione sia conclusiva, e non vada ad allungare un brodo (come già in parte è stato fatto in queste 2 Stagioni) che così com'è ha un gusto eccezionale; anzi, divino.
(VOTO: 7,5 - Vecchi o Nuovi?)

domenica 15 dicembre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 10)

I volumi delle "Canzoni della Sera" arrivano in doppia cifra. E in questo 10° volume c'è davvero tanta roba...
Si apre con un gruppo che fino a qualche mese fa non conoscevo, i Portugal. The Man, che qui troviamo con la loro "Live in The Moment", e si chiude con i dissacranti (e italianissimi) Nanowar Of Steel (chiaro il riferimento ai Manowar), con un "Norwegian Reggaeton" di gran lunga preferibile ai reggaeton estivi (e reggaeton tutti, direi). Ma restiamo in Italia: "La Cometa di Halley" di Irene Grandi (scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle) passa e saluta, e per rivederla, per quanto mi riguarda, ci sarà bisogno di un enorme sforzo, visto che tornerà a farci visita nel 2061. Ma non pensiamo al tempo, e andiamo avanti, con un capolavoro della Musica Italiana incisa da un capolavoro di Gruppo Italiano, i C.S.I. con "Del Mondo"; brividi. Un altro cantautore che amo molto è Samuele Bersani, qui con "Cattiva", che a mio parere meriterebbe molta più considerazione. Considerazione che sta avendo (meritatissima) Brunori SAS, che in queste sere ho omaggiato col suo ultimo singolo, "Al di là dell'Amore". Altro omaggio a Francesco Baccini con "Le Donne di Modena", uscito un po' dal circuito negli ultimi anni, ma che ho sempre apprezzato. Tra gli italiani, troviamo anche Enzo Draghi, che dopo Cristina D'Avena è stato senza ombra di dubbio la voce più importante delle sigle dei nostri amati Cartoni Animati. La sua "I 5 Samurai" (una delle mie sigle preferite in assoluto) arriva dopo una serata in cui ho avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo in un Pub qui in zona, nel modenese, e apprezzarne ancora di più le doti, sia canore che umane. Grande Enzo! E per chiudere con l'Italia in Musica, ecco un altro grandissimo capolavoro, una delle mie canzoni italiane preferite in assoluto: "Fata Morgana" di quelli che erano i Litfiba.
A novembre non poteva mancare la "November Rain" dei Guns N' Roses, così come non potevano mancare grandi, grandissimi classici, come "Hallelujah" di Leonard Cohen, "Dream On" degli Aerosmith, "Rock and Roll All Nite" dei KISS e, udite udite, "Another Brick in The Wall" dei Pink Floyd, per festeggiare i 40 anni dell'immenso "The Wall".
Per ricordare la serata del 19 novembre al Fabrique di Milano, dove ho assistito al concerto degli islandesi Of Monsters and Men, tuffiamoci nella favolosa "King And Lionheart"; adoro questo gruppo.
Oltre al resto, che vi invito come sempre a scoprire (c'è anche del sano hard rock... spagnolo!), chiudo il post segnalando tre importanti singoli usciti in questo 2019: "One of Us" di Liam Gallagher"All This Music Must Fade" dei mitici "The Who", e "California Halo Blue", degli AWOLNATION. Questi ultimi due pezzi... non mi stancherei mai di ascoltarli.
Buone vibrazioni a tutti.

#226 Portugal. The Man - Live In The Moment (09-nov-19)
#227 Irene Grandi - La Cometa di Halley (10-nov-19)
#228 3 Doors Down - Kryptonite (11-nov-19)
#229 C.S.I. - Del Mondo (12-nov-19)
#230 Liam Gallagher - One Of Us (13-nov-19)
#231 Lynyrd Skynyrd - Simple Man (14-nov-19)
#232 Samuele Bersani - Cattiva (15-nov-19)
#233 Enzo Draghi - I 5 Samurai (16-nov-19)
#234 Mumford & Sons - The Cave (17-nov-19)
#235 Guns N' Roses - November Rain (18-nov-19)
#236 Of Monsters and Men - King And Lionheart (19-nov-19)
#237 Brunori Sas - Al di là dell’Amore (20-nov-19)
#238 The Who - All This Music Must Fade (21-nov-19)
#239 Aerosmith - Dream On (22-nov-19)
#240 Bombay Bicycle Club - Eat, Sleep, Wake (Nothing But You) (23-nov-19)
#241 Leonard Cohen - Hallelujah (24-nov-19)
#242 Francesco Baccini - Le Donne di Modena (25-nov-19)
#243 Héroes del Silencio - Avalancha (26-nov-19)
#244 KISS - Rock and Roll All Nite (27-nov-19)
#245 Steriogram - Walkie Talkie Man (28-nov-19)
#246 AWOLNATION - California Halo Blue (29-nov-19)
#247 Pink Floyd - Another Brick In The Wall (30-nov-19)
#248 Litfiba - Fata Morgana (01-dic-19)
#249 Manu Chao - Clandestino (02-dic-19)
#250 Nanowar Of Steel - Norwegian Reggaeton (03-dic-19)

sabato 14 dicembre 2019

Disincanto (Parte 1 e Parte 2)

Devo ammettere che da grande fan dei Simpson mi aspettavo molto, molto di più da "Disincanto". Così come già mi ero aspettato molto da Futurama, che al contrario di Disincanto, però, è riuscito a mantenere tutte le mie aspettative; anzi, addirittura a superarle.
Dunque Disincanto non mi è piaciuto? Non proprio.
Innanzitutto la storia narra le vicende della Principessa Tiabeanie, per gli amici "Bean", una nobile del tutto anticonvenzionale (le piace bere e ubriacarsi, per esempio), nel fantastico mondo medievaleggiante di Dreamland. Idea molto buona, che va a collocarsi all'opposto del mondo futuristico di Futurama. Ma cos'è, allora, che non funziona in Disincanto?
La prima parte della "Prima Parte" mi ha sinceramente annoiato. Episodi che si lasciavano guardare stancamente, e che proprio non riuscivano a coinvolgermi. La protagonista, la Principessa Tiabeanie, seppur divertente non riusciva a conquistarmi, così come il suo principale compagno di viaggio, l'ingenuo e tontolone Elfo. Da subito, invece, mi è piaciuto l'altro componente dell'improbabile trio, il demoniaco Luci. Ma Luci, da solo, non poteva bastare. A salvare (quasi) il tutto, per quanto mi riguarda, è stato un buon Finale di Stagione, con gli ultimi 3/4 episodi molto più interessanti e divertenti. Un finale che, ovviamente, lasciava tutto in sospeso in attesa della 2a Stagione.
Una Seconda Stagione che mi è comunque piaciuta più della Prima. Dopo un inizio "seriale", c'è stato qualche episodio singolo, in stile Simpson e Futurama, che non mi è dispiaciuto affatto; che fosse stata questa la strada giusta? Singoli episodi di singole storie iniziate e finite, e non una serialità che non cattura completamente, anzi stanca, e che si trascina senza che lo spettatore aspetti più di tanto di andare a vedere come continua o finisce. Ma Disincanto è questo. Una storia lunga, narrata nell'arco di più Stagioni (forse 4), così come funzionano le normali Serie TV di oggi.
Paralleli e paragoni con i Simpson? Meglio lasciar perdere, a meno che dei Simpson non si vogliano prendere in considerazione le ultime Stagioni. Le battute e le trovate di Disincanto sono lontane, lontanissime dalla genialità del prodotto più conosciuto di Matt Groening. Ma, come già accennato, impossibile avvicinarsi anche a Futurama; un altro Universo.
Ma con Futurama ormai finito, e i Simpson che ultimamente sono lontanissimi dagli splendori di un tempo, la spiegazione di una non completa riuscita di Disincanto potrebbe anche essere trovata nell'esaurimento della genialità di Groening. Il tempo passa per tutti. E logora.
(VOTO: 6 - Sufficienza Sospesa)

giovedì 12 dicembre 2019

Big Mouth (Stagioni 1-3)

Ma quanto mi sono divertito nel guardare questa Serie Animata di Netflix? Le 3 Stagioni sono volate, e già non vedo l'ora della 4a!
"Big Mouth" è di sicuro una Serie non per tutti, ma se vivete nel 2019 (quasi 2020, ormai), e dunque non vi scandalizzate nel vedere un Cartone che narra le vicende di un gruppo di adolescenti arrapati... allora non potete non divertirvi quanto il sottoscritto.
La Serie è molto esplicita, e questo è un gran punto a suo favore. Non esistono "bip", non esistono tabù, non esistono parti anatomiche storpiate da nomignoli: i cazzi di Maurice sono cazzi. Punto. Ma la vera forza di Big Mouth, è la naturalezza con cui si affrontano i problemi e i piaceri sessuali degli adolescenti nei suoi 31 (finora) episodi. Episodi che sono una vera e propria bomba nelle prime 2 Stagioni, e che frenano un po' (ma non arretrano) nella 3a. Anche nell'ultima Stagione, infatti, il livello è molto alto, e la curiosità e le aspettative per la 4a Stagione restano a mio parere pari a quelle che c'erano per l'ultima andata in onda quest'anno.
I personaggi di Big Mouth sono ovviamente dissacranti, esagerati, eccitati. E tra tutti, spicca senza ombra di dubbio il Mostro degli Ormoni del protagonista: Maurice. La sua passione? Indovinate un po'...
E parlando di protagonisti, l'unica nota negativa che sento di muovere nei confronti di questa straordinaria Serie, è proprio la mancata evoluzione di un personaggio che nelle prime 2 Stagioni mi aveva fatto morire: Coach Steve. Nella 3a, infatti, si è voluto stravolgere il personaggio, e la cosa a mio parere non gli ha giovato per niente. Un gran peccato... sperando che nella 4a Coach Steve torni più disagiato che mai...
Terza Stagione che, comunque, ci regala anche una vera e propria chicca: l'episodio dedicato a Duke Ellington.
Insomma, se non l'avete ancora visto, correte subito a farlo. Magari con a fianco il vostro ormai storico Mostro degli Ormoni.
(VOTO: 9 - We're going through changes...)

mercoledì 4 dicembre 2019

#GATTOSCHIFOMADÒMANIA

Devo fare coming-out: sono un grande fan dei meme di Gattoschifomandò
Ok Guido, molto bene... ma perché farcelo sapere?
Forse solo per questo:

martedì 3 dicembre 2019

Parasite (2019)

Conoscendo come funziona la distribuzione di alcuni film qui in Italia, io "Parasite", per sicurezza, l'ho visto ben prima della sua uscita nel nostro Paese. E direi di aver fatto bene.
Il film di Bong Joon-ho è un'opera superba, che sembra partire come la solita commedia, per trasformarsi ben presto in un dramma tanto assurdo quanto credibile. Il Capitalismo, le Classi Sociali, il Mito della Ricchezza e la sua conoscenza, fino ad arrivarci perfino dentro, come parassiti. La storia di un piano perfetto che sembra sfruttare il buonismo di facciata della famiglia Park, anzi del "ricco" in generale. Il tutto, ovviamente, nell'ombra, perché gli scarafaggi sono costretti a fuggire via con l'arrivo della luce. E arriverà mai quella luce a rendere tutto chiaro? A far tornare gli scarafaggi lì da dove erano arrivati, e a far riaccomodare gli agiati lì dove se ne stavano seduti fino all'arrivo del primo parassita?
Il film parte subito bene, mancando leggermente nella parte centrale, riprendendosi poi in quella finale, in cui si assisterà a un colpo di scena molto interessante (i dettagli e le parole, in film come questo, sono fondamentali) e a una conclusione inaspettata.
Di Bong Joon-ho avevo già apprezzato "Snowpiercer", e a breve mi tufferò anima e corpo nel resto della sua filmografia. Per quanto riguarda "Parasite", Palma d’oro all'ultimo Festival di Cannes, un solo consiglio: non lasciatevelo sfuggire. 
(VOTO: 8 - Due povere famiglie)

sabato 23 novembre 2019

Liu Cixin - La Materia del Cosmo

Dopo "Il Problema dei Tre Corpi", ero davvero curioso di addentrarmi completamente in questa Trilogia di Liu Cixin. E il secondo capitolo, "La Materia del Cosmo", non mi ha deluso.
Da premettere che la prima parte del libro potrebbe risultare un po' complicata, almeno fino all'arrivo degli Asceti Impenetrabili. È proprio con loro, tre importanti uomini di politica e scienza a livello mondiale, e un astronomo e sociologo cinese che sembra inizialmente non c'entrarci nulla con gli altri, Luo Ji, che la Terra proverà a risolvere il più grande problema della sua storia: la minaccia di un'invasione aliena.
Invasione aliena, però, non certo prossima. I Trisolariani (agli interessati che non hanno ancora letto il primo libro consiglio vivamente di fermarsi qui), dopo le vicende accadute nel primo capitolo della saga, giungeranno infatti sulla Terra non prima di 400 anni. Un tempo enorme, che potrebbe permettere ai Terrestri di prepararsi al meglio per accogliere come si deve gli invasori. Ma gli invasori, grazie alla loro tecnologia, creeranno non pochi problemi ai nostri scienziati compagni di pianeta, a cominciare dai terribili Sofoni, particelle subatomiche in grado di permettere agli Alieni di accedere con immediatezza alle conoscenze umane. Ecco allora che il Progetto Impenetrabili sembrerà essere la soluzione a questo primo, grande problema, visto che ai Sofoni almeno una cosa è davvero inaccessibile: la mente umana. 
Tra le proposte e le strategie dei 4 Asceti Impenetrabili, allora, si svolgerà tutta la storia, che sarà ricca di spunti sociologici, psicologici e religiosi. Un'impronta profonda del romanzo, infatti, risulta essere quella della  preparazione, dei dubbi, delle paure degli Esseri Umani di fronte a una minaccia simile, che con un balzo di 200 anni l'autore ci farà percepire con ancora più chiarezza. E nell'Oscura Foresta che è l'Universo, forse, la distanza tra i Terrestri e i Trisolariani potrebbe essere colmata proprio da quel buio profondo.
(VOTO: 7,5 - Prove di Contatto)

giovedì 14 novembre 2019

"Casca la Luna" in NASF 15 - Spazio / Luna

Dopo aver vinto la 13a edizione, anche quest'anno, per 11 edizioni consecutive, sono tra i selezionati di questo meraviglioso Concorso. 11 storie, da quella di Emil nel suo mondo cyberpunk, scritta nel 2009, a quella di oggi, con Francesco e Martina con gli occhi all'insù verso il cielo stellato. Un cielo notturno bello come sempre, ma a cui manca qualcosa. Qualcosa di grande. 
Il mio "Casca la Luna", nel doppio tema dell'Antologia, "Spazio/Luna", è dedicato ovviamente al nostro Satellite, che amo particolarmente. Tanti sono stati i miei racconti in cui la Luna è stata protagonista o sempre presente, e in questo mi sono voluto spingere decisamente oltre. Del resto, cos'è la Fantascienza se non poter immaginare cose al di fuori, anzi oltre la nostra realtà? Realtà che poi, in fondo, forse non conosciamo davvero come pensiamo. La nostra storia scientifica è troppo, troppo breve per poterci far star tranquilli riguardo a eventi che probabilmente non abbiamo ancora vissuto perché, appunto, mai osservati. E allora occhi sempre al cielo, e speriamo che la Luna se ne resti sempre lì al suo posto. Altrimenti... chiedere a Francesco e Martina.
Complimenti intanto a Ida Dainese, vincitrice di questa nuova edizione di N.A.S.F.. E come sempre vi invito a fare un tuffo in questa meravigliosa realtà fantascientifica nostrana, sempre capace di regalare delle vere e proprie chicche Sci-Fi, di cui potrete trovare un assaggio anche su Youtube, con alcuni racconti letti per voi, come il mio "In attesa delle Stelle" che potete trovare cliccando qui.
Buona Fantascienza a tutti. E viva N.A.S.F.!
N.A.S.F. 15 - Spazio/Luna:
N.A.S.F. 15 - Spazio/Luna:
I miei racconti in NASF:
- N.A.S.F. 5 X-Punk / OOPArt: Newpolis
- N.A.S.F. 6 Blood, Dust & Steel: Progetto Stigma
- N.A.S.F. 7 Tribute: La Cura
- N.A.S.F. 8 Mutazioni: Una Splendida Giornata
- N.A.S.F. 9 Albe & Tramonti: L'Ultimo Tramonto
- N.A.S.F. 10 FREE: La Decima Prova
- N.A.S.F. 11 Io, Alieno: L'Abbandono
- N.A.S.F. 12 La Frontiera / Il Giorno Dopo: La Terza Fase
- N.A.S.F. 13 Dreams / No Limits: In attesa delle Stelle (Vincitore)
- N.A.S.F. 14 Tutto e Niente: Fame Universale
- N.A.S.F. 15 Spazio / Luna: Casca la Luna

mercoledì 13 novembre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 9)

Viaggio molto per lavoro, e a volte mi chiedo come sarebbero i miei viaggi senza Musica. Tristi, di sicuro. La Musica mi accompagna da sempre, da quando da piccolino ascoltavo e cantavo le Sigle dei Cartoni (che, ci tengo a sottolineare con orgoglio, continuo a fare), passando per le prime cotte preadolescenziali come gli 883 ("Hanno ucciso l'Uomo Ragno" era il nostro Inno di Classe alle Medie, e una di queste sere magari arriverà quando arriverà un picco di nostalgia), arrivando a una piena e consapevole maturazione poco dopo i vent'anni. 
Ed eccomi qui, dunque, a consigliare qualche altro bravo, qualche altro artista, con altre 25 canzoni che mi hanno accompagnato in queste ultime sere.
Questo 9° Volume si apre subito con un artista italiano molto interessante, amato da mia moglie ma che stimo anch'io, avendolo anche visto e ascoltato dal vivo: Niccolò Fabi. Qui lo troviamo col suo ultimo singolo. Oltre a Fabi, di italiani troviamo l'intramontabile Maestro Battiato, con un suo super classico, "L'Era del Cinghiale Bianco"; Zucchero, con cui ho voluto chiudere la sera del mio compleanno, perché nel video di "Wonderful Life" c'è tutta la tragica e affascinante magia dello scorrere del tempo; Edoardo Bennato, con la divertente "Ho fatto un selfie"; Max Gazzè, con la sua "Favola di Adamo ed Eva"; e infine gli Area, con la voce straordinaria dell'indimenticabile Demetrio Stratos.
Altro compianto artista è Chris Cornell, qui con i suoi Audioslave in un pezzo, "Cochise", di straordinaria potenza.
Abbiamo anche una cover, quella dei Disturbed con la straordinaria "The Sound of Silence" di Simon & Garfunkel in versione decisamente più rock. E poi come non festeggiare "Halloween" con gli Helloween?
Infine: nel 5° Volume delle Canzoni della Sera era presente una canzone che ha fatto da colonna sonora al mio Matrimonio, "You Shook Me All Night Long" degli AC/DC. E quindi torniamo al mio Matrimonio, perché tra quelle di questo 9° Volume, c'è anche quella del 21 ottobre, il nostro Anniversario. Ecco allora che in quella data non poteva mancare la canzone che ha accompagnato l'entrata della nostra torta tra fuoco e ombre; un classicone romanticone da matrimonione? No: "Nothing Else Matters" dei Metallica. E vai col taglio della torta.
Il resto, come sempre, scopritelo voi. Con un solo appunto: tra le mie preferite di questo periodo c'è "Missed Connection" dei The Head and the Heart.

#201 Niccolò Fabi - Io Sono L'Altro (14-ott-19)
#202 Jim White - Static On The Radio (15-ott-19)
#203 Skunk Anansie - What You Do For Love (16-ott-19)
#204 Disturbed - The Sound Of Silence (17-ott-19)
#205 Franco Battiato - L'Era del Cinghiale Bianco (18-ott-19)
#206 Zucchero - Wonderful Life (19-ott-19)
#207 The Strokes - Last Nite (20-ott-19)
#208 Metallica - Nothing Else Matters (21-ott-19)
#209 The Head and the Heart - Missed Connection (22-ott-19)
#210 Queens Of The Stone Age - No One Knows (23-ott-19)
#211 Edoardo Bennato - Ho Fatto un Selfie (24-ott-19)
#212 Lenny - Hell.o (25-ott-19)
#213 U2 - Sunday Bloody Sunday (27-ott-19)
#214 Arctic Monkeys - Do I Wanna Know? (28-ott-19)
#215 Yeah Yeah Yeahs - Zero (29-ott-19)
#216 Area - Gioia e Rivoluzione (30-ott-19)
#217 Helloween - Halloween  (31-ott-19)
#218 Cigarettes After Sex - Nothing's Gonna Hurt You Baby (01-nov-19)
#219 Jethro Tull - Aqualung (02-nov-19)
#220 The Who - Baba O'riley (03-nov-19)
#221 Max Gazzè - La Favola Di Adamo Ed Eva (04-nov-19)
#222 Status Quo - Whatever You Want (05-nov-19)
#223 Audioslave - Cochise (06-nov-19)
#224 Jefferson Airplane - Somebody to Love (07-nov-19)
#225 Paramore - Ignorance (08-nov-19)

giovedì 7 novembre 2019

Il Colore Venuto dal Cinema

Da umile adepto del sommo Howard Phillips Lovecraft, ammetto di avere una certa curiosità per l'arrivo al Cinema di un nuovo adattamento di uno dei suoi più celebri racconti, "Il Colore venuto dallo Spazio", in uscita all'inizio del nuovo anno. Certo è che, per chi conosce il racconto, qualche perplessità su un qualsiasi adattamento cinematografico di quest'opera è sorta immediatamente. E con l'arrivo del trailer ufficiale, ahimè, la perplessità si è trasformata in triste considerazione: come  sarebbe mai potuto venir rappresentato sul grande schermo, infatti, un "colore impossibile da descrivere"
Col viola, ovviamente.
E tanti saluti, caro Howard.

mercoledì 6 novembre 2019

Immagini alle Parole (La Discesa)

Nel concorso "5 minuti al buio", riservato ai membri del gruppo Facebook "Stephen King Italia", e dedicato a racconti che si ispirassero alla citazione di Stephen KingMa nessuno sa quanto durano cinque minuti nel buio; si potrebbe dire che, nel buio, cinque minuti non esistono”, il mio "La Discesa" è risultato tra i 10 racconti vincitori. Queste piccole storie, oltre a una probabile pubblicazione su ebook o antologia cartacea, avranno anche la fortuna di essere illustrate da una dei membri del Gruppo, Anna Legge (che vi invito a seguire su Instagram).
Riguardo il mio racconto, che dire: conosco bene ciò che fantasiosamente esce dalla mia mente instabile, e il mio "La Discesa" vi assicuro che non è per niente semplice da rappresentare con un disegno. Ma qui, grazie ad Anna, ne abbiamo una bellissima anticipazione...

lunedì 4 novembre 2019

Merda su Marte

È difficile, davvero difficile comprendere, o meglio capacitarsi, di come oggi, con dei nostri simili là fuori a progettare come mandarci su Marte, possano esisterne altri, sempre là fuori, che si divertono a fare Bu a un ragazzo di colore o, peggio ancora, non considerarlo "mai italiano" perché scuro di pelle. Possibile, dunque, che da paladino dell'unicità della razza umana debba a volte ricredermi, e discriminare io stesso? Possibile che debba sempre più spesso ricorrere a una separazione netta di elementi nella mia stessa specie? Ovviamente non per il colore, il credo religioso, l'orientamento sessuale o quello sportivo, ma più semplicemente per quello sociale, o meglio morale, o meglio umano. Sì, umano. Perché, per quanto mi riguarda, è qui che avviene la separazione, la discriminazione, il disconoscimento di un mio simile. Ovvero quando qualcuno si fa gioco dell'evoluzione che avrebbe dovuto in qualche modo renderlo comunque un minimo superiore rispetto a una merda schiacciata in strada, e ci tiene a sparare stronzate, tirando in ballo persino personaggi enormi, giganteschi rispetto a quella merda schiacciata che è, sfidando a viso aperto un sistema che non dovrebbe ignorare le merde schiacciate in strada, perché quelle merde possono essere rischiacciate, e andrebbero dunque rimosse. 
Ma il problema, in fondo, non è la merda in strada. Il problema è ciò che c'è intorno. Il problema è una classe politica che permette di avere tra le proprie fila personaggi capaci di astenersi di fronte all'approvazione di una Legge talmente giusta e sacrosanta, talmente chiara e cristallina, da risultare essi stessi delle merde quanto merda è il tizio in curva che fa bu e blatera come l'ultimo degli idioti. Finché tra le fila della politica che dovrebbe governarci, dunque, ci saranno personaggi come questi, capaci di arrivare a toccare il fondo del fondo per non perdere un voto che sia un voto in quest'attuale, nauseante clima d'odio che sono stati capaci di creare essi stessi... sarà allora inutile sperare che le merde schiacciate in strada vengano rimosse. Perché, da che mondo è mondo, la merda si accumula su altra merda. E in Italia, in questo periodo, ne siamo circondati.
E alla fine di questo post, che è più che altro uno sfogo, mi torna in mente Marte. E Guzzanti. E la sua parodia sulla conquista del Pianeta Rosso
Ecco... spedirli tutti da quelle parti non sarebbe una cattiva idea. E lo si farebbe per loro: sarebbero tutti bianchi, tutti patrioti, tutti eterosessuali, tutti col braccio destro a scatto, tutti stronzi. 
Che la NASA si muovesse, allora... perché forse abbiamo trovato una soluzione. 

venerdì 1 novembre 2019

Liu Cixin - Il Problema dei Tre Corpi

"Il Problema dei Tre Corpi" è il primo capitolo della Trilogia di Liu Cixin, l'unico Scrittore asiatico ad aver vinto il Premio Hugo (proprio con questo romanzo). La storia affronta uno dei nodi più spinosi dell'evoluzione scientifica in ambito astronomico: ci conviene davvero inviare segnali nello Spazio alla ricerca di nuove forme di vita? Ci conviene davvero far sapere dove ci troviamo, chi siamo, come viviamo, a chi, da qualche parte, è là fuori?
Il libro, suddiviso in tre parte, scorre tra alti (molti alti) e qualche basso, rischiando di far perdere il lettore in alcuni passaggi troppo tecnici, in cui emerge tutta l'anima ingegneristica dell'autore. Molto interessante, e per me la parte più riuscita, è la messa in scena del vero "Problema dei Tre Corpi", attraverso una serie di capitoli che... no, non voglio anticiparvi nulla, perché, come detto, per me quella resta la parte più bella del libro. Inoltre, parlando proprio di anticipazioni e spoiler, sentendomi vivamente di consigliarvi questo primo capitolo della Trilogia, vi consiglio altrettanto di non leggere le descrizioni del libro sui vari siti online, né, per carità, l'aletta della quarta di copertina; spoiler gigantesco!
E adesso si continua col secondo capitolo, verso la Materia del Cosmo.
(VOTO: 7 - C'è qualcuno là fuori?)

giovedì 31 ottobre 2019

Halloween e Altri Orrori

Questa che stiamo per vivere è la Notte delle Streghe, degli Spiriti, del Demonio. È una notte in cui tutto è possibile, perché le porte invisibili e sempre chiuse tra la vita terrena e quella ultraterrena si schiudono, permettendoci di dare uno sguardo verso l'aldilà, e permettendo a loro di dare uno sguardo verso l'aldiqua. Insomma... c'è da stare poco sereni, e il consiglio è quello di chiudersi in casa, accendere dei ceri e pregare, pregare e pregare... per far sì che alla nostra porta non bussino dei terribili e oscuri...
Bambini. Sì, dei bambini. Che al massimo ci chiederebbero dei dolcetti. 
Ne ho lette di cose assurde su Halloween, di gente che si professa credente, servitore di Dio, di Gesù e della Madonna, e che non perde occasione, a ogni fine ottobre, per terrorizzare quei sempre più pochi (ormai) bambini assoggettati alla religione dei propri genitori. Che poi, parliamoci chiaro: tra una festa evidentemente folcloristica, festeggiata scherzosamente e gioiosamente da grandi e piccini di ogni parte del mondo, e altre feste, decisamente più solenni, onorate da gente che ci tiene a ricordare, a quanto pare, martirii, eccidi, flagellazioni, crocifissioni, interventi inseminatori di esseri invisibili ed eterei, e inquietanti ritorni dall'oltretomba... la scelta tra ciò che sarebbe adatto o meno a dei bambini non mi sembra poi tanto complicata...

mercoledì 30 ottobre 2019

David Lynch e l'Oscar

Se esistesse un Oscar per il miglior singolo episodio di una Serie TV, David Lynch l'avrebbe vinto qualche anno fa, con il 3x08 di Twin Peaks. Poche volte sono rimasto così affascinato, letteralmente a bocca aperta, di fronte a un semplice episodio di una semplice Serie TV. Anche se, riflettendoci, Twin Peaks tutto è fuorché semplice. In quell'episodio, "The Return, Part 8 - Gotta light?", assistiamo alla genesi del Male, dunque alla genesi di tutto ciò che abbiamo visto e successivamente vedremo nella Serie. E non solo. Gotta light? è un'opera d'arte, dall'inizio alla fine, con il suo bianco e nero cupo, i rumori, i suoni. Ed è uno degli episodi di una Serie TV più inquietanti che abbia visto in vita mia. Sì, David Lynch avrebbe meritato un Oscar già soltanto per quella scarsa ora di pura arte visiva e sonora che è quello straordinario quanto inquietante episodio.
In questi giorni gli è comunque stata consegnata tra le mani, finalmente, la statuetta dorata. Un Oscar alla Carriera che ovviamente ci sta tutto, meritato, strameritato, ma che, episodi di Serie TV a parte, sarebbe potuto arrivare prima. 3 volte in Nomination, con "The Elephant Man", "Velluto Blu", e "Mulholland Drive", il regista statunitense non era mai riuscito però a far suo il riconoscimento. A questi 3 film (il mio preferito è senza ombra di dubbio "Mulholland Drive"), io ne avrei aggiunto un altro: "Eraserhead". Film decisamente più complicato e poco adatto a manifestazioni come quelle degli Oscar, ma a mio parere un altro straordinario capolavoro. 
Arriva tardi, quindi, l'Oscar a uno dei registi più influenti della storia del Cinema. Un regista capace sempre di sorprendere con la sua cripticità, di portare lo spettatore fuori dai binari quando la strada sembra dritta e sicura, per poi, spesso, non farlo rientrare più. E ci si perde volentieri nelle opere visionare di Lynch, tra le strade e i monti di Twin Peaks, tra i piani e le scale di Inland Empire, o nel Club Silencio di Mulholland Drive
Un regista, David Lynch, che ho cominciato ad amare già dai tempi in cui per me un film era un film e basta, un film di cui non mi interessava il regista, lo sceneggiatore, o tutto ciò che c'era dietro o intorno. Un tempo in cui, da bambino, amavo perdermi più e più volte tra le sabbie e le inquietudini, anche lì, di "Dune".
Sì, ho avuto sempre gusti particolari, fin da piccolo, e per questo non potevo non amare David Lynch.
Complimenti Maestro.

domenica 27 ottobre 2019

Stephen King - L'Istituto

Così come con "The Outsider", con "L'Istituto" si parte bene, si continua alla grande, per poi sgonfiarsi in un finale che mi ha deluso parecchio. Che King abbia spesso avuto qualche problema con i Finali è innegabile, ma qui nell'Istituto ci troviamo di fronte non solo a una conclusione non all'altezza dei  3/4 del libro che la precede, ma addirittura che rischia seriamente di pregiudicare il tutto.
Il mondo dell'Istituto è un mondo in cui esistono ragazzini con poteri speciali, di telecinesi o telepatia, un mondo che ovviamente potrebbe essere quello nostro, reale, e in cui questi ragazzini speciali vengono rapiti da un'organizzazione super segreta - l'Istituto - che li sfrutterà per degli scopi che capiremo pian piano soltanto con lo scorrere delle pagine. Un'idea affascinante, interessante, che non nego mi abbia fatto pensare inizialmente ai "frangitori" della Torre Nera. E un tuffo nel Medio-Mondo sarebbe stata una gran bella sorpresa...


(SPOILER)


sabato 26 ottobre 2019

Joker (2019)

Un altro film di cui se n'è discusso ovunque, e in ogni salsa, è il "Joker" di Joaquin Phoenix. Uno spettacolo. Non mi esaltavo per un film del genere da tanto, troppo tempo. Tralasciando la fedeltà o meno di questo Joker con il Joker originale, ci troviamo di fronte alla genesi di un personaggio tra i più iconici del Cinema. E amando, e tanto, il Joker di Heath Ledger, non ho avuto alcuna difficoltà, alla fine del film, a eleggere il Joker di Phoenix il mio preferito. A differenza di Ledger, infatti, che nella sua straordinaria e indimenticabile prova si trovava a interpretare un Joker già maturo, già formato, qui Phoenix se l'è dovuto creare. Ed è una creazione che parte dal basso, dalla malattia, dal rifiuto, dalle ingiustizie e dalle incomprensioni. È la rinascita oscura di un uomo già oscuro dentro, per colpa della malattia o della società, o di entrambe le cose. È la nascita di un personaggio che nella sua assurdità e nella sua brutalità non possiamo non amare, tanto da arrivare quasi a esultare in alcune scene di estrema violenza perpetrate dal nostro protagonista. Joker uguale Eroe, dunque? No. Assolutamente. Anche perché forse Joker stesso non vuole esserlo. Joker diventa "eroe popolare" senza volerlo, e va bene così. Del resto già nel Cavaliere Oscuro di Nolan sentiamo il Joker di Ledger spiegare in maniera molto semplice la sua natura da "cattivo": sono un cane che insegue le macchine, e non saprei che farmene se le prendessi. Nessun eroe o antieroe, quindi, ma soltanto un pazzo criminale.
Chiudo spendendo qualche parola per Joaquin Phoenix. Quando, mesi fa, appresi la notizia che a interpretare Joker fosse lui, un po' ci rimasi male. Ma non perché non amassi l'attore; è esattamente il contrario. Sono un grande ammiratore di Phoenix, e il fatto è che quasi mi dispiacque che uno dei miei attori preferiti si imbarcasse in un progetto così difficile. Dopo Ledger (lasciamo perdere Leto, anche per la scarsità del ruolo in generale, nel mediocre Suicide Squad), ritenevo che chiunque si fosse preso carico dell'eredità di quel Joker avrebbe rischiato seriamente di fallire. Per fortuna con Phoenix non è successo. Non solo. Il Joker di Phoenix entra così di diritto nell'olimpo dei personaggi indimenticabili, iconici (come iconica è diventata la scalinata nel Bronx), della storia del Cinema, e la cosa mi fa estremamente piacere. Un grande, grandissimo attore per un grande, grandissimo personaggio. E adesso tifo per l'Oscar...
Nessuno spoiler, in questo post. Andate, correte a vedere il film, perché è certo che una risata ci seppellirà. E finalmente abbiamo scoperto che suono avrà.
(VOTO: 9 - C'è poco da ridere)

giovedì 24 ottobre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 8)

200 canzoni. 200 sere chiuse in Musica. 200 consigli per chi ama la Musica. 
Questo 8° Volume si apre e si chiude col botto, con i Korn e gli Iron Maiden, a cui ho dedicato il numero tondo per l'amore che nutro verso questo gruppo di ragazzini un po' cresciuti ma ancora in pista; e alla grande. Potenza musicale che troviamo anche negli Helloween, nei Rage Against The Machine, nei P.O.D., nei Blind Guardian e nei Foo Fighters. In effetti ce n'è stata di roba potente nelle sere a cavallo tra settembre e ottobre. E non mancano gli italiani, con la Mannoia e il suo Cielo d'Irlanda, Pino Daniele col suo dialetto, con i conterranei 99 Posse (il video mi ricorda i bei tempi andati di All Music), il bravissimo Bubola (qui con Danilo Sacco, l'ex Nomadi) e l'altrettanto bravissima Levante, con il bel singolo del suo ultimo album.
Tra le altre, troviamo una delle mie canzoni preferite di sempre, l'immensa "Comfortably Numb" degli immensi Pink Floyd, e una canzone già pubblicata 2 Volumi fa nella sua versione più famosa, ovvero la Cover di Gary Jules, ma che io amo anche in quella originale: stiamo parlando ovviamente di "Mad World" dei Tears for Fears. Il resto è ovviamente da scoprire.
Ricorrenze e anniversari ne abbiamo? Ovvio: il 7 ottobre doveroso omaggio a Pierangelo Bertoli, che in coppia con Fiorella Mannoia troviamo nella splendida "Pescatore", nell'anniversario della sua scomparsa. Un giorno amaro, il 7 ottobre, perché è anche l'anniversario di un altro grande artista che mi manca tanto: Augusto Daolio, voce storica dei Nomadi. Per il 7 ottobre ho scelto Bertoli, e non una canzone dei Nomadi, anche perché i Nomadi li troviamo il 5 ottobre, con "Colpa della Luna". Questa volta l'omaggio è per Giulio De Paola, uno dei miei primi amici di "chat" (si parla addirittura del periodo a cavallo tra i 2 millenni), scomparso prematuramente 3 anni fa. A lui, che amava i Nomadi e la Luna, ho dedicato con tutto il cuore "Colpa della Luna". E a lui, con tutto il cuore, dedico questo 8° Volume delle Canzoni della Sera.
Ciao Giulio. 

#176 Korn - Evolution (19-set-19)
#177 Fiorella Mannoia - Il Cielo d'Irlanda (20-set-19)
#178 Helloween - If I Could Fly (21-set-19)
#179 Rage Against The Machine - Killing In the Name (22-set-19)
#180 Tears For Fears - Mad World (23-set-19)
#181 Pino Daniele - Putesse Essere Allero (24-set-19)
#182 Joan Jett - I Love Rock 'n' Roll (25-set-19)
#183 Silversun Pickups - It Doesn't Matter Why (26-set-19)
#184 Pink Floyd - Comfortably Numb (27-set-19)
#185 P.O.D. - Alive (28-set-19)
#186 99 Posse - Stop That Train (29-set-19)
#187 The Darkness - Rock and Roll Deserves to Die (30-set-19)
#188 R.E.M. - Bad Day (01-ott-19)
#189 Pat Benatar - Hell Is For Children (02-ott-19)
#190 Massimo Bubola - Cuori Ribelli (03-ott-19)
#191 Levante - Bravi Tutti Voi (04-ott-19)
#192 Nomadi - Colpa della Luna (05-ott-19)
#193 Spiderbait - Ghost Riders in the Sky (06-ott-19)
#194 Pierangelo Bertoli & Fiorella Mannoia - Pescatore (07-ott-19)
#195 Blind Guardian - Into the Storm (08-ott-19)
#196 The Hives - Tick Tick Boom (09-ott-19)
#197 ZZ Top - La Grange (10-ott-19)
#198 Foo Fighters - My Hero (11-ott-19)
#199 Pet Shop Boys - Go West (12-ott-19)
#200 Iron Maiden - 2 Minutes To Midnight (13-ott-19)

martedì 22 ottobre 2019

C'era una volta a... Hollywood (2019)

Dell'ultimo film di Quentin Tarantino se n'è parlato tanto e ovunque, e questa quindi non sarà l'ennesima recensione (anche perché non sono un critico né un esperto) di "C'era una volta a... Hollywood", ma soltanto qualche considerazione personale.
Per cominciare: è o non è un film alla Tarantino? Certo che lo è. Diverso, se vogliamo, ma tra un dialogo e un'inquadratura di Tarantino in questo film ce n'è tanto. E la storia, che molti non hanno apprezzato perché debole, rarefatta, forse troppo semplice, a me non è dispiaciuta affatto, e tra bei dialoghi, grandi prove degli attori (Brad Pitt e Leonardo DiCaprio straordinari), e alcune scene già diventate mitiche (Bruce Lee e Lanciafiamme, per fare un paio di esempi), il film scorre e interessa che è una meraviglia. Almeno per quanto mi riguarda.
Dunque... mi è piaciuto? Sì, decisamente, anche se non posso certo dire che sia il mio preferito della filmografia di Tarantino.
Una piccola nota, o meglio un consiglio prima di fare qualche considerazione spoilerosa: per apprezzare al meglio questo film, è fondamentale affrontarlo con una piena conoscenza della tragica vicenda di Cielo Drive dell'agosto del '69. Ecco, senza conoscere quella storia, "C'era una volta a... Hollywood" perde davvero tanto...


(SPOILER)

sabato 19 ottobre 2019

Napoli Mai Retorica

Napoli è una città che non lascia spazio ad alcuna retorica, perché Napoli è una città oggettivamente particolare, oggettivamente bella. E oggettivamente piena di luoghi comuni. Io stesso, da campano, mi sono trovato spesso e volentieri a criticare un certo tipo di atteggiamento che, col tempo, ho imparato non a capire, ma a collocare. Una città come Napoli è e deve essere un capitolo a parte.
La città di Napoli non è però Gomorra, perché Gomorra è un'altra cosa. Gomorra è la Mafia/Camorra/Ndrangheta che infesta non una città ma un Paese intero. 
Napoli non è scippi e scassi, perché quelli, purtroppo, li troviamo ovunque, in ogni zona delle nostre città, perfino dei nostri piccoli paesi; sono originario di un paese di poco più di 3000 anime, e vi assicuro che i furti in casa sono all'ordine del giorno, così come sono all'ordine del giorno in città all'apparenza più sicure, le cui periferie, spesso abbandonate a se stesse, cadono vittime del degrado nazionale. Sì, Nazionale
Napoli non è monnezza, perché, vi assicuro, facendovi un giro per la città, dalla stazione alla metro fino alle strade, vi sorprendereste della situazione. La monnezza c'è stata, in qualche zona c'è ancora, forse ci sarà in futuro, ma etichettando Napoli con l'immondizia non solo diremmo una falsità, ma saremmo poi costretti a fare lo stesso parallelo con città come Roma, che, come Napoli anni fa, ha un problema attuale con l'immondizia, colpa di amministrazioni sbagliate. Il che è diverso, diversissimo dal dire che Roma è monnezza.

martedì 8 ottobre 2019

Nell'Erba Alta (2019)

Le riflessioni del mio ultimo post, quello della supremazia del romanzo rispetto al cinema, le ho scritte di getto dopo aver visto "Nell'Erba Alta", il film Netflix tratto dall'omonimo racconto di Stephen King scritto a quattro mani col figlio (Joe Hill). In questo ennesimo adattamento di un'opera di King (e figlio), ancora una volta troviamo poco o niente dell'atmosfera e del senso del racconto. A parte un inizio interessante, il film di Vincenzo Natali (di cui ho apprezzato molto "Cube - Il Cubo"), infatti, prende presto una piega diversa, come accade a molti film e serie tv tratti da romanzi e racconti (non solo di King), e in breve tempo anche noi ci troviamo disorientati lì tra l'erba alta, tra un grido di aiuto proveniente da chissà chi sperduto - come noi - lì dentro, e un altro grido, ben più forte, proveniente dal nostro cervello, che ci invita ad abbandonare la visione. Ma io, di film, ne ho abbandonati veramente pochi. E allora, ignorando ciò che mi suggeriva la ragione, ho continuato a guardare, arrivando ben presto alla conclusione che, come accade in tanti prodotti simili, il regista ci ha provato, ma senza riuscirci. La storia, come già detto, a un certo punto diventa confusionaria, facendoci abbandonare qualsiasi interesse per i poveri personaggi gettati nell'erba alta, a cui non riusciamo ad affezionarci neanche un po', perché non presentati a dovere, buttati lì, appunto, nel verde frusciare tanto per...
Film, quindi, bocciato del tutto? Forse non proprio. 
Da amante degli Horror di un certo spessore, e da fedele lettore dello Scrittore del Maine, mi sentirei decisamente di sconsigliare la visione ad altri fedeli lettori come me (e che da fedeli lettori non accetteranno il consiglio e, curiosi, lo vedranno comunque); per tutti gli altri, un'occhiata la consiglierei. Con tutto lo schifo che passa sotto l'etichetta Horror, questo potrebbe addirittura passare per qualcosa di godibile. Beh, quasi.
(VOTO: 5 - Armatevi di Falci) 

lunedì 7 ottobre 2019

La Supremazia del Romanzo ai Tempi del Cinema

Cosa penalizza così tanto gli adattamenti cinematografici di un buon romanzo o di un buon racconto? Come mai è così difficile vedere opere cinematografiche all'altezza del romanzo da cui sono tratte?
Da fan di Stephen King mi sono trovato spesso e malvolentieri di fronte a robaccia tratta dalle sue opere, e forse proprio grazie a questa mia passione per lo Scrittore americano la risposta alle domande poco sopra mi è sempre sembrata abbastanza scontata. È infatti difficile, se non davvero impossibile, adattare un'opera scritta e descritta in centinaia di pagine, a volte anche un migliaio, in un film di un paio d'ore. Oltre alla questione meramente riassuntiva, ce n'è un'altra ancora più importante: come si potrebbero mai mettere in mostra quelli che sono i pensieri, le sensazioni, le intuizioni dei protagonisti di un romanzo lì in un film, in una scena girata, da mostrare allo spettatore? Insomma, sto parlando di passaggi del tipo (metto i più classici e semplici) "Tizio provò un brivido"; oppure "Caio avvertì una spiacevole sensazione allo stomaco, come un tuffo"; o ancora "Era tutto lì, davanti a lui, nel profondo dei suoi occhi blu". Ecco... sta tutta qui la grandezza di un romanzo che non potrà mai e poi mai avere un'opera cinematografica all'altezza. Ed ecco perché, e chi conosce King lo sa bene, i romanzi dello Scrittore Horror più famoso al mondo non potranno mai avere film o serie tv a rendergli giustizia.
E a parte King, le cui opere sono spesso praticamente impossibili da adattare visivamente proprio per quella sua quasi maniacale attenzione alla psicologia dei personaggi, troviamo esempi di questa difficoltà, anzi impossibilità, anche in opere all'apparenza più semplici. Mi viene in mente ad esempio "Harry Potter", in cui troviamo proprio una certa fedeltà dei film ai romanzi nelle prime battute della Saga, tanto da reggere anche abbastanza bene, ma che quando poi comincia a farsi più complessa e approfondita, inizia a perdere miseramente il confronto.
Morale della favola? Non ce n'è una. C'è soltanto il consiglio, che poi è in definitiva una banalità, di leggere, preferibilmente prima, sempre il romanzo dell'opera che poi sarà trasformata in film o serie.
Schifezze a parte; quelle fanno cagare su qualsiasi supporto. 

sabato 5 ottobre 2019

Undone (Stagione 1)

Il Tempo è uno degli argomenti che più mi affascinano a livello narrativo. Ed è proprio il Tempo e la sua probabile, presunta elasticità ciò che si affronta in "Undone", la Serie originale Amazon Prime creata da Kate PurdyRaphael Bob-Waksberg, quest'ultimo anche ideatore di un altro prodotto che amo e di cui sto aspettando la sesta e (ahimè) ultima Stagione, "Bojack Horseman"
La prima particolarità di Undone è il fatto che è girata in Rotoscope, tecnica di Animazione che si usa per ricreare un realismo nelle figure umane molto marcato, che parte infatti da scene ricalcate a partire da scene filmate precedentemente. Già questo basterebbe per rendere la Serie un prodotto molto interessante. Ma, ovviamente, oltre alla forma conta anche e soprattutto la sostanza, e in questa Serie ce n'è davvero tanta.
La storia, fondamentalmente, parla della giovane Alma, che dopo un incidente d'auto quasi mortale scopre di avere... un potere? No, forse non è la parola giusta. La sua relazione con la vita, sua e degli altri, con il mondo che la circonda, con il tempo che la avvolge, cambia radicalmente. Questo anche grazie a suo padre, morto anni prima per via di un altro incidente d'auto, che adesso vede, sente, e con cui interagisce, fino a cercare di aiutarlo per capire, e magari impedire, la vera causa della sua morte. Il rapporto di Alma con suo padre, con la sua famiglia, col suo fidanzato, e con quel Tempo che forse non è così lineare come ci appare, e come appariva a lei prima dell'incidente, fanno sì che la storia ci incuriosisca e rapisca, e ci spinga a voler capire chi è veramente Alma: una persona speciale o, semplicemente, una pazza?
Con Rosa Salazar nel ruolo della protagonista, e il mitico Bob Odenkirk (Saul, sei tu?) in quello del padre, Undone è stata una gran bella scoperta, che vi consiglio di guardare vivamente. Ora, adesso, domani. O ieri. Fate voi.
(VOTO: 8,5 - L'importanza di saper spostare chiavi)

lunedì 30 settembre 2019

Lost in Translation (Part 3)

È passato un po' di tempo dal mio ultimo "Lost in Translation". Un po' troppo...
Tenere un blog che ti riporta le date di post scritti mesi e anni prima, a volte spaventa un po'. Anni. Sono passati davvero anni.
Ma torniamo a noi, a oggi, che è meglio...
Proviamo a riprendere un po' la mano sull'argomento.
Parliamo allora di tre film in cui qualcosa è andato storto nella traduzione del titolo o, per due di questi, poteva andare storto, molto storto.
Il primo è "Beetlejuice". Un classico, ormai, del repertorio dark-comedy. Un film di Tim Burton, che, tra l'altro, è uno dei miei registi preferiti. E potevo mai perdermi un film di uno dei registi che più apprezzo? Certo che sì. Perché in effetti me lo sono perso fino a questo weekend, quando tra una parola e un'altra ho fatto coming out davanti a mia moglie:
"No... questo, anche se di Burton, non l'ho visto..."
"Non l'hai visto? Ma come?! Ma dai! Ma no!" 
Eh già. Un po' come mi era già capitato per "Se mi lasci ti cancello", anche questo l'ho evitato accuratamente per il suo improponibile titolo italiano: insomma, sinceramente non poteva attirarmi, Burton o non Burton, un film che s'intitolava "Spiritello Porcello". No... dico: Spiritello Porcello.
Ora, dopo la visione quasi forzata di questo film dal titolo così di merda, posso affermare ancora una volta che i Geni del Crimine dei Titoli Italiani, così come li chiamavo qualche anno fa, meritano l'ergastolo con fine pena mai. Non che "Beetlejuice" sia un capolavoro alla stregua di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (ehm... sì, è stato tradotto proprio in "Se mi lasci ti cancello"), ma di certo un titolo come "Spiritello Porcello", santiddio, proprio non lo comprendo, non lo capisco, non lo concepisco.

martedì 24 settembre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 7)

Settimo Volume, e dunque 175 sere chiuse in Musica. Canzoni di fine estate, e a settembre non poteva mancare uno dei capolavori della Musica Italiana, la monumentale "Impressioni di Settembre" della PFM (che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo in prima fila), riproposta qualche anno fa in una delle migliori cover mai sentite dai Marlene Kuntz. Italiane anche "Lamezia Milano" di Brunori Sas, uno dei cantautori più interessanti degli ultimi anni, "Il Motore del 2000" dell'indimenticabile Lucio Dalla (famosissima negli anni '90, mi pare, grazie a uno spot televisivo), e "Lampo" dei mitici Elio e le Storie Tese, con cui concordo al 100%. Un omaggio anche a un altro italiano (ma non di nome), Richard Benson, che con i suoi Nani ci porterà sulle rive di chissà quale fiume; torna presto Richard! Italiani anche i 24 Grana, che in rigorosissimo dialetto napoletano ci fanno respirare un po' di indie davvero indie; quello di un tempo... quello di All Music e TMC2. Che ricordi...
Troviamo anche grandi classici come "Have You Ever Seen The Rain" (chi non la conosce?) dei Creedence Clearwater Revival, "Personal Jesus" dei Depeche Mode, e la "Anarchy in The UK" dei Sex Pistols. Classico, anche se qui in una cover, pure "All Along the Watchtower" nella versione di Jimi Hendrix, che in popolarità e, se ne sarà fatto una ragione anche Bob Dylan, in bellezza, supera di gran lunga l'originale. Omaggi a Joey Ramone, che da solista ha sfornato un pezzo che amo tantissimo, "Going Nowhere Fast", che non mi stancherei mai di sentire, e a Ric Ocasek, con la famosissima "Drive" dei suoi Cars, postata il giorno dopo della sua scomparsa. 
Ci sono inoltre anche due canzoni che mi ricordano due Serie TV che amo particolarmente: "The Americans" e "Mindhunter". Quali? Non ve lo dico... ma ne approfitto appunto per consigliarvi le Serie!
Il resto... il resto scopritelo voi...
Buon ascolto!

#151 Urge Overkill - Girl You'll Be a Woman Soon (24-ago-19)
#152 Beck - E-Pro (25-ago-19)
#153 Creedence Clearwater Revival - Have You Ever Seen The Rain (26-ago-19)
#154 The Strumbellas - Spirits (27-ago-19)
#155 24 Grana  - Vesto sempre uguale (28-ago-19)
#156 Fleetwood Mac - Tusk (29-ago-19)
#157 Brunori Sas - Lamezia Milano (30-ago-19)
#158 The Connells - '74-'75 (01-set-19)
#159 Judas Priest - Painkiller (02-set-19)
#160 Hole - Celebrity Skin (03-set-19)
#161 Elio e le Storie Tese - Lampo (04-set-19)
#162 Sex Pistols - Anarchy In The UK (05-set-19)
#163 Neil Young - Who's Gonna Stand Up? (06-set-19)
#164 Depeche Mode - Personal Jesus (07-set-19)
#165 PFM - Impressioni di Settembre (08-set-19)
#166 Joey Ramone - Going Nowhere Fast (09-set-19)
#167 Talking Heads - Psycho Killer (10-set-19)
#168 Cream - White Room (11-set-19)
#169 Richard Benson - I Nani (12-set-19)
#170 NOFX - Stikin in My Eye (13-set-19)
#171 Lucio Dalla - Il Motore del 2000 (14-set-19)
#172 Duran Duran - Ordinary World (15-set-19)
#173 The Cars - Drive (16-set-19)
#174 Billy Idol - Rebel Yell (17-set-19)
#175 Jimi Hendrix - All Along The Watchtower (18-set-19)

lunedì 23 settembre 2019

Ignoranti Universi Paralleli

Noi ridiamo e scherziamo, ma si racconta che là fuori, o là sopra, o lì sotto, insomma da qualche parte nel Multiverso, esiste un Universo in cui le cose non vanno proprio benissimo. È un Universo parallelo particolare, quello di cui si racconta, molto simile al nostro. Anche nel pianeta Terra di questo Universo, infatti, negli USA c'è Trump al potere, proprio come da noi; insomma, bella sfiga trovarsi in uno degli Universi in cui il riccone biondo è al potere...
Ma stiamo calmi, perché la Terra dell'Universo di cui stiamo parlando ha situazioni decisamente più bizzarre di un potente al potere (che, riflettendoci, tanto bizzarro non è). Non ci credete? Prendiamo l'Italia, per esempio. Nell'Italia di quella Terra di quell'Universo Parallelo c'è da mettersi le mani nei capelli; per chi, fortuna, ancora li ha. Sì perché se da una parte le vicende politiche non si discostano tanto dalle nostre (anche lì l'estate e qualche cocktail in più hanno fatto male, malissimo al Ministro, pardon, ex Ministro dell'Interno), quelle culturali hanno raggiunto livelli preoccupanti, tanto che si vocifera che l'Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!) in persona stia valutando un intervento diretto per salvaguardare il pianeta blu da una pericolosa deriva culturale. Ma cosa potrebbe mai scomodare il Sommo Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!)? La situazione culturale in quella Terra di quell'Universo parallelo è davvero così critica? 
Bene, vediamo: conoscete un certo Stephen King? Andate al cinema ogni tanto? Allora sappiate che le pubblicazioni di King e le ultime uscite al cinema corrispondono esattamente alle nostre. Ora: conoscete Giulia De Lellis e Chiara Ferragni? Come chi? Non fate i superiori! Del resto ci troviamo pur sempre in un pianeta Terra di un Universo in cui al potere c'è Trump, no? Allora? De Lellis e Ferragni... la tizia del libro sulle corna (ammetto di avere difficoltà nel definirla) e l'Influencer che sta con Fedez (NO! Niente "E chi è pure 'sto Fedez?!", ok?). Sì, insomma, quelle due. Ma forse voi, in effetti, beato nostro Universo, non siete proprio tutti al corrente che la De Lellis ha pubblicato un libro (ragazzi, lo so, certo che non lo ha scritto lei, ma tant'è) e che sulla Ferragni è uscito un Docufilm (sì, quello presentato e passato in sordina al Festival del Cinema del Liechtenstein). Ma ecco il punto, signori cari: libro e film sono usciti anche nell'Italia dell'Universo parallelo di cui stiamo parlando e, udite udite, sono in testa alle classifiche dei libri più venduti e dei film più visti.
Come? No... non vi sto prendendo per il culo! 
Calma, calma signori... non agitiamoci. Per fortuna noi viviamo nell'Italia di un Universo in cui il libro della De Lellis è... aspettate un po', controllo la classifica TOP 100 dei libri più venduti e... niente, ve lo farò sapere più tardi, con quella della TOP 200 o 1000 alla mano; e il film sulla Ferragni... vediamo un po'... è in programmazione soltanto in due Cinema milanesi e in uno romano; di proprietà della Ferragnez srl.
Quindi, che ci pensasse l'Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!), a quei poveracci. Noi, teniamoci stretto il nostro Universo, rivolgendo un pensiero e qualche secondo di raccoglimento per quella sfortunata Terra in quello sfortunato Universo parallelo. 
Lode a te, Signore!