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giovedì 6 agosto 2026

Francesco Guccini c'è. C'è ancora

Dire che non amo il mare è un eufemismo, ma almeno una settimana all'anno mi tocca per ovvi motivi. Stamattina, quindi, tra caldo, sabbia, acqua fredda (per me sarà sempre fredda) e tempo che sotto l'ombrellone sembra non passare mai, immaginate un po' il mio stato d'animo quando ho letto la notizia della morte di Francesco Guccini. 
Per me che sono cresciuto, tra gli altri, con i Nomadi e i loro tour in lungo e in largo per l'Italia, amare Guccini è stata la cosa più naturale del mondo. Scrivere di tutto ciò che ha fatto e ha rappresentato per la musica, per me, per l'Italia intera significherebbe cadere inevitabilmente nella retorica. Retorica che sarei riuscito a evitare solo e soltanto se avessi avuto almeno la metà, che dico, un decimo del genio autoriale di quel genio che oggi ci ha lasciato.

venerdì 31 ottobre 2025

Il Piccolo Conte

Niente storie dell'orrore per questo Halloween (non ho avuto neanche il tempo), ma un evento tutto dedicato a Lorenzo che, travestito da terrificante Vampiro, questa sera ha seminato il terrore per le strade di una piccola frazione di Modena, Cognento, in cerca di vittime caramellose e cioccolatose...

lunedì 10 giugno 2024

532.368 al Contrario

532.368. Tenete bene a mente questo numero: 532.368.
Poco più di mezzo milione di persone la pensa come Vannacci.
Poco più di mezzo milione di persone la pensa ufficialmente come Vannacci. 
Sono tanti? Sono pochi?
Sono tantissimi. Anche perché, per quanto mi riguarda, sarebbero tanti anche due, anche soltanto uno a pensarla come Vannacci. 
Ma questo è lo specchio di una parte dell'Italia. Uno specchio sporco, sempre più sporco, deformato, incrinato. Uno specchio che ci mostra il contrario di quello che dovremmo oggi, nel 2024, vedere. 
La cosa che mi fa ancor più ribrezzo, devo sottolinearlo, è il fatto che, ne sono sicuro, di quelle 532.368 persone (i brividi) non tutte ammetteranno di aver votato per il generale, di pensarla come lui. Perché, in fondo, buona parte di quei 532.368 elettori se ne vergogna essa stessa.
Perché, in fondo, è del tutto naturale vergognarsi di essere al contrario. Per davvero.

venerdì 30 giugno 2023

Il Polso della Situazione

Sta per finire un mese, giugno, che per me è stato molto complicato...
A fine maggio, mentre rientravo in Procura a Firenze da una pausa pranzo durante il lavoro, sono scivolato su una stramaledetta grata di ferro (e dire che le ho sempre evitate per una mia fissa) bagnata e viscida e... boom! Mi sono rotto il polso. E siccome io, da che mondo è mondo, le cose o le faccio in grande o non le faccio affatto, la frattura è stata così bella (ulna e radio, bingo!) che a inizio giugno ho dovuto pure affrontare un intervento chirurgico. Ma col senno di poi meglio così: non ce l'avrei fatta a tenermi il gesso per buona parte dell'estate. Dopo l'operazione (ho placca e viti: sono bionico!), infatti, solo fascia e medicazione, e da lunedì sono già senza punti (anche lì ho fatto 13) e con un semplice tutore. Peccato per la mobilità del polso... ma sono già entrato in modalità Santa Pazienza e sotto con la riabilitazione. E con due racconti per due Concorsi da scrivere entro agosto: non poter scrivere (e inizialmente anche tenere un libro tra le mani per leggere) in questi giorni è stata una delle cose che mi è pesata di più... 
Morale della favola: evitate sempre le grate di ferro. 

La compagnia della Luna nella complicata notte post-intervento

domenica 8 maggio 2022

Breve Storia Triste: Il Battesimo di mio Nipote

Non scendevo nel mio paese d'origine - e dunque non vedevo i miei - da oltre due anni: pandemia, lock-down, focolai Covid scoppiati nel paesino un giorno prima della partenza per la solita visita estiva, mia moglie incinta, mia mamma in ospedale per interventi a ginocchia e femore, l'arrivo di Lorenzo. 
Poi finalmente arriva il 1 maggio 2022, il giorno del Battesimo di mio nipote, la cui madrina sarà proprio mia moglie. Quale occasione migliore per godersi finalmente la rimpatriata di famiglia?
Forse un'altra.
Perché a scendere siamo scesi, certo, ma...

domenica 10 aprile 2022

Là Fuori!

Ogni tanto mi chiedo come possa essere la vita di un razzista, di un omofobo, di un odiatore seriale; e non mi do una risposta, ovviamente. Non me la do perché, nonostante da sempre abbia una discreta fantasia, in fin dei conti, per il mio bene, non mi va di immaginare vite così misere. 
D'altro canto c'è un'altra categoria della quale mi chiedo le stesse cose: i Moralisti. Ma per quanto riguarda loro la fantasia non occorre per immaginarsi come vivano. Io credo, infatti, che la maggior parte di essi viva come viviamo tutti noi. Insomma, sono dei gran furboni: fanno quell'espressione che è un misto di indignazione e preoccupazione, buttano lì le solite frasi banali (se riescono a infilarci un "e i bambini?!" ancora meglio), e voilà... "Noi siamo meglio di voi!". 
No. Siete solo dei poveri coglioni, credetemi.
Ma come mai mi è venuto in mente di fare un post dedicato a questa ridente categoria della ridente razza umana? 

lunedì 23 dicembre 2013

Horror Kitchen

Restando in ambito "Horror", al "E.Leclerc/Conad" di Modena, nel settore Libri Horror, hanno un'idea del genere particolarmente originale... e, visti i titoli e i personaggi, per certi versi anche comprensibile. 
Quali sanguinolente, orripilanti ricette ci suggeriranno nei loro libri la Parodi e la Clerici? In basso a destra, intanto, un bel "Sorelle in Pentola" che farà venire l'acquolina in bocca a cannibali dal grande appetito... 

mercoledì 30 maggio 2012

Terra che trema

Il Terremoto è una brutta cosa. È quello che ho sempre sentito dire e che ho sempre potuto vedere attraverso le immagini dei telegiornali. Per me, poi, originario di una zona a un passo dall'Irpinia, i racconti di quel terribile Terremoto dell'80 sono stati sempre frequenti ed emozionanti: la sera del 23 novembre 1980 la mia famiglia era appena tornata dalla festa del mio battesimo. Sì... era il giorno del mio battesimo. I miei genitori mi hanno sempre parlato del terrore indescrivibile nel momento in cui tutto cominciò a tremare, la luce si spense facendo piombare tutti nel buio, il rumore e il fruscio all'esterno che rendeva tutto ancor più terrificante. La porta che non si apriva, e i pesanti lampadari che dondolavano fino a toccare il soffitto. Mia madre che per la paura perse il latte.
Ecco il racconto, impressionante, dei miei genitori.
Da domenica 20 maggio 2012 qualcosa al riguardo, purtroppo, posso raccontarla anch'io e, ahimè, tanta altra gente.