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lunedì 8 luglio 2013

Eliminazioni Democratiche

A me il PD fa sempre più tenerezza. Berlusconi si becca una condanna di 7 anni, e le uniche dichiarazioni che si lasciano sfuggire quelli del Partito Democratico sono più o meno di questo calibro: “Ma no, Berlusconi va eliminato politicamente...”. Sì, ok... ma innanzitutto c’è una condanna molto pesante a un esponente politico, e quindi credo sia opportuno cominciare da questo. Se un politico un giorno si svegliasse e andasse in giro a sparare alla gente, non è che possiamo star lì a dire: “Beh, arrestarlo no... è un politico, va eliminato politicamente”. In più, se un politico importante si becca una simile condanna, va da sé che l’eliminazione è anche politica. Ma stiamo pur sempre parlando di un Paese come l’Italia. Già oggi, infatti, a distanza di un paio di settimane non se ne parla nemmeno più, e tempo un mesetto ne risentiremo parlare soltanto quando inizierà il processo d’Appello. Che sconforto...
L’altro aspetto, poi, è che se aspettiamo che il PD lo elimini politicamente, allora stiamo freschi. Bersani, Letta, Veltroni, Renzi (dov’è la Sinistra... dov’è?!)... state a sentire: approfittatene e affondate il colpo adesso, perché quando si tratta di Campagna Elettorale, il Cavaliere non ha rivali.
Come? Così correte il rischio di eliminarlo per davvero e non avere più veri rivali? Magari correte anche il rischio di vincerle per davvero le elezioni?
Mio Dio... vi capisco. Sì, va eliminato politicamente. 
Democraticamente.

mercoledì 29 maggio 2013

Gli Eliminatori

Con un po' di ritardo posto una notizia molto triste: povero Silvio, vogliono eliminarlo. Chi? Il Partito Democratico. Sì, proprio il PD, quel Partito che con lui ha stretto un bel patto per il Governo (mai con Berlusconi!), e che in tutti questi anni gli ha permesso di fare il bello e il cattivo tempo dell’Italia intera. Ovviamente siamo abituati alle battute fulminanti del Cavaliere, ma questa, a dire la verità, è un pochino fiacca, scontata. Dire che il PD vuole eliminare Berlusconi è un po’ come affermare che Moggi, ai “bei” tempi, voleva affondare la Juventus. Che dorma sonni tranquilli, il Cavaliere. 
Un po’ più di concretezza l’assume l’ipotesi di una voglia, da parte sempre di quel “Gran bel Partito di Sinistra” che è il PD, di eliminare il Movimento 5 Stelle (anche se a farlo ci sta provando Grillo stesso). La proposta della Finocchiaro di qualche giorno fa, comunque, fa quello che deve fare ormai ogni azione del PD: ritorcersi contro il Partito stesso. Grillo, forse, sta perdendo qualche consenso? Ecco che arriva il PD in soccorso, e il Movimento riprende quota. O meglio... ci proverebbe, se non fosse per le sempre più assurde e farneticanti dichiarazioni del loro Grande Capo. 
Che gran Partito che è il PD. Un Partito di Eliminatori; del PD stesso.

lunedì 22 aprile 2013

La Faccia della Politica

La foto sotto il post è emblematica. Dopo l'elezione (di nuovo!) di Napolitano al Colle, a festeggiare più di tutti è ancora una volta, ovviamente, Silvio Berlusconi. Il leader del PdL nuovamente vincente. Il PD nuovamente desolante. Inspiegabile la rinuncia a votare Rodotà Presidente della Repubblica, un personaggio di Sinistra forte e rispettabile, scomodo proprio a quel Berlusconi che - ormai l’abbiamo capito tutti - all'evanescente Centrosinistra targato PD fa comodo, anzi, direi di più, gli fa quasi da alleato, da amicone, da barzellettiere e padrone di casa. D'Alema prima, Bersani poi, sono riusciti a confezionare un Centrosinistra accomodante nei confronti di un Berlusconi che, dal canto suo, accomodante non lo è mai stato, sputando di tutto sul Centrosinistra e sul PD, arrivando persino, pensate un po’, a etichettare il Partito Democratico come un Partito Comunista; roba da Fantapolitica, anzi peggio, da Fantascienza pura.
E allora guardiamoci il faccione sorridente di Berlusconi e la disperazione (rassegnata e voluta) di Bersani. È questa l’Italia Politica, e sono queste le due facce di tutto ciò che, a pensarci bene, di faccia ce ne propone sempre e soltanto una. Sì, proprio quella.

sabato 20 aprile 2013

Politically Zombie

Sono felice (diciamo...) di poter ribadire ancora una volta di non aver votato per il PD. Perché? Perché sono di Sinistra. Il Partito di Bersani non mi rappresenta, non rappresenta la mia idea e, credo, quella di tutte le persone che si ritengono per davvero di Sinistra. Non posso dire di aver votato serenamente per SEL, vista l'alleanza con il PD, ma sono realista, e diversamente non credo si potesse fare.
Fin dalla nascita del Partito Democratico, proprio durante il primo discorso di Veltroni, affermai mestamente che quel partito nascente rappresentava la morte della Sinistra italiana. A distanza di qualche anno (anche se non serviva arrivare ai giorni nostri) la mia ipotesi si rivela azzeccata; e c'è poco da essere felici, ovviamente. 
Il PD in questi giorni ha avuto la (in)capacità di non portare al Colle una persona rispettabile e, direi, molto vicina al Centrosinistra come Stefano Rodotà. Ancora una volta il Partito di Bersani ha cercato di accontentare un Centrodestra che, a parti invertite, non avrebbe usato di certo la stessa molle e smidollata disponibilità. Prima la scelta di Marini, poi quella sciagurata di Prodi, infine, proprio in queste ore, la convergenza su un Napolitano Bis, il primo Presidente della Repubblica ad accettare un secondo mandato. Il Centrodestra tira un sospiro di sollievo, ma non solo; se prima, con la possibile elezione di Marini, Berlusconi & Co. avrebbero potuto dire di aver avuto un accordo col PD, adesso, dopo il  maldestro tentativo di ieri di portare Prodi al Quirinale, si ritrova ad avere un Presidente della Repubblica sì gradito, ma allo stesso tempo la possibilità di poter affermare che il Centrosinistra non ha mantenuto accordi e parola, di aver provato a fare tutto da solo (però con Prodi... Rodotà no, eh?). In più, si ritrova anche con un Centrosinistra distrutto, con un PD morto (si passa a Renzi? Sì, ok... infatti ho detto morto) e un Movimento 5 Stelle probabilmente fuori, visto l'asse Napolitano-Governissimo (magari con Amato Presidente del Consiglio). Insomma, il PD è riuscito a confezionare una strepitosa Campagna Elettorale per il PdL alle prossime elezioni. Bersani e compagni (sì vabbè... compagni!) avrebbero fatto prima ad aggiungere una bella "L" al loro simbolo, e si faceva prima.
Ricapitolando: caro Bersani dimissionario, perché il PD non ha votato, come richiesto anche da SEL, per Rodotà? No, non venitemi a dire "...perché non è gradito a tutti i Partiti...", perché, oltre al fatto che non mi sembra che il nome di Prodi sia gradito a tutti i Partiti (forse pure di meno), un PD che si fa questi scrupoli di fronte a un Centrodestra del genere, merita davvero di sparire da ogni angolo dell'Universo. Per una volta mi accodo alle richieste di Grillo: andate a casa, chiudetevi a chiave e non uscite mai più.
Ah, poi Rodotà era pure un po' troppo anziano: 80 anni sono un po' troppi, giusto. Ecco perché il nome nuovo del PD è quello dell'87enne Napolitano. Si vede che, tra le tante deficienze dell'ex Partito di Bersani, c'è pure quella matematica.
Bene, prepariamoci quindi a vivere ancora una volta in una delle fasi più buie della storia del nostro Paese. Ci voleva. 
Non sono mai stato un sostenitore di Grillo, ma stavolta mi pare che il comico genovese aveva fatto una proposta seria e responsabile con Rodotà Presidente, con in più un'apertura a un possibile Governo dopo l'elezione di Rodotà al Colle. Insomma... cosa si voleva di più stavolta? Proposta seria, forte e di Sinistra, e apertura al Governo. Davvero un suicidio incomprensibile, quasi surreale...
Per finire, mi fa rabbia constatare che, probabilmente, dopo tutte le speranze affidate a Grillo per un nuovo corso politico, tra qualche giorno ci ritroveremo così: Napolitano Presidente della Repubblica e Governissimo (con Amato?!) di larghe intese, con un PD capeggiato da Renzi (se Bersani rappresenta la morte della vecchia Sinistra, Renzi rappresenta quella della nuova). Ehm... esagero se dico che siamo messi peggio di prima?
Sì, stavolta sono d'accordo con Grillo: siamo davvero alla morte dei Partiti. Il problema è che questa politica non si ferma nemmeno davanti alla morte, e a una Politica Morente ne seguirà senza dubbio una Morta Vivente; Politically Zombie.

sabato 2 marzo 2013

Sedi Vacanti

L'inizio del marzo 2013 è un inizio particolare. L'Italia si ritrova senza Governo e senza Papa. E se, per quanto riguarda il Governo, la sede è vacante per una vera e propria morte politica (in attesa di un’auspicabile resurrezione) del sistema italiano, per quanto concerne il Papa no, non siamo di fronte alla classica morte del Pontefice, ma a un evento storico con pochi e remoti precedenti: le dimissioni di Benedetto XVI.
Ratzinger da oggi è un semplice “pellegrino”. Un bel pellegrinaggio, per dirla alla Grillo, non farebbe di certo male ai nostri politici, che in questi giorni dovranno affrontate il problema di formare un nuovo Governo. Sempre Grillo, dal canto suo, minaccia che non ci sarà nessuna fiducia per un futuro Governo, ma soltanto la valutazione sulle proposte di legge che verranno presentate. Credo che qualcuno debba spiegare a Grillo che senza fiducia – quindi, senza Governo – le proposte di legge non potranno proprio arrivare. Vabbè, piccoli particolari...
Un primo Governo 5 Stelle? Ok, con a capo chi? 
Io, sinceramente, guardo a questa nuova situazione politica sì con preoccupazione, ma anche con curiosità e speranza. Auspico che si venga a creare un Governo di Centrosinistra appoggiato da Grillo (anche se le sue ultime parole contro il povero Bersani non sono il massimo dell’incoraggiamento...), e che potrebbe sicuramente aprire interessanti scenari. Del resto, molte delle idee del M5S sono anche del Centrosinistra. Quindi, perché non provare? L’avvento del Movimento di Grillo nei Palazzi del Potere è quanto di più positivo potesse accadere. Ci sarà, finalmente, un controllo diretto su ciò che avviene o non avviene in fase legislativa, e la possibilità di denunciare immediatamente – e con una cassa di risonanza gigantesca – ciò che non va in quei bui anfratti del Sistema Politico italiano.
Insomma, aspettando con curiosità il Conclave e la nomina del nuovo Papa, spero si arrivi alla formazione del nuovo Governo prima della fumata bianca al Vaticano, perché, delle fumate nere della Politica, ci siamo effettivamente stancati. 

martedì 26 febbraio 2013

Facciamoci del Male

Ok, non mi aspettavo di certo una vittoria schiacciante del Centrosinistra (Oh... siam mica qui per schiazzare l’avversario?!), ma almeno una vittoria sufficiente a mandar avanti la disastrata carretta italica per un po’ di tempo, sì...
Invece niente. Il PD ancora una volta non convince, Grillo fa il botto (prevedibile, anche se non a questi livelli), e Berlusconi riesce nuovamente a far fessi un buon numero di italiani.
Non mi preoccupa tanto il nuovo fallimento del PD (figuriamoci, ci siamo abituati da tempo. E con quella campagna elettorale, poi, cosa ci si aspettava?); mi preoccupa – e parecchio – il nuovo successo di Berlusconi. Mi chiedo: ma cosa diavolo deve fare un politico in Italia per non essere più votato? Possibile che in questo Paese ci sia talmente tanta ignoranza politica (e non solo), che basta qualche promessa roboante e palesemente irrealizzabile per far incetta di consensi? Possibile, più semplicemente, che un partito come il PdL sia ancora così votato o, meglio, che esista ancora? 
Come diceva Gaber, io non mi sento italiano, e il “per fortuna” della sua canzone scompare tristemente lasciando soltanto il “purtroppo” lo sono. Non sono mai stato un patriottico, e più passa il tempo più ne capisco le ragioni. Mi ritrovo in un Paese in cui è ancora radicata una profonda ignoranza politica, capace, ahimè, di incidere ancora drasticamente sul destino di tutti. È un’ignoranza dilagante, che si nutre di populismo e menefreghismo. E se per quanto concerne il populismo un motivo che spinge questa gente alle urne, in fondo, c’è, non capisco la gente che ogni giorno ci tiene a dire “a me della politica non me ne frega niente”, e poi in tempo di elezioni si presenta al seggio impettita e improfumata per votare un partito a caso. Ecco... della politica fregatevene anche in quei due giorni. Andate al mare, d’estate, o in montagna, d’inverno. 
Ma l’Italia è questa, purtroppo.
Il mondo intero ancora una volta ci guarderà con preoccupazione e pietà. 
Berlusconi se la ride, felice della sua capacità di ammaliare gli italiani (Restituzione IMU? Non mi si consente di farlo, purtroppo non ci sono i numeri. Ma lo farò alle prossime, imminenti... elezioni! Vota PdL.)
Bersani se la smacchia (Abbiam vinto! Di quattro voti, ma abbiam vinto!)
Grillo se la urla (Tutti a casa! Tanto anche stavolta votare non è servito a un cazzo!)
L’italiano se la piange. Come sempre.

venerdì 7 dicembre 2012

Farsa Italia

Ma qualcuno pensava davvero di esserselo levato dalla palle? No, siamo seri... stiamo parlando di un uomo che è credibile quanto Freddy Krueger al Vaticano. Qualche mese fa si parlava di un uomo politicamente (e non solo) finito. Ma in un Paese come l'Italia, uno come Berlusconi, abile nell'alimentarsi e ingigantirsi grazie a populismo e ignoranza, è difficile da pensionare. Ci pensò allora lui, a "uscire dal campo", con uno di quegli annunci che riescono incredibilmente ancora a sedurre qualcuno. Non certo me, che da mesi nella colonnina a destra del mio blog ho inserito "L'Allarme Generale" nell'Isola, con l'immagine del suo bel faccione da bambolo e la scritta "Rieccolo"
Sì, rieccolo. Sono i giorni dell'attesa della fine del mondo profetizzata (ma chi l'hai detto?!) dai Maya; ma mentre all'apocalisse del 21 dicembre a crederci sono rimasti sempre e solo i soliti stolti, all'apocalisse tutta italiana del ritorno di Berlusconi e del suo Partito (qualcuno davvero avrà il coraggio di votarlo?!) ahimè credo anch'io. Nessun pensiero all'Italia e agli italiani, alla crisi e al rilancio. Nessun pensiero alla credibilità (persa da tempo, forse mai avuta) che può dimostrare il suo Partito (dobbiamo ancora capire quale). Un solo, unico obiettivo: tornare a comandare. E sia chiaro: la sua campagna elettorale sarà ovviamente incentrata, come sempre, sulle promesse a effetto e impossibili, sugli annunci folcloristici e la lotta al Comunismo. Aspettiamoci dunque che in campagna elettorale annunci l'eliminazione dell'IMU ("Sì, avete capito bene..."), del Bollo (avrebbe dovuto già toglierlo, ma gli italiani sono di memoria corta), magari del Ticket e, perché no, anche di qualche bolletta tipo luce o gas (a caso, come gli verrà al momento guardando in telecamera). Ha capito, in pratica, che in un Paese dove la cultura politica tra gli "indecisi" è pressoché pari a quella di un Mulo, l'annuncio a effetto e impossibile, o possibile ma catastrofico (ci rendiamo conto di come ci hanno ridotto anni e anni di governo Berlusconi?!) funziona. 
Dunque, nonostante tutto, Berlusconi può davvero vincere?
Certo che sì. A meno che Bersani non prometta in campagna elettorale di eliminare sì l'IMU, il Bollo, il Ticket e qualche bolletta, ma prometta anche quattro o cinque milioni di posti di lavoro in più, una bottiglia di spumante e una colomba (se si vota sotto Pasqua).
Ecco, soltanto allora la lotta per la conquista dell'ultimo indeciso disponibile sarà finalmente alla pari.

mercoledì 14 novembre 2012

Riferimenti Sinistri

Che dire... ridendo e scherzando non posso che trovarmi d'accordo con Crozza (proprio non vuoi presentarti tu alle Primarie PD, eh?): Vendola prende come figura di riferimento il Cardinal Martini; Renzi, invece, Nelson Mandela; Bersani, dal canto suo, mi fa quasi tenerezza quando pronuncia "Papa Giovanni". Sì, Crozza ha ragione: probabilmente neanche a Miss Italia avrebbero dato risposte del genere. E invece ce le ritroviamo date dai tre favoriti alla corsa per il ruolo di Premier nelle prossime elezioni; per il Centro-Sinistra (la seconda parola dopo il trattino assume sempre più tinte sfumate, difficili da definire). C'è da chiedersi quale risposta avrebbero dato gli sfidanti se il moderatore gli avesse proposto come domanda di indicare una figura di riferimento di Sinistra

martedì 6 marzo 2012

MIB: Il Senso della Vita secondo Bersani

Arriva il primo Messaggio In Bottiglia sull'Isola: "Il Senso della Vita secondo Bersani".
Scrissi questa piccola storia per la partecipazione a un concorso indetto dalla rivista satirica "Il Male".  Erano i giorni delle dimissioni di Berlusconi e dell'avvento di Monti. Oggi, visto le disavventure del povero Segretario del PD anche in Sicilia (guarda caso, un'Isola...), il piccolo racconto è arrivato su questa Isola, in una bottiglia di vetro color verde speranza. 
Dai Pierluigi, non mollare... e continua a cercare il tuo Senso della Vita che, sappiamo, si avvicina più o meno a questo...