Da tempo nella sempre più lunga lista dei "libri da leggere", finalmente sono riuscito a ritagliarmi un po' di spazio da dedicare a un libro di cui avevo sempre sentito parlare un gran bene: "Coraline", di Neil Gaiman. Provando a mettere da parte polemiche e dilemmi riguardo il mio rapporto con l'autore dopo i fatti avvenuti un annetto fa (ne parlo qui), ho trovato questo breve romanzo dark fantasy davvero delizioso: Coraline Jones, ragazzina curiosa e trascurata dai genitori, si trasferisce con la famiglia in un edificio particolare, con dei vicini particolari. Ma l'esplorazione del suo appartamento le riserverà presto oscure e inaspettate sorprese...
Avevo intenzione di vedere "Gretel e Hansel" al Cinema, ma poi sappiamo tutti com'è andata nel 2020. Finalmente l'ho recuperato in questi giorni, visto che a causa di un guasto sulla mia linea internet/voce (grazie Fastweb per la celerità... sono commosso; ah... sto ancora aspettando l'appuntamento col tecnico di ieri alle 11) sono senza Netflix, Prime e Disney+. Urrà. Ma torniamo a noi: dopo aver apprezzato, recentemente, un altro film di Oz Perkins, "February - L'innocenza del Male", devo dire che anche questo non mi è dispiaciuto affatto. Ci troviamo di fronte a un adattamento della classica fiaba dei fratelli Grimm, in versione dark; anche se del "dark", in fondo, ce n'è anche nell'originale. Qui troviamo i due fratelli che si vedono costretti a lasciare la loro abitazione in un periodo di peste e carestia, letteralmente buttati fuori dalla propria mamma. Così Gretel e Hansel, sorella maggiore e fratellino, si inoltreranno nel bosco in cerca della salvezza. Una salvezza che sembrerà arrivare sotto le sembianze di un'anziana signora che li accoglierà nella sua dimora; a dire il vero tutt'altro che invitante. E non sto parlando soltanto della casa...
Pronti per altre 25 canzoni da scoprire e ascoltare, in questo 19° Volume delle mie "Canzoni della Sera".
Partiamo, come capita di solito, con la Musica Italiana: alla vigilia del 40° anniversario del concerto che Bob Marley tenne in Italia, più precisamente allo Stadio San Siro di Milano, ecco la "Piero e Cinzia" di Antonello Venditti. Non sono mai stato un grande fan né di Marley né di Venditti, ma l'evento è stato a dir poco storico, e andava ricordato. Arrivano poi gli Üstmamò, un gruppo reggiano molto interessante, che deve il suo nome proprio a un'espressione tipica dialettale ("Proprio adesso", che alla fine ricorda molto anche come si dice nel mio, di dialetto), con "Cosa conta". Interessante è anche The Andre, un nome un programma: sentire per credere. Qui risponde all'appello con "Captatio Benevolentiae", uno dei suoi ultimi brani, che fino alla data della pubblicazione serale non avevo ancora avuto modo di ascoltare, e che ho scoperto grazie al blog di Riky. Si torna poi a nomi più conosciuti, come quello dei Negrita, con la loro "L'uomo sogna di volare", uno dei miei brani preferiti della band toscana. Omaggio doveroso e doloroso, per concludere la parte italiana, al grande Ennio Morricone, che ho voluto ricordare nel giorno della sua scomparsa con uno dei tanti brani straordinari che ci ha regalato, "Il Buono, il Brutto, il Cattivo". Avevo omaggiato il Maestro già in passato tra le mie Canzoni della Sera, e di sicuro lo farò ancora in futuro. Grazie di tutto, Maestro...
Abbandoniamo la Musica Italiana e passiamo alle note d'oltreconfine: cominciamo con il ricordo del 9 luglio 2006, il Mondiale della mia generazione, con l'ascoltatissima e urlatissima "Seven Nation Army" dei White Stripes. Passiamo poi alle altrettanto famosissime "Cocaine" di Eric Clapton, "Gimme Some Lovin'" dei Blues Brothers, "Erase / Rewind" dei Cardigans e "Come As You Are" dei Nirvana. Arrivano poi i (o "gli", per chi preferisce la sigla in inglese) R.E.M. con "It's The End Of The World As We Know It", conosciuta in Italia anche grazie alla cover di Ligabue, "A che ora è la fine del mondo?"; un superclassico direttamente dai primi anni del Rock, "C'mon Everybody" dello sfortunatissimo Eddie Cochran; poi altri due classici del Rock più recente, se vogliamo, ovvero "Rooster" degli Alice in Chains e "18 and Life" dei Skid Row; e che dire della cover di "Patience" dei Guns 'N Roses venuta fuori nella versione del compianto Chris Cornell? Tutta da ascoltare. Come da ascoltare è un pezzo a mio parere strepitoso: "Metalingus" degli Alter Bridge. E date un orecchio anche alla particolarissima "Yuve Yuve Yu" del particolarissimo gruppo Folk/Metal mongolo The HU.
Concludiamo con la celebrazione della fine di un evento televisivo a me molto caro: la Serie TV "Dark". In lista troviamo infatti "Broken Sleep" di Agnes Obel, perfetta, ipnotica e da brividi nell'accompagnamento a un preciso momento di un episodio della Serie TV, e "Irgendwie, irgendwo, irgendwann", di Nena, che va proprio a chiudere sui titoli di coda lo splendido viaggio che mi ha regalato Dark.
Il resto in lista, come sempre, è tutto da scoprire.
#451 Antonello Venditti - Piero e Cinzia (26-giu-20)
Per chi, come me, sente la mancanza di Dark, eccovi una bella (e ovviamente complessa) rinfrescata di memoria sui (multi)personaggi della Serie TV, con un Albero Genealogico interattivo molto interessante. Buona esplorazione... e attenti a non perdervi.
Quando ami così tanto le Stagioni precedenti di una Serie TV di cui ti appresti a vedere la Stagione Finale, è lecito temere il peggio, soprattutto dopo un colpo di scena, quello sul finale della Seconda Stagione, che mi aveva fatto comunque sorgere più di un dubbio. Ma la Stagione Finale di Dark mantiene tutte le grandi aspettative, chiudendo il cerchio in maniera quasi perfetta. Dopo aver visto l'ultimo episodio, dunque, posso tranquillamente affermare che per me Dark è una delle Serie TV migliori di sempre, e che se da una parte mi mancherà, dall'altra sono felice del fatto che gli autori non ne abbiano abusato, correndo il rischio di far diventare questa Serie una delle tante che vanno avanti solo e soltanto in base al gradimento o meno del pubblico. Uno dei punti forti di Dark, infatti, è stato proprio il fatto di essere stata pensata e creata fin dall'inizio come una storia lunga 3 Stagioni. Tutto era già scritto, tutto era già stato deciso, al contrario di altre Serie, come detto, che vanno avanti per inerzia, in base al successo o meno, e che ci propongo spesso delle situazioni e degli sviluppi davvero improponibili, dilatati, impasticciati e incoerenti. Dark, invece, parte sapendo già dove andrà a finire, in barba al gradimento. E lo fa benissimo, anche nella forma: grande prove degli attori, somiglianze che rasentano la perfezione nei vari balzi di tempo, ambientazioni adattissime al tema, e una sceneggiatura fortissima che regge un impianto talmente complicato da farle rischiare uno sgretolamento da un momento all'altro. Ecco, gli italiani, al di là dei vari soggetti, dovrebbero cominciare a studiare bene queste straordinarie accortezze nel confezionare un prodotto. Ma questo è un altro discorso...
Torniamo a noi: allora, com'è finito Dark? Diciamo innanzitutto che questa Serie TV richiede un grande, enorme sforzo da parte dello spettatore. Sforzo e attenzione che saranno ripagati alla grande da una storia sì complessa, da far scervellare, ma che regalerà anche la gioia di vedere i suoi tanti complicati tasselli finire uno a uno (con qualche eccezione più che perdonabile) nel complicato ingranaggio generale, per farlo poi funzionare alla grande.
La Terza Stagione parte un po' come le precedenti, sbattendoci in faccia tante situazioni, tanti salti temporali (e non solo) e tanti personaggi che ci faranno girare la testa, e che richiederanno quello sforzo di cui accennavo prima. Poi, verso la metà, tutto diventa più semplice, anche perché, e qui ci avviamo verso la parte conclusiva di questo post priva di spoiler, il finale si rivelerà forse meno complesso di quello che ci saremmo aspettati.
E allora, per chi fosse interessato a guardarsi tutta la Serie, o per chi non avesse ancora visto l'ultima, è giunto il momento di fermarsi. Perché, seppur non ami per niente spoilerare, parlare di un Finale di Stagione come questo senza spoiler penso che sia letteralmente impossibile. Ma sappiate che per me, questa Serie TV, è stata davvero una gran figata, dal primo all'ultimo episodio, e vi consiglio vivamente di seguirla e di perdervi nei meandri oscuri dello spazio-tempo. Sono sicuro che ne uscirete felici.
Con l'arrivo di agosto, e con più tempo libero a disposizione, sono riuscito finalmente a studiarmi con serietà la Prima Stagione di "Dark". Appunti, video, alberi genealogici, qualche manuale sullo Spazio-Tempo e via, pronto per la Seconda Stagione!
Una Seconda Stagione a mio parere davvero bella. Per certi versi paradossalmente più semplice e fruibile della Prima, con picchi molto alti e situazioni, scene e dialoghi, all'altezza di una grande Serie TV. Tutto bello, quindi? Quasi.
In Dark il Tempo è il grande protagonista. E il Tempo, per quanto mi riguarda, è uno degli argomenti più affascinanti che si possano affrontare in Narrativa. Affascinante, sì, ma anche complesso, terribilmente complesso. Ecco perché quando ci si imbatte in storie che hanno come protagonista il Tempo, i Viaggi nel Tempo, e tutto ciò che ruota intorno a esso, spesso ci troviamo di fronte a opere mediocri, prive di senso logico e che spesso sfociano nel ridicolo. Questo non accade in Dark, in nessuna delle 2 Stagioni, ma il tutto rischia di essere rovinato dalla prassi, ormai consolidata, delle attuali Serie TV: si va a oltranza. Finché il prodotto tira, si continua, altrimenti addio, in barba a tutti i possibili finali e scenari rimasti aperti. La domanda che mi sono posto alla fine della Seconda Stagione di Dark, infatti, è stata: che ne sarebbe stato di questa Serie TV se i creatori avessero scritto e finito la storia nell'arco di 2, massimo 3 Stagioni (come si vocifera, e spero!)? La risposta è che ne sarebbe uscita una grandissima Serie TV.
Questa non è una Recensione vera e propria, anche perché per la complessità della Storia mi ritroverei a fare salti continui tra una Stagione e l'altra, e anche perché resto sempre dell'idea che quando una Serie merita, meno se ne legge, conosce, ci si fa condizionare prima, meglio è. Non è una Recensione, dunque, ma una valutazione positiva sulla Serie, e una meno positiva sul finale della Seconda Stagione. Quindi, per chi non l'avesse ancora vista, il mio consiglio è: fermatevi qui e andate a guardarvela. Assolutamente!
Per chi già l'ha vista, invece...