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martedì 30 settembre 2025

Weapons (2025)

Come scritto nel post precedente, oltre a "Bring Her Back" era proprio "Weapons" uno dei film che ho atteso con più curiosità negli ultimi mesi: un'intera classe di bambini, a eccezione di uno, scompare misteriosamente nel corso di una sola notte. Le telecamere di sicurezza di alcune delle loro case riprendono scene inspiegabili e inquietanti: i bambini, semplicemente, tutti alla stessa ora (le 2:17) della stessa notte, abbandonano le loro case di corsa, senza una spiegazione, e, soprattutto, senza fare più ritorno.

giovedì 22 febbraio 2024

Michael Ende - Momo

Di Michael Ende ho amato alla follia "La Storia Infinita". Dopo aver visto il film da bambino, ho poi letto il libro molti anni dopo... ed è stato un viaggio davvero straordinario, dieci, cento, mille volte meglio del film (ovviamente). Dello stesso autore non avevo mai letto, però, un altro romanzo di cui avevo sempre sentito parlar bene: "Momo". E in effetti non si può far altro che parlare bene di questa bella storia che ci fa conoscere la giovanissima Momo e i suoi tanti amici che, all'improvviso, si ritrovano a fare i conti con strani Signori Grigi che sembrano essere particolarmente interessati a un grande, grandissimo bene dell'umanità: il Tempo

giovedì 12 dicembre 2019

Big Mouth (Stagioni 1-3)

Ma quanto mi sono divertito nel guardare questa Serie Animata di Netflix? Le 3 Stagioni sono volate, e già non vedo l'ora della 4a!
"Big Mouth" è di sicuro una Serie non per tutti, ma se vivete nel 2019 (quasi 2020, ormai), e dunque non vi scandalizzate nel vedere un Cartone che narra le vicende di un gruppo di adolescenti arrapati... allora non potete non divertirvi quanto il sottoscritto.
La Serie è molto esplicita, e questo è un gran punto a suo favore. Non esistono "bip", non esistono tabù, non esistono parti anatomiche storpiate da nomignoli: i cazzi di Maurice sono cazzi. Punto. Ma la vera forza di Big Mouth, è la naturalezza con cui si affrontano i problemi e i piaceri sessuali degli adolescenti nei suoi 31 (finora) episodi. Episodi che sono una vera e propria bomba nelle prime 2 Stagioni, e che frenano un po' (ma non arretrano) nella 3a. Anche nell'ultima Stagione, infatti, il livello è molto alto, e la curiosità e le aspettative per la 4a Stagione restano a mio parere pari a quelle che c'erano per l'ultima andata in onda quest'anno.
I personaggi di Big Mouth sono ovviamente dissacranti, esagerati, eccitati. E tra tutti, spicca senza ombra di dubbio il Mostro degli Ormoni del protagonista: Maurice. La sua passione? Indovinate un po'...
E parlando di protagonisti, l'unica nota negativa che sento di muovere nei confronti di questa straordinaria Serie, è proprio la mancata evoluzione di un personaggio che nelle prime 2 Stagioni mi aveva fatto morire: Coach Steve. Nella 3a, infatti, si è voluto stravolgere il personaggio, e la cosa a mio parere non gli ha giovato per niente. Un gran peccato... sperando che nella 4a Coach Steve torni più disagiato che mai...
Terza Stagione che, comunque, ci regala anche una vera e propria chicca: l'episodio dedicato a Duke Ellington.
Insomma, se non l'avete ancora visto, correte subito a farlo. Magari con a fianco il vostro ormai storico Mostro degli Ormoni.
(VOTO: 9 - We're going through changes...)

domenica 24 luglio 2016

Fenomeni da Baraccone: Gli Amici di Geova

Avete qualche minuto da perdere? Avete qualche minuto per vergognarvi di appartenere alla stessa specie dei creatori di questo video? Allora, prima di perdere ulteriore tempo nel leggere ciò che ho da dire al riguardo, guardatelo:



Bene. Cosa ci insegna questo meraviglioso video?
Innanzitutto una cosa: devi fare ciò che dice Geova. Vivi una vita di merda, rinuncia a tutto ciò che ti piace o ti rende felice, fai cose che non ti senti di fare solo e soltanto perché lo dice 'sto Geova. Certo, dopo una vita di rimpianti, mancanze, rinunce, alla fine morirai e... e se 'sto cazzo di Geova non esistesse? Anche perché l'esistenza di Geova è basata su un libro. Un po' come se io, domani, una volta alzato decidessi di dedicarmi al culto del Signore della Luce. Insomma, perché dar credito al personaggio di un libro scritto millenni fa e non a uno scritto ai giorni nostri? Del resto se dovessi seguire il sacro R'hllor lo farei anche con cognizione di causa, avendo esso (sia lode a lui) fatto risorgere John Snow! E Geova? Ditemi, chi ha fatto risorgere Geova?!

giovedì 13 giugno 2013

Nuovo Italiano: Ki la viste? (All'oro posto)

Povero italiano... sta morendo. Sui Social Network è letteralmente in atto una vera e propria carneficina. Parlavo qualche tempo fa di “Scomparsa delle H”, ma col passare del tempo mi sono reso conto che, in effetti, le “H” non scompaiano del tutto, ma vengono semplicemente usate a casaccio, ed è sempre più difficile trovarle al loro posto: “Ieri o preso la makkina x uscire, ma non sapevo se andare in diskoteca ho in pizzeria”. Ecco, questa è una classica frase da Serial Killer Grammatico (ce ne sono tanti, in continua espansione). Frasi del genere sono tristemente comprensibili, dopo qualche secondo di shock, da qualsiasi persona che sa come si usano le “H” (ovvero anche da un bimbo delle elementari che si applica sufficientemente). Come già accennato in passato, però, ci sono frasi che diventano inevitabilmente ambigue, come in un ipotetico scambio di sms tra paziente e dottore: 
“O il morbillo o la varicella?”
“Scusi?”
“Dottore, o il morbillo o la varicella?”
“Non so, faccia lei. Ne scelga una a piacere.”
“Ha piacere?”
“Certo, scambiare sms con lei è un piacere, si figuri.”
“Ma io chiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Credo che debba continuare la frase. Il morbillo o la varicella cosa?.”
“O i punti in faccia! Le kiedevo se o il morbillo o la varicella!”
“Ah, un quiz! Tre opzioni allora: punti in faccia, morbillo o varicella. E la domanda? Posso chiedere l’aiuto con la chiamata a casa?”
A parte gli scherzi, a mio parere è un fenomeno preoccupante il dilagare di tanta ignoranza, tanto preoccupante che, ormai, capita di imbatterci in errori simili anche in testate giornalistiche. Farlo notare, magari in un dibattito su questioni importanti (perché se vai su Forum dove si parla del Gangnam Style, ovviamente, rinunci a pretendere sia la forma che la sostanza), è assolutamente inutile, visto che il più delle volte si viene insultati (con errori anche negli insulti). Ho l’impressione che il futuro ci riserverà un ambiente virtuale dove gli attentati alla lingua saranno totalmente ignorati e accettati, e dove per leggere frasi correttamente formulate bisognerà frequentare forum e pagine dedicate all'argomento. Di più: di questo passo si arriverà a tralasciare ogni errore simile anche in esami universitari (o konseguito la l'aurea!) e prove scritte in qualsiasi concorso (o diventato finansiere!).
Insomma, il Nuovo Italiano promette spettacolo, riprendendo un classico delle regole: non ci sono regole
Imbocca all’upo.

martedì 17 luglio 2012

Elephant (2003)

Stiamo parlando di un film che andrebbe analizzato sotto due (forse addirittura tre) punti di vista.
Il primo è quello della regia, della costruzione dell'opera, e qui, c'è poco da dire: perfetto.
Il secondo è quello della storia in sé, ispirata a un fatto realmente accaduto, ovvero il massacro della Columbine High School del 1999: due studenti spararono su compagni e insegnanti, compiendo, appunto, un vero e proprio massacro. Qui c'è qualche carenza, che rende il film per quasi un'ora lento, mostrandoci la quotidianità degli studenti della scuola senza alcun fatto rilevante. 
Il terzo punto di vista, però, ci arriva in soccorso: è proprio grazie agli ultimi 20 minuti, in cui i due ragazzi entrano nella scuola e fanno ciò che non dovevano fare, che in un certo senso riusciamo ad apprezzare quei minuti di attesa e, se non fosse stato per l'ottimo girato, noia. Qui la violenza, la follia più cieca (introdotta da sprazzi di Nazismo in tv) ci mostra come una noiosa giornata studentesca entri di prepotenza nella storia, dopo l'uscita di due studenti da quella, appunto, noia quotidiana. Nessuna pietà, nessuna logica, nessuna esitazione. 
Gli ultimi 15, 20 minuti di Elephant, in effetti, sarebbero nulla senza la preparazione che Gus Van Sant ci mostra nei precedenti 50. La calma... poi la tempesta. Di piombo.
(VOTO: 6,5 - Pesante come il Piombo)

domenica 27 maggio 2012

La Riapparizione (sbagliata) delle H

Più di un mese fa avevo scritto un post dal titolo "La Scomparsa delle H (e non solo)". Il post era una sorta di "denuncia" al maltrattamento a cui la nostra povera lingua viene giornalmente sottoposta ai tempi dei social network, ai tempi della Società della Comunicazione. Trovo preoccupante, sinceramente, commettere errori come "Giulio a comprato una bici" o "Giulia e una ragazza molto bella". Ma, si dice, finché gli errori sono commessi dall'Uomo della Strada tutto ciò potrebbe anche  (ma anche no) passare. Quando invece errori del genere vengono commessi (più di una volta) anche dal Giornalista della Redazione... allora la mia preoccupazione credo sia più che comprensibile.
Oggi, mentre leggevo un articolo sul Corriere dello Sport riguardo la sfortunata gara della Pellegrini, ecco che mi sono imbattuto magicamente nella "Riapparizione della H".
In questo caso, non ne sentivamo certo la mancanza...

lunedì 16 aprile 2012

La Scomparsa delle H (e non solo)

È un fenomeno ormai sempre più dilagante. Mi capita spesso, infatti, di imbattermi in commenti sui vari Social Network o sotto a un articolo di un quotidiano on line, un Forum, un blog... insomma, dappertutto, che attentano alla lingua italiana. Ma un attentato su tutti colpisce la nostra amata lingua: la scomparsa delle H
Se qualcuno me l'avesse detto qualche anno fa, avrei stentato a crederci; eppure gente di qualsiasi estrazione sociale, dal contadino al laureato, spesso cade in questo diabolico tranello: a con l'H o senza? Già, un vero e proprio tranello che, come detto, fino a qualche tempo fa pensavo potesse riguardare e preoccupare soltanto qualche poco brillante alunno delle elementari. E invece no... commento canta.
Difficile capire le cause di tanta (elementare) confusione, perché a me la differenza tra "a" e "ha" me l'hanno spiegata nei primi anni delle elementari, e laddove avessi avuto l'audacia di scordarmene, ci sono sempre lì a ricordarmelo i vari giornali, libri, blog. E no, non si può più dire che questa è "gente che non legge", perché per commentare "Berlusconi a fatto il Bunga Bunga" sotto un articolo di Repubblica, vuol dire che, come minimo, qualcosa come un articolo di giornale ogni tanto lo leggi...

lunedì 2 aprile 2012

Daniel Pennac - Come un romanzo

Un vero e proprio inno all'amore per la Lettura. In "Come un romanzo" il Professor Pennac ci parla dell'amore per la Lettura, il suo, quello dei suoi allievi, quello nostro. Lo fa in un modo straordinariamente semplice, senza guardare dall'alto in basso chi, magari, ancora non lo ha scoperto; ci sono vari modi per avvicinarsi alla Lettura, ma molti altri per allontanarsi. La Scuola insegna a leggere, non certo ad amare leggere. 
Sarebbe bello se questo libro fosse consigliato dai professori ai loro alunni, perché sono certo che potrebbe aiutare, aprire la mente ai tanti e tanti ragazzi che vedono nei libri degli oggetti complicati, noiosi, imposti. Sì, l'imposizione non è mai una bella cosa. Come ci dice lo stesso Pennac, all'inizio del libro, "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo". Ed è vero, verissimo. Ecco allora che il "Leggete questo" sentito a Scuola, di certo non aiuta i ragazzi ad avvicinarsi alla Lettura, ancor meno se quell'imperativo è riferito a testi lontani anni luce dai nostri gusti. E con questo, sia chiaro, non voglio attaccare alcuni Classici, ma soltanto il modo sbagliato con cui ci vengono presentati e fatti (dis)conoscere.
"Come un romanzo" non aiuterà tutti. Non è un testo magico o una medicina contro il male della non-lettura, anche perché, come ci dice il libro, si ha anche il diritto imprescindibile di "NON LEGGERE". Ma sono certo che aiuterà qualcuno. E non è poco. 
Avessi già letto questo libro quando - anch'io come Pennac! - alle medie mi avventurai in "Guerra e Pace", forse sarei riuscito a finirlo, appellandomi al secondo dei Dieci Diritti Imprescindibili del Lettore riportati nel testo: Il Diritto di Saltare le Pagine. Ma saltare le pagine era un peccato, un peccato dal quale la mia professoressa non mi avrebbe mai assolto. E allora, peccato mortale per peccato mortale, meglio rinunciare del tutto al "mattone" di Tolstoj, rifacendomi al terzo diritto del lettore: non finire un libro.
In definitiva, "Come un romanzo" non è un romanzo, ma un interessante e utile saggio sulla Lettura, che sicuramente proverò a consigliare a qualche conoscente allergico ai libri, sperando che questi, senza torto, non si appellino al primo diritto imprescindibile del lettore: non leggere.
I diritti imprescindibili del lettore:
I. Il diritto di non leggere
II Il diritto di saltare le pagine
III. Il diritto di non finire un libro
IV. Il diritto di rileggere
V. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
VI. Il diritto al bovarismo
VII. Il diritto di leggere ovunque
VIII. Il diritto di spizzicare
IX. Il diritto di leggere a voce alta
X. Il diritto di tacere
(VOTO: 8 - Il diritto di amare un libro)