Visto che ci stiamo avvicinando al Tour dei Quarant'anni di "17 Re", in questo periodo sto ascoltando molte cose dei Litfiba. Non soltanto musica, ma anche podcast interessanti che mi ero perso, come quelli di RoBBastardo e Parole e Suoni Podcast (che vi consiglio di seguire). Tra un video e l'altro, tra un'intervista e un aneddoto, mi è tornato alla mente il mai tanto celebrato periodo dei Litfiba con Cabo. Per me quegli anni sono stati meravigliosi, perché mi sono goduto dal vivo alcuni concerti di quei Litfiba addirittura in prima fila, cosa impensabile fino a qualche tempo prima. E voi direte: "E grazie al cazzo, non c'era Pelù!". Certo, ma penso comunque che quei Litfiba, almeno quelli dei primi due album ("Elettromacumba" e "Insidia") non siano mai stati apprezzati come avrebbero meritato. Sì, perché se "Elettromacumba" si rivelò a mio parere comunque un buon album ma con alcuni difetti, il successivo "Insidia" lo ritengo uno degli album più belli dei Litfiba. E parlo in generale, compresi quelli col buon Piero. E poi, ragazzi, dal vivo spaccavano! E se dopo il pessimo "Infinito" (da Robbastardo ho scoperto che invece piace a Maroccolo, santiddio) accolsi quasi come una liberazione la separazione tra Piero e Ghigo, c'è da dire ai detrattori dei Litfiba con Cabo che le cose sono due: o eravate già in fase Me(r)d-Rock, e allora ci sta tutto, oppure, se eravate invece nostalgici dei Litfiba rockettari, eravate in malafede e prevenuti, perché quei Litfiba di buon rock ne hanno fatto eccome...
Bene, ho divagato. Torniamo a Cabo...





