mercoledì 28 marzo 2012

Touch

Ho visto soltanto ieri la prima puntata della nuova Serie TV in onda in questi giorni su FOX: "Touch"
Partiamo subito da una premessa: per amare questa Serie bisogna partire predisposti: si parla di Destini Incrociati, di fili invisibili che ci legano ad altre persone sparse nel mondo e così via. Accettata questa visione romantica del mondo da parte della Serie, possiamo finalmente calarci anche in quella del protagonista, Jacob "Jake" Bohm, un bambino autistico che, ci racconta all'inizio (attraverso una voce fuori campo che dovrebbe corrispondere ai suoi pensieri), negli undici anni della sua vita non ha mai parlato. Come spesso accade per i bambini autistici, anche lui ha un dono, il dono che rende speciale la Serie.
Grazie alle sue capacità il bambino riuscirà a vedere nei numeri cose che nessun altro è in grado di vedere, e a prevedere eventi futuri, così come accade già nel primo episodio. Ad aiutare il piccolo Jake nell'impresa, un medico, un assistente sociale e proprio il padre, Martin Bohm (Kiefer Sutherland, l'agente della Serie TV "24" e ultimamente visto in "Melancholia"), vedovo dell'11 settembre, che fino al momento della scoperta del dono del figlio, lo ritroviamo in un rapporto molto difficile e complesso con quest'ultimo. 
Il primo episodio mi ha colpito positivamente. Mettendo da parte alcune forzature (il video proiettato grazie alle giapponesi e la facilità e la velocità con cui l'operatrice al call center crede alle parole di un ipotetico attentatore), la storia riesce a coinvolgere e, nei minuti finali, a crescere d'intensità fino al momento in cui tutti i pezzi del puzzle tornano al loro posto.
Insomma, un buon esordio, che riesce a toccare e a metterci in contatto con la Serie e che, quindi, sembra promettere bene.
(VOTO al primo episodio: 7+ - Toccante)

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