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giovedì 4 settembre 2025

Thanksgiving (2023)

Se cercate un horror divertente, con la giusta dose di splatter e, pensate un po', anche con qualche sprazzo di critica sociale, "Thanksgiving" è il film (disponibile su Netflix) che fa per voi: dopo un terribile Giorno del Ringraziamento con un episodio di follia cieca scatenata dall'idiozia dei consumatori pronti a tutto pur di accaparrarsi la giusta offerta, ecco che siamo catapultati a un anno dopo dove, tra le strade della cittadina, qualcuno sembra stia andando a bussare alle porte dei protagonisti di quel triste, tristissimo giorno di un anno prima armato di ascia (e maschera) con una sete di vendetta che seminerà il panico ovunque...

sabato 15 febbraio 2025

American Primeval (Miniserie)

Sempre meno attratto dalle Serie TV con X stagioni finché il prodotto tira (e del finale chissenefrega), appena mi capita a tiro una Miniserie che sembra interessante ci investo ben volentieri il mio tempo: che alla fine mi piaccia o meno, l'importante è godermi una storia ben chiara agli sceneggiatori dall'inizio alla fine e, appunto, finita. 
Su Netflix è disponibile da qualche settimana "American Primeval", una storia che ci porta nel 1857, nell'Ovest americano, durante la Guerra dello Utah ispirata dunque a fatti realmente accaduti. Ecco che seguiremo dunque le vicende di una donna in fuga dal suo passato insieme a suo figlio, che cercherà in tutti i modi di portarlo da suo padre attraverso un viaggio decisamente pericoloso. Sullo sfondo, tanta violenza cieca e cruda, in un turbine di ideologie contrapposte che renderanno la storia molto affascinante.

sabato 11 settembre 2021

Il mio 11 settembre: Giochi di Guerra

"E tu? Dove ti trovavi l'11 settembre del 2001 quando cominciarono ad arrivare le notizie sull'attentato alle Torri Gemelle?". Tutti più o meno ci siamo sentiti chiedere una cosa del genere parlando dell'11 settembre. E una cosa è certa: se è vero che più o meno tutti non potranno mai dimenticarlo, io ho vissuto quei momenti in una maniera intensa, particolare, credendo di trovarmi davvero nel classico momento sbagliato al posto sbagliato. Era l'11 settembre 2001, dunque, e io mi trovavo nella Caserma "Macao" di Castro Pretorio, Roma, e mi apprestavo a vivere l'ennesimo pomeriggio più o meno tranquillo del mio Servizio di Leva negli Autieri. All'improvviso, ricordo benissimo, bussò in Fureria (sì, ero Furiere!) un commilitone che solitamente era un vero e proprio rompiballe. Mi colpì all'istante (così come colpì i miei colleghi d'ufficio) la sua faccia: non un accenno di sorriso, non un accenno di sberleffo. Insomma, quello non sembrava essere il solito rompicoglioni che ti veniva a chiedere l'Azzurrina (chissà in quanti la ricorderanno!) in anticipo per andare a fare il biglietto del treno prima e non il giorno stesso della partenza della licenza, o qualche altro servizio che soltanto noi Furieri potevamo concedere. Quel rompiballe alla porta dell'ufficio, quel giorno, era soltanto un ragazzo spaventato.

martedì 12 maggio 2020

The Americans (Stagioni 1-6)

Tra le tante Serie TV che ho visto e apprezzato, "The Americans" è una di quelle a cui sono più affezionato. Ambientata negli USA nel periodo della Guerra Fredda, la storia ci narra le vicende della famiglia americana Jennings, composta da Philip, Elizabeth, e i loro due figli Paige ed Henry. In realtà, però, Philip ed Elizabeth sono due agenti segreti del KGB, nati, cresciuti e addestrati nell'Unione Sovietica, e spediti quindici anni prima negli Stati Uniti per spaccarsi come, appunto, una tranquilla coppia americana. Anche il loro matrimonio, dunque, è di copertura, ma col passare degli anni il loro rapporto si fortifica pure a livello sentimentale, aiutato anche dall'arrivo dei loro due figli (ovviamente ignari). Ma a complicare la loro vita da spie, ecco un evento non previsto: l'arrivo di un nuovo vicino di casa, Stan Beeman, agente dell'FBI che indaga proprio sulle spie del Direttorato "S".

giovedì 16 gennaio 2014

Doodle: Dian Fossey

Il Doodle di oggi è dedicato, nel giorno dell'82° anniversario della sua nascita, alla zoologa statunitense Dian Fossey, che in Ruanda ha dedicato la sua vita allo studio e all'osservazione dei Gorilla. Vita che le è stata tolta brutalmente, nel 1985, con un assassinio che a tutt'oggi risulta ancora impunito ma che, ovviamente, va ricercato in quegli ambienti del Ruanda che nei confronti dei Gorilla non avevano alcun interesse di salvaguardia o studio...
Nel Doodle troviamo il logo di Google camuffato nei disegni dei Gorilla e del territorio ruandese, con ovviamente anche lei intenta ad appuntare note e rilevazioni sul suo taccuino:

lunedì 8 luglio 2013

Doodle: Incidente di Rosewell

Per gli appassionati di UFO oggi ricorre il 66° anniversario del famoso incidente di Roswell. Una delle teorie sull'incidente, ovviamente appoggiata da ufologi e appassionati, è quella dello schianto di un Disco Volante nel piccolo centro del New Mexico. L'oggetto volante sarebbe probabilmente scoppiato in volo e successivamente schiantatosi a terra, con addirittura il ritrovamento del corpo dell'alieno alla guida. La versione ufficiale, invece, parla dei resti di un pallone sonda.
Da piccolo ero letteralmente affascinato dagli UFO e da tutto ciò che riguardava gli alieni e lo spazio in generale. Oggi mi è rimasta la grande passione per l'Astronomia, ma riguardo gli "UFO" e gli Alieni arrivati qui sul nostro Pianeta... beh, ho molte perplessità. Credo fortemente alla vita extraterrestre (sarebbe da stupidi pensare di essere l'unica forma di vita in un Universo con una miriade di Stelle simili al Sole e chissà quanti Pianeti simili al nostro!), ma un po' meno che questa vita sia potuta arrivare dalle nostre parti. Con atterraggi comodi o meno.
Il Doodle di Google che festeggia l'anniversario è molto simpatico, ed è un vero e proprio piccolo videogame vintage in bianco e nero: il Disco Volante si schianta a Roswell, e il povero Alieno alla guida dovrà cercare i 3 pezzi in cui si è diviso il suo velivolo per poi ricostruirlo e... ripartire. Ma per farlo, avrà bisogno di  piccoli, grandi aiuti...
Buon Viaggio!

mercoledì 8 maggio 2013

Doodle: Saul Bass

Un vero e proprio corto cinematografico il Doodle di oggi, dedicato a Saul Bass, designer e pubblicitario statunitense celebre per i suoi titoli di coda di molti grandi film, nel giorno del 93° anniversario della sua nascita. 
Nel Doodle, una volta avviato con il "Play", ecco una sequenza di immagini che va a ricordare le sue "opere" (qui il video):

sabato 15 dicembre 2012

Strumenti di Morte

Dopo il terrificante massacro del Connecticut in cui hanno perso la vita 27 persone (di cui ben 20 bambini) mi viene da fare qualche riflessione su uno dei Paesi con più contraddizioni al mondo: gli Stati Uniti.
Prima di tutto, l'assurda libertà in fatto di armi. Sinceramente trovo assolutamente spaventosa l'idea di vivere in un Paese dove le armi si comprano al chilo, vendute a chiunque e dovunque, in base a un Emendamento di più di duecento anni fa. Grazie a quale logica resta in vigore una regola nata e approvata in un periodo storico così lontano e, ovviamente, con esigenze e situazioni totalmente diverse da quelle attuali? Credo sia arrivato il momento di pensare alle armi non come strumento di difesa, ma come strumento di morte, strumento offensivo per eccellenza, non difensivo. D'altro canto troviamo le lobby delle armi che, di fronte a una strage del genere, gridano all'orrore non per il massacro in sé, ma per il mancato possesso di pistole da parte del personale scolastico. Insomma... storie davvero tristi e profondamente squallide, disarmanti, direi disumane. Soltanto quando le armi verranno bandite del tutto, forse, potremmo vedere e vivere un mondo diverso.
Altra considerazione: la Pena di Morte. L'inutilità e la bestialità di questa pratica sono ormai discusse da anni. La strage del Connecticut, comunque, ci fa riflettere ancora di più sull'argomento. Parlando in generale, al di là degli Stati in cui la pena vige ancora, in quanti, anche in Italia, di fronte al killer della scuola elementare avrebbero gridato alla pena di morte? "Uno così merita la pena di morte!". Ok... ma il giovane killer ha fatto tutto da sé: si è ammazzato, si è tolto la vita, si è autoinflitto la pena di morte. E allora? Siamo felici? Soddisfatti? Stiamo meglio? I genitori dei bambini ammazzati stanno meglio? 
Direi di no. L'orrore resta, la morte resta. Bandiamo le armi, la pena di morte e qualsiasi altro atto o strumento di morte. Soltanto a questo possiamo aspirare e sperare.