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lunedì 18 settembre 2023

Multivisione a Sorpresa

"Allora Guido, a te che sul Cinema rompi le palle a tutti, nonostante tu di Cinema evidentemente non capisci nulla, ho voglia di farti una domanda: qual è il film che hai visto più volte nella tua vita da criticone de 'sta cippa?"
"Sai caro, credo che non lo indovinerai mai."
"Se, vabbè! Sarà qualche film horror coreano con bimbi che miagolano nel buio..."
"No."
"Allora sarà uno di quei film assurdi o disturbanti che conosci solo tu. Giusto?"
"No."
"Un film di Tarantino, Nolan o... aspè, aspè... come si chiama quello che fa pure il fonico?"
"Ehm... Lynch. Si chiama David Lynch."
"Ecco! Ci ho preso?"
"No."
"E allora sarà di sicuro uno dei film di quello psicopatico di Von Trier. AntichristNymphomaniac?"
"Dello psicopatico ti sei perso il mio preferito: Melancholia."
"Bene! Allora è questo! Questo!"
"No. Anche se l'ho visto più volte."
"E allora..."

giovedì 24 dicembre 2020

Appuntamenti (im)perdibili

Ok, è ora di annunciarlo pubblicamente. Anche perché immagino che l'internet non aspettasse altra dichiarazione che questa: non ho mai visto "Una Poltrona per Due". Bene. L'ho detto. Ma, facendo ricorso a tutto il coraggio che è in me, devo anche aggiungere che non ho neanche idea di cosa racconti il film. Sarà perché (altra dichiarazione shock, lo so...) Eddie Murphy mi sta un po' sulle palle, sarà perché (forse mi sbaglio, eh... magari è un capolavoro) dal trailer che ho visto mille volte mi è sempre sembrato una mezza cagata, e sarà anche perché questo film mi ha sempre dato l'idea di essere uno di quei film soprattutto per gente che i film solitamente non li guarda (al pari di chi va - o andava - al Cinema solo per vedersi Zalone o i Cinepanottoni) buttandosi poi a capofitto nella visione di questo o quel titolo soltanto perché deve essere visto, penso che questo film per me sia fuori portata. 
Ok, finalmente l'ho detto. Anzi, scritto. Nero su bianco; o meglio, rosso su azzurro. E adesso...

venerdì 10 aprile 2020

Grand Budapest Hotel (2014)

In questi giorni di quarantena non mi sono concentrato soltanto su Film e Serie TV "pesanti" o "angoscianti" (o entrambe le cose), come mi accusa spesso mia moglie, ma ho cercato di dare spazio anche a prodotti più divertenti. Uno di questi è il bizzarro "Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson, visto che all'epoca dell'uscita nei Cinema, spinto dai tanti giudizi positivi, anzi entusiastici al riguardo, avevo pensato di andarlo a vedere. Ovviamente, per un motivo che adesso non ricordo, non ci riuscii, e a distanza di ben 6 anni l'ho finalmente recuperato.
Un cast davvero stellare mette in mostra la storia di Gustave H, mitico concierge di un lussuoso e famoso Hotel europeo, e di Zero Moustafa, un garzoncello che diviene presto anche un suo fedele amico. I due se la vedranno con una disputa ereditaria di una ricca famiglia che li porterà a vivere una rocambolesca avventura ambientata tra le due guerre. 
Il film è divertente, e in puro stile Wesandersoniano ci ritroviamo catapultati in uno spettacolo che farà bene anche alla vista. C'è da dire però che dopo aver letto e sentito alcuni commenti mi sarei aspettato qualcosa di più, e che alla fine della visione, seppur di certo non insoddisfatto, non ho messo Grand Budapest Hotel nella lista dei film che riguarderei volentieri. 
(VOTO: 7- - Ricchi non si nasce)

mercoledì 30 luglio 2014

7 Psicopatici (2012)

Dopo aver apprezzato “In Bruges” di Martin McDonagh, non ho potuto fare a meno di guardare il secondo (e ultimo, per ora) film dello stesso regista. In “7 Psicopatici” troviamo sempre Colin Farrell, qui nei panni di Marty, uno scrittore irlandese alcolizzato alla ricerca dell’ispirazione per il copione di un film, dal titolo, appunto,“7 Piscopatici”. Ad aiutarlo troviamo il suo amico Billy, che non se la passa certo meglio. La ricerca dei 7 psicopatici da includere nel film non sarà poi tanto difficile, in un mondo dove imbattersi in uno psicopatico è, spesso, fin troppo semplice. Se poi ci mettiamo il rapimento di un cane sbagliato e un annuncio su un giornale... 

giovedì 13 giugno 2013

Una Notte da Leoni 3 (2013)

La trilogia dei "quattro leoni" si chiude (ne siamo sicuri?) in maniera dignitosa. Non è facile mantenere buono il livello di divertimento in una commedia a capitoli come questa, senza cadere nella noia. L’inizio di “Una Notte da Leoni 3” forse sembra proprio portarci in quella direzione (a parte la scena iniziale con la giraffa, folle come Alan), ma poi vira verso il classico del film, anche se non siamo più in presenza di fatti accaduti  in “Hangover”. La sbronza o la droga inizialmente non c’entrano nulla. Il gruppo si ritrova nei casini dopo la decisione di aiutare Alan, portandolo non a Las Vegas, ma in un centro psichiatrico. A Las Vegas, comunque, ci si ritroveranno lo stesso, per forza di cose. Uscirne interi non sarà facile, ma gli aiuti decisivi arrivano sempre... prima o poi. E alla fine sarà di nuovo festa. E che festa.
(VOTO: 6,5 – Finale da Leonesse)

venerdì 31 maggio 2013

La Grande Bellezza (2013)

Che Paolo Sorrentino sia un gran Regista, è ormai risaputo. Lo dimostra ancora una volta questo suo ultimo film, che si apre con un intro bellissimo, da manuale, come se ne vedono davvero pochi in giro. Il resto è Roma e la sua vita mondana, attraverso la storia di chi non vuole soltanto essere un mondano, ma il Re dei Mondani; così ci dice il protagonista, Jep Gambardella, interpretato dal sempre straordinario Toni Servillo (col regista, accoppiata sempre vincente). Un giornalista e scrittore che vive le sue notti romane da noi viste, grazie al regista, in tutto il loro splendore e allo stesso tempo squallore, vuoto. È proprio questo, un senso di vuoto, quello che ci lasca il film alla fine della visione. Sulle immagini di una Roma come sempre bellissima, l’opera del regista napoletano lascia con l’amaro in bocca. Forse "La Grande Bellezza" non è il miglior film di Sorrentino, ma ancora una volta, grazie a immagini bellissime nella regia sempre perfetta, una fotografia fantastica e dialoghi interessanti e mai banali, il film ci resta, non ci abbandona con i titoli di coda. Bravo Verdone, la Ferilli sufficiente, per la Ferrari basta la presenza. Un vero peccato, comunque, che sia rimasto a bocca asciutta a Cannes.
(VOTO: 7,5: La Grande, Vuota Bellezza)

giovedì 15 novembre 2012

Habemus Papam (2011)

Beh, un film che parla di un Papa in fuga dopo la sua elezione, per poter risultare un’opera di un certo livello avrebbe dovuto mostrarci qualcosa in più di una semplice e leggera commedia. Nanni Moretti, invece, col suo "Habemus Papam" ci mostra poco o niente. Qualche battuta carina, qualche momento simpatico, che risultano essere soltanto quelli con la presenza di Moretti, appunto. Il resto è soltanto noia (mi dispiace, ma non ci vedo nulla di profondo...).
Forse l’idea sarebbe potuta risultare anche carina, in qualche maniera originale, ma il film a mio parere non decolla mai, e va a chiudersi nella peggiore delle maniere (anche qui, c'è poco da interpretare...). Un rapporto neo-eletto Papa versus Nanni Psicanalista sarebbe stato sicuramente più interessante e divertente; invece ci ritroviamo nella storia di un signore anziano in giro per Roma, e un luminare della psicanalisi alle prese con l’organizzazione di tornei continentali di pallavolo.
Non è un peccato dire che ci si aspettava molto di più...
(VOTO: 5 - Fumata Nera)

sabato 17 marzo 2012

Piccoli Concorsi dell'Orrore

Mi è capitato qualche volta di soffermarmi sulle immagini di un programma molto in voga in America. Catturato dalle scene sul video non per la loro bellezza o per l'interesse che potevano in qualche maniera suscitarmi, ma per l'esatto contrario; insomma, il classico orribile spettacolo che, appunto per quello, ti colpisce e cattura. Sto parlando di "Little Miss America"
Qualche anno fa guardai un film che aveva come argomento proprio questi terribili concorsi per bambine americane: "Little Miss Sunshine". Il film, però, al contrario della realtà, regalava sorrisi e divertiva, grazie agli ingredienti principali che lo attraversavano, ovvero la leggerezza e la semplicità della protagonista nell'essere cioè che è: una bambina (ve lo consiglio vivamente). I concorsi di bellezza per eleggere queste piccole Miss America, invece, regalano brividi e, a tratti, puro orrore. Vedere per credere (non sto esagerando). 
Bambine truccate più di Moira Orfei, mamme isteriche che non pensano ad altro che alla vittoria della propria piccola (ovvero alla propria vittoria, punto), bambine piangenti e disperate che non vorrebbero in alcun modo che qualcuno stesse lì ad applicar loro ciglia e unghie finte (sì, avete capito bene!). E ancora, rossetto, denti finti, phard, cipria, enormi parrucche, il tutto condito con la sempre presente mamma isterica pronta a tutto pur di vincere l'ennesimo trofeo. Insomma, un vero e proprio spettacolo dell'orrore. Vi sembra una bambina quella nella foto che accompagna questo post? (per altre tristi immagini basta cercare su Google Immagini altri shockanti esempi...)
Ci lamentiamo spesso dei programmi televisivi italiani (sono il primo a farlo, ci mancherebbe...), ma in America provano a fare di peggio; riuscendoci. Ho letto da qualche parte che questi tristi spettacoli per innocenti bambine trasformate in bambole comandate da invisibili fili dalle proprie stucchevoli, glaciali mamme padrone, hanno suscitato polemiche un po' ovunque. Mi sembra il minimo...
Fermate questo scempio (ovvero fermate le loro madri!), e restituite a queste bambine i momenti più felici e spensierati della loro vita.
(VOTO Little Miss Sunshine (Film): 7 - Le vogliamo così)
(VOTO Little Miss America: 0 - Raccapricciante)

lunedì 12 marzo 2012

Una Notte da Leoni 2 (2011)

Riguardo i film ho una certa allergia per i "Numero 2"... per non parlare dei 3, i 4... e così via. C'ho messo un po', quindi, prima di avventurarmi nella visione del seguito di una commedia che mi aveva divertito parecchio: "Una notte da Leoni". Ero comunque curioso di capire cosa si sarebbero potuti inventare per dare un minimo di credibilità a quel "È successo di nuovo..." esclamato da Phil, uno dei protagonisti del primo "Hangover" (questo il titolo originale). Difficile, infatti, dopo i disastri del primo "dopo sbornia" ricadere nuovamente in un disastroso addio al celibato... 
Ma... è successo di nuovo.
I tre amici, stavolta in Thailandia per il matrimonio di Stu, si ritrovano così nuovamente ad affrontare i fantasmi di una notte di baldoria dimenticata. Stavolta non si risvegliano in un Hotel di lusso, ma in uno squallido albergo (se così si può chiamare) di Bangkok, in compagnia di una Scimmietta vestita (straordinaria la sua interpretazione), un dito  (sì, un dito) familiare e un vecchio amico orientale. Insomma, messi peggio di Las Vegas...
Le vicende sono di nuovo divertenti (si arriva persino in un Monastero Buddista), e se in un certo senso ci ritroviamo ad accettare la nuova situazione come "probabile", sarà più difficile definire probabile un finale che mi è sembrato un po' troppo sbrigativo e poco credibile. 
Insomma, niente di nuovo, ma per un film come questo forse è stato meglio così. Si ride e questo basta. 
Anche in questo secondo capitolo, comunque, troviamo i titoli di coda accompagnati dalle foto che raccontano la folle notte dei protagonisti, stavolta immortalati dallo smartphone del giovane e promettente cognato del nostro caro Stu, trascinato nella follia dei tre dopo quello che sembrava un innocente falò in spiaggia.
Se gli addii al celibato di Phil e Stu sono stati questi, c'è da chiedersi cosa potrebbe accadere in un ipotetico addio al celibato del barbuto e stralunato Alan...
(VOTO: 6,5 - È successo di nuovo)

domenica 12 febbraio 2012

Nessuno mi può giudicare (2011)

Ero curioso di vedere questo film per il semplice fatto che ci fosse la Cortellesi. Poi, circa un mese fa, una mia zia mi raccontò un divertente aneddoto: "Nessuno mi può giudicare" fu scelto per la proiezione in una manifestazione parrocchiale di una frazione del mio paese d'origine (Roccamonfina), con parroco annesso. Epica la scena in cui il parroco, a film in corso, si alzò scandalizzato e accusò i parrocchiani di aver scelto un film indecente, scandaloso e volgare. Il parroco fuggì via, lasciando i poveri parrocchiani in balia del film del diablo
La mia curiosità, quindi, è cresciuta notevolmente. 
Il film è divertente, con una bravissima Paola Cortellesi (che adoro) e un incredibile Raoul Bova, quasi credibile, appunto, in un ruolo da attore. La presenza di Rocco Papaleo e il divertente cameo di Fausto Leali aggiungono valore al film.
La storia (la regia è di Massimiliano Bruno, mentre il soggetto è di Fausto Brizzi) non ci regala alcuna novità, cadendo ripetutamente in cliché come la trasformazione ricco/povero, intolleranza/tolleranza, vendetta/perdono. Ma è pur sempre una commedia, e come tale si lascia guardare con ritmo e divertimento, con qualche ottima battuta e, ripeto, una bravissima Cortellesi nel ruolo di una ricca snob che dovrà fare i conti con un cambiamento che la porterà sulla via della perdizione (vero don Scandalo?). 
Insomma, i buoni sentimenti vincono sempre, ma la godibilità della commedia c'è tutta, e allora, se c'è proprio da giudicare... che sia un giudizio positivo.
Un ultimo commento alla piccola storia paesana riguardante don Scandalo: mi chiedo spesso come facciano alcuni uomini di chiesa (e gli adepti che li seguono a ruota) a vivere nel loro estremo perbenismo, chiuso, ignorante, anacronistico. Un perbenismo che spesso sfocia chiaramente nel ridicolo. Ma alla fine... contenti loro, contenti tutti. Nessuno li può giudicare. O forse - per loro - qualcuno sì...
VOTO (da 1 a 5): 🍿🍿🍿 - Giudicabile... positivamente