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lunedì 19 gennaio 2026

28 Anni Dopo (2025)

All'epoca vidi al cinema 28 Giorni Dopo, e mi piacque parecchio. Del sequel, 28 Settimane Dopo, non ho ricordi nonostante sia sicuro di averlo visto, quindi suppongo non mi sia piaciuto granché. 
Veniamo dunque al terzo capitolo, "28 Anni Dopo", disponibile da qualche giorno su Prime Video: dopo decenni dallo scoppio dell’epidemia del virus della rabbia in Gran Bretagna, alcuni sopravvissuti vivono isolati (su un'isola, appunto) e ben attenti a non avere contatti con gli infetti confinati sulla terra ferma. Il film ci racconta soprattutto la storia del giovanissimo Spike che, dopo aver attraversato insieme al padre l'unica strada che collega l'isola alla terra ferma durante la bassa marea, per avere il primo, vero assaggio di ciò che si cela là fuori per poter così essere pronto ad affrontarlo, ben presto proverà a sfidare le sue paure per una missione ben più importante e personale...

martedì 25 marzo 2025

Adolescence (Miniserie)

Visto che ne stanno parlando tutti, e quasi tutti bene, non potevo non dare un'occhiata a questa Miniserie (sì!) di soli quattro episodi (oro per i miei stanchi occhi, musica per le mie vecchie orecchie). Sto ovviamente parlando di "Adolescence", disponibile su Netflix, che ci porta dritti in Inghilterra dove assisteremo al dramma di una famiglia che, da un momento all'altro, si ritroverà catapultata in un vero e proprio incubo. Il caso è quello dell'omicidio di una ragazzina di cui è accusato un compagno di scuola, il tredicenne Jamie. Ecco quindi che nella serie si esploreranno diversi aspetti inquietanti dell'adolescenza di oggi, dal bullismo alla sua subdola e devastante variante cyber...

lunedì 21 ottobre 2024

Running Free

Che tristezza, ragazzi. Se n'è andato Paul Di'Anno, la prima, storica voce dei miei amati Iron Maiden, e non potevo non dedicargli un post.
La prima volta che ho ascoltato, quindi apprezzato e conosciuto gli Iron Maiden l'ho fatto con la voce di Bruce Dickinson. Poi, dopo quel meraviglioso colpo di fulmine, iniziai subito a raccogliere informazioni e CD sul gruppo, con le difficoltà che potete immaginare se anche voi avete vissuto la passione musicale senza internet e Spotify. E quando mi sono passati per le orecchie i primi due album, inutile star qui a dirvi quanto mi sia piaciuta la voce di Paul. Da sempre ho una predilezione per i suoni e le voci aggressive, e le canzoni dei Maiden di Paul rappresentavano proprio tutto quello.

sabato 23 luglio 2022

Men (2022)

Avevo aspettative molto alte rispetto a questo film, sia perché ho apprezzato tantissimo i due precedenti lavori di Alex Garland ("Ex Machina" e "Annientamento"), sia per il fatto che il trailer mi aveva molto incuriosito e intrigato. Ahimè, però, le aspettative non sono state rispettate. Non che "Men" sia un brutto film, sia chiaro, ma devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di... diverso.
Anche perché avevo letto di gente che, terrorizzata e disturbata dalle scene del film, aveva addirittura abbandonato la sala...
Ora: ormai direi di avere qualche anno d'esperienza da spettatore di film dell'orrore, e ogni stramaledetta volta che mi sono imbattuto in titoli e annunci del genere, mi sono ritrovato a fare i conti con cocenti delusioni. È successo anche stavolta, ovviamente, ma procediamo con ordine...
Il film ci racconta la storia di Harper, una giovane donna che ha visto suicidarsi il marito, e che parte alla ricerca di serenità lontano dalla grande città. Ma il piccolo paese nel quale Harper decide di trascorrere qualche giornata serena si rivela ben presto un posto tutt'altro che tranquillo, e la vedremo precipitare in una spirale di inquietudine e paranoia che sfocerà in un finale impressionante.

martedì 21 aprile 2020

The Descent - Discesa nelle Tenebre (2005)

Dei tanti film Horror che ho visto in vita mia, "The Descent" è uno dei miei preferiti in assoluto. Il film di Neil Marshall, infatti, inquieta davvero, e per me è stata una fortuna guardarlo dopo l'escursione che ho fatto una quindicina di anni fa nelle Grotte di Sant'Angelo, in Calabria, con tanto di funi, moschettoni, caschetto e passaggi in cunicoli stretti e claustrofobici, perché se fosse avvenuto il contrario... beh, avrei avuto qualche difficoltà in più ad accettare, anzi, come ci tiene a sottolineare ancora distanza di anni mia moglie, a proporre io stesso quell'escursione "privata" (eravamo solo noi quattro amici, più la Guida) in quel posto buio e profondo; un buio che, in assenza di una qualsiasi fonte di luce, così come ci fece provare la Guida, facendoci spegnere torce, caschi, facendoci nascondere orologi e cellulari, dopo pochi minuti stordisce, smarrisce, facendoti completamente perdere il senso dell'orientamento.
E un posto buio e profondo è anche quello in cui capitano le sei ragazze protagoniste di questa agghiacciante storia.
L'inizio del film ci porta però a un anno prima, alla tragedia che vede protagonista una delle sei, Sarah, che in un incidente stradale perde suo marito e la sua piccola figlia. Un anno dopo, ecco che Sarah si ritrova con altre cinque amiche (di cui una "nuova") per una discesa nelle cave di Boreham, sugli Appalachi, perché la vita, in un modo o nell'altro, deve andare avanti. E allora che avventura sia.
Ma là sotto, nel buio davvero buio, le sei esperte, tutt'altro che sprovvedute amiche, scopriranno ben presto di non essere sole. E allora, signori, eccolo, l'inferno.
In una situazione del genere, io probabilmente mi sarei impiccato con una delle corde in dotazione ben prima della scoperta dell'allegra compagnia sotterranea, ovvero nel momento in cui una delle ragazze svela alle altre un piccolo particolare dopo un primo, piccolo incidente. E a guardare il resto del film... avrei fatto benissimo.
Un film claustrofobico, angosciante come pochi, in un crescendo di tensione che ci coinvolgerà nella spirale di orrore di cui saranno vittime le protagoniste. Il finale, poi, rende questo film ancora più bello, rendendo onore a un genere troppe volte maltrattato.
(VOTO: 9 - Un tranquillo Weekend d'Orrore)

giovedì 9 aprile 2020

The Terror (Stagione 1)

Vista la mia (e nostra) situazione attuale, ovvero al fatto che, oltre a quando sono costretto a uscire per andare lavoro, mi sto attenendo alla regola del #restateacasa (anche perché non mi pare ci stiano obbligando ai lavori forzati o ad andare al fronte per difendere la Patria... ma lasciamo stare che è meglio), ne sto approfittando per recuperare un po' di Serie TV e Film che avevo in lista da un po'. Una di queste era "The Terror", Serie che potete trovare su Amazon Prime Video, e dopo aver visto la Prima Stagione, posso tranquillamente affermare che per quanto mi riguarda è la Serie TV più bella vista in questi primi mesi di questo strano 2020.
Da sottolineare subito che parlo della Prima Stagione, autoconclusiva, perché la Seconda cambierà completamente registro, storia, personaggi e ambientazioni; insomma, un'altra cosa, e che, credo, difficilmente potrà avvicinarsi a questo capolavoro. 
La storia della Prima Stagione di "The Terror" ci racconta delle vicende degli equipaggi delle Navi di esplorazione Artica della Marina Britannica Erebus e Terror, che navigando nei bianchi, freddi, inospitali e inesplorati territori artici in cerca del passaggio a Nord-Ovest, si ritroveranno bloccate, isolate e con l'equipaggio a bordo costretto a sopravvivere in condizioni climatiche (e non solo) davvero estreme. Tratta dal romanzo "La scomparsa dell'Erebus" dello scrittore statunitense Dan Simmons, ispirato a sua volta dalla Spedizione perduta di Franklin, la storia, oltre a basarsi appunto su un episodio realmente accaduto, è arricchita da una componente orrorifica che si rifà alla mitologia Inuit, anche se c'è da dire che per quanto riguarda l'orrore... ce n'è già tanto, troppo nelle vicende reali degli uomini delle due Navi.

martedì 3 marzo 2015

In The Flesh (Stagioni 1 e 2)

Dopo aver parlato (e ahimé visto) di “Leftovers” sembra fin troppo facile promuovere “In the Flesh”. Per fortuna questa Serie TV britannica l’ho vista e promossa già tempo fa. 
Semplicisticamente parlando, si tratta di zombie: “La trama è impostata subito dopo un attacco di zombie nel villaggio immaginario di Roarton (Lancashire, Inghilterra). L'adolescente Kieren Walker, morto suicida, viene "ri-animato" insieme a migliaia di altre persone in precedenza zombie. Dopo un lungo periodo di riabilitazione e di farmaci, gli zombie vengono giudicati e, se idonei, rimandati indietro alle loro case e famiglie.” 
Ma il loro ritorno nella Società è tutt’altro che semplice. C’è chi ce l’ha a morte (e ci calza a pennello) con queste persone affette da “Sindrome da Decesso Parziale - PDS”, accusandoli di essere degli assassini adesso semplicemente sedati ma pronti a ricominciare il pranzo appena ne avranno possibilità o modo; e chi invece vuole che questi si reintegrino nella Società, seppur a colpi di cerone, lenti a contatto e terapie quotidiane. Fanno parte della seconda schiera, ovviamente, i parenti degli “zombie”, ma non tutti... e non starò qui a dirvi chi perché, quando c’è qualcosa di bello da vedere, non faccio spoiler come accade con le cose brutte da (possibilmente) non vedere, com’è accaduto con “Leftovers”. 
I Tre Episodi della Prima Stagione sono bellissimi. La Prima Stagione intera è a mio parere una perla, con un finale struggente e intenso. La colonna sonora, poi, è azzecatissima.
Sono Sei, invece, gli Episodi della Seconda Stagione che, lo ammetto, all’inizio mi è sembrata partire maluccio. Poi per fortuna, episodio dopo episodio, mi ha fatto ricredere, e la Serie non cade nella banalità o, peggio ancora, in rapporti d’amore adolescenziali tra vivi e morti (mi ricorderebbe qualcosa). È anche questo, a mio parere, uno dei punti di forza di “In The Flesh”. L’amore c’è, di fondo, e nemmeno di quello banale. Anzi... 
Il Finale di Stagione è anche qui interessante ma, al contrario di quello della Prima Stagione, più aperto, più “commerciale”, se vogliamo. Ma ci sta, anzi, ci starebbe. Peccato infatti che la Serie non verrà rinnovata. Niente Terza Stagione. 
È così che va. Due ottimi prodotti come “In the Flesh” e “Utopia” non vengono rinnovati; altri banali ma accompagnati da sonore risate preregistrate si rinnovano a ciclo continuo. “In the Flesh”, poi, pecca probabilmente in una caratteristica molto richiesta in Serie TV del genere: si scopa poco. Eh no, “In the Flesh”, nonostante possa sembrare attinente per argomenti a “True Blood”, per esempio, è lontano da questo anni luce. Si tromba poco o niente, il protagonista non è uno strafigo (almeno credo, potrei esser smentito dal pubblico femminile, ma non me ne vogliate... non me ne intendo!), e gli argomenti di fondo (ma non troppo di fondo) fanno riflettere.
Peccato dunque non rivedere Kieren Walker sua sorella Jem, i suoi genitori, Simon ed Amy (bellissimo e originale il rapporto tra lei e Kieren), tutti ottimi e interessanti personaggi, nonostante si stia parlando di una Serie che conta in totale soltanto 9 episodi. Sulla Prima Stagione, in particolare, forse c’è soltanto questo da fare come appunto: 3 episodi sono davvero pochi per affrontare una storia del genere. Ma forse, in fondo, allungando il brodo sarebbero venute meno le caratteristiche forti che sono venute fuori da “In the Flesh”. Sì, perché, nonostante sia formata da soltanto 3 episodi, la Prima Stagione riesce a raccontarci, a mio parere, tutto ciò che doveva raccontarci.
Stavo per consigliarvi di guardarvela in lingua originale... ma non serve. Non è ancora arrivata in Italia e, forse, non arriverà. A meno che, visto l’uso del cosmetico da parte dei protagonisti per nascondere la loro brutta cera, i distributori in Italia non avranno la brillante idea di non tradurre alla lettera il titolo e presentarla come... “50 Sfumature di Cerone”.
Lunga vita, nonostante tutto, agli affetti da PDS!
(VOTO: 8,5 – C’è Vita oltre la Morte. Di una Serie TV)

giovedì 12 febbraio 2015

Utopia (Stagione 2)

Utopia finisce qui, con la Seconda Stagione. Vedere la Terza, dunque, resterà per i fans della Serie... sì, un’utopia. Un vero peccato non vedere una vera e propria conclusione per una delle Serie TV più belle e originali degli ultimi anni. 
Dopo una grande, grandissima Prima Stagione, la Seconda si apre con un Episodio a mio parere straordinario, che da solo, collegato direttamente alla Prima Stagione, potrebbe bastare. Ecco, vediamo “Utopia” come una gran bella Serie TV di sette Episodi. Il resto della Seconda non è da buttar via, anzi. La tensione e l’interesse crescono puntata dopo puntata, ma come spesso capita è proprio il Finale di Stagione a deludere le aspettative. Negli ultimi due episodi succedono molte cose, alcune delle quali, però, vanno a compromettere seriamente il futuro della Serie. Appena finisce l’Episodio Finale, infatti, ci si immagina immediatamente una Terza, eventuale Stagione, e ci si rende conto che probabilmente non sarebbe più possibile aspettarsi le emozioni che in queste 2 Stagioni “Utopia” è stata in grado di offrire agli affezionati.
Comunque ci speravo. Odio le belle storie raccontate a metà. Sarebbe stato meglio, a questo punto, chiudere “Utopia” dopo la Prima Stagione (e il 1° Episodio della Seconda come extra!), così come dicevo qualche tempo fa. Ma tant’è...
Indubbiamente la Serie in questa Seconda Stagione ha perso mordente, ma anche qui ci sono stati momenti straordinari. La figura di Arby è senza dubbio quella che spicca di più, sviluppata in maniera più completa rispetto alla Prima Stagione. Jessica Hyde resta Jessica Hyde, anche se con qualche lacuna in più per quanto riguarda la sua vita. 

(SPOILER)

martedì 22 luglio 2014

Il Ritorno di Utopia

"Utopia" riparte così come l'avevamo lasciata. Il Primo Episodio della Seconda Stagione è a dir poco straordinario... e si apre con scene molto familiari a noi italiani: le immagini dell'assassinio di Aldo Moro e l'annuncio in TV di Bruno Vespa. Assurdo? In questa Serie TV tutto è assurdo e allo stesso tempo assurdamente credibile. E parlando di cose assurdamente credibili, proprio nelle prime scene della puntata (girate in 4:3) ambientate in Italia, ritroviamo un altro personaggio a noi familiare: Mino Pecorelli. Cosa c'entra l'omicidio di Pecorelli con "Utopia"? C'entra... o meglio, può c'entrare...
Straordinaria Premiere, con una scena che ho trovato assolutamente struggente e simbolica nello sviluppo di uno dei personaggi più riusciti della Serie: le mani tese del piccolo Pietre verso suo padre nell'inferno rosso nel quale si ritrova...
Dal tuffo nel passato (esaustivo al punto giusto), dal Secondo Episodio si tornerà nel presente. Personaggi, Violenza, Fotografia, Colonna Sonora, Storia... anche nella Seconda Stagione "Utopia" sembra promettere piccole (solo 6 episodi anche stavolta) grandi cose.

lunedì 28 aprile 2014

Doodle: 77° Anniversario di Cinecittà

Google festeggia i 77 anni degli Studios di Cinecittà con un Doodle che ci mostra vari set cinematografici che, in semicerchio, ci ricordano la scritta "Google". 77 anni fa dunque nasceva Cinecittà, e mi viene un po' di malinconia nel ricordare gli anni d'oro del Cinema Italiano...
Il Doodle è visibile, oltre in Italia, anche in Gran Bretagna.

giovedì 19 dicembre 2013

In Bruges - La Coscienza dell'Assassino (2008)

Morire a Bruges. C’è posto più bello per terminare la propria complicata vita? Per qualcuno no, assolutamente; Bruges è un posto da favola. Per altri sì, decisamente; la cittadina belga è un posto noioso e grigio. Il film di Martin McDonagh, sullo sfondo della obiettivamente bella Bruges, ci mette di fronte a una coppia di sicari alle prese con un viaggio di redenzione. Uno in particolare è chiamato a fare i conti con la propria coscienza, dopo uno sbaglio che, come afferma più volte il “grande capo” (lui sì che ama Bruges) non doveva essere commesso. E come dargli torto. La storia, seppur semplice, non annoia mai e si sviluppa in un crescendo di tensione (bella, tra le altre, la scena delle monetine). Sulle scene finali forse avrei qualche dubbio (in qualche passaggio manca un po’ di realismo), ma non me la sento di farli pesare sul giudizio complessivo del film. Ottima prova di Colin Farrell, credibile e perfettamente a suo agio nel ruolo. Bravi anche Brendan Gleeson (il socio) e Ralph Fiennes nel ruolo del freddo capo, apprezzabile comunque nella sua coerenza. Del resto, ci ricorda nel finale (aperto ma non troppo), bisogna tener fede ai principi. Sempre.
(VOTO: 7+ – Tra le strade di Bruges)

martedì 17 dicembre 2013

Utopia (Stagione 1)

Senza ombra di dubbio uno dei migliori prodotti del 2013. Esagero: per quanto mi riguarda la piazzo al primo posto delle Serie TV dell’anno. “Utopia”, oltre al contenuto, ha anche una forma eccellente: fotografia e colonna sonora straordinari. 
“Where is Jessica Hyde?”. È con questa domanda che Arby ci tormenterà (e tormenterà a dir poco gli sfortunati personaggi che incontrerà) durante il primo episodio della Serie, che si apre con una scena iniziale straordinaria, sfumata poi nella sigla che, azzecatissima, interverrà più volte prima e dopo alcuni interessanti colpi di scena. Chi è Jessica Hyde? Ovviamente lo scopriremo guardando i vari episodi, 6 in tutto. “Utopia” evita lungaggini inutili, e in 6 episodi riesce a raccontare una storia tanto assurda quanto, perché no, possibile. I complottisti, in tutto questo, sguazzeranno a meraviglia. Ma anche chi non ama ipotesi di complotti e potenti corrotti non avrà modo di annoiarsi. 
“The Utopia Experiments” è un fumetto o meglio, come ci tiene a sottolineare Becky, una delle protagoniste, una “graphic novel”. Sotto quei disegni colorati ce n’è un altro, molto più interessante e pericoloso: il fumetto infatti contiene delle informazioni segretissime su qualcosa che ha a che fare con una malattia misteriosa, che ha già colpito il padre di Bechy e che, sembra, possa creare ben più grossi, globali problemi. 
Insieme a Becky altri personaggi si ritrovano in un Forum che parla del fumetto, e uno di loro, Bejan, gli annuncerà di avere addirittura un secondo numero. Ecco allora che si incontreranno e il secondo numero di “The Utopia Experiments” inizierà a girare e a sfuggire ai “cattivi” di turno, che avranno nella figura di Arby la massima espressione. Tutto ciò che accade dall'incontro tra Becky, Ian, Wilson Wilson e gli altri correrà veloce e senza alcun momento di noia. Non ci sarà spazio per gli scrupoli: donne, bambini, innocenti, chiunque si troverà tra Arby (e chi gli sta dietro, ovvero il misterioso e inquietante Mr Rabbit) e “The Utopia Experiments” non avrà scampo. 
La Serie si chiude con un altro colpo di scena, che riesce a soddisfarmi in pieno per due motivi: è sì un finale aperto a una Seconda Stagione (che, è ufficiale, arriverà nel 2014), ma allo stesso tempo riesce, se vogliamo, a chiudere tutto. Se la Seconda Stagione dovesse deludere (capita spesso, soprattutto dopo una prima grande Stagione), poco male: ci accontenteremo di quella che vedremo come Unica Stagione, la Prima, una vera e propria piccola perla nel mondo sempre più affollato delle Serie TV.
A proposito: “Where is Jessica Hyde?”.
(VOTO: 10 - Give me the manuscript!)

giovedì 18 aprile 2013

Il Risveglio del Tuono (2005)

Il film, tratto dal racconto breve di Fantascienza di Ray Bradbury "Rumore di Tuono", ha come argomento il Tempo e i Viaggi nel Tempo. Considerando che è del 2005, il regista ci fa fare per davvero un vero e proprio viaggio nel tempo nella visione del film, visto che grazie agli effetti speciali (e non solo) sembra un film girato probabilmente negli anni ’80. No, per chi non ne è al corrente, “Il Risveglio del Tuono” non potrà mai essere considerato un film del 2005. Vada per i tagli al budget (comunque molto alto) e per i problemi di Produzione, ma presentare un film così come "Colossal fantascientifico dell'anno (2005)"... non si può.
Passando alla storia, le cose più belle arrivano ovviamente dai riferimenti al racconto di Bradbury: nel 2055, scoperto il modo per tornare indietro nel tempo, ecco che arriva subito il business, con l’organizzazione di costosissimi safari nella Preistoria a caccia di Dinosauri. I viaggi nel Tempo sono sicuri e ben organizzati, ma è importante, ovviamente, non contaminare il passato, non apportare alcun cambiamento perché, come ci racconta Bradbury, anche il più piccolo cambiamento potrebbe portare a grandi cambiamenti nel corso dei milioni di anni a venire, e farci tornare in un “Presente” differente da quello da cui eravamo arrivati (il Dinosauro cacciato dal gruppo-safari era infatti destinato comunque a morire di lì a pochissimo). E così succede che nel nuovo Safari Preistorico arriva lo zampino di uno dei turisti, e al ritorno nel Presente, tutto cambia. Fin qui ci siamo, e il racconto originale viene più o meno rispetto. Poi si passa all'intervento vero e proprio del regista e dello sceneggiatore, e mettendo da parte i pessimi effetti speciali, ci si ritrova a guardare un film pieno zeppo di scene surreali e buchi di sceneggiatura (perché il vulcano che erutta?!) enormi come il povero Dinosauro impallinato. Le Onde Temporali, poi, risultano imbarazzanti e del tutto buttate lì, ricche di incongruenze e problematici risvolti nel corso della storia (che ovviamente non arriveranno perché semplicemente non affrontati). Per non parlare di un finale assolutamente ridicolo, che lascia lo spettatore disorientato (diciamo così). 
Ray Bradbury, da grande scrittore qual era, nel suo breve racconto ha piazzato l’idea e i fatti, lasciando al lettore tutte le possibili conclusioni di quella storia affascinante. Il film, invece, prova a dare risposte e conclusioni, con un risultato a dir poco pessimo. 
Infine, una domanda d'obbligo: che ci fa Ben Kingsley in tutto ciò?
(VOTO: 4,5 - L'Imbarazzo del Tuono)

lunedì 11 marzo 2013

Doodle: Douglas Adams

Un Doodle interattivo e spaziale, quello dedicato a Douglas Adams, lo scrittore britannico noto soprattutto per la sua "Guida Galattica per gli Autostoppisti". Nel giorno dell'anniversario della sua nascita, Google lo festeggia con un Doodle in cui troviamo la consolle della "Cuore d'Oro", con sopra oggetti che vanno a ricordare la parola "Google". Tra gli oggetti, troviamo anche una britannicissima tazza di tè e, soprattutto, un'altra piccola consolle portatile. Cliccando su di essa, sul suo piccolo schermo dove inizialmente è visibile l'inconfondibile "Non fatevi prendere dal panico" (Don't Panic), inizieranno a scorrere alcune scene della sua famosa saga...

mercoledì 10 ottobre 2012

Black Mirror (Stagione 1)

Va in onda stasera - finalmente in Italia - su Sky Cinema 1 la piccola, grande Serie TV "Black Mirror".
Soltanto tre episodi, tutti sconnessi tra di loro, ma con un unico filo-conduttore: il lato oscuro del progresso tecnologico. È questo il format di questa splendida e originale Serie TV made in GB.
Il primo episodio, "Messaggio al Primo Ministro", ha il coraggio di mostrarci un attacco alla politica, al potere, che probabilmente nessuno ha mai avuto il coraggio di ipotizzare. Il Premier inglese  Michael Callow viene svegliato in piena notte per essere informato del rapimento della principessa Susannah, membro della famiglia reale inglese. Per il suo rilascio, ovviamente, i rapitori chiedono un riscatto. Ma è un riscatto sconvolgente, fuori dall'ordinario. Non soldi, non scarcerazioni, non ritiro di truppe e nemmeno riconoscimenti di chissà quale comunità indipendente. Il Primo Ministro inglese si trova di fronte a una scelta assurda, malata, impossibile da accettare. È una proposta che ci sconvolge, che di primo acchito ci fa pensare: “Impossibile che accetti...”; ma col passare dei minuti l'episodio ci fa cambiare prospettiva: “E se accadesse? E se accadesse davvero?”. Già... se accadesse? Come si comporterebbe un Premier di fronte a una richiesta così sconvolgente? L’episodio si spezza in due parti: la prima ci mostra la visione realistica, quella che ci fa affermare senza esitazione che no, un riscatto del genere non può essere soddisfatto; nella seconda parte, però, la situazione viene ribaltata. A volte basta poco per far cambiare radicalmente l’orientamento all'opinione pubblica. È ciò che accade in questa seconda parte, senza però abbandonare il  realismo che ci faceva chiaramente rigettare l’ipotesi di accontentare i rapitori. È questa la forza dell’episodio: il Premier si ritrova in poco tempo (il tempo che corre) a dover far fronte al cambio netto dell’orientamento dell’opinione pubblica. Cosa fare, quindi? Rifiutare, ma sporcarsi le mani del sangue della giovane (e prestigiosa) Susannah, andando contro l’opinione pubblica, i suoi elettori, con conseguente fine della sua carriera politica? O sporcarsi in altro modo, la dignità, la faccia, il nome? Scelta ancora più difficile grazie proprio a quel progresso tecnologico che ormai non vive più di episodi unici e irripetibili, ma di grandi (e sconvolgenti) momenti che si propagano all'infinito in un turbine di filmati incontrollabili per tutto il Mondo. È qui che lo spettatore si ritrova in una situazione di oscura e morbosa curiosità. Alla fine una scelta verrà fatta. Il finale, spiazzante e crudele, ci lascerà interdetti.

mercoledì 19 settembre 2012

Delitto di Cronaca

Se siete stanchi di sentir parlare delle tette della Middleton, vi farà piacere sapere che stasera, su Italia Uno, andrà in onda il film TV "William e Kate: Un amore da favola". Purtroppo non ci sarà nessuna recensione: certi film sono troppo complessi, e non riuscirei a spendere nemmeno due parole per capolavori simili.
Due parole, invece, voglio spenderle per un personaggio che mi ha fatto davvero tanta pena e tristezza. Si tratta di un certo Alfonso Signorini, che molti di voi conosceranno per le sue grandi perle di saggezza dispensate in straordinari programmi TV alla sua altezza. Dice il direttore di "CHI", difendendo la sua "Grande Esclusiva" sulla pubblicazione delle foto in topless di Kate Middleton: "Per la prima volta la futura regina d’Inghilterra appare in modo naturale, senza le strutture e le sovrastrutture legate all’etichetta che il suo ruolo le impone. La Casa reale, anzichè arrabbiarsi con i media, che altro non fanno che esercitare il loro diritto di cronaca, dovrebbe, a mio modestissimo parere, cogliere la palla al balzo e commentare questo scoop con humour tipicamente anglosassone, dicendo 'E allora?' ".
E allora tutto questo è davvero penoso. Ci sono persone che reputano "diritto di cronaca" puntare un mega-obiettivo con uno zoom di 3000X verso la finestra di qualcuno e fotografarlo al "naturale". Che squallore...
Ma la cosa più spaventosa è sempre la stessa: la fame di "squallore" della gente che, appunto, se ne nutre acquistando giornalacci e guardando programmi televisivi che meriterebbero di non passare neanche alle tre di notte. 
Ma passano. 
Buon appetito.

venerdì 27 luglio 2012

Doodle: Londra 2012, Cerimonia d'Apertura dei Giochi

Iniziano oggi le Olimpiadi di Londra 2012. Google, allora, festeggia l'evento con un Doodle dedicato alla Cerimonia d'Apertura che si sta svolgendo proprio in questo momento. Troviamo, nell'immagine, cinque discipline olimpiche, che dovrebbero rappresentare i Cinque Continenti in gioco. Molto carina la Scherma, con l'atleta che infilza la "e" di Google.
Beh, che aggiungere se non... Forza Azzurri!

sabato 23 giugno 2012

Doodle: Alan Turing

Google dedica un Doodle interattivo ad Alan Turing, nel giorno del 100° anniversario della sua nascita. 
Turing, britannico, è stato un matematico e crittografo, ed è considerato uno dei padri dell'Informatica. Omosessuale, fu perseguitato per questo dal Governo Britannico, che addirittura lo condannò per omosessualità a una pena severissima: la castrazione chimica. Molto più tardi, il Governo Britannico, nella persona di Gordon Brown, si scuserà pubblicamente con lo scienziato, morto suicida a soli 41 anni.
Storia triste tra genio e intolleranza quella di Turing, a cui Google dedica come detto un bel Doodle che si rifà alla sua "Macchina di Turing".
Provate a decodificare la parola "Google" attraverso il sistema binario e il tasto "play"...