La prima volta che ho assistito al "Nomadincontro" avevo poco più di 18 anni. Partii da casa, dalla provincia di Caserta, insieme a quello che un tempo era un amico, un buon amico. Cambiammo treno a Roma, e incontrai quelli che poi sarebbero diventati due ottimi amici. Da lì quindi partimmo in quattro, destinazione... un piccolo paese in provincia di Reggio Emilia chiamato Novellara, patria e cuore di un gruppo storico: i Nomadi.
All'epoca non era semplice seguire un gruppo come i Nomadi. Oltre al fatto che molti non riuscivano a capire come potessero piacere a un diciottenne, erano i tempi dei veri albori di internet, e trovare informazioni e altro per una band non certo amatissima dal circuito televisivo nazionale, non era affatto semplice (al massimo si vedevano a Help o al RobyBar di Red Ronnie).
Chi conosce davvero i Nomadi sa di che gruppo stiamo parlando. No, non si tratta di qualcosa di simile all'Equipe 84 o i Cugini di Campagna. Stiamo parlando di un gruppo che da sempre si è distinto, per la musica e i contenuti, da tutte le altre band nate nei magici anni '60.