martedì 24 marzo 2015

Alexandra's Project (2003)

Steve, un ordinario impiegato d'ufficio, torna a casa il giorno del suo compleanno aspettandosi di essere festeggiato dalla moglie Alexandra e dai figli. Inaspettatamente però trova la casa deserta e una videocassetta con la scritta "guardami".

Le immagini che aprono il film riescono a creare esattamente lo stato d'animo con cui si dovrà affrontare questo "Alexandra's Project". Credo però che la grande pecca di questo film sia l’esagerazione della vendetta di Alexandra nei confronti del marito. Il “Progetto di Alexandra” è diabolico, ma nelle sue spiegazioni sinceramente non riesco a trovare veri motivi che possano spingere una donna a comportarsi così. Ok, si sente non completamente amata (forse), si sente usata sessualmente da lui (ma nemmeno troppo), e allo stesso tempo ci tiene a ribadire che lui è un padre impeccabile, con i figli che lo adorano. Qualche scappatella? Ok... Qualche toccatina non desiderata? Giusto... ma niente, non riesco a vedere Steve come un uomo a cui la propria donna non può dire di no. E in effetti nel suo monologo accusatorio non mi sembra nemmeno di averle sentito dire di aver subìto alcune cose contro la sua ferma volontà. 
Il film, quindi, per essere credibile ha bisogno di un’altra chiave di lettura, ovvero partire dal presupposto che Alexandra abbia anche altri problemi, ben più gravi di una scappatella o di un dito indiscreto del marito; ecco, così possiamo capire il comportamento della donna, capirne (si fa per dire) il progetto, perché altrimenti l’impianto accusatorio messo su da Alex (pardon, Alexandra) non reggerebbe quanto potrebbe reggere con motivazioni ben più gravi, tipo violenza o menefreghismo totale nei confronti dei figli. Qualche scappatella, qualche toccatina o un po’ troppa esuberanza sessuale (non si specifica bene se lei si sia mai davvero opposta o ne abbia davvero parlato) e qualche bolletta che non le permette di pagare con i propri soldi (guadagnati poi vedremo come), non può giustificare un comportamento del genere. Non voglio giustificare, d'altro canto, tradimenti o mancanze di rispetto, ma punire il marito (o la moglie, al contrario) così non mi ha fatto apprezzare appieno il film, non mi ha fatto odiare lui e non mi ha fatto amare lei... anzi, semmai è successo esattamente il contrario. 
Quindi, doppia lettura: se Rolf de Heer voleva farci passare il progetto di Alexandra come la vendetta di una moglie nei confronti di un marito non all’altezza, il film non mi convince per nulla per i motivi che ho già riportato; se, al contrario, il film vuole mostrarci la follia di una donna (e come sia arrivata a quel punto di follia non ha nemmeno importanza) che vuole privare il marito (non perfetto, sia chiaro) della famiglia allora può passare, anche se alcune lacune resterebbero comunque, andando a oltrepassare i limiti della legalità con cui la donna poi dovrebbe comunque fare i conti.
Il finale sarebbe passabile (omettendo come detto i problemi legali legati a un gesto come quello di Alexandra) se non fosse per la scena che lo precede, quella tra Steve e il suo vicino: un po’ troppo surreale.
In definitiva mi sento comunque di promuovere il film (recitato benissimo) con riserva, e di consigliarne la visione; a patto che si abbia contezza di ciò che si sta per guardare.
(VOTO: 6 – Vendetta, tremenda Vendetta)

2 commenti:

Nella Crosiglia ha detto...

Ero totalmente all'oscuro di questa pellicola , grazie di avermene parlato..
Intrigante però da come l'hai presentato...
Serena serata!

Guido P. ha detto...

Intrigante lo è... poteva essere sviluppato meglio, ma merita un'occhiata :D