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giovedì 20 luglio 2023

Speak No Evil (2022)

Ci sono film che lasciano il segno; che poi sia piacevole o spiacevole, non ha importanza. "Speak No Evil", film danese-olandese del 2022, il segno lo lascia eccome, e no, non è per niente piacevole. 
Catalogato (anche questo) come un horror, io sinceramente lo vedo più che altro come un film molto drammatico con tinte finali thriller. Insomma, io credo che non si possa definire film horror qualsiasi film che abbia una o al massimo un paio di scene forti; in pratica sarebbe come catalogare erotico qualsiasi film con una scena di sesso... e allora vai con l'etichetta erotico nel 95% dei film prodotti, a 'sto punto. Vabbè...
Ma torniamo al nostro film (post senza spoiler come sempre): durante una vacanza in Toscana, una coppia danese insieme alla loro piccola figlia Agnes, fa la conoscenza di una coppia olandese, anch'essa in vacanza con il figlioletto Abel. L'amicizia tra le due coppie (sarà interessante analizzare il rapporto tra i due uomini) continua anche al di fuori della vacanza, e ben presto i danesi Bjørn e Louise si ritroveranno ad accettare ben volentieri l'invito in Olanda da parte di Patrick e Karin. Un'amicizia nata in vacanza e coltivata anche successivamente. Niente di male, direte voi. E invece no: c'è tanto, tanto di male, e ben presto una delle due coppie lo scoprirà a sue spese...

domenica 8 maggio 2022

Breve Storia Triste: Il Battesimo di mio Nipote

Non scendevo nel mio paese d'origine - e dunque non vedevo i miei - da oltre due anni: pandemia, lock-down, focolai Covid scoppiati nel paesino un giorno prima della partenza per la solita visita estiva, mia moglie incinta, mia mamma in ospedale per interventi a ginocchia e femore, l'arrivo di Lorenzo. 
Poi finalmente arriva il 1 maggio 2022, il giorno del Battesimo di mio nipote, la cui madrina sarà proprio mia moglie. Quale occasione migliore per godersi finalmente la rimpatriata di famiglia?
Forse un'altra.
Perché a scendere siamo scesi, certo, ma...

martedì 1 marzo 2022

Miss Violence (2013)

Qualche tempo fa, dopo aver visto "Dogtooth" ed essermi innamorato del Cinema di Lanthimos, ho voluto approfondire un po' la mia cultura cinematografica greca. Ecco allora che quando mi ritrovavo a parlare di Cinema con amici e conoscenti, ai loro occhi probabilmente apparivo un po' come Mario Brega in "Borotalco": "E guarda 'sto film... è greco!". Peccato però che non avessi la stessa capacità di persuasione del buon Mario, e probabilmente quei film greci me li sono visti soltanto io. Poco male.
Uno di quelli che sponsorizzavo di più era "Miss Violence" (disponibile su Prime Video), che ho rivisto qualche mese fa. Il film si apre con una scena molto forte (il post è come sempre senza spoiler): nel giorno del suo undicesimo compleanno, la piccola Angeliki decide di buttarsi giù dal balcone; sorridente. Servizi Sociali e inquirenti, quindi, cercheranno di capire le ragioni di quell'assurdo suicidio, che invece la sua famiglia cerca di far passare come un incidente. Ecco allora che ben presto cominceremo a conoscere meglio la famiglia di Angeliki, e i suoi terribili segreti...

sabato 19 giugno 2021

Dogtooth (2009)

Esistono film belli, e film che non si dimenticano facilmente. "Dogtooth" di Yorgos Lanthimos è uno di questi.
Visto la prima volta in lingua originale sottotitolato (non esisteva ancora la versione doppiata), me lo sono riguardato qualche giorno fa in italiano.
Ci troviamo di fronte, a mio parere, al miglior film del regista greco; almeno di quelli che ho guardato io, visto che me ne mancano ancora un paio. Degli altri suoi film che ho visto, infatti, ho apprezzato molto "The Lobster" e "La Favorita" (totalmente diverso, quest'ultimo, da ciò che vedremo in tutti gli altri suoi film, trattandosi di un soggetto non originale), un po' meno "Il Sacrificio del Cervo Sacro". Ma "Dogtooth", signori, è sopra tutti...
Come sempre senza spoiler, cominciamo subito con una banalità per un'opera assolutamente non banale: questo film non è per tutti. Molto difficile da catalogare, è un drammatico che sfocia nel grottesco, nel disturbante, forse addirittura nella commedia nera. La storia infatti ci mostra la vita di una famiglia di cinque persone, padre, madre e tre figli ormai cresciuti, che vivono in un modo... tutto loro. O meglio, un mondo creato e supportato dai due genitori, che riescono a far vivere i propri figli in una bolla al riparo dalle brutture e dai pericoli esterni. Ma sarà proprio così? 
Ci accorgiamo della particolarità del film già dalla prima scena: il primo piano di un registratore, un "mangiacassette", di quelli in cui noi che abbiamo vissuto in un certo periodo storico abbiamo consumato decine e decine di Musicassette. Inserita una cassetta e schiacciato il tasto Play, ecco che parte una voce femminile che annuncia: "Le parole nuove che impareremo oggi sono le seguenti: Mare, Autostrada, Escursione, e Carabina. Mare: il Mare è una poltrona di pelle, con i braccioli di legno, come quelle che abbiamo in soggiorno. Esempio: Non rimanere in piedi, siediti sul Mare e chiacchiera un po' con me. Autostrada: l'Autostrada è un vento molto forte..." E così via, mentre al posto del registratore ci appariranno i tre ragazzi della famiglia. Benvenuti in Dogtooth...

lunedì 12 aprile 2021

Giorni Blu di Fine Estate

Tra la fine di agosto e l'inizio di settembre sono successe un po' di cose che mi riguardano. All'inizio di settembre, infatti, è nata mia Madre. Qualche giorno più tardi (non parlo ovviamente di anno, ma di mese) mio Padre. A fine agosto, invece, ricorre il compleanno di mia Sorella. Altro compleanno importante è quello di mia Moglie, poco dopo la metà di settembre. Sì, direi proprio che tra fine agosto e settembre sono accadute tante belle cose. E allora perché non rimarcare l'importanza di quella manciata di caldi giorni, giorni di fine estate, con un altro importante, lieto evento? 

venerdì 12 giugno 2020

Goodnight Mommy (2014)

Dopo aver visto e apprezzato "The Lodge" di Veronika Franz e Severin Fiala, sono andato subito a recuperare la loro prima opera, "Goodnight Mommy". Il film, così come The Lodge, ruota intorno a pochissimi personaggi: tre in tutto, a parte la breve comparsa di altri due (scena che avrei evitato, uno dei difetti del film). Siamo infatti in una casa isolata in campagna, dove due gemelli aspettano il ritorno della loro mamma dopo un'operazione di chirurgia plastica al volto. La donna si presenta ai figli col viso completamente coperto di bende, e ben presto i due piccoli cominceranno a dubitare della sua identità. Da questo dubbio si scateneranno gli eventi (ancora una volta tragici) all'interno della famiglia.
Così come nel loro film successivo, dunque, i due registi mettono in scena un dramma familiare scatenato da un forte trauma. Di nuovo, ancora, assisteremo a un capovolgimento di ruoli che sfocerà in una violenza forse trattata con un po' troppa superficialità. Partito lento (ci mette un po' a carburare), il film avrebbe un buon potenziale, arricchito da una splendida fotografia. Ma quel potenziale, a mio parere, viene sfruttato male. Il maggior difetto di quest'opera, infatti, è una scrittura non all'altezza di una storia soltanto all'apparenza semplice. E laddove si sarebbe potuto gestire molto meglio un "colpo di scena" davvero interessante, ce lo ritroviamo spiattellato lì dopo qualche minuto, semplice, tanto che non mi sentirei neanche di condannare per mancato avviso di spoiler chi eventualmente ne avesse parlato senza avvisare. Insomma... come detto, è un problema di scrittura. Stessa cosa riguardo certi episodi che mettono in mostra gli atti di violenza nel rapporto evidentemente (fin troppo) difficile tra mamma e figli. I problemi in famiglia sono grossi, evidenti, e certe cose che accadono all'interno del film non riesco proprio a comprenderle. Si può scendere sempre a patti con la logica riguardo un'opera cinematografica, ma come sempre... fino a un certo punto. Per non parlare, poi, della scena in cui fanno la comparsa i due personaggi della Croce Rossa: imbarazzante.
Nonostante ciò, non mi sento di bocciare il film, anche perché cerco sempre di paragonarlo a tutto ciò che ho già visto. Resta comunque una punta di delusione per un film che avrebbe meritato una miglior presentazione. Ottime le prove dei due piccoli gemelli.
(VOTO: 6 - Piccole Pesti)

sabato 30 marzo 2019

Ritorno all'Ora Medievale

Se amate i Giochi di Ruolo, e avete voglia di fare un tuffo nel passato, ritrovandovi così nel bel mezzo di una folla scalpitante di popolani medievali, spero non vi stiate perdendo oggi l'appuntamento a Verona, nel cosiddetto "Congresso delle Famiglie". Ovviamente è tutta una messinscena. Le persone che troverete a Verona oggi non sono davvero nostri contemporanei. Si racconta, infatti, che grazie a un enorme macchinario custodito in un Laboratorio Segreto sotto Predappio, Nostalgici Scienziati siano riusciti ad aprire un Tunnel Spazio-Tempo nel Medioevo, riuscendo così a portare, nel nostro presente, tutte le persone presenti oggi al Congresso. Se vi capiterà di ritrovarvi a non capire queste persone, per il loro linguaggio cavernicolo e le loro idee primitive, niente paura: ricordate, non vivono nel nostro Presente!
Siamo seri: quale essere umano evoluto oggi, nel 2019, potrebbe mai pensare cose del tipo... che l'omosessualità è una malattia, che l'unica famiglia "accettabile" (e chi mai saranno! Dèi?) è quella "naturale", o altre simili stronzate? Su! Se nei prossimi giorni doveste imbattervi in personaggi simili, o l'avete già fatto in passato, sappiate che della Macchina Spazio-Temporale sotto Predappio si sa davvero poco; forse quel Tunnel collegato al Medioevo è aperto già da tempo, e loro, i Medievali, sono tra noi già da un po'. 
Ecco, così mi spiegherei tante cose. 
Soltanto così. 
Ahimè. 

martedì 24 marzo 2015

Alexandra's Project (2003)

Steve, un ordinario impiegato d'ufficio, torna a casa il giorno del suo compleanno aspettandosi di essere festeggiato dalla moglie Alexandra e dai figli. Inaspettatamente però trova la casa deserta e una videocassetta con la scritta "guardami".

Le immagini che aprono il film riescono a creare esattamente lo stato d'animo con cui si dovrà affrontare questo "Alexandra's Project". Credo però che la grande pecca di questo film sia l’esagerazione della vendetta di Alexandra nei confronti del marito. Il “Progetto di Alexandra” è diabolico, ma nelle sue spiegazioni sinceramente non riesco a trovare veri motivi che possano spingere una donna a comportarsi così. Ok, si sente non completamente amata (forse), si sente usata sessualmente da lui (ma nemmeno troppo), e allo stesso tempo ci tiene a ribadire che lui è un padre impeccabile, con i figli che lo adorano. Qualche scappatella? Ok... Qualche toccatina non desiderata? Giusto... ma niente, non riesco a vedere Steve come un uomo a cui la propria donna non può dire di no. E in effetti nel suo monologo accusatorio non mi sembra nemmeno di averle sentito dire di aver subìto alcune cose contro la sua ferma volontà. 
Il film, quindi, per essere credibile ha bisogno di un’altra chiave di lettura, ovvero partire dal presupposto che Alexandra abbia anche altri problemi, ben più gravi di una scappatella o di un dito indiscreto del marito; ecco, così possiamo capire il comportamento della donna, capirne (si fa per dire) il progetto, perché altrimenti l’impianto accusatorio messo su da Alex (pardon, Alexandra) non reggerebbe quanto potrebbe reggere con motivazioni ben più gravi, tipo violenza o menefreghismo totale nei confronti dei figli. Qualche scappatella, qualche toccatina o un po’ troppa esuberanza sessuale (non si specifica bene se lei si sia mai davvero opposta o ne abbia davvero parlato) e qualche bolletta che non le permette di pagare con i propri soldi (guadagnati poi vedremo come), non può giustificare un comportamento del genere. Non voglio giustificare, d'altro canto, tradimenti o mancanze di rispetto, ma punire il marito (o la moglie, al contrario) così non mi ha fatto apprezzare appieno il film, non mi ha fatto odiare lui e non mi ha fatto amare lei... anzi, semmai è successo esattamente il contrario. 
Quindi, doppia lettura: se Rolf de Heer voleva farci passare il progetto di Alexandra come la vendetta di una moglie nei confronti di un marito non all’altezza, il film non mi convince per nulla per i motivi che ho già riportato; se, al contrario, il film vuole mostrarci la follia di una donna (e come sia arrivata a quel punto di follia non ha nemmeno importanza) che vuole privare il marito (non perfetto, sia chiaro) della famiglia allora può passare, anche se alcune lacune resterebbero comunque, andando a oltrepassare i limiti della legalità con cui la donna poi dovrebbe comunque fare i conti.
Il finale sarebbe passabile (omettendo come detto i problemi legali legati a un gesto come quello di Alexandra) se non fosse per la scena che lo precede, quella tra Steve e il suo vicino: un po’ troppo surreale.
In definitiva mi sento comunque di promuovere il film (recitato benissimo) con riserva, e di consigliarne la visione; a patto che si abbia contezza di ciò che si sta per guardare.
(VOTO: 6 – Vendetta, tremenda Vendetta)