sabato 2 febbraio 2013

Paul Auster - Invisibile

Un libro bellissimo. Non avevo mai letto Paul Auster (e ringrazio un amico e collega, Alfonso, che mi ha dato modo di conoscerlo), e c'è poco da dire: la sua scrittura è impeccabile, e per uno come me che adora la scrittura, "Invisibile" è anche un contenitore di spunti e stili.
La storia, iniziata con una stretta di mano tra un giovane studente e un professore universitario, si svilupperà attraverso una serie di relazioni complesse e difficili, che ci mostreranno i pregi e i difetti del giovane Adam Walker e di tutto ciò che segnerà la sua vita. Una vita che inizialmente racconta in prima persona, per poi affidarla in seconda e terza a uno scrittore suo compagno ai tempi del College. La seconda e la terza persona per raccontare un problematico e discutibile se stesso. Una terapia per il protagonista; un grande esempio, una lezione di stile di scrittura per il lettore.
La relazione col professor Born assumerà varie sfumature: bianche, grigie, nere, nerissime. Ma non sarà l’unica relazione forte e segnante nella sua vita. Come ne uscirà Adam Walker da tutta questa storia? Dalla sua storia?
Il finale, raccontato ancora una volta da un punto di vista diverso, è un finale liberatorio, che ci lascia soddisfatti anche in assenza di una vera e propria conclusione, perché pieni dell’invisibile mostrato spietatamente nel libro.
(VOTO: 8,5 – Intrecci di Vita)

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