martedì 23 luglio 2019

Knights of the Zodiac: Saint Seiya (Parte I)

Insieme ai Simpson, "I Cavalieri dello Zodiaco" sono stati (e lo sono ancora) i miei "cartoni" preferiti. Ricordo ancora da bambino, quando andavano in onda sulle TV locali e, puntualmente, arrivati alla Quinta Casa, quella di Ioria di Leo, il giorno seguente tutto ricominciava da capo, non permettendomi così di vedere l'Armatura del mio Cavaliere d'Oro, quello del mio Segno... Libra! Era una vera e propria tortura. Ogni volta a rivedere puntate già viste e riviste, e poi... Quinta Casa, e... SBAM! Si ricominciava da capo! Quanti insulti a quella TV locale campana...
Poi, dopo non ricordo quanti mesi, forse anni, finalmente il giorno dopo quella che era diventata per me la puntata incubo, ecco che la storia andava avanti! La Sesta Casa, quella del divino Virgo, e poi eccola, la Settima, dove per la prima volta potei ammirare le Sacre Vestigia di Libra! Che emozione sentire la voce di Sirio (doppiaggio italiano meraviglioso!) descrivere il mio Cavaliere d'Oro: "Dalla notte dei tempi il Cavaliere d'Oro di Libra è stato l'ago della Bilancia nella lotta tra il Bene e il Male, la Chiave di Volta tra le Benigne Stelle e le Forze dell'Oscurità", dopo aver elencato le Dodici Armi di cui era composta l'Armatura. Erano bei tempi... tempi in cui si provavano brividi anche per cose come questa.

Bene, mettiamo da parte l'epicità e veniamo a oggi.

Netflix propone una sorta di remake della Serie Classica, quella dei mitici 114 episodi. Accolta inizialmente con positività, dopo le prime immagini mi sono arreso al fatto che non mi sarei mai potuto affezionare a questa nuova versione. Innanzitutto l'Animazione in Computer Grafica (non la amo in generale), e subito una di quelle notizie che ti fanno chiedere: perché?! Shun, il Cavaliere di Bronzo di Andromeda, lo ritroviamo infatti in questa nuova versione... con un cambio di sesso. Shun non è più un ragazzo, ma una ragazza. Ora: che Andromeda sia sempre stato un personaggio fortemente sensibile, poco virile, è fuor di dubbio. Ma quello era Andromeda. Trasformare un personaggio come quello, con tutte le sue sfaccettature e le sue caratteristiche, è una gran mancanza di rispetto non soltanto nei confronti dell'opera originale e dei suoi fans, ma in generale. Detto in parole povere: cari nuovi sceneggiatori, ammettiamo che un personaggio come Shun di Andromeda fosse, perché no (ma non è mai stato appurato, abbracci caldi e amorevoli a Cristal nella Settima Casa o meno), omosessuale, trasformarlo in donna nella nuova versione è una scelta di cattivissimo gusto. Ma davvero pessimo. E mi sorprende come la scelta sia stata presa senza pensare, evidentemente, a questo aspetto. E ciò va a compromettere irreparabilmente anche uno degli aspetti più interessanti della Serie, ovvero il rapporto tra i due fratelli, Shun e Ikki, Andromeda e Phoenix, il fratellino sensibile e il fratello rozzo, tosto, un rapporto quasi di amore e odio che mi ha sempre affascinato. Oggi, nella nuova Serie Netflix, troviamo invece un fratello e una sorella, e non ci vuole certo uno psicologo per farci capire che tutto è cambiato, tutto è distorto, falsato. Il senso dell'opera originale non c'è più.
Detto questo, il problema Shun snaturato non è l'unico della nuova versione. La parte che viene narrata, in soli 6 episodi, è davvero troppo sbrigativa, veloce, una storia che mai e poi mai potrà coinvolgerci ed emozionarci così come ha fatto quella originale, buchi di sceneggiatura compresi. Qui è tutto freddo, dalla Guerra Galattica in versione clandestina svolta in uno scantinato, alla forte, fortissima presenza di elementi dei nostri tempi che mi hanno completamente allontanato dalla magia della storia. Insomma... avrebbe fatto talmente schifo ambientarla comunque nell'epoca in cui è originariamente ambientata? Perché trasferirla di peso nel nostro tempo, tra smartphone, elicotteri e tombini Alexa/Assistant robot (sì, avete letto bene!)?! E che dire di Tisifone? No, signori... Tisifone non avreste dovuto toccarcela! Tisifone doveva avere la maschera (a parte gli scherzi: perché diavolo non ce l'ha?!) perché noi tutti, come Seiya, avremmo dovuto continuare ad immaginarcela "brutta come il demonio" per poi scoprire che...
E poi, vada per chissà quale assurda e insensata ragione la Tisy senza maschera... ma perché truccarla come un membro dei Kiss? Santo cielo, no! No e poi NO!
E il sangue? Dov'è il sangue?!
Sei episodi sono davvero pochi per potersi esprimere in maniera netta sulla Serie intera. Vero è che, come detto, mai riuscirò ad emozionarmi e appassionarmi a un prodotto del genere. È un omaggio all'opera originale, se vogliamo, ma che con essa ha poco a che fare.
Aspetti positivi ne abbiamo? Beh, mettiamola così: dopo le prime immagini e lo shock per l'operazione subita dal povero Shun mi sarei aspettato di peggio. Le voci dei doppiatori originali (quelle di Seiya e Sirio resteranno scolpite per sempre nelle orecchie e nel cuore di noi fans), sono senza ombra di dubbio la cosa migliore di tutta la Serie. E ancora: è comunque qualcosa di meglio rispetto al film d'animazione "I Cavalieri dello Zodiaco - La leggenda del Grande Tempio" (mio dio, Cancer showman... MIODDDIO!) e alla prima parte della Serie Omega (non posso paragonarlo alla Saintia Sho perché non ho ancora avuto il coraggio di affrontarla). Questo è tutto.
Aspettando quindi i nuovi episodi che, chiamatemi masochista, traditore, cretino, guarderò comunque, non ci resta che consolarci pensando che la Serie Classica è sempre lì, accanto ad altri buoni prodotti come "The Lost Canvas", e che grazie a questi noi non smetteremo mai di non crescere.
Intanto, sulla mia scrivania è sempre presente il mio adorato pupazzello di Dohko di Libra, pronto a farmi capire se ciò che scrivo è giusto o sbagliato. Io, da buon allievo, ascolto e obbedisco.
- Questo Post è stato approvato da Dohko -

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