martedì 19 novembre 2013

Nomadi 50 (Parte I)

Per festeggiare il cinquantennale di un gruppo come i Nomadi ci voleva qualcosa di eccezionale, un’opera straordinaria per poter in qualche modo raccontare i 50 anni del gruppo più longevo d’Italia, il secondo al mondo, alle spalle soltanto dei Rolling Stones. Si sta parlando di miti, dunque, e l’opera in uscita in queste settimane (siamo alla terza uscita) nelle edicole prova a farlo. Per il quarantennale si scelse di pubblicare una raccolta di brani reinterpretati dai Nomadi del 2003, “Nomadi 40”, che riscosse un gran successo e arrivò al secondo posto in classifica, stabilizzandosi per settimane nella Top 5 e poi 10. Per i cinquant'anni si è scelto di andare oltre: non una raccolta, ma qualcosa di molto più grande. 13 tra CD e DVD, con Live (i primi 5 riguardano proprio la tre giorni del Cinquantenario a Cesenatico lo scorso giugno), inediti e video. Nelle prime cinque uscite potremo quindi ascoltare molte delle canzoni dei Nomadi interpretate dal vivo dalla nuova voce, Cristiano Turato. Sinceramente Cristiano si è così ben inserito nella Grande Famiglia Nomade che fatico ormai a definirlo “la nuova voce”. 

Cristiano Turato è il cantante dei Nomadi, punto, e dà sfoggio della sua straordinaria capacità interpretativa in brani storici e nuovi (col gruppo ha già inciso un disco di inediti). Dopo l’abbandono di Danilo Sacco non avevo grandi speranze per la voce che avrebbe dovuto sostituirlo. Al di là delle vicissitudini e delle polemiche che ne sono seguite, alimentate più che altro da gente che con i Nomadi aveva poco a che fare, a quanto pare (un grazie a Danilo per avercene liberato producendo così una sorta di rinnovamento anche nel Pubblico Nomade), e che mi hanno di fatto ridimensionato la figura del Sacco, le sue doti canore erano e sono senza dubbio di enorme spessore. Cristiano Turato, invece, è riuscito a fare ciò che speravo: sorprendermi. La sua voce, le sue interpretazioni, unite allo spirito umile ma allo stesso tempo sicuro e determinato con cui ha affrontato la nuova avventura (e che avventura!) dall'esordio di Novellara alla tre giorni Live dei 50 anni, hanno fatto sì che Cristiano diventasse in pochissimo tempo la voce dei Nomadi, senza sé e senza ma. La prima parte di questo articolo voglio dedicarla proprio a lui, capace di compiere un miracolo che, lo ammetto ancora, non pensavo potesse realizzarsi. Lo pensavo ingenuamente, laddove già in passato i fans del gruppo avevano guardato avanti dopo la scomparsa di Augusto Daolio. Sopravvissuti a una simile tragedia, i Nomadi possono sopravvivere a tutto. La scelta di Danilo Sacco è rispettabile, ma chi si è schierato immediatamente soltanto dalla sua parte non l’ha aiutato. Per niente. Non ha calcolato che i Nomadi sono i Nomadi, Danilo Sacco è un bravo cantante. Ecco la semplice e pura verità. Chi vuole far credere il contrario fa soltanto tenerezza, e da tempo ormai ho deciso di non polemizzare più con questa gente perché, si sa, la polemica e il “purché se ne parli” è tutto ciò che cerca. Da me, nei vari Social Network, non l’hanno più. La mia attenzione è rivolta soltanto ai 50 anni del gruppo, alla loro storia (bellissima ed emozionante la puntata di ieri di "Emozioni" su Rai2 dedicata al gruppo), alle loro canzoni. Il resto lo lascio volentieri a loro. Se per qualcuno i Nomadi senza Danilo non sono più i Nomadi, io rispondo che i Nomadi con Cristiano sono addirittura meglio di quelli con Danilo. Il mio parere (e quello di altre migliaia di fans nomadi) contro quello dei nuovi fans di Danilo. Problema risolto.
Godiamoci quindi il Cinquantenario dello storico gruppo di Carletti, grazie a quest’opera in uscita ogni settimana (il lunedì). Alla fine delle uscite parleremo della cosa più importante, quella che da ben 50 anni, senza sosta, senza lustrini, senza illusioni ci regala i Nomadi: la Musica. Una Musica che già dalle prime 3 uscite ci arriva forte e chiara, bella e vera, viva e nuova, nonostante i 50 anni e, anzi, direi soprattutto grazie ai 50 anni. Sì, perché i Nomadi non possono nemmeno definirsi un gruppo ancora “attuale”, perché se l’attualità musicale è quella che ci propone il panorama mediatico di oggi, preferiamo definirli semplicemente così come li conosciamo e li conosceranno - ne sono sicuro - ancora nuove generazioni: i Nomadi.

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