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giovedì 16 luglio 2020

La (mia) Musica ai Tempi del Coronavirus

Le ultime parole famose: "Troppi grandi concerti in questo 2020, ahimè ne dovrò sacrificare qualcuno..."
Che tristezza, ragazzi. Quest'estate si preannunciava davvero straordinaria in fatto di concerti, tanto da aver già preso, con ampio anticipo, i biglietti per i Rammstein del 13 luglio a Torino, e per i Pearl Jam (con i Pixies!) del 5 luglio a Imola. In più, balenava l'idea (ergo ci sarei andato) di andare anche a quello dei Red Hot Chili Peppers del 13 giugno al Firenze Rocks (avrei sacrificato quello dei System of a Down del 12 giugno: Milano-Firenze in 2 giorni, dovendo anche chiedere probabilmente almeno 2 giorni di ferie, sarebbe stato particolarmente difficile), e a quello dei miei amati Iron Maiden del 20 luglio a Bologna. Insomma, avevo immaginato una vera e propria estate di fuoco, e invece...
E invece nulla. È andata. 
Ora: concerti rimandati al 2021, e dando una prima occhiata alle nuove date, non tutto sembra perduto. I System of a Down, infatti, dovrebbero esibirsi a Milano, insieme ai Korn, il 10 giugno. Questo significa che la nuova data dei Red Hot Chili Peppers a Firenze, il 16 giugno, arriverà ben 6 giorni dopo: più che fattibile! Iron Maiden spostati al 24 giugno, a Bologna, che per me che vivo a Modena sono quattro passi. In più potrebbe anche saltar fuori una nuova data, stavolta fattibile, dei Guano Apes insieme ai Lacuna Coil. Sembra tutto bellissimo, quindi; tranne per il mio portafoglio. Ma in tutto ciò una preoccupazione c'è, e riguarda proprio i gruppi di cui ho già i biglietti: i Rammstein saranno di scena a Torino il 13 luglio, e fin qui ci siamo. Il problema potrebbe riguardare i Pearl Jam, che per il momento hanno annunciato di aver spostato la data a... luglio 2021. Trattandosi di un altro posto non distante da casa, potrei anche farmi una due giorni Torino-Imola (non sono più un ragazzino, ma a ottobre ne faccio 40, non 80). Ma se il caro Eddie dovesse annunciarmi un 13 luglio? Sì, a quarant'anni credo di poter reggere due concerti del genere in 2 giorni, ma non credo proprio di poter riuscire a ottenere il dono dell'ubiquità entro il prossimo luglio.
Quindi... fate i bravi, mi raccomando: luglio ha 30 giorni.
Stay Rock!

mercoledì 3 giugno 2020

Le Canzoni della Sera (Volume 17)

Ed eccoci qui con altre 25 canzoni che hanno chiuso le mie ultime serate (e nottate), e che hanno portato a ben 425 i brani contenuti nelle mie 17 "raccolte" di Canzoni della Sera. 
Cominciamo subito con un artista italiano che a mio parere avrebbe meritato maggior successo. Lo scoprii per caso, alla festa di una frazione del mio paese: Ivan Graziani. Ricordo bene che ci si lamentava sempre per l'arrivo di cantanti o gruppi semisconosciuti (a volte sconosciuti e basta), e anche all'epoca furono tante le critiche per "questo Ivan Graziani". E io, che ero davvero piccolino, mai mi sarei aspettato di innamorarmi di un artista che avevo già etichettato come "vecchio". Ma una volta lì, guardandolo e soprattutto ascoltandolo con quella chitarra in mano, forse ebbi per la prima volta la consapevolezza di essere al cospetto di un "Grande Musicista". E non fui certo l'unico. Perché, sorprendentemente, il giorno dopo tra noi ragazzini si cantava tutti "Taglia la testa al Gallo". A quella canzone (a cui ovviamente sono molto legato) ho già fatto omaggio qualche tempo fa, e qui ne riporto quindi un'altra di Ivan, un altro grandissimo pezzo: "Il Chitarrista". Abbandoniamo la malinconia (e una punta di tristezza: Ivan se n'è andato troppo presto) e torniamo al presente: i Management, un tempo del Dolore Post-Operatorio, con una canzone molto intensa, che mi ha conquistato al primo ascolto: "Come la Luna". E a un primo ascolto, invece, "L'Abisso" di Francesco Bianconi (voce dei Baustelle) potrebbe ricordarci un altro illustre Signore della Musica che troppo presto ci ha lasciato. E sfido chiunque a non cascarci un minimo. Un altro salto nel passato, ed ecco "La mia Banda suona il Rock", di Ivano Fossati, una delle mie canzoni preferite da bambino, e una delle più gettonate tra quelle in cui ci esibivamo a squarciagola nei pullman delle gite. Chiude la schiera degli italiani un altro Artista prematuramente scomparso: Ezio Bosso. Lo ricordiamo così, con la meravigliosa "Rain, In Your Black Eye"; ciao Grande Uomo.