martedì 17 luglio 2012

Elephant (2003)

Stiamo parlando di un film che andrebbe analizzato sotto due (forse addirittura tre) punti di vista.
Il primo è quello della regia, della costruzione dell'opera, e qui, c'è poco da dire: perfetto.
Il secondo è quello della storia in sé, ispirata a un fatto realmente accaduto, ovvero il massacro della Columbine High School del 1999: due studenti spararono su compagni e insegnanti, compiendo, appunto, un vero e proprio massacro. Qui c'è qualche carenza, che rende il film per quasi un'ora lento, mostrandoci la quotidianità degli studenti della scuola senza alcun fatto rilevante. 
Il terzo punto di vista, però, ci arriva in soccorso: è proprio grazie agli ultimi 20 minuti, in cui i due ragazzi entrano nella scuola e fanno ciò che non dovevano fare, che in un certo senso riusciamo ad apprezzare quei minuti di attesa e, se non fosse stato per l'ottimo girato, noia. Qui la violenza, la follia più cieca (introdotta da sprazzi di Nazismo in tv) ci mostra come una noiosa giornata studentesca entri di prepotenza nella storia, dopo l'uscita di due studenti da quella, appunto, noia quotidiana. Nessuna pietà, nessuna logica, nessuna esitazione. 
Gli ultimi 15, 20 minuti di Elephant, in effetti, sarebbero nulla senza la preparazione che Gus Van Sant ci mostra nei precedenti 50. La calma... poi la tempesta. Di piombo.
(VOTO: 6,5 - Pesante come il Piombo)

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