Le differenze tra il racconto e il film sono tante e importanti. Al di là dell'aspetto della scimmia (nell'opera originale ha dei cimbali, nel film delle bacchette da battere su un tamburo), la differenza principale sta nel fatto che nel racconto di King il giocattolo si attiva all'improvviso, senza dargli la carica come succede nell'opera cinematografica.
Ma, a mio parere, la cosa più importante sta nel senso della trasposizione: se la storia del racconto è assolutamente una storia dell'orrore, cupa, oscura, quella del film è praticamente comica. Uno splatter simpatico, lontano anni luce dal senso originale della storia a cui si è ispirato.
E no, non che mi aspettassi il capolavoro, ci mancherebbe, ma di sicuro non mi aspettavo nemmeno di ritrovarmi una roba del genere. Battutine, risate, morti spettacolari, ma nessuna vera traccia di orrore. Di sicuro una scelta consapevole e studiata di Oz Perkins (che già mi aveva deluso con "Longlegs"), ma che a me ha fatto letteralmente cagare.
Ancora: il vero e proprio problema di un film del genere è che non solo non fa paura per i motivi già citati, ma nemmeno fa ridere. Se ci mettiamo poi dentro anche un "dramma" familiare, il tutto ci porta nella noia più assoluta intervallata solo dalle morti alla Final Destination.
Insomma, se la trama e, soprattutto, il simpatico giocattolino vi mette curiosità mista a voglia di orrore, andate a leggervi il racconto. Il film è evitabilissimo, e, se proprio vorreste affrontarlo, sappiate che finirà ben presto nel dimenticatoio.
VOTO (da 1 a 5): 🍿🍿 - Scimmiottare la Morte






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