mercoledì 26 agosto 2026

Genoa - Napoli 0-2 - Allegri alla Prima

Tempo fa (erano gli anni del Napoli di Mazzarri) mi divertivo a scrivere dei veri e propri articoli subito dopo le partite del Napoli, pubblicandoli su alcuni blog di cui ormai si è persa la memoria. Poi ho smesso, anche e soprattutto per... sì, faccio un coming out svelando una realtà che fa a cazzotti con la mia razionalità: riguardo il Napoli sono scaramantico. Non credo a nulla di metafisico, di sovrannaturale, di attualmente inspiegabile, ma non rompetemi le palle sulla scaramanzia riguardo le partite di calcio.
Bene. Svelato questo altarino, e visto che quest'anno calcisticamente le mie aspettative sono ridotte al minimo sindacale, ho deciso, approfittando del nuovo inizio del campionato di Serie A, di provare a ripercorrere quella strada, ma in versione decisamente più light. Pochi fronzoli, dritti al punto, e una breve analisi assolutamente personale sulle vicende della partita.
 
Ed eccoci qui, alla prima giornata di questo nuovo campionato di calcio di Serie A 2026/27: il Napoli arrivava alla trasferta di Genova con tanti punti interrogativi, dati soprattutto dal mercato. C'è tanta gente in uscita, ma che non esce. E allora, come detto anche dal presidente, di conseguenza nessuno entra. In attesa dunque di veder muovere qualcosa in un mercato davvero povero (niente a che vedere con quello dello scorso anno), ecco com'è andata al Ferraris...


LA PARTITA:
Primo tempo da film horror. Mio figlio Lorenzo aveva scelto di "provare" a guardarsi la partita con me, e dopo un avvio con tante domande, dalla scelta della maglietta bianca al perché in panchina non ci fosse Conte, la sua curiosità è andata via via scemando fino, intorno al minuto 25, all'inevitabile resa: "Vado di là con mamma...". Spero di non essermi giocato la sua passione calcistica...
Dicevo, primo tempo da film horror. Il Napoli è in balia di un Genoa che attacca, aggredisce, ma alla fine crea poco. Verso la fine della prima frazione, però, ecco che il Napoli dà i primi segni di vita...
Segni di vita che nel secondo tempo diventano veri e proprio attacchi. L'inerzia della gara si capovolge, il Genoa sparisce dal campo (e volevo proprio vedere, dopo il ritmo forsennato del primo tempo), e dopo i cambi azzeccatissimi di Max Allegri arriva la svolta: uno-due micidiale degli Azzurri, e tanti saluti al De Rossi furioso.

I GOL:
(0-1) La Firma del Belga Superstite: subito dopo un'occasione avuta da un Genoa che fino a quel momento sembrava morto, il nuovo entrato Vergara serve di tacco l'altro nuovo entrato De Bruyne che, dopo un contrasto (nel calcio europeo che tanto ammiriamo è un contrasto. Punto) con Vasquez, piazza la palla dello 0-1.
(0-2) La Linea di Vergara: passano appena 5 minuti e gli interpreti del primo gol si scambiano i ruoli. Stavolta è infatti il belga a servire dalla destra un pallone al centro che inizialmente sembra buono per Lucca, ma che dopo il velo (voluto o fortuito non ci è dato sapere) di quest'ultimo arriva a Vergara che, dopo essersi allargato a sua volta, riesce comunque a tirare verso la porta. Dopo un tocco di un difensore rossoblu, il pallone danza sulla linea, sembra oltrepassarla, lentamente... e lo fa. È il colpo del KO.

I PUNTI CHIAVE:
- Allegri Chirurgo: troppo facile dire che l'allenatore livornese ha azzeccato alla grande tutti i cambi. Due dei neo entrati segnano i due gol della partita e fanno vincere il Napoli. Ma è un dato di fatto, e il merito gli va dato.
- Il Tacco di un Dio Minore: l'assist di tacco di Vergara è a dir poco meraviglioso. Ma nessuno se lo caga. L'avesse fatto un Pio Esposito, un Yildiz, un Dybala o un Modric qualsiasi, avrebbero fatto speciali e prime pagine a foto intere, con valori di mercato che sarebbero schizzati inevitabilmente oltre gli 80 milioni (per le strisciate, facciamo 100). L'ha fatto invece Antonio Vergara che veste la maglia del Napoli... e allora è soltanto l'assist a un gol che, tra l'altro, andava pure annullato. Insomma, una schifezza. E ci mancherebbe... 
- La Spinta di De Bruyne: quando capita un episodio dubbio a favore del Napoli, l'Italia si indigna, gli addetti ai lavori si eccitano, e ci manca soltanto l'interrogazione parlamentare o un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; ma per quello siamo ancora in tempo.
La verità è però una soltanto: il "fallo" di De Bruyne si può fischiare, certo, ma soltanto nell'era di un calcio italiano morto e stramorto. A livello europeo quei falli lì non si fischiano mai. E, ancora meglio, proviamo a invertire la cosa: al contrario, un fallo del genere sarebbe stato punito con il calcio di rigore? La risposta agli indignati.
- De Rossi tutto Rosso: il buon Daniele si presenta nel dopopartita letteralmente scandalizzato, incredulo per lo spintone del bullo belga al suo pivellino difensore. Sappiamo e ricordiamo tutti De Rossi calciatore, e tra bullo e pivellino... beh, anche stavolta fate un po' voi a piazzare Capitan, pardon, Mister Futuro nella giusta casella.

CONCLUSIONI: i tre punti alla prima sono sempre importanti, ancor di più se si parte da una trasferta difficile come quella di Genova. Un Napoli dalla doppia faccia che, se da una parte fa quasi spaventare per la pochezza del primo tempo, dall'altra fa sperare per l'ottima seconda frazione di gioco. 
Quale sarà dunque il vero Napoli? La prossima gara col Como potrebbe darci già alcune importanti risposte.

FORZA NAPOLI SEMPRE

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