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venerdì 8 maggio 2020

Mindhunter (Stagioni 1 e 2)

Come nasce lo studio dei Serial Killer? Com'è nata la figura del Profiler? "Mindhunter" è una bella Serie di 2 Stagioni (per ora) che, ambientata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, ci mostra proprio come sono nate le figure del Serial Killer e di chi li caccia, in una interessante rassegna di criminali, che impareremo a conoscere meglio grazie alle interviste dei due Agenti protagonisti della Serie.
Il giovane Holden Ford e il più esperto Bill Tench, quindi, collaboreranno insieme alla professoressa Wendy Carr (Anna Torv, l'indimenticabile Olivia Dunham di Fringe), per far sì che venga sviluppato lo studio di una nuova tipologia di assassino: il Serial Killer. Ci sarà dunque qualche caratteristica ricorrente, qualche tratto distintivo, qualche trauma fisso nella vita di questi criminali seriali? Se così fosse, ovviamente, questa scoperta potrebbe aiutare, e non poco, la ricerca e l'identificazioni di nuovi assassini seriali. Tra un'intervista e l'altra, di certo non facili, nelle carceri di massima sicurezza dove sono rinchiusi questi oscuri personaggi, i due Agenti incontreranno non poche difficoltà per far sì che il loro lavoro possa essere valorizzato e preso sul serio. Sullo sfondo, una serie di omicidi riguardanti bambini afroamericani, che ovviamente i due cercheranno di fermare, e la misteriosa genesi di un nuovo misterioso Serial Killer. 
Tutti i criminali presenti nella Serie, come Charles Manson (che troviamo nella Seconda Stagione), sono Serial Killer realmente esistiti ed esistenti. Ecco perché la storia è ancora più interessante.
(VOTO: 8 - Genesi del Male)

martedì 22 ottobre 2019

C'era una volta a... Hollywood (2019)

Dell'ultimo film di Quentin Tarantino se n'è parlato tanto e ovunque, e questa quindi non sarà l'ennesima recensione (anche perché non sono un critico né un esperto) di "C'era una volta a... Hollywood", ma soltanto qualche considerazione personale.
Per cominciare: è o non è un film alla Tarantino? Certo che lo è. Diverso, se vogliamo, ma tra un dialogo e un'inquadratura di Tarantino in questo film ce n'è tanto. E la storia, che molti non hanno apprezzato perché debole, rarefatta, forse troppo semplice, a me non è dispiaciuta affatto, e tra bei dialoghi, grandi prove degli attori (Brad Pitt e Leonardo DiCaprio straordinari), e alcune scene già diventate mitiche (Bruce Lee e Lanciafiamme, per fare un paio di esempi), il film scorre e interessa che è una meraviglia. Almeno per quanto mi riguarda.
Dunque... mi è piaciuto? Sì, decisamente, anche se non posso certo dire che sia il mio preferito della filmografia di Tarantino.
Una piccola nota, o meglio un consiglio prima di fare qualche considerazione spoilerosa: per apprezzare al meglio questo film, è fondamentale affrontarlo con una piena conoscenza della tragica vicenda di Cielo Drive dell'agosto del '69. Ecco, senza conoscere quella storia, "C'era una volta a... Hollywood" perde davvero tanto...


(SPOILER)