giovedì 19 novembre 2020

Boris (Stagioni 1-3)

Tra le mie Serie TV preferite di sempre ce n'è anche una italiana. Una Serie di un genere che di solito non amo tantissimo, a parte delle eccezioni come "The Big Bang Theory" o "The Office". Stiamo parlando ovviamente di "Boris", Serie TV di 3 Stagioni andata in onda ormai qualche anno fa, e che, ahimè, non è più tornata; a parte un film altrettanto interessante.
La genialità di questa Serie tutta italiana la si può constatare da subito, già dalla sigla iniziale, "Gli Occhi del Cuore" cantata dai mitici Elio e le Storie Tese. La sigla ci presenta subito i personaggi più importanti, a cominciare dal povero Stagista Alessandro. E via, con una serie di personaggi straordinari, che a fine visione ci resteranno nel cuore.
Ma torniamo al cuore, appunto. Anzi, ai suoi occhi...

Perché "Boris", che poi altro non è che il nome del Pesciolino Rosso nella boccia che si porta sempre dietro il Regista (e che cambia a ogni suo nuovo progetto, rifacendosi nei nomi ai miti del Tennis), è geniale anche nella struttura. Nella Fuori Serie Italiana, infatti, seguiamo il dietro le quinte di un set televisivo alle prese con la fiction "Gli Occhi del Cuore 2". Attori impresentabili e sceneggiature imbarazzanti daranno quindi vita a una Serie nella Serie a cui ben presto, nonostante faccia decisamente cagare, ci affezioneremo parecchio. Sì, perché io non vedevo l'ora di saperne di più di quella storia imbarazzante ambientata in un ospedale, con il dottor Giorgio interpretato dal grande attore, anzi dal divo Stanis La Rochelle interpretato da Pietro Sermonti. E accanto a Giorgio, ecco Giulia, interpretata dalla star Corinna Negri interpretata a sua volta da Carolina Crescentini. Ma come recitano i due attori principali di "Gli Occhi del Cuore"? Vi basterà sentire i commenti del mitico Regista René Ferretti (straordinario Francesco Pannofino) durante le riprese per capirlo. Già, il Regista, il mio personaggio preferito in assoluto; rido ancora adesso nel ricordare i suoi commenti durante le riprese, e i suoi inni alla "non qualità". Ma di personaggi iconici, "Boris", ce ne ha regalati tanti. Dicevamo di Stanis, il divo che se la tira, a tratti (tanti) insopportabile, e che vede sempre oltre, anzi oltreconfine, perché lui, si sa, odia ciò che nella fiction... è troppo italiano. Come troppo italiano, direi, è il mitico Direttore della Fotografia, Duccio, che con l'Elettricista Biascica forma un duo formidabile di un certo tipo di italianità spesso riscontrata in molti ambienti lavorativi. Ma salendo su, ai piani alti, fino ad arrivare al terribile Dottor Cane, di certo le cose non migliorano...
Bravi e divertenti lo Stagista e l'Assistente alla Regia, Alessandro e Arianna. Straordinarie anche tutte le varie attrici che si alterneranno nel corso di "Boris", anzi, de "Gli Occhi del Cuore" (e non solo; ma niente Spoiler neanche qui). Permettetemi però la mia personale preferenza: Karin. Occhi a cuoricino. Grazie.
Ah... e che dire dei tre Sceneggiatori? "A pezzi di merda! Stronzi!" Così... de botto! Straordinari. Fantastico anche il personaggio (o personaggi) interpretato da Corrado Guzzanti (sua sorella Caterina è Arianna).
Per concludere, senza anticipare nulla a chi, povero lui, ancora non ha visto questa Serie (correte a farlo), "Boris" è, peccato per il buon Stanis, un vero e proprio ritratto di un certo tipo di italianità nel mondo del lavoro e, soprattutto, dello spettacolo: incapaci raccomandati, ricerca del maggior guadagno possibile a discapito della qualità, cinismo allo stato puro condito da falsità e ipocrisie varie. E, se non fosse per René e gli altri, ci sarebbe davvero da piangere di fronte a uno scenario del genere. 
Bello anche il finale, con una sorta di colpo di scena con René che...
L'ho già detto correte a vederlo? O rivederlo, come ho fatto io.
E... AZIONE!
(VOTO: 10 - Perché a noi la qualità c'ha rotto il cazzo! Viva la merda!)

11 commenti:

  1. La miglior serie TV, senza dubbio.
    Non hai citato il grande Glauco (Tirabassi) e..Bucio de culo! (Fantastica la scena del teatro con lo stagista schifato e lo sceneggiatore che ride come un matto).
    La terza stagione è la meno bella, per me.
    Comunque dieci. Che cult!

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  2. Ahahahah hai ragione... mi sono limitato a citare Corrado Guzzanti perché lo adoro, ma Martellone e Glauco qui sono agli stessi livelli. Mamma mia che spettacolo i personaggi di questa Serie 🤣

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  3. Grandissima serie, una delle mie preferite e delle più citate durante le giornate. Pensa che quando ho conosciuto la mia ragazza, mi fa "piacere Corinna, per favore non darmi della cagna maledetta" e ancor a oggi se c'è lo raccontiamo ci mettiamo a ridere.

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  4. No dai, fantastico! 😂
    Ma infatti anche per me è una citazione continua. Il bello è che spesso trovo gente che ovviamente non coglie, ma io cito comunque :D Un po' come faccio con i Simpson, tra l'altro 😅

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. La serie mi è piaciuta parecchio, anche se in realtà ha qualche strafalcione da... serie italiana (comunque diciamo le prime due serie molto belle, la terza un po' in declino). In un certo senso non credo sia stata un'idea difficile da formulare, e si potrebbe ripetere riguardo ad altri settori, parlando perché e il percome in Italia siamo conciati così. Suburra prima stagione, prima di diventare una vaccata con la seconda serie quando è cambiato lo sceneggiatore, non puntava alla risata ma lo sguardo era un po' quello.

    La differenza di Boris con la commedia all'italiana (che salvo qualche raro caso io odio parecchio) sta nel fatto che il malcostume è sì oggetto di risata, ma le cose non sono liquidate con un'autoindulgente strizzata d'occhio allo spettatore, con quella bonomia che riassume tutto con "eh siamo fatti così" e assolve tutti quanti. C'è gente che certe situazioni le odia e che soffre giorno per giorno a farci i conti. E sebbene non privi di difetti, molti connazionali la vedono proprio così.

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  7. Sono d'accordo, e Boris lo dimostra anche nel finale, se vogliamo. Concordo anche con Suburra: mi è scaduta talmente tanto che, nonostante sia uscita da un po' la terza stagione, non ho sentito la minima esigenza di andarmela a guardare. E non so nemmeno se lo farò prossimamente.

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  8. Beh, sì: capolavoro.
    E non descrive appunto solo il modo italiano di fare certi sceneggiati, ma proprio un approccio italiano al lavoro., come hai detto.
    Geniale.

    Moz-

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  9. Eh sì, e ti dirò: rivedendola oggi, con qualche anno di lavoro in più alle spalle rispetto alla prima visione, mi è sembrata ancora più attuale...

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