martedì 17 marzo 2026

NOS4A2 (Stagioni 1 e 2)

Tratta dal romanzo di Joe Hill, illustre figlio di Stephen King, la serie tv "NOS4A2" è sbarcata da qualche tempo anche su Netflix. Non avendo letto il libro, ho provato a recuperarlo prima di guardarmi la serie, ma è fuori catalogo e le copie che si trovano in giro hanno prezzi davvero esagerati. Sì, ci sarebbe l'ebook... ma niente, non riesco ad amarli, è più forte di me. 
Quindi, curioso di questa storia partorita dalla mente del figlio di King che, dicono, non sia niente male come scrittore (proverò), ho deciso di guardare direttamente la serie tv: la giovane Vic McQueen ha il dono di rintracciare cose e persone perdute attraverso uno strano portale sovrannaturale che le si palesa come un vecchio ponte da tempo abbattuto. Questo potere la porterà ben presto a scontrarsi con Charlie Manx, un essere all'apparenza immortale che rapisce bambini a bordo della sua Rolls-Royce "Spettro" del '38. Ma qual è lo scopo di Manx? E cosa si nasconde dietro il magico posto, chiamato Christmasland, in cui porta i bambini rapiti?

Due stagioni, 20 episodi, e una cancellazione della terza direi indolore. La storia, infatti, potrebbe tranquillamente concludersi alla fine della seconda stagione, con un finale sì aperto, ma neanche troppo. La classica scena finale da film horror senza troppe pretese, che se da una parte ti fa quasi venir voglia di vedere un sequel, dall'altra, dopo qualche minuto di riflessione, ti fa pensare che in realtà potrebbe pure non fregartene nulla. 

Il principale problema di questa serie tv, secondo il parere di uno che non ha letto il libro e che, quindi, non conosce la storia completa, è che il tutto poteva essere raccontato e messo in scena in una semplice miniserie di 6 (massimo 8 a voler star proprio larghi) episodi. Lunga, davvero troppo lunga e con tempi morti e ripetitivi che rovinano una storia che compressa, senza fronzoli e inutili ripetizioni avrebbe reso sicuramente meglio.

Peccato poi per la resa scenica di alcune situazioni, come la mitica Christmasland, che da posto dei sogni ci appare poi come la brutta copia di un'attrazione a tema natalizio in un parco divertimenti non curato. 


Buone le prove degli attori, anche se a volte si ritrovano a dover interpretare situazioni al limite del credibile (e non parlo di sovrannaturale). Da sottolineare, comunque, che non è che abbia capito granché la scelta di una mamma più grande della figlia di una decina d'anni. E in maniera anche evidente, direi...

Poteva poi, secondo me, essere raccontata e gestita meglio la genesi di Charlie Manx, un personaggio interessante ma a cui manca qualcosa.

E l'orrore? Ce n'è, ma mai spinto, laddove, forse, il vero orrore lo mette in atto e lo interpreta un personaggio umano, del tutto umano, e non mostruoso come Manx. 
Una serie tv a cui si può dare uno sguardo, pronti però a sorbirsi ripetizioni e tempi decisamente troppo, troppo allungati.
VOTO (da 1 a 5): 📺📺📺 - Benvenuti a Christmasland. Ma anche no

Nessun commento:

Posta un commento