Ammetto di non essermi particolarmente legato alla Nazionale di Rino Gattuso, ma allo stesso tempo non posso nascondere la mia profonda delusione per non poter vivere, ancora una volta, un'estate mondiale con gli Azzurri. Assisterò dunque ai prossimi mondiali così come vi ho assistito ai precedenti due: in maniera distaccata. Per me il calcio è tifo, passione, e laddove viene a mancare il parteggiare per questo o quell'altro colore... insomma, tutto perde quasi ogni significato. Che la Francia, il Brasile, la Spagna o l'Argentina diano spettacolo, per quanto mi riguarda è relativo. Bene, bello, bravi. Ma non proverò mai, di fronte a una prodezza di Mbappé o Yamal, la stessa emozione che proverei per un gol di chiappa in caduta del tutto involontaria di uno Spinazzola qualsiasi.
Terzo mondiale a casa. L'Italia. La Nazionale con quattro stelle sul petto.
Terzo mondiale a casa. L'Italia. La Nazionale con i vertici federali più indecenti della storia.
Non è servito neanche il record di essere l'unico presidente della storia a farci vivere due mancate qualificazioni a un mondiale consecutive, per far staccare dalla poltrona il presidente della FIGC. Se ci aggiungiamo anche la figuraccia fatta allo scorso Europeo, capiamo subito che ci troviamo di fronte a un'anomalia (chiamiamola così) assoluta.
Ma questo vuole essere soltanto un brevissimo post di sfogo senza cadere negli insulti facili. Quindi meglio controllarsi e andare a chiudere.
Auspico soltanto che adesso, dopo questa ennesima apocalisse, qualcuno (che sia il prossimo Consiglio Federale, il presidente Mattarella o Gesù Cristo prossimo alla resurrezione) resetti tutto, dal primo all'ultimo: dal presidente della Federazione, incapace persino di fare la cosa più semplice di tutte, la più naturale dopo tutto ciò che è successo, ovvero dimettersi; al CT di questa squadraccia con addosso la maglia azzurra con le 4 stelle, incapace (mi dispiace, Rino, credimi) di presentare non una Nazionale di campioni (quelli non ci sono da tempo), ma almeno di giocatori meritevoli di una chiamata, di una chance. Forse non sarebbe cambiato niente. Forse, almeno, non avremmo visto gente come Frattesi e questo Di Marco in campo, per fare un esempio, o una squadra presa a pallonate dall'inizio alla fine da una modestissima e orgogliosissima Bosnia-Erzegovina (qualificazione meritatissima).
Fine dei giochi, quindi. Mai iniziati, a dire il vero, da quel lontano, mitologico, ormai, trionfo mondiale di ben 20 anni fa.
Sì, 20 ANNI FA.
Sì, 20 ANNI FA.

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