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domenica 28 dicembre 2025

"Il Destino degli Dèi" in NASF 21 - Questo Mondo è Impazzito

Anche quest'anno, per la 21a edizione del Concorso N.A.S.F., Nuovi Autori Science Fiction, sono riuscito a tirar fuori un buon racconto che, alla fine, è risultato tra i selezionati per l'antologia (che potete trovare qui). Quest'anno il tema era Questo Mondo è Impazzito, e ammetto di aver avuto qualche difficoltà nella stesura della storia, soprattutto nel cercare di non trovarmi fuori tema. Il mio racconto selezionato, "Il Destino degli Dèi", era partito infatti da un'idea che inizialmente faticava un po' a ritrovarsi pienamente nell'argomento, ma, come spesso accade, poi pian piano il tema me lo sono ritrovato lì, tra le righe, tra la follia di un solo uomo, il dottor V., e la follia di ciò che si trovava intorno a quell'uomo...

giovedì 14 maggio 2020

The Lighthouse (2019)

Ho aspettato invano l'arrivo di "The Lighthouse" nei cinema italiani, e dopo l'uscita in DVD, e la situazione pandemica attuale, ho ben capito che quell'arrivo non ci sarebbe stato. E allora via con la visione casalinga di uno dei film che, fin dal lancio del primo trailer, attendevo di più.
La seconda opera di Robert Eggers, di cui mi era già piaciuta tantissimo la prima, "The Witch", non delude affatto, e per quanto mi riguarda il regista statunitense quindi riesce a fare due su due. Un film, questo Faro, girato completamente in bianco e nero, che per la storia narrata è una scelta del tutto azzeccata. Come risulta azzeccato anche il formato in 35mm. Ma di cosa parla questo film?
Due uomini, il vecchio custode stagionale del faro Thomas Wake e il suo giovane assistente Ephraim Winslow, si ritrovano ad affrontare per quattro settimane il loro turno su un'isola sperduta. Questo breve soggiorno, però, si trasformerà presto, soprattutto per Ephraim, in una convivenza molto difficile, costellata da litigi, visioni, lavori pesanti e... un'attesa più lunga del previsto. Anche in questo film, quindi, Eggers affronta il tema della follia da solitudine, così come in The Witch, dove a isolarsi era stata un'intera famiglia. Al contrario di quest'ultimo, però, The Lighthouse pecca proprio nella parte "sovrannaturale", se proprio vogliamo trovarcene una. Argomento forse soltanto toccato, e per questo a mio parere paradossalmente sovraesposto in maniera esagerata. Il resto del film, però, mi è piaciuto parecchio, a cominciare dalle belle prove dei due attori; e se Willem Dafoe non aveva bisogno di conferme, particolarmente piacevole è stata quella di Robert Pattinson, sempre più lontano (per fortuna) da quel pallido (in tutti i sensi) ruolo che tanto lo ha segnato.

venerdì 28 febbraio 2020

CORONAFOBIA

Parliamoci chiaro: quando, oltre all'esagerato, spesso immotivato e dannoso (povera Italia...) allarmismo che si registra nei confronti del Coronavirus, vieni a sapere che la famosa Birra Corona ha subìto nell'ultimo periodo un crollo delle vendite proprio per colpa del sopracitato virus... ti viene davvero da pensare che un'epidemia, anzi una pandemia, anzi un'estinzione di massa ce la meriteremmo davvero tutta. 
Cosa potrà mai spingere un essere umano a non comprare una birra chiamata "Corona" in un periodo come questo? Cosa potrà mai pensare un essere umano di trovare in quella birra? Forse, tra una bollicina e l'altra, il virus che porta il suo nome? Che poi, se proprio volessimo essere precisi, al massimo dovrebbero temere una birra chiamata COVID-19, perché di "Coronavirus" ne girano vari da un po' di anni. Ma qui siamo a un livello forse davvero troppo complicato per queste persone.
Concludendo: più passa il tempo più penso che ci sia davvero bisogno di rivedere il concetto di Suffragio Universale. A livello mondiale, ovviamente.

giovedì 31 luglio 2014

American Horror Story: Asylum

Era difficile trovarsi di fronte a una seconda Stagione di “American Horror Story” all'altezza della precedente. Gli autori, però, rimescolando tutte le carte, ci sono riusciti alla grande. Cambia la storia, radicalmente, che non ha più nulla a che fare con la precedente. Non ci troviamo più a fare i conti con una casa infestata, ma con un altrettanto inquietante posto: un manicomio. Il tutto ambientato nel 1964. Non cambia gran parte del cast, alle prese con l’interpretazione di altri personaggi. Jessica Lange, per esempio, è qui la severissima Suor Jude, “capo” del manicomio, che sulle note di “Dominique” ci farà precipitare in una spirale di orrore e cattiveria senza via d’uscita. O forse sì.
Non manca ovviamente la parte paranormale: la prima puntata ci mette subito di fronte ai rapimenti alieni. È così che Kit Walker (Evan Peters) si ritroverà rinchiuso nel terribile Istituto di Briarcliff, in attesa di una probabile pena di morte per l’uccisione della sua amata moglie; del resto, chi può mai parlare di rapimenti alieni? Un pazzo, appunto.
Le possibilità di salvezza di Kit s’intrecceranno con quelle di altri disperati rinchiusi nel manicomio, alcuni innocenti, altri un po’ meno, e passerà per le mani di personaggi via via sempre più inquietanti, come il Dottor Arthur Arden, il Monsignor Timothy Howard e il Dottor Oliver Thredson, senza mai dimenticare  Suor Jude (ancora una volta straordinaria Jessica Lange) e la sua dolce discepola, l’innocente Suor Mary Eunice, che dopo un esorcismo (non manca neanche quello) non sarà più la stessa. 
Un grande Finale di Stagione chiude in maniera impeccabile l’Asylum, e ancora una volta ci mette di fronte all'enorme divario tra le fiction italiane e quelle di altri Paesi, in cui c’è l’imbarazzo della scelta nel decidere quale delle parti che le compongono siano più belle: la storia, i dialoghi, la fotografia, gli attori e le loro interpretazioni.
(VOTO: 9 - Follia Lucida)