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sabato 3 maggio 2025

Mickey 17 (2025)

Ero molto curioso di vedere "Mickey 17", l'ultimo film di Bong Joon-ho, che avevo già apprezzato nei suoi precedenti lavori, tra i quali c'è anche il pluripremiato "Parasite". Qui si torna alla fantascienza, già affrontata dal regista sudcoreano con "Snowpiercer", e ci ritroviamo in un futuro lontano dove faremo la conoscenza di Mickey 17, un "sacrificabile". Grazie a un sistema avanzato di stampa umana, infatti, il nostro eroe ha la (s)fortuna di poter essere appunto sacrificato per vari esperimenti o prove, proprio perché è possibile, dopo ogni sua morte, ristamparlo così com'era, con tutti i suoi ricordi e tutte le sue caratteristiche. Ecco allora che verrà anche inviato in una spedizione spaziale per la colonizzazione del pianeta ghiacciato Niflheim. Durante questa missione, però, qualcosa va storto, e ne succederanno delle belle...

martedì 1 settembre 2020

TENET (2020)

È proprio con il film che aspettavo con più ansia in questo 2020 che sono tornato finalmente al Cinema. In sala, tra l'altro, sono stato molto fortunato, visto che eravamo in pochi, nella nostra fila (Christopher Nolan è uno dei pochi punti d'incontro cinematografici che ho con mia moglie) c'era soltanto un'altra coppia a otto/nove poltrone di distanza, e davanti a noi nessuno. Insomma, mascherina a parte (nota di merito ai miei compagni di visione: la indossavano tutti), un vero e proprio sogno!
Ma passiamo al film, di cui ovviamente hanno già parlato in tanti, e quindi via, uno in più, uno in meno, ci sono anch'io. E visto che, come cerco di fare sempre più spesso, eviterò spoiler, non starò qui a spiegarvi il film, ma semplicemente a parlarne dal punto di vista delle impressioni personali di un fan di Nolan.
Innanzitutto, di cosa parla questo complessissimo (così descritto) TENET? 
Un agente americano che lavora per la CIA partecipa a un'operazione in Ucraina, durante un attentato terroristico in un teatro dell'opera. Scoprirà però ben presto che l'operazione era anche un test per metterlo alla prova su fedeltà e... dedizione al ruolo che dovrà coprire. Un ruolo di cui inizialmente verrà a sapere davvero poco, ma da cui - gli dirà una scienziata mentre lo introduce nel fantastico modo delle pallottole che non vengono sparate, ma prese - dipenderanno le sorti dell'umanità. Ecco allora che comincerà un vero e proprio viaggio non nel tempo, ma, se vogliamo, attraverso. Ovviamente al contrario.

giovedì 14 maggio 2020

The Lighthouse (2019)

Ho aspettato invano l'arrivo di "The Lighthouse" nei cinema italiani, e dopo l'uscita in DVD, e la situazione pandemica attuale, ho ben capito che quell'arrivo non ci sarebbe stato. E allora via con la visione casalinga di uno dei film che, fin dal lancio del primo trailer, attendevo di più.
La seconda opera di Robert Eggers, di cui mi era già piaciuta tantissimo la prima, "The Witch", non delude affatto, e per quanto mi riguarda il regista statunitense quindi riesce a fare due su due. Un film, questo Faro, girato completamente in bianco e nero, che per la storia narrata è una scelta del tutto azzeccata. Come risulta azzeccato anche il formato in 35mm. Ma di cosa parla questo film?
Due uomini, il vecchio custode stagionale del faro Thomas Wake e il suo giovane assistente Ephraim Winslow, si ritrovano ad affrontare per quattro settimane il loro turno su un'isola sperduta. Questo breve soggiorno, però, si trasformerà presto, soprattutto per Ephraim, in una convivenza molto difficile, costellata da litigi, visioni, lavori pesanti e... un'attesa più lunga del previsto. Anche in questo film, quindi, Eggers affronta il tema della follia da solitudine, così come in The Witch, dove a isolarsi era stata un'intera famiglia. Al contrario di quest'ultimo, però, The Lighthouse pecca proprio nella parte "sovrannaturale", se proprio vogliamo trovarcene una. Argomento forse soltanto toccato, e per questo a mio parere paradossalmente sovraesposto in maniera esagerata. Il resto del film, però, mi è piaciuto parecchio, a cominciare dalle belle prove dei due attori; e se Willem Dafoe non aveva bisogno di conferme, particolarmente piacevole è stata quella di Robert Pattinson, sempre più lontano (per fortuna) da quel pallido (in tutti i sensi) ruolo che tanto lo ha segnato.