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martedì 21 maggio 2013

L'Ultimo Casalromano (?)

Nella mia carriera da "Nomade" posso finalmente aggiungere anche un "Casalromano". Questo piccolo paese del Mantovano è sicuramente sconosciuto a molti. Non a chi, però, segue con un certo interesse il gruppo musicale più longevo d’Italia (e non solo), sulla scena ormai da 50 anni. E per scena, intendo quella vera, quella fatta di dischi di inediti che esordiscono tra le prime tre posizioni della classifica dei più venduti, quella fatta di concerti con folle sempre grandissime e partecipanti, e di iniziative benefiche straordinarie. Il gruppo in questione ovviamente è quello dei Nomadi, una band che nei 50 anni della sua storia ha saputo rinnovarsi e reinventarsi con il paradosso di restare sempre se stessa. 
Dicevo di Casalromano, un piccolo centro che da decenni è uno dei punti fermi della storia dei Nomadi, ospitando il grande evento del Raduno dei Fans Club (tantissimi in Italia). Probabilmente, come ha annunciato anche lo stesso Beppe Carletti, quello di quest’anno è stato l’ultimo Casalromano (soliti problemi "amministrativi"...). Ma stiamo parlando di Nomadi... quindi di una storia senza fine e, di conseguenza, la prospettiva di una fine del mitico “Casalromano” non riesco proprio a prenderla in considerazione. Se proprio dovesse accadere, poi, citando Beppe... vorrà dire che il Raduno si sposterà di qualche chilometro.

giovedì 28 marzo 2013

Beppe Carletti - Io Vagabondo (50 anni di vita con i Nomadi)

Nell'anno in cui i Nomadi festeggiano 50 anni di straordinaria carriera, Beppe Carletti, Tastierista, Leader e Fondatore del Gruppo nel lontano ’63, ci racconta la vita di questo incredibile fenomeno musicale tutto italiano, in un libro molto bello, una biografia divisa in 50 capitoli e che ci farà ripercorrere le tappe fondamentali dei Nomadi, dalla nascita alla morte data per certa in più occasioni dai soliti disfattisti, alla prima e alla seconda rinascita. 
La storia dei Nomadi non è la storia di un gruppo musicale qualsiasi. Lo si capisce già dai primi anni, in cui il beat esplodeva e i ragazzi di Novellara, con Augusto e Beppe su tutti, pensavano a offrire al pubblico qualcosa in più rispetto alla miriade di gruppi che nascevano in quegli anni: del contenuto. Già, non soltanto musica e ritornelli scanzonati, ma contenuti. Dopo il classico manifesto del movimento beat, “Come potete giudicar”, i Nomadi continuano su quella linea, dimostrandolo subito con i primi successi, firmati da un allora sconosciuto cantautore emiliano, un certo Francesco Guccini: “Noi non ci saremo”, “Dio è morto”, “Canzone per un’amica”. I Nomadi, quindi, gettano subito le basi per quello che poi diventeranno: un Gruppo diverso, anticonformista, fuori dagli schemi, dalle mode, dai soliti giri. È per questo, come ci racconta Beppe, che i Nomadi andranno incontro a grandi difficoltà nel circuito nazionale musicale, ma è proprio e soprattutto per questo che i Nomadi diventeranno quello che sono oggi, a distanza di 50 anni dalla fondazione, cioè uno dei Gruppi Musicali più longevi al mondo e con un seguito ancora straordinario.