venerdì 19 luglio 2019

L'Arcobaleno

Cominciamo: ti prendi un giorno di permesso, ti viene revocato il giorno prima, e quindi vai a lavorare sperando di fare il prima possibile. Ci riesci, ma devi correre in un'altra Sede per coprire un collega che ha avuto un problema e che, ti assicurano, arriverà comunque a darti il cambio. Arriva.
Metà giornata è andata, così come la gita sul Lago di Garda che avevi in programma con tua moglie prima del concerto della sera. Ma corri comunque a casa, ti prepari, sotto un cielo talmente grigio da non sembrare grigio ma nero. Tuoni, fulmini, pioggia. Con tua moglie passi dalla Decathlon a prendere un poncho, una mantella, qualsiasi cosa che possa proteggerti dalla pioggia che tutte le varie App, i vari Meteo Televisivi, i vari esperti annunciano a secchiate in serata, proprio lì, proprio sull'Anfiteatro del Vittoriale dove è in programma quel concerto che aspettavi da tanto. Ed eccola, la pioggia a secchiate, durante tutto il viaggio verso Gardone Riviera e il suo splendido Anfiteatro. Pioggia, pioggia e ancora pioggia. Una giornata nata male che sta continuando male e che, scommetti, finirà anche peggio. Ma cosa vuoi che sia un concerto sotto la pioggia alle soglie dei quarant'anni? Nulla, proprio nulla; è solo che ti scoccia decisamente assistere a un concerto sotto un diluvio, con o senza postumi. Ma arrivato a Gardone Riviera almeno una cosa ti va bene: un parcheggio proprio di fianco all'Anfiteatro: 2 euro e ti basta attraversare la strada. Bene. Anzi, quasi bene... perché continua a piovere, e tanto. Dunque aspetti, continuando a guardare le varie App Meteo che... niente, non ti lasciano scampo: icona con nuvola nera, pioggia e un bel fulmine giallo, proprio tra le 20 e le 23, quasi come per sbeffeggiarti. Ma almeno hai il poncho, e mentre tua moglie lo indossa già, tu sfidi la pioggia e, in fondo, ma proprio in fondo, speri che gli esperti si siano sbagliati.
E allora passa il tempo. Il Tempo che passa è l'unica cosa certa in questa parte di Universo. Come la morte, certo, ma anch'essa strettamente legata al Tempo. La pioggia cala d'intensità, e ne approfitti per farti un giro e per goderti un panorama fantastico...
Un panorama che ti mostra sprazzi di sereno inaspettati e che sembrano voler sfidare ogni previsione. E arrivano le 20:15, con l'apertura dei cancelli. E ti metti in fila, senza poncho e senza ombrello, perché da qualche minuto la pioggia ha smesso. Il cielo sopra la tua testa è grigio, ancora grigio, ma intorno qualcosa sembra stia cambiando. Passi i controlli, ti staccano il biglietto, ti avvii verso l'Anfiteatro e...



Un Arcobaleno. Sembra quasi che venga fuori dal palco. Almeno l'entrata, la tua entrata, è grandiosa. Certo, forse si tratta solo di una pausa, ma cosa importa? Godiamoci il momento, godiamoci l'arcobaleno che proprio non vuole saperne di dissolversi, e che resta lì davanti agli occhi tuoi e di tua moglie seduti (il poncho l'hai messo anche tu, stavolta, per scaramanzia; sei un modenese d'adozione, ma le origini campane restano) per almeno mezz'ora. E intanto il cielo si schiarisce del tutto, le nuvole si dissolvono insieme all'arcobaleno. E arriva il momento del concerto. Il gruppo che ascolti fin dall'adolescenza entra sul palco in una cornice da sogno. Ed eccoli lì, i Garbage, eccola lì, Shirley Manson, che come te ci tiene a sottolineare la spettacolarità della cornice. E in cielo, a gustarsi lo spettacolo e a dare spettacolo anch'essa, incosciente della sua bellezza, arriva persino la Luna.
Previsioni Meteo clamorosamente smentite, così come quella sfiga che sembrava non volerti proprio abbandonare.
Viva i Garbage, viva Shirley, viva la Musica e viva le sorprese. Le belle sorprese annunciate dagli arcobaleni.

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