lunedì 29 luglio 2019

Midsommar - Il Villaggio dei Dannati (2019)

Dallo stesso regista di "Hereditary", Ari Aster, ecco "Midsommar". E se, per quanto riguarda il primo film, all'uscita dalla sala restai decisamente deluso, per fortuna non è accaduto dopo la visione di questa seconda opera del regista statunitense. In Hereditary a mio parere le aspettative non vennero mantenute, e tutto si rivelò come l'ennesimo film sui demoni/spiriti, che col passare dei minuti andava a incanalarsi in una storia senza senso, che avrebbe potuto terminare molto prima senza tutte le inutili peripezie di entità distratte e incapaci di fare ciò per cui, in teoria, "esistono". 
"Midsommar" è invece un film che racconta una storia concreta, forse un po' troppo allungata, ma coerente e a tratti inquietante. Il villaggio svedese in cui si svolge il film di certo non è qualcosa di mai visto, di originale, ma la descrizione e la messa in scena delle tradizioni di quella comunità è comunque affascinante e, come detto, molto inquietante. I giovani americani - portati lì da un loro amico originario della zona - che si ritrovano in quella nuova dimensione, tra sacro e profano (decisamente profano, direi), avranno infatti qualche difficoltà nel vivere con spensieratezza la Festa di Mezza Estate che si tiene nel villaggio ogni 90 anni. Tra la forte luce del Sole dell'estate nordeuropea, il film riesce a calare anche noi tra le ghirlande di fiori e i banchetti in onore della nostra Stella, e non ci lascerà certo indifferenti.
Unico piccolo difetto: la durata. Con qualche minuto in meno, il film sarebbe stato forse più godibile. Per il resto, un film assolutamente consigliato, che con la sua luce oscura del tutto (non che ci volesse tanto) il precedente Hereditary.
(VOTO: 7,5 - Che abbia inizio la Festa)

1 commento:

WilsaOblen ha detto...

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