E niente, San Siro sponda nerazzurra continua a essere un tabù per il Napoli. Gli azzurri, infatti, non vincono a Milano contro l'Inter dal 30 aprile 2017. Allora ci pensò José Callejón. Stavolta, comunque, ci hanno provato Politano e Hojlund, prima del mezzo harakiri della squadra di Allegri di sabato scorso. Sì, perché quando sei avanti di 2 gol all'inizio del secondo tempo, per farti rimontare e addirittura andare a perderla qualcosa di tuo ci devi mettere. O levare.
Fatto sta che il Napoli incappa nella seconda sconfitta di fila, seconda su tre in questo inizio di campionato; non il massimo nell'anno del centenario...
Io la partita l'ho vista a metà (ero a Genova per il weekend di compleanno di Lorenzo), lasciando il Napoli sullo 0-2. Abbandonata quindi la visione, o meglio, a quanto pare, il mio influsso positivo, tutto è andato in fumo...
LA PARITA:
Il Napoli però non ha giocato male, anzi. Va a San Siro e se la gioca faccia a faccia contro la squadra Campione d'Italia e, per quanto mi riguarda, ancora la più forte del campionato, dando così vita a una grandissima partita, sicuramente la più bella (e parlo in generale) di questo inizio di campionato.
Gli azzurri, dopo un ottimo primo tempo con due grandi occasioni di Anguissa non sfruttate, si ritrovano a inizio di secondo tempo comunque con un doppio vantaggio, grazie alle reti di Politano prima e Hojlund poi, nel giro di 3 minuti. 0-2 al 53' e partita in ghiaccio? Assolutamente no. Con squadre come l'Inter il doppio vantaggio non può farti star tranquillo neanche a 5 minuti dalla fine. E proprio questa mancanza di tranquillità è risultata fatale al Napoli, che dopo il gol dell'1-2 firmato Lautaro Martinez, arrivato poco dopo il raddoppio, comincia a cambiare atteggiamento, o meglio a mostrare chiaramente un cambio di atteggiamento anche e soprattutto con i cambi. Ma il Napoli, alla fine, riesce comunque a tenere, e il gol del pareggio arriva soltanto all'82'. Ciononostante il Napoli ha la forza di confezionare addirittura altre 2 occasioni per tornare di nuovo avanti, una delle quali, quella di Anguissa (ancora!), risulta clamorosa.
E fatale.
Dopo il mancato colpo del ko inferto, infatti, arriva quello subìto: il 3-2 di Lautaro allo scoccare del 90' è un vero e proprio colpo al cuore.
I GOL:
(0-1) Buona la Terza: dopo un errore in uscita della difesa interista, il Napoli riesce ad approfittarne soltanto al terzo tentativo. Il primo è il tiro di Alisson Santos, poi arriva quello di Politano, e infine ancora lui, Politano, a ribadire finalmente il pallone in rete.
(0-2) Palla che non esce, entra: un pallone ribattuto verso la linea laterale sembra destinato a uscire... ma si ferma. Il primo a vederlo è Di Lorenzo, che passa subito a Hojlund. Il danese non fa complimenti, e da fuori area piazza un sinistro all'angolo alla destra di Martinez, imparabile. Altro gran gol dopo quello al Como.
(1-2) L'Inter c'è: dopo un 1-2 così, una squadra normale faticherebbe a reagire. L'Inter squadra normale non lo è, e lo fa capire subito con Di Marco che mette al centro un pallone che sembrava destinato al fondo, trovando un sempre pronto Lautaro Martinez che accorcia immediatamente dopo il doppio svantaggio.
(2-2) Il Gigante Buono: a dieci minuti dal 90', un cross di Carlos Augusto è più che buono per la testa di Thuram che, complice una dormita totale del nuovo difensore azzurro, Badiashile, indirizza lì dove Meret (gran partita) non può far nulla. L'Inter la riacciuffa.
(3-2) Il Sorpasso: dopo due colossali occasioni per il Napoli, una con Neres (deve giocare a destra, santiddio!) e una con Anguissa (da non crederci), allo scoccare del 90' arriva una mischia in area che nessuno degli azzurri riesce a risolvere con un bel calcione in tribuna. La palla, infatti, non arriva in tribuna, ma sul piede di Lautaro, che ancora una volta la mette dentro. È sorpasso.
E finisce così.
E finisce così.
I PUNTI CHIAVE:
- Babbo Anguissa: manca ancora un po' a Natale, ma c'è spazio per grandi regali a San Siro. Ci pensa infatti il buon Frank Zambo Babbo Anguissa a regalare due, tre errori sotto porta che, se sfruttati a dovere e con la giusta (sufficiente) cattiveria, probabilmente avrebbero regalato al Napoli un risultato diverso.
- Lautaro Può: ormai l'abbiamo capito da un po' che il capitano dell'Inter nasconde superpoteri che altri comuni giocatori non hanno. Insomma, anche in questa partita riesce, nell'ordine, a evitare un secondo cartellino giallo per: 2 vaffanculo all'arbitro dopo il primo giallo; una gomitata a Rafa Marin derubricata a contatto di gioco; un'arrampicata sulla balaustra degli spalti dopo il 3° gol dell'Inter. E se per la gomitata l'interpretazione, giusta o sbagliata, ci può stare, sul vaffanculo e sull'arrampicata ci sarebbe una cosettina che, probabilmente, nei confronti di un altro giocatore sarebbe stata tirata in ballo: il regolamento.
- Un Passo Indietro: se stai vincendo a San Siro giocando bene, per me bisogna continuare a giocare bene, e non dare all'avversario l'impressione che per te va bene così, consegnandoti ai suoi attacchi. Stavolta i cambi di Allegri sono sbagliati. Il Napoli sembrava avere tranquillamente la forza per giocarsela con l'Inter anche sullo 0-2, magari facendogliene pure un terzo. La squadra invece indietreggia, entrano giocatori non adatti a quel tipo di atteggiamento, e il Napoli la perde.
Inevitabilmente
Inevitabilmente
CONCLUSIONI:
Un vero peccato. Il Napoli se la gioca fuori casa contro la squadra destinata ancora una volta a vincere lo Scudetto, va in doppio vantaggio, ma alla fine torna a casa con zero punti. Zero punti nelle ultime due partite. Zero punti, soprattutto, con due squadre teoricamente da scontro diretto. Sì, teoricamente. Perché, parliamoci chiaro, non dovessero arrivare risultati positivi (vedi: vittoria) nelle prossime gare decisamente più abbordabili, le partite con Como e Inter rischierebbero di non essere più viste come degli scontri diretti.
Questo è.
FORZA NAPOLI SEMPRE

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