Visualizzazione post con etichetta Anni '90. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anni '90. Mostra tutti i post

domenica 19 novembre 2023

La Fine dei Prophilax

Piccola premessa: no, io non ascolto solo musica seria, anzi. Spesso e volentieri mi sono dato (e mi do) all'ascolto di roba tremendamente demenziale, che si prende poco sul serio e che prende per il culo in maniera esplicita anche chi la ascolta. Come? No, no... non sto parlando di Trap, Laura Pausini o reggaeton; santo dio, a tutto c'è un limite, ragazzi!
Ma andiamo con ordine... 

mercoledì 4 agosto 2021

Fear Street Parte 1: 1994 (2021)

Disponibile su Netflix, insieme agli altri due capitoli successivi (1978 e 1966), o meglio, complessivi, "Fear Street Parte 1: 1994" è un interessante Teen-Horror tratto dagli omonimi libri di Robert Lawrence Stine, autore dei più famosi "Piccoli Brividi". In questa prima parte della Trilogia, portata dunque sullo schermo non come Serie TV, ma come una serie di tre Lungometraggi, ci viene presentata Shadyside, la cittadina americana famosa come Capitale Killer degli Stati Uniti. E cosa mai potremmo aspettarci da un ridente paesino con un biglietto da visita del genere? 
Il film si apre infatti con un efferato omicidio in un centro commerciale, in orario post chiusura, a opera di un ragazzo vestito da scheletro. L'episodio sembra risvegliare i ricordi degli abitanti di Shadyside: non è la prima volta (ma va?), infatti, che nella cittadina americana uno psicopatico si diverte ad affilare i coltelli. Ma dietro a questi episodi sembra esserci ben altro che la semplice pazzia del serial killer di turno. E così Deena, la sua ex Samantha, suo fratello Josh, e i suoi amici Kate e Simon, ben presto si metteranno sulle tracce di un'antica leggenda che ha come protagonista una Strega di nome Sarah Fier, e che sembra poter essere la spiegazione a tutto l'orrore che da anni perseguita Shadyside...

martedì 26 maggio 2020

Videogiochi Senza Rete: Nintendo Magazine e Telefono Magico

Parlando qualche giorno fa della mia nemesi dei videogiochi, "Another World", e ricordando al riguardo le difficoltà a cui noi videogamer di un tempo andavamo incontro, senza internet con le sue soluzioni, i suoi forum, i suoi video, mi è tornato alla mente il mitico "Nintendo Magazine", di cui dovrei avere ancora qualche copia sepolta chissà dove. Io ero iscritto al Club Nintendo nei primi anni '90, e in effetti qualche aiuto me lo diede. Se non ricordo male a fine rivista c'era la sezione dedicata ai lettori, in cui ci si scambiavano opinioni, consigli, soluzioni e indirizzi per iniziare corrispondenze. Gli indirizzi di posta, quelli a cui si inviavano lettere, imbustate, incollate e francobollate! E proprio grazie a una di queste corrispondenze, mi pare, riuscii a superare un maledetto punto in cui ero rimasto bloccato per mesi, nel videogioco per NES "Mission: Impossible", di cui magari parlerò più in là. E quella corrispondenza, a distanza di anni, mi ha ritrovato qualche tempo fa su Facebook; entrambi conserviamo ancora le missive!
Un altro aiuto antidiluviano era il numero di telefono a cui chiamare: ti rispondeva un esperto, gli spiegavi il problema, e lui ti dava la soluzione. Io ho chiamato quel numero soltanto una volta, impantanato (ma allora ero davvero recidivo, a quanto pare!) in uno dei giochi che più mi ha appassionato in assoluto: Mystic Quest per Game Boy. Niente... non riuscivo proprio a capire cosa volesse spiegarmi il tizio in lingua inglese, visto che mi parlava (vocabolario alla mano!) di 8 e Alberi di Palma. E allora, spiegato il problema all'espertone, ecco che magicamente, in maniera del tutto naturale, mi spiegò che bastava girare intono a 2 palme in un determinato punto, formando un 8.  Quadernone alla mano, cornetta tra spalla e orecchio, appuntai tutto, ringraziai il tipo come se fosse un Dio, mi precipitai ad accendere il mio Game Boy e... Magia! Si aprì una grotta, e via... verso il successo. Un videogioco, Mystic Quest, che riuscii a completare con enorme fatica ma anche grande, grandissima soddisfazione. E sì... parlerò anche di questo videogame, perché mi ha fatto penare tanto, ed è stato anche l'artefice di una grande litigata con un ragazzino a cui l'avevo prestato. E che colonna sonora!
Insomma, questa era la mia vita da videogiocatore seriale. E sì, credo di poterlo dire: io non videogiocavo... videogiocavo forte!

venerdì 15 maggio 2020

Videogiochi Senza Rete: Another World (1991)

Dopo aver visto ultimamente "Hi Score Girl", mi è venuta voglia di andare a curiosare un po' tra i miei videogiochi preferiti degli Anni '90, tra Sale Giochi, Floppy Disk, CD-ROM e Console. E uno dei tanti videogames che subito mi è tornato in mente, è "Another World". Perché? Perché ne ho un ricordo terribile...
Nonostante mi avesse subito conquistato per l'atmosfera cupa e fantascientifica, dopo pochi minuti, però, mi ritrovai già bloccato. E a quei tempi, senza internet (almeno per me), senza avere la possibilità di cercare questa o quella soluzione, ci si bloccava per davvero. E allora...
E allora eccola, la bestia. Eccolo il punto in cui il mio gioco si fermava. Mio dio... quante imprecazioni. Le provavo davvero tutte per uccidere questo bestione, ma niente... venivo sempre, inevitabilmente, tristemente squartato. 
Game Over. 
E si ricominciava. E arrivava di nuovo 'sto bestione nero a massacrarmi. E massacrarmi ancora. A saperlo che per eliminarlo avrei dovuto battere in ritirata... e invece niente, continuavo imperterrito ad affrontarlo, spavaldo, senza paura. 
E continuavo a morire.
La cosa più triste di tutta questa mia esperienza, però, è il fatto che mi trovavo ancora a inizio gioco. Anzi, diciamo nell'introduzione del gioco. Che tristezza profonda, ricordando questo episodio...