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giovedì 13 giugno 2013

Una Notte da Leoni 3 (2013)

La trilogia dei "quattro leoni" si chiude (ne siamo sicuri?) in maniera dignitosa. Non è facile mantenere buono il livello di divertimento in una commedia a capitoli come questa, senza cadere nella noia. L’inizio di “Una Notte da Leoni 3” forse sembra proprio portarci in quella direzione (a parte la scena iniziale con la giraffa, folle come Alan), ma poi vira verso il classico del film, anche se non siamo più in presenza di fatti accaduti  in “Hangover”. La sbronza o la droga inizialmente non c’entrano nulla. Il gruppo si ritrova nei casini dopo la decisione di aiutare Alan, portandolo non a Las Vegas, ma in un centro psichiatrico. A Las Vegas, comunque, ci si ritroveranno lo stesso, per forza di cose. Uscirne interi non sarà facile, ma gli aiuti decisivi arrivano sempre... prima o poi. E alla fine sarà di nuovo festa. E che festa.
(VOTO: 6,5 – Finale da Leonesse)

lunedì 12 marzo 2012

Una Notte da Leoni 2 (2011)

Riguardo i film ho una certa allergia per i "Numero 2"... per non parlare dei 3, i 4... e così via. C'ho messo un po', quindi, prima di avventurarmi nella visione del seguito di una commedia che mi aveva divertito parecchio: "Una notte da Leoni". Ero comunque curioso di capire cosa si sarebbero potuti inventare per dare un minimo di credibilità a quel "È successo di nuovo..." esclamato da Phil, uno dei protagonisti del primo "Hangover" (questo il titolo originale). Difficile, infatti, dopo i disastri del primo "dopo sbornia" ricadere nuovamente in un disastroso addio al celibato... 
Ma... è successo di nuovo.
I tre amici, stavolta in Thailandia per il matrimonio di Stu, si ritrovano così nuovamente ad affrontare i fantasmi di una notte di baldoria dimenticata. Stavolta non si risvegliano in un Hotel di lusso, ma in uno squallido albergo (se così si può chiamare) di Bangkok, in compagnia di una Scimmietta vestita (straordinaria la sua interpretazione), un dito  (sì, un dito) familiare e un vecchio amico orientale. Insomma, messi peggio di Las Vegas...
Le vicende sono di nuovo divertenti (si arriva persino in un Monastero Buddista), e se in un certo senso ci ritroviamo ad accettare la nuova situazione come "probabile", sarà più difficile definire probabile un finale che mi è sembrato un po' troppo sbrigativo e poco credibile. 
Insomma, niente di nuovo, ma per un film come questo forse è stato meglio così. Si ride e questo basta. 
Anche in questo secondo capitolo, comunque, troviamo i titoli di coda accompagnati dalle foto che raccontano la folle notte dei protagonisti, stavolta immortalati dallo smartphone del giovane e promettente cognato del nostro caro Stu, trascinato nella follia dei tre dopo quello che sembrava un innocente falò in spiaggia.
Se gli addii al celibato di Phil e Stu sono stati questi, c'è da chiedersi cosa potrebbe accadere in un ipotetico addio al celibato del barbuto e stralunato Alan...
(VOTO: 6,5 - È successo di nuovo)