Dopo la vittoria alla prima in casa del Genoa, ecco che al Maradona si presenta un Como che quest'anno ha tutte le carte in regola per lottare per il titolo. Il Como è più forte rispetto allo scorso anno; il Napoli meno. Sì, i giocatori sono gli stessi (anche se un Gutiérrez in meno a mio parere si farà sentire), ma hanno tutti un anno in più e, soprattutto, le avversarie si sono tutte rafforzate, mentre il Napoli è rimasto al palo.
Ma bando alle ciance, e analizziamo la partita...LA PARTITA:
Anche stavolta parto subito dicendo che il secondo tempo è stato decisamente migliore rispetto al primo. Niente di trascendentale nel secondo, ci mancherebbe, ma mentre nel primo il Como ha giocato da grande squadra (e lo è), mettendo alle corde un Napoli timido e lento, nel secondo, per forza di cose, gli azzurri hanno provato almeno a fare la partita, complice un Como attento e conservativo.
Succede comunque tutto nei primi 45 minuti, con il Napoli che, dopo la prima vera occasione della partita, regala un primo gol ai lariani, riuscendo però a riprenderli con una grande rete di Hojlund, per poi suicidarsi con una disastrosa costruzione dal basso che regala il nuovo e definitivo vantaggio al Como.
Nel secondo tempo il Napoli ci prova, il Como si abbassa, ma gli attacchi sono sterili e come al solito mancano aggressività e cattiveria agosnistica.
Finisce quindi male la prima della stagione al Maradona, e sabato c'è l'Inter a Milano...
I GOL:
(0-1) Il Gol è Servito: al quarto d'ora la difesa del Napoli decide che forse è il caso di fermarsi per riprendere un po' fiato, visto il gran caldo; peccato però che intanto il Como è nell'area azzurra, e Baturina si ritrova a fare ciò che vuole con un pallone ben apparecchiato che piazza all'angolo, ringraziando per l'ottimo servizio.
(1-1): Dove eravamo rimasti: l'ultimo gol di Hojlund risale all'ultima di campionato al Maradona contro l'Udinese. Il danese riprende i lariani con uno strepitoso gol da fuori area da grande attaccante.
(1-2): Compagni di Merenda: non saprei con chi prendermela di più tra Rafa Marin, Frank Anguissa e Amir Rrahmani. Tutti e tre contribuiscono a una delle costruzioni dal basso più agghiaccianti degli ultimi anni. Douvikas ne approfitta e piazza il nuovo vantaggio.
I PUNTI CHIAVE:
- La Distruzione dal Basso: come da titolo. Non ho mai amato questo tipo di impostazione, ma a volte è necessaria. Lo è contro le squadre chiuse, per esempio, per spingerle ad aprirsi, a venire avanti, per poi magari provare a scardinare il fortino. Trovo invece assurdo farlo con una squadra aggressiva e giochista come quella di Fabregas, che è lì, già nella tua area, pronta a pressarti per poi magari indurti all'errore. E l'errore arriva, prima o poi. Dunque, che senso ha partire dal basso contro squadre come il Como se, è evidente, non si hanno neanche gli interpreti per farlo?
D'altro canto è proprio il Como che, nel secondo tempo, col Napoli giustamente pronto a pressare per recuperare lo svantaggio, dice addio alla costruzione dal basso e si affida ai lanci lunghi di Butez. Dettagli che fanno la differenza. E i punti.
- I Cambi in Campo: De Bruyne deve giocare, punto. Così come Alisson. Così come Vergara. Faccia un po' il buon Max, ma a mio parere è davvero inconcepibile che il Napoli si presenti senza almeno due di questi giocatori in campo dal primo minuto. E se Neres è in condizione, mettiamoci dentro pure lui.
- A proposito di Neres: su una cosa Allegri mi ha sempre trovato d'accordo, e cioè sul fatto che il calcio è un gioco semplice. E allora il brasiliano deve giocare a destra. Abbiamo due brasiliani in rosa, uno deve giocare a sinistra, Alisson, e l'altro deve giocare a destra, Neres. C'è poco da inventare. Quando ho visto quindi entrare Neres con Politano, stremato e ininfluente (da un po', ormai) ancora in campo, ho visto le streghe. E sono arrivate.
CONCLUSIONI:
A oggi il Como è più forte del Napoli. E quando una squadra che l'anno scorso ti è arrivata dietro, oggi è evidentemente superiore, qualche problema bisogna cominciare a farselo. Anche perché di superiori che l'anno scorso ti sono arrivate dietro, a mio parere, ce ne sono più di una...
Cosa bisogna fare, quindi? Un paio di buoni innesti.
Semplice? No, dannatamente difficile, visto che il mercato è ormai agli sgoccioli, e il Napoli sembra non avere nessuna intenzione di intervenire.
Sabato si va a Milano a giocare contro i Campioni d'Italia. E sì, eccone un'altra sulla carta superiore. Ma questa lo era già l'anno scorso. Il vero problema, come detto, sarà tenere dietro quelle che dietro ci sono arrivate lo scorso anno; e non sarà per niente facile...
FORZA NAPOLI SEMPRE

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